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Si ringrazia
il Servizio dei Parchi Nazionali
del Ministero dell'Interno,
che ha permesso di filmare
le bellezze naturali
del Parco Nazionale di Grand Teton.
L'inizio della storia degli Stati Uniti
è un racconto di tentativi eroici.
Alcuni uomini attraversarono per primi nuove praterie e montagne.
Altri trovarono oro, argento e rame,
o organizzarono l'agricoltura e costruirono nuove città.
Questa è la storia dei primi uomini
che esplorarono in battello il corso dell'alto Missouri.
Partiti da Saint Louis percorsero più di 3000 km
in territorio Indiano ostile, fino alle colline del Montana
e aprirono il varco verso il Grande Nord-Ovest.
La storia che voglio raccontarvi cominciò nell'anno 1832
nel Kentucky lungo la strada per Louisville.
Jim Deakins se ne andava per i fatti suoi
quando vide qualcosa muoversi tra gli alberi.
Non capiva se si trattasse di un orso, di un uomo o di qualche altro animale.
Jim era un tipo piuttosto curioso.
Pensava che non poteva essere né un uomo, né un orso,
altrimenti quell'uccello si sarebbe ben guardato dal fischiare.
Non so come ringraziarvi.
Tanto per cominciare, ridammi il mio coltello.
Subito.
Ecco qua.
Ma di un po', eri tu che fischiavi?
Ma cosa ti prende?
A me non va di esser pedinato, capito?
E a me di essere picchiato.
Specie quando me ne vado per i fatti miei.
Ah, è così, eh?
Stavolta non ti andrà tanto liscia.
No, aspetta un momento, tu stai zoppicando.
Io non voglio battermi con un invalido.
Con me ti batterai.
Non ho tempo di stare qui a farti degli impacchi.
E allora?
Dove andavi con quel carretto?
A Louisville.
Un posto vale l'altro, ci arriveremo che starai bene. Se vuoi, vengo con te.
- Figurati se ti mollo. - Non lo farai.
Fu così che i due si conobbero.
Jim in seguito giurò di non aver mai capito
perché si fosse trascinato dietro quel tipo.
Anche perché quel ragazzo è sempre rimasto un mistero per lui.
Ma come vi ho detto, Jim era un giovanotto piuttosto curioso.
Allora eri tu che fischiavi, no?
Sembri un uccello vero.
Sarebbe anche ora di presentarsi. Io mi chiamo Jim Deakins.
E io Boone Caudill.
- Chi è che ti sta pedinando? - Lo sceriffo.
E perché?
Un tale mi rubò il fucile mentre dormivo.
E lo sceriffo dà la caccia a te?
Quando raggiunsi quel tale, c'era lo sceriffo nei dintorni.
Quello gridò ''aiuto'' e hanno messo me al fresco. Però sono scappato.
Il fucile te lo sei ripreso, vedo.
Ne valeva la pena.
Non ne ho mai visto uno simile.
Basta girare così ed entra in funzione la seconda canna.
E' comodo avere due colpi.
A me ne è sempre bastato uno solo.
Il fatto è che diventarono amici per la pelle.
Facevano spesso baruffa ma con estranei.
Jim vendette il carro
e tutte e due proseguirono cavalcando i muli.
A furia di attaccar briga dovunque
ci vollero un paio di settimane prima che arrivassero.
Poi finalmente videro il fiume Missouri che splendeva sotto la luna
e sull'altra sponda le luci di Saint Louis.
Ma è una città enorme.
Quanti abitanti farà?
10-12.000, a sentire mio zio Zeb.
- Cosa?! - Sì.
Chissà perché si ammucchiano così? Non so proprio che gusto ci trovino.
Io non ci potrei vivere in quel formicaio.
Neanch'io.
Su, andiamo.
Ma guardali, sono fitti come mosche.
Mai vista tanta gente formicolare su e giù per le strade.
Ehi Boone, hai mai notato come camminano in città?
Sembrano papere con la pancia in fuori.
E guarda le donne. Sembrano sacchi di farina strozzati nel mezzo.
Vogliamo vedere di pescare mio zio?
Sarà meglio vendere i muli prima.
Quella ha tutta l'aria di un mercato, no?
Andiamo.
25... 26... 27... 28. Va bene così?
Avete fatto un buon affare, ve lo garantisco io.
Speriamo.
Conoscete per caso un certo Zeb Calloway?
- Un tipo con la barba... - Che cosa fa?
Fa la guida, il cacciatore.
Ehi, conosci una guida di nome Zeb Calloway?
Sì certo, ma saranno 6 o 7 mesi che non viene più qui.
Ma lo potete trovare a Cheyenne o Yellowstone,
insomma in un posto qualunque tra qui e il Canada.
Gran territorio il nostro, ancora non aperto agli uomini bianchi,
meno che a Zeb Calloway.
