The first 200 lines.
Merda!
- Non sembri tedesco. - Invece lo sono.
Non sembri neanche un autostoppista.
Avevo immaginato questo viaggio come una ricerca.
Avevo finito gli studi di matematica e volevo cominciare a vivere.
Volevo tagliare i ponti, bruciare le formule,
e se mi bruciavo anch'io, mi andava bene.
Volevo stare al caldo,
volevo il sole e andai a cercarlo...
- Per me basta. - Di già?
Mi sa che non li ho tutti.
Tranquillo.
- È tutto quello che hai? - Non ti preoccupare.
Stammi bene.
- Non hai spiccioli? - No.
Scusami.
- Che c'è? - Da dove vengono questi soldi?
Tu giochi da cani e non hai una casa, va bene così.
Perché?
- Così mi porti fortuna. - Grazie.
Dai, non rompere.
- Come ti chiami? - Stefan Bruckner.
- Io sono Charlie, cosa bevi? - Però pago io.
Due birre.
- Vieni da lontano, sembra. - Da Lubecca.
- E dove stai andando? - Forse a Fez.
Mi interessano i matematici arabi.
In Marocco, ci sono stato con un mio amico.
La polizia ci ha inseguito, anzi, non proprio la polizia...
- Ti troviamo un buco. - Un che?
Un buco, una stanza.
Oh, perfetto.
Come hai fatto a rimettermi i soldi in tasca?
Il modo c'è...
Segreto professionale.
Sei lesto con le dita.
Sì, ma mai per prendere.
Lo spero.
Ti senti bene?
Allora, com'è andata?
Non è andata.
In un'ora di gioco non mi è venuta neanche una coppia.
Poi mi è venuto un full, ma l'altro aveva una scala reale.
Come rimediamo un po' di grana?
Lavoriamo.
Che facciamo?
Non lo so.
Potremmo vendere cartoline, mappe della metropolitana,
o qualcosa del genere.
Sì, mi ci vedo proprio.
Potremmo gestire delle squillo.
È come per le carte, serve un capitale.
Tu sei un tipo onesto?
Così così, e tu?
Come te, così così.
Forse ho un affare che fa per voi, lo tenevo per un amico.
- Quanto? - Duemila.
C'è un piccolo rischio,
ci abita della gente, ma ha una casa in campagna
dove trascorre tutti i week end, potete andarci un sabato sera.
- Che quartiere è? - Etoile, roba di lusso!
La piantina.
È regalato.
Una camera, bagno, salone... uno, due...
tre W.C.!
La merce la recuperi tu?
- Paghi in contanti? - Sempre.
Un minuto, hai i soldi?
- Li vuoi subito? - Preferirei.
Li avrò fra tre o quattro giorni.
Va bene, se non ti fregano l'affare nel frattempo.
- Non lo tenevi per un tuo amico? - Ne ho da vendere, di amici.
Dammi i soldi.
Per noi sono tanti, il resto mercoledì.
- Charlie! - Come stai?
- Che succede? - Non ti preoccupare.
- Hai i soldi? - Solo 200 franchi.
Io ne ho 550, ne servono altri 200.
- Di chi è questo appartamento? - Di un riccone americano.
Si crede un hippy.
È quello laggiù.
Beviamo qualcosa.
Bella casa.
- Chi sono queste persone? - Gente qualsiasi, ne conosco pochi.
Quello laggiù che passa la sigaretta?
Non lo so, c'è sempre.
Fu un colpo di fulmine,
io sono fatto così...
E la ragazza, la bionda?
Lì all'angolo.
Ero geloso del ragazzo con cui parlava...
Che ti prende? Perché mi guardi così?
Si chiama Estelle, vive a New York, la vedevo sempre al Pussycat.
- Però... - Cosa?
- Stai alla larga. - Non sono all'altezza?
Non posso spiegarti.
Perché?
Dai, bevi.
- Io passo alla birra. - Prova in cucina.
Non trovo la birra.
- Vuoi che ti prepari qualcosa? - Va bene.
Che facciamo?
- Ti va un margarita? - Quello che vuoi.
Posso aiutarti?
Come ti chiami?
Estelle!
- Cosa fa Charlie? - Niente.
E tu?
Niente.
E tu?
Niente.
Come mai non bevi, non ti piace?
Sì.
Mi sento perfino un po' sbronzo.
Anche io.
Ho chiesto di te a Charlie.
- E cosa ha detto? - Non te lo dico.
Cazzo... E dai!
Ti ho visto nell'angolo,
ho chiesto di te a Charlie e mi ha detto che sei...
- Ce ne andiamo. - Che succede?
Sbrigati, dobbiamo filare. Ciao, tesoro.
- Dove posso chiamarti? - All'Hotel Louisiane.
Ho trovato il resto dei soldi.
Come?
La tua ragazza ha lasciato in giro la borsa.
- Grazie di averla tenuta occupata. - Che bastardo!
Sono solo i 200 franchi che ci servivano.
Glieli riporto subito.
Prima concludiamo l'affare, poi puoi fare il gentiluomo.
Perché non lasci perdere Estelle?
Cazzo!
Solo vestiti!
Charlie, vieni qui.
- Chi è? - Stephan.
- Chi? - Stephan!
Avrei preferito che chiamassi prima di venire.
Ti ho portato un regalo.
Che bel pacchettino!
Ti restituisco i 200 franchi che ti ho rubato.
Interessante.
Entra.
Sono diventati 400.
- Come mai? - Interessi sul prestito.
Ho fatto un buon affare, grazie a te.
Complimenti.
Quando vorrò fare un investimento, mi rivolgerò a te.
Ma era anche una scusa per rivederti.
Non devi pagarmi per questo.
Volevo dirti una cosa.
Dimmi.
Non so da dove cominciare.
Prova.
Lascia stare, credo di aver capito.
- Forse è meglio che vada. - Aspetta.
Perché?
Mi piace sentirti parlare.
Accidenti, è tardi!
È forte!
Che cos'è?
Stai scherzando!
Così.
Meglio.
Fra cinque anni sarà legale.
Non sento niente.
Aspetta.
- Che cos'è? - Mi è venuta un'infezione.
Per cosa?
Quando ero a New York mi facevo.
L'ago era sporco.
Quando è successo?
Circa un anno fa.
Ma da allora non l'hai più fatto.
No.
Brava, altrimenti ti renderei la vita difficile.
Bel modo di iniziare!
Ho perso l'aereo.
- Quale? - Per Ibiza, ci vado domani.
- Vuoi venire con me? - Altroché!
- Però non posso partire subito. - Perché no?
Devo concludere l'affare, finisco tra una settimana.
Quando arrivi, chiedi di Ernesto Wolf, io sto lì.
Questo cos'è?
Leggi
"II cervello è come una mappa dell'Africa nel 1850,
ancora quasi del tutto inesplorato.
Queste zone scure
sono sede delle funzioni più alte: La razionalità e la creatività."
Un caffè.
Conosce l'indirizzo del dott. Wolf?
Hotel del Sol Negro, nella parte alta della città.
- Mi scusi, il dott. Wolf è qui? - No.
È sicuro? Mi hanno detto...
È il proprietario dell'hotel, ma abita nella sua villa.
Non ama essere disturbato.
- Estelle Miller c'è? - No.
- Però alloggia qui. - Sì, ma è uscita.
- Sa quando tornerà? - Non rientra da due giorni.
Mi può dare la sua chiave? Mi sta aspettando.
Mi rincresce, ma no, non ha lasciato disposizioni.
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