The first 200 lines.
A 12 anni mi hanno regalato una bicicletta per andare a scuola.
Che io ricordi quella bicicletta è stata la cosa che più ho desiderato nella vita.
Passavo le lezioni con la paura che fuori me la rubassero.
Un'ansia senza fine,
se avessi potuto l'avrei portata in classe con me.
Finché un giorno sono uscito e la bicicletta non c'era più:
è stata una liberazione!
- Questo è il profilo di cui ti parlavo. - Ok.
Questa è un'integrazione alla tua pensione, praticamente,
l'unico modo per stare tranquillo in vecchiaia è una polizza integrativa.
Io ho trovato il primo lavoro da due mesi, ho 26 anni, mi sembra un po' presto.
Quando ci vuoi pensare, quando sarai vecchio? Non potrai fare più niente, lo devi fare adesso.
Non mi interessa granché, credo che avrò una pensione discreta.
Discreta oggi, però poi domani, con la diminuzione del potere d'acquisto,
con la pensione ci pagherai a stento le bollette.
Mia moglie percepisce una buona pensione, quindi credo che in due ce la faremo bene.
- E se vi separate? - Veramente ci siamo sposati da appena due mesi.
A maggior ragione, statisticamente è molto probabile che finirete col separarvi.
Anch'io ho una polizza come la sua.
Quando scade, tra un anno, userò quei soldi per il matrimonio o per comprare casa.
- Mi hai convinto, ok! - D'accordo? Grazie.
Hai dimenticato l'anniversario?
- Tu la ami, lei non ti ama? - No.
Peccato!
Su questo avevo una frase bellissima. Senti questa!
"Io le rose tu le spine". Bella, eh?
L'ha scritta un ragioniere che si era innamorato di donna bellissima, una hostess!
Lui veniva tutte le notti a mandare fiori. Questo era l'ultimo messaggio.
Che cosa hai combinato?
Ma che ho combinato? Dice che vorrebbe vedermi più convinto.
"Dammi un'altra possibilità". Ecco questa!
Questa è usata molto dagli stalker. Sei uno stalker tu?
- Sei impazzito? No, ma quale stalker? - Peccato! Gli stalker sono ottimi clienti.
- Uno qui, prima che lo arrestassero, ha speso 2000 euro in due mesi. - Pensa un po'!
- Dammi retta: "Mi manchi", funziona sempre. - "Mi manchi"?
Mi manchi...
Ecco qua...
- Consegno la mattina, prima di pranzo. Va bene? - Va bene.
- Senti, ma come è finita la storia del ragioniere con la hostess? - Malissimo!
Non riusciva a dormire, praticamente è impazzito.
Non ti puoi mettere con un'hostess. Non sai mai dove sta, cosa fa.
Si è messo con la donna sbagliata! Va be', grazie, eh.
Quando vi sposerete farete la... La divisione...?
La separazione dei beni, certo, sì... Poi quando ci sposeremo lo faremo.
Non per niente, ma tu comprerai la casa, metterai i soldi, è giusto così o no?
Però ti ho detto manca ancora...
- Come si dice in questi casi? Patti chiari... - Amicizia lunga. - Esatto.
- Stasera non uscite con Simona? - No, abbiamo cambiato programma... Così.
- Ah, non mi hai detto com'era il pollo con i peperoni? - Ottimo, bravissimo!
Ho comprato il baccalà, lo tengo due giorni in ammollo, sentirai che roba.
- Infatti, sentivo un odore... - Ah, si sente?
Scusa! Ciao, sto cercando un taxi, sai dove posso trovarlo?
Mi hanno detto che alla stazione ci dovrebbero essere.
- No. Mi dispiace, ciao. - Ciao.
- Scusa... Scusa! - Sì?
- Ciao, scusa, io sto cercando un taxi, sai dove sono? - No.
Però mi hanno detto che vicino alla stazione ci dovrebbero essere. Dov'è la stazione?
E' verso Castro Pretorio, sai dov'è?
Allora, guarda, da questa parte.