Io quello non lo chiamerei bianco, sembra mezzo Indiano.
State parlando di mio zio, lo sapete?
Stava solo scherzando.
Si, ma non sembrava tanto uno scherzo.
- Mica voleva offendere. - Sarà, ma deve dirlo lui.
Vi dico che non volevo offenderlo.
Così va meglio.
Forse il vecchio Sam Eggelston saprà dirvi dove trovarlo.
E noi dove lo troviamo il vecchio Sam?
Alla Compagnia delle Pellicce in fondo alla strada, all'angolo.
Tante grazie, arrivederci.
Non ho avuto mai tanti soldi in vita mia. E come pesano.
Tieni, prendine la metà.
E levati dai piedi.
Perché ti arrabbi tanto?
Non mi piacciono gli Indiani.
Stammi a sentire. Devi promettermi di non cominciare a menare le mani
solo perché non ti piacciono gli Indiani
o perché a uno non piace tuo zio, o perché un altro è strabico...
- Almeno per stasera. - D' accordo.
- E' qui Sam Eggelston? - Sì. Sam!
Signor Eggelston, sapete dove possiamo trovare Zeb Calloway?
- Zeb Calloway? - Già.
Vi ho fatto una domanda e non mi avete ancora risposto.
Sapete dov'è?
Non lo so e non mi importa di saperlo.
Basta che se ne stia fuori del territorio della Compagnia,
lui, il suo compare francese e i suoi amici Indiani.
Avete altro da dirci?
No, ma se lo trovate, ditegli che deve ancora pagarci due barili di whisky
che non sono mai stati consegnati al nostro agente al forte Missouri.
- Solo due barili? - E non sapete dove sia?
No!
E allora non abbiamo ragione di ringraziarvi. Andiamo, Boone.
Bravo, ti sei ricordato della promessa.
Già, e con che bel risultato!
Perché? Credi che avresti cavato qualcosa da quelli menando le mani?
Non si può dire. Non è che abbiamo fatto molti progressi finora.
Dopo tutto siamo appena arrivati.
Perché intanto non ci beviamo su qualcosa?
Tutti questi soldi cominciano a pesarmi un po' troppo.
Ho veramente sete. Due whisky, del migliore.
Prego, passate.
Buonasera, signori, al vostro servizio. Desiderate?
Beh, se vuoi darmi quello che desidero...
No, no, mangiare.
- Credo che parli di mangiare. - Sì, mangiare, sì.
Ah bene, allora porta quello che vuoi.
Sì, signore, subito.
Sai che ti dico? Mi piace.
- Alla salute. - Alla tua.
Dammene un altro.
Oh whisky, lasciami...
in pace!
Oh whisky, lasciami in pace!
Perché devo tornare a casa.
Il mio bicchiere sembra così vuoto...
Anche il mio cuore è vuoto.
Se il mio bicchiere fosse pieno,
crederei che lei è fedele?
No, no, ora devo andare ma ritornerò più tardi.
Vedo che non avete ancora trovato Zeb Calloway.
- Beh, non ci siamo sforzati molto. - No...
E' un maiale, ma non è con i vostri grugniti che lo farete saltar fuori.
Ho idea che ci sia bisogno di una piccola lezioncina qui.
Dai all'altro.
Riavrete i fucili quando pagherete la multa.
Sì, sì.
Bene...
Ora dovremo uscire di qui se vogliamo trovare tuo zio.
Mica vorrai pagare spero. Non siamo stati noi a cominciare.
Mi slogo sempre un dito. Tu invece, mai... Grazie.
- Testa o croce? - Per cosa?
Per la cuccetta di sotto.
Mi sono mezzo slogato anche il collo.
Testa.
Non mettermi le zampe in faccia quando monti su.
Che ti venga un colpo!
Possibile che non si possa stare tranquilli neanche in galera?
E che ne sapevo io?
Se non si riesce a dormire qui, dov'è che si può dormire?
Zio Zeb.
Cosa?
Allora, non mi riconosci?
Che mi venga un colpo! Mio nipote.
Proprio io, e questo è il mio amico Jim Deakins.
- Salve. - Salute, ragazzo.
- Che diavolo ci fai qui? - Siamo venuti a cercarti.
Dicevo... Com'è che sei finito qui?
E' il colmo della vergogna trovare un parente in prigione.
Io non ci faccio caso.
Come non ci fai caso? Beh, devi farci caso.
Non mi toccare.
Dovresti arrossire di vergogna. Cosa direbbe tua madre se ti sapesse qui?
- E tu allora? Anche tu sei qui, no? - Non rivoltiamo le carte.
E' il dito della Provvidenza, e dove altro potevo trovarti?
Sì, ma perché tu sei in prigione?
Tutto come tuo padre, parli troppo. L'ho sempre detto a mia sorella:
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