ആദ്യത്തെ 200 വരികൾ.
Tratto dal romanzo:
"Inferno di una donna" di Jim Thompson
I miei omaggi. Franck Poupart, del banco delle buone occasioni.
In tal caso, non ci servono le sue porcherie.
Ma lei in errore, signora, sbaglia di persona.
No, no, sto semplicemente cercando uno dei miei clienti,
il signor Tichides.
Andreas Costantin Tichides, mi hanno detto che lavora da lei.
Le deve dei soldi, vero?
Assolutamente no, per nulla.
No, anzi, è proprio il contrario.
Ci ha pagato una mensilità di troppo e noi vorremo restituirgliela.
Lei perde il suo tempo a raccontarmi balle, giovanotto.
- Sa cosa mi ha combinato quel porco? - No.
L'ho preso per fargli riparare le gabbie dei conigli.
Poi gli ho dato quel che gli dovevo.
Ha detto che l'avevo fregato.
È tornato di notte come un ladro. E mi ha aperto tutte le gabbie.
17 conigli fottuti, si rende conto?
Allora stia tranquillo, giovanotto.
Le dirò dove può beccarlo, quel bastardo.
Alla palestra.
La seconda strada dopo il ponte della ferrovia.
- Ho capito. - E lo sprema bene, anche per me.
Grazie signora.
Sa cosa ci sarebbe voluto per le sue gabbie?
Due o tre belle catene tipo famiglia.
Ottone cromato, importati dalla Svizzera. Garanzia totale per un anno.
Come tutti i nostri articoli di ferramenta.
Si tenga pure la sua roba.
Dia solo un’occhiata, signora. Senza impegni.
Osservi, prego.
Guardi che bella robina, vera tartaruga sintetica.
Ma la pianti, non ho soldi da sbatter via.
E la signorina sua figlia? Magari ha voglia di qualcosina.
- Non è mia figlia, è mia nipote. - Sua nipote? E' molto carina sua nipote.
Sì.... l'ho vista è...
Le farei l'affare.
Potremmo metterci d’accordo, del resto. Questo oggettino passa a lei.
Senti questa.
Beh sì. Che vuole, soldi?
Soldi, soldi, soldi.
Non c’è solo quello nella vita.
Lei ce l'avrebbe una vestaglia imbottita.
Vestaglie imbottite? Una nostra specialità. Importazione dall'Austria.
Pura lana dei Pirenei.
Lei è fortunata, ne ho proprio una della sua taglia in valigia.
Non si muova, aspetti un momentino.
Non fare lo scemo, Poupée. Non è il momento.
Signorina.
Indovino che siamo nella sua ameretta.
Semplice e incantevole. Un po’ rustica, diciamo.
Mi scusi, sa, ma la sua camicia... le è caduta.
Mi scusi tanto.
- Come ti chiami? - Mona.
E' da tanto che ti obbliga a farlo? ça ?
Non si fa una cosa così per una vestaglia imbottita.
Non va bene.
Alla tua età? Quanti anni hai?
Ci sarebbero delle altre soluzioni...
Qualsiasi altro mestiere preso a caso, sarebbe sempre meglio di così.
- E adesso, che si fa? - Cosa?
Quanto ci metti a deciderti?
Mona...
Che lavoro di merda!
Hai bisogno di una mano?
Vuoi?
Insomma, vuoi o non vuoi?
Ti obbligano o no?
Va bene, d'accordo, d'accordo.
Oh là là, niente panico, d’accordo.
Capisci? Io me ne vado.
- Tornerai? - Cosa?
Tornerai?
Oh... Ma allora parli... Finalmente!
E perché dovrei tornare? A fare cosa?
Sicuro...Sicuro che tornerò.
Non trova che mi ingrossa un po'?
Neppure per sogno. Anzi, le dà un'aria molto slanciata.
E cappotti? Ne ha, cappotti?
E che altro? Non ci allarghiamo troppo, è!
La prossima volta.
Non si faccia vedere se non ha un bel cappotto pesante.
Mona! Anche se sei una gran donna,
è meglio che mi tolga di mezzo.
Ragion per cui taglio la corda.
Che vita puttana, puttana d'una vita!
400 franchi sbattuti via, vai avanti così che diventi ricco, vecchio mio.
Sicuro che è legale.
Mi permetterei una simile iniziativa se non fosse perfettamente in regola?
Questo è un signor contratto.
Per un completo a tre pezzi,
con la trattenuta sullo stipendio, in caso di mancato pagamento.
È scritto chiaramente, nero su bianco.
Bene, d'accordo.
E quanto ti deve?
400 franchi.
- Tikides? - Sì, signor Albert.
Ti avevo detto di non combinarmi i casini.
