The first 200 lines.
:=:== Sottotitoli di SRT project ==:=:
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SRT project e' lieta di presentare
'Intervista ad un sicario'
Traduzione: cerasa
Corrieri internazionali
Perche'?
Lo sai gia'.
Ti prego.
Salve, Xavier.
Victor?
Ho bisogno di qualche prova.
- E io che mi ero preoccupato. - La prudenza non e' mai troppa, giusto?
Cominciavo a pensare che non venissi piu'.
Le mie scuse, ho avuto un paio di cose da sbrigare.
- Sono a sua disposizione, ora. - Molto bene.
Ricordo di averlo gia' visto.
Mi piaceva, era forte.
Temo che il tempo sia breve.
Gia', eri il re dei gangster, quello che non falliva mai...
Che e' successo?
Be', ho fallito, ovviamente. E poi...
Be', avrei potuto...
Oh, si'...
- Quanti anni aveva lei? - Abbastanza.
Un po' piu' di 10 anni, se non ricordo male...
Non credere a quel che leggi sui giornali.
Si', certo.
Bene, sono pronto. Da dove vorresti iniziare?
Dall'inizio.
Quartiere periferico di Bucarest, Romania
Eravamo in quattro.
Alexandru, Cezar, Marcu e io.
Ma solo uno di noi fu cosi' stupido
da rubare dei soldi a dei teppisti della zona.
Grigore e Flavius.
Dove sono i miei soldi, piccoletto?
Dove sono adesso?
Victor, ti chiama tua madre.
- Dove sono i miei soldi? - Dai, andiamocene, dai.
Prendi i miei soldi, stronzetto.
Che cosa hai fatto, Victor?
Lascialo in pace, Cezar.
Ora se la prenderanno con noi.
Be', di' qualcosa, Marcu.
Devo andare.
No. Lascialo in pace.
No.
Alzati.
Ho detto alzati!
Hai i miei soldi?
No.
Ti do una settimana,
e poi porteremo tua moglie a prostituirsi.
Hai capito?
Si'?
Molto bene.
Bene.
Prova ad alzarti.
Aiuta tuo padre, Victor.
Victor.
Ma guarda la tua faccia!
No, no, no, dai!
Guarda qua.
Si', si'.
Che cosa vuoi?
Voglio un lavoro.
Come ti chiami?
Victor.
Sei il figlio di Krushchenko, giusto?
Sai, tuo padre,
mi deve tanti soldi.
- Vuoi lavorare per quei soldi? - No.
No?
Quelli non sono debiti miei.
Non sono debiti tuoi, eh?
Sai, figliolo, hai del fegato
per venire cosi' a mani vuote.
Vai, Drago.
Non sono debiti tuoi, eh?
Ehi!
Nicolae...
portalo con te, domani.
Victor.
Che ti e' successo alla faccia, figliolo?
Che ti e' successo alla faccia?
Figliolo.
Ragazzo!
Figli del cazzo.
No, no, te l'ho detto. Aspetta!
No, no.
No, no!
No!
Hai vinto?
Chi vuole saperlo?
Hai i miei soldi?
Si'.
Si'.
Ho i tuoi soldi.
- Si', ho i soldi. - Si'?
Ecco i soldi, tanti soldi...
Tanti altri ancora...
Io...
- Zoltan, stai imbrogliando. - Non sto imbrogliando.
Victor.
Victor...
Ciao.
Anton e' a casa?
Si', entra pure.
Lui chi e'?
E' venuto per te.
Che cosa vuoi?
Mi manda Serghei.
Ti manda Serghei?
Per cosa?
Per i soldi che gli devi.
E ha mandato te...
per i soldi?
Di a Serghei che, se vuole i suoi soldi,
non deve mancarmi di rispetto.
- E ora levati dai coglioni. - Anton, non davanti alle ragazze.
Comunque, l'ho gia' visto. E' uno di Serghei.
Gli devi dei soldi?
Non me ne vado senza i soldi.
Piccolo stronzetto.
Che cazzo pensi di fare con quella, piccolo bastardo...
Dopo quello che era successo non potevo restare li'.
Quindi mi portarono in citta'.
Qualche affare ando' storto
a Traffikant e gli serviva un permesso per ritornare.
Quindi ci portarono da Vadim,
il capo della piu' grande famiglia.
Ciao, amico mio.
- Piacere di rivederti. - Che bello rivederti.
- Ne e' passato di tempo. - Gia'!
E lui chi e'?
Eh?
Franco.
L'ultima volta che ti ho visto eri alto cosi'
e guardati ora, un giovanotto.
Mi dispiace tanto per tua moglie.
Forse, per lei e' stato meglio cosi'. Non era tanto felice, qui.
- E' proprio come David. - Come sta?
Lui sta bene.
Dovresti portare Franco uno di questi giorni qui,
cosi' starebbero un po' insieme.
E tu?
Sei pronto per ritornare?
La polizia mi sta ancora cercando.
Gia', ma sai com'e' fatta la polizia,
cercano sempre nei posti sbagliati.
Oh, un'altra cosa.
Spero che lui ci sia d'aiuto.
E' cresciuto in campagna.
Cosi' giovani,
e cosi' tanto precoci, al giorno d'oggi.
Allora, topolino di campagna, sei pronto per la grande citta'?
Divenni il piu' giovane esecutore, un assassino nato.
Era cosi' che Serghei mi chiamava.
Mi ha insegnato tutto lui.
Mi ha insegnato... a non fallire mai.
Mi ha insegnato a come comportarmi nel mio ambiente.
Il mio nome e' Victor.
Il mio nome e' Victor.
Il mio nome e' Victor.
Tradimento, astuzia e inganno.
Capire i segreti dei nostri nemici.
E' 'La lezione numero uno'
A volte quando e' necessario mettere un uomo in ginocchio,
cioe', farlo davvero a pezzi,
a volte una pallottola non e' abbastanza.
Sai Anatolie...
hai le palle.
Su questo non si discute.
Ma non hai la minima idea, cazzo,
con chi hai a che fare.
So con chi ho a che fare.
Fammi indovinare...
mi stuzzicherai le palle con un rompighiaccio?
Allora, ho indovinato?
Allora fallo e basta!
Ma se lo fai faresti meglio ad uccidermi
perche' ti piazzero' una pallottola in testa.
Forza, allora!
Che cazzo stai aspettando?
Cos'e' 'sta storia?
No, no! Lei non ha niente a che fare con tutto questo.
Fa' quello che vuoi con me, ti prego,
ma lei non c'entra con tutto questo.
Ti prego...
Ti prego... no!
No, no.
Avevo una lunga carriera davanti a me.
Ma poi Franco, il figlio di Trafikant, incasino' tutto.
Serghei e Victor!
I miei eroi.
Tuo padre ha detto che hai problemi con la macchina.
No... No... nessun problema con la macchina.
Problemi con le ragazze, sapete...
Victor la valigia nel portabagagli.
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