Tu vai sempre dritto su questo vialone, non sbagli. E poi da là chiedi a qualcuno, tanto è vicino.
Ma tu non è che fai un pezzo di strada in là, così lo facciamo insieme?
No, io sono praticamente arrivato, però se tu vai in quella direzione...
- Ok, grazie. - Da là puoi chiedere, va bene?
Senti, se vuoi ti posso accompagnare io, va bene?
Aspetta, non ho aperto. Prova. Adesso sì.
Grazie, eh! Ho appena fatto un esame all'università.
Anna.
Renato.
- Senti, Renato, non è che per caso vai verso San Giovanni? - No, da tutt'altra parte.
- Comunque non sei svelto. - Scusa?
Cioè, una ragazza ti chiede un passaggio così, no? Insomma...
No, che centra? E' che poi...
- Ci sono degli appuntamenti, non posso proprio... - Non posso cosa?
No, poiché hai detto che devi andare praticamente dalla parte opposta...
Ma, Renato, sto scherzando! E' uno scherzo, una battuta.
No, ma avevo capito...
Ho messo su il caffè, due minuti ed è pronto.
No, ma non serviva che ti disturbavi.
Carino qua... Studi qui?
- Che esame era? - Filologia italiana: ventotto.
Quasi trenta, vedi per poco! Ma sei fuori corso tu, mi sa un po'.
- Stai dicendo che sono vecchia? - Ti pare che ti dica una cosa del genere?
Prima stavo guardando... E' tua madre?
- Vi somigliate, l'ho capito subito, sembra simpatica. - E' morta.
- Mi dispiace! - Comunque non era simpatica.
- Mi dispiace che è morta. - Non te ne frega un cazzo.
- Come non me ne frega un cazzo? - Non te ne frega un cazzo.
- Me ne frega... - Non te ne frega un cazzo.
Che c'è, non ti va?
No, io pensavo che avessi fatto tutto questo per il passaggio e basta.
Te l'ho detto che non sei svelto.
Oddio, mi è caduta la borsa, scusa.
Abbracciami.
Stringimi, stringimi.
Stingimi. Più forte!
Allora lo prendi il caffè?
Sì, amore!
Scusa, non ho sentito!
Che fai?
- Non posso. - Un attimo, il caffè è quasi pronto.
Non è una questione di un attimo, è che proprio non fa per me.
Se una cosa non fa per te meglio lasciar perdere.
- Scusa? - Non vivrei più tranquillo.
Farei la fine di quel ragioniere che non dormiva più.
Una bicicletta che mi ruberebbero subito.
Ma che cazzo dici?
Niente.
- Va be', aspetta, ti lascio il mio numero. - No, meglio di no.
E allora ciao.
- Chi è? - Controllo.
Sono qui. A posto?
- Il signore chi è? - Un mio amico.
- Favorisca i documenti per cortesia. - Guardi che posso ricevere.
Non mi faccia perdere tempo, ho il collega che aspetta in macchina. Documenti.
- Sei incensurato, no? - Eh, certo, perché?
Una volta tanto che mi viene a trovare qualcuno.
- Buongiorno. - Buongiorno a tutti! Ciao, gioia.
- Che ci fai qua? - S'è rotta una tubatura dell'acqua e non si poteva lavorare.
Allora ho fatto la spesa e sono tornata.
- Arrivederci. - E speriamo di no.
Scusa, ma non era...
Gioia mia, non capisco, perché ti arrabbi con i poliziotti.
Quelli sono gli unici che ti vengono a trovare.
- Come gli unici? - Ma perché non gliel'hai detto?
Che cosa?
- Sono agli arresti domiciliari. - Ma se ti ho incontrata per strada.
Avevo un permesso per fare un esame.
Non ha passato l'esame ma si è trovata un fidanzato.
Scusi?
Per essere la prima volta che esce, ha una buona media: un'uscita-un fidanzato.
Ma non dev'essere stato difficile.
