ആദ്യത്തെ 200 വരികൾ.
Sono tornata!
È una semplice abitudine.
Anche se accendo le luci, non cambia nulla.
Però, quando lo faccio,
mi sembra davvero di essere a casa.
Come mi sono divertita...
Bentornata, Koharu!
Non hai ancora cenato, vero?
Esatto.
Unseen
the Clear
Sky
Beneath
Night
Love
Cosa c'è per cena?
La tempura.
Evvai!
Vuoi mangiare subito?
Sì, grazie.
Anche a me viene fame come a tutti,
ma mangiare davanti agli altri
mi mette un po' a disagio.
Buon appetito.
Attenta che scotta.
Il piatto ce l'hai davanti.
Il resto è come al solito.
È buonissima!
Perché se penso che potrei sporcarmi intorno alla bocca,
poi continuo a fissarmici.
Anche quando ho mangiato con Kakeru,
il cuore mi batteva fortissimo.
Guardandoti, immagino che l'appuntamento sia stato un successo.
Come fai a sapere che era un appuntamento?
Ti sei truccata con più cura del solito
e ti sei cambiata d'abito un sacco di volte...
È vero,
oggi avevo una marcia in più.
Mi sono svegliata prima del solito,
mi sono fatta una doccia,
ho scelto i vestiti
e mi sono truccata con cura per farmi bella.
Non mi è nemmeno pesato.
Volevo solo piacere a Kakeru.
Il solo pensiero rendeva tutto più divertente.
Prepararmi è stato così bello
che mi sono chiesta cosa sarebbe successo una volta incontrato Kakeru.
Sì.
Mi sono divertita.
Che sorrisone...
Non sto sorridendo.
Era tutto buonissimo.
È stato un appuntamento breve di nemmeno mezza giornata,
ma il fatto stesso che Kakeru abbia trovato del tempo per me
e che siamo stati insieme
mi rende già felice.
Anche se non ci vedo, ci sono tante cose che voglio fare.
Eppure, la gente prova pena per me.
Perciò, mantiene le distanze.
È questo che mi addolora di più.
Con Kakeru, però, è stato diverso.
Lui ha provato a capirmi.
Ascolta...
Non rispondere, se non te la senti.
A volte, Kakeru ha un tono di voce molto dolce.
Lo fa quando sta attento
a non dire qualcosa
che potrebbe ferirmi.
Ecco...
Cosa si prova a essere ciechi?
Vedi soltanto buio?
Uhm...
Davvero, non c'è bisogno che rispondi...
Si tende a pensare che sia tutto nero,
ma per me è l'esatto contrario.
In che senso?
È una specie di nebbia trasparente
simile a vedere tutto bianco, diciamo.
Kakeru dice spesso quel suo "Huh...".
Sarà un'abitudine?
Che carino.
Magari lo fa
quando sta riflettendo bene su cosa dire.
Mi piace questo lato di lui.
"Deve essere dura non vederci."
Molta gente dice così.
Immagino che essere ciechi sia davvero una cosa rara.
Però io vorrei dire a tutti loro
che sono una ragazza normale.
Come oscilla!
Ecco, c'è un corrimano proprio davanti a te, all'altezza della vita.
Tieniti lì.
Va bene.
Certo,
quando ho capito che avrei perso la vista è stato uno shock.
Ma col passare del tempo, ci si abitua.
Riesco a mangiare
e anche a farmi il bagno.
Posso usare uno smartphone,
e ascoltare gli audiolibri.
Riesco anche a truccarmi
ed essere alla moda.
Non metto scarpe con il tacco sottile
perché rende difficile usare i percorsi tattili.
Stivali e sandali vanno bene.
Vivo una vita sorprendentemente normale.
Grazie per essere saliti a bordo con noi.
L'imbarcazione salperà tra poco.
Tieniti forte, mi raccomando.
Puoi contarci!
Insomma, tieniti!
Ci sono tante cose che non riesco a fare da sola,
ma in qualche modo me la cavo.
Ho imparato ad affidarmi agli altri quando non ce la faccio,
ed è così che ho conosciuto tanti amici.
Perciò non c'è bisogno di preoccuparsi così tanto per me.
Il vento è molto forte. Tutto ok?
Sì, è rinfrescante.
Su entrambi i lati del battello,
lungo le sponde del Sumida,
si ergono file di grattacieli.
Ho capito.
Lungo la riva, ogni tanto si vede un parco
pieno di alberi verdi.
Il sole è alto e si riflette nel fiume,
è quasi abbagliante.
Mi piace come pensi a me così, con naturalezza e discrezione.
Mi piacciono le sue mani calde.
Mi piace la sua voce.
Mi piace il suo umorismo.
Mi piace la sua gentilezza.
Woah!
Cos'è successo?
Sul lato del ponte che abbiamo davanti c'è scritto Eitaibashi,
quindi immagino si chiami così,
ed è più basso degli altri.
Abbassati, potresti battere la testa!
Va bene!
Scusa.
Era più alto di quanto pensassi.
Non ci avremmo sbattuto contro.
Ma come?!
In momenti simili,
penso che un po' in realtà mi piacerebbe
poterlo vedere in faccia.
A prescindere dal vederlo o meno,
sono sicura che me ne innamorerei lo stesso.
A me piace Kakeru.
Però, ho paura di confessarglielo.
Magari non vuole stare con una disabile...
No, lui non è quel genere di persona.
Continuo a ripetermelo,
ma provo comunque ansia.
Provo comunque paura.
Siamo arrivati alla Baia di Tokyo?
In effetti sento l'odore del mare.
Ormai saremo quasi arrivati.
Da quest'angolazione non si vede l'università,
ma dovremmo essere vicini a Etchujima—
Ah...
Scusa se ti ho toccata!
Tranquillo.
È tutto a posto.
Mi sto divertendo molto!
Se solo non fossi stata cieca,
sarei riuscita a dirgli che mi piace?
No... Credo che avrei comunque avuto timore di farlo.
Capisco...
Non sapevo che dichiararsi facesse tanta paura.
Che felicità...
Sono felice di aver imparato questa cosa.
Sono felice di aver scoperto
cosa si prova a innamorarsi.
Chissà cosa pensa Kakeru di me...
Forse dovrei dichiararmi io?
Ma se rifiutasse?
Anche dopo esserci scambiati i contatti,
lui non mi ha mai scritto per primo.
Mi diverto, mi diverto tanto... ma fa male.
Sento il cuore che mi scoppia.
Sono così felice e allo stesso tempo sto così male che non so cosa fare.
Kakeru...
Uuuno!
Dai!
Uuuno!
Dai!
Uuuno!
Dai!
Uuuno!
Dai!
L'allenamento con il cutter.
Dicono che sia una tradizione del dormitorio, che duri da cent'anni,
che sia iniziata ai tempi dell'arrivo delle navi nere...
Ci hanno ricamato sopra ogni sorta di storia assurda.
È un allenamento imposto a tutti gli studenti del dormitorio.
Gli studenti si radunano al molo di Harumi alle prime luci dell'alba,
e, a bordo di piccole imbarcazioni chiamate cutter,
sono costretti a remare incessantemente
a ritmo di incitazioni finché non sorge il sole.
Uuuno!
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