È l'ultima volta che metti piede qua.
Quanto la tua paga, la vedi?
Scordatela, la devo dare a questa piattola.
Poupart! Figlio di un cane!
Mi dispiace, ho altri impegni.
E una vestaglia imbottita, una!
Avanti, a rapporto!
No, mica me la sento, non stasera. Per oggi basta.
Una chiamata veloce, e siamo a posto.
Staplin? Poupart alla linea.
Allora, hai trovato Tikides?
Ah no, non ancora.
Ma stia a sentire, attenzione.
Una vestaglia imbottita... in contanti.
Molto bene, ma sarebbe ancora meglio...
... se tu riuscissi a mettere le mani su quel pidocchio.
Sì, ma capo... Mi lasci un po' di tempo,
Non sia troppo esigente.
Mi do da fare, sa? Insomma... Andiamo.
Un altro po' di tempo, d'accordo. Ma solo un pochino. Fino a domattina.
Su, coraggio, Franck.
Tikides! Allora, amico mio! Tutto a posto?
Calma… calma!
Non siamo nel Far West, siamo in un paese civilizzato!
- Porca miseria! - Ladro!
Sei solo un ladro!
Il tuo vestito è andato subito a pezzi!
Ladro! Ladro!
Tikides è uno stupratore, ah ah ah!
Abbasso Tikides, il mostro!
Come? Stupravore?
Proprio così! Fai pure l'innocente!
E la piccola Mona, da quella vecchia dei conigli… non ti dice niente?
È minorenne, capito? Dritto dentro, Tikides!
Con quella faccia lì, gi sbirri non ti faranno sconti!
Allora, biondino, te le scopi nella culla?
Allora, ti decidi, faccia di merda?
Allora, ciccione, che ci fai lì, steso per terra?
E proprio nel punto più lurido, ovviamente!
Come va? Come va?
Tieni!
Dai! Tieni!
Mi dispiace per il tuo lavoro... Veramente!
Tieni! Prendi questo!
Forza! Tieni!
Prendilo, ti dico!
Ecco! Dai!
Che c’è?
Non c’è bisogno di guardarmi con quegli occhi da zuavo dell’Alma?
Se mi cerchi, mi trovi!
Però, vedi...
Quando posso lasciarmi andare, sono piuttosto a modo.
Tipo San Bernardo, il cuore in mano e mano al portafoglio.
Ma... devo anche pensare al mio lavoro.
Buonasera, comunque.
Sempre gentile, vedo.
Hai ragione, non ce la faccio più.
Pulisco, ma resta sempre sporco.
Ma non funziona niente in questa baracca.
Persino il lavello è ancora intasato.
Ma se era lo stesso anche a Brive! E anche in via Carnot!
È sempre la stessa storia!
Non sei giusto, Non abbiamo mai avuto una casa vera, tesoro.
Sempre topaie. Qui è pure peggio.
Con te tutte le case diventano topaie!
Guarda! Avresti dovuto vedere mia madre!
Come puliva i pavimenti, e mica con l'aspirapolvere!
Non sono tua madre, io!
E te ne vanti pure?
Va bene, d’accordo. Va bene.
Lo so... Sarebbe più facile se guadagnassi più soldi, o se tu trovassi un lavoro.
Ma insomma, cazzo! Non è colpa mia!
Jeanne... sono a pezzi, sfinito.
Sii gentile. Preparami qualcosa da mangiare.
Jeanne... ti ho chiesto scusa, mi hai sentito?
Jeanne... Mi stai a sentire?
Sto chiedendoti... educatamente... di farmi da mangiare.
Educatamente.
Capisci che vuol dire?
Guarda un po’ quella ragazza…
Chi credi di essere, Kiki Caron?
[Nuotatrice francese Messico 1968]
Com'è l'acqua?
Hai rovinato i miei collant! Erano gli ultimi collant che avevo, eh!
Ce ne sono tanti nella mia valigia. Serviti!
Lo so, ma non mi vanno bene.
Sono troppo larghi al tallone, quindi…
Me ne fotto, me ne vado così.
- Dove te ne vai? - So solo che non torno più.
Puoi baciarmi, se vuoi.
Eccola, la gioventù!
Evvai! Ci si diverte… a Kech.
[Kech = Marrakech Espressione umoristica]
- Prendi qualcosa? - Sì, la tua bocca baby.
Ah no, i capelli no!
- Hai da accendere? - Comprateli, c’è un tabacchino all’angolo.
- Salve capo, come va? - Buongiorno, caro Franck.
- No, questo risparmiamelo. - Le mie scuse.
Le mie scuse, capo.
Allora, ecco il mio rapporto.
Mi deludi, sai, Franck? Mi deludi molto.
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