Ma lo sai che tua madre è proprio antipatica? Avevi ragione, ma proprio l'espressione che è...
Ma non era morta?
Sì, comunque tu me lo dovevi dire. Per quale reato scusa?
- Rapina. - Rapina? Bello.
A mano armata, aggravata e continuata!
Pure! Alé! Perfetto!
Certo che mi preoccupavo, ti sembro uno che va in giro coi banditi?
Hai ragione, gioia mia. Cosa devo dirti? Me la sono dovuta mettere in casa.
Senta, signora, non è che possiamo fare il paragone tra me e lei.
Lei è la madre, io l'ho conosciuta stamattina per strada.
E lo dici pure.
Va be', io vado via. E' proprio antipatica...
- Quanti anni ti mancano ancora? - Un paio d'anni.
Ma è successo qualcosa?
- Dico, problemi? - No. Nessun problema!
Con Simona tutto bene?
Simona? Sì, tutto bene!
Sì, però, scusa, di' la verità: si è comportata male ha fatto qualcosa?
Ma chi?
Simona!
Simona? Ma perché ti vengono in mente certe cose? Io non capisco...
- Perché ti vedo strano. - No, sto così perché sono stanco.
Anzi mi sa che vado a letto. Buonanotte.
Buonanotte!
Niente, quindi non devo più fare il turno di domenica, capito?
Buono, no? Così abbiamo anche più tempo per stare insieme.
- Tu? - Che ho fatto io?
- Siamo io e te qua. - Eh, infatti...
- Ma niente il solito: appuntamenti, appuntamenti... - Mi sei mancato.
- Anche tu. Te l'ho scritto, no? - Sì, sì.
- Scusa per l'altro giorno, sono stata troppo impulsiva. Grazie. - Hai fatto bene.
Hai fatto bene perché...
Perché hai dato modo anche a me di... Insomma, di tornare a riflettere...
- Quindi vuoi sempre che ci sposiamo? - No!
- Ho detto no? - Hai detto no.
Volevo dire: sì, certamente... Sì.
E poi mi sei mancata, veramente, proprio tanto.
Tu sei proprio sicuro che vuoi stare con me?
- A forza di farmi la domanda mi fai venire il dubbio... - In che senso?
No, mi fai venire in mente il dubbio che forse...
Ecco, io dico di sì, però forse è no.
E' un incubo questo, Renato? Cosa stai...? No, non capisco, che fai?
Prima mi mandi le rose, poi mi dici sì, no, sì, no...
Allora che mi hai chiamato a fare? No, dimmelo, sto perdendo tempo?
Perdo tempo con te? Dimmelo prima.
Mi vuoi rovinare la vita? Dimmelo! Se è così, dimmelo!
Io potrei mai rovinare la vita a te? Dai.
- Sei proprio stronzo. - No.
Sì.
Vaffanculo, Renato.
Sono agli arresti domiciliari.
Per altri due anni.
Dimmi tutto!
Niente, come ti ho detto al telefono...
Non è per me, è per una persona che conosco.
Ha fatto degli anni di carcere. Rapina...? Sì, rapina.
Adesso le hanno dato i domiciliari, dovrebbe fare ancora due anni.
- Ok. Come sai io non faccio penale. - Sì.
Però dimmi tutto, se ti posso essere utile chiedi pure.
Io volevo capire come funziona questa cosa dei domiciliari.
Nei domiciliari, come sai, un soggetto non può uscire di casa.
Se esce anche solo per andare a prendere un caffè è evasione.
A parte questo, non c'è nessuna possibilità che magari la facciano uscire prima...
- In Italia hai visto com'è... - Ah, dici che il carcere non se lo fa nessuno.
- Infatti. - Hai ragione.
Allora, questa è una condanna definitiva.
Oltre lo sconto per buona condotta, di cui usufruiscono tutti, non ci sono altre riduzioni.
- Quindi è proprio difficile difficile? - Molto difficile, anzi, quasi impossibile.
La legge permette solo rarissime eccezioni, a questo proposito il testo è molto chiaro.
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