Ali Wong: Hard Knock Wife

Ali Wong: Hard Knock Wife

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Ali Wong Hard Knock Wife 2018 720p NF WEBRip DD5 1 x264-NTG
Ali Wong Hard Knock Wife 2018 WEBRip x264-ION10
Ali Wong Hard Knock Wife 2018 1080p NF WEBRip DD5 1 x264-NTG
A Commentary by ZEDSUB

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Published on: 2018-05-13
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The first 200 lines.

Signore e signori, accogliamo sul palco...

Ali Wong!

Mamma mia!

Mi è giunta voce

che tutte le asiatiche della città...

si siano radunate in questo teatro stasera.

Già.

Grazie di aver portato i vostri fidanzati bianchi.

Veramente...

vi ringrazio con tutto il cuore.

Che emozione essere qui!

Non mi sono esibita tanto...

negli ultimi due anni...

perché due anni fa ho partorito una bambina.

Quando ho ricominciato a fare spettacoli...

gli altri monologhisti erano increduli.

Dicevano: "Dio mio, Ali...

Ma che ci fai qui?

Non hai appena avuto un bambino?"

Ho detto: "Senti...

Sto con la mia bambina dal giorno in cui è nata...

tutto il giorno, tutti i giorni.

Le voglio un mondo di bene...

ma manca poco che la lasci in un cassonetto.

Devo stare qui per sentirne la mancanza...

così non finisco in galera". Mi fanno domande sessiste:

"Se tu sei qui, chi si occupa della bambina?"

Chi cazzo pensi si occupi della bambina?

La TV si occupa della bambina, ok?

Ha le finestre aperte,

le ho lasciato le vitamine gommose, sta bene!

Ci ho provato a fare la mamma casalinga...

per otto settimane.

La parte casalinga mi piace.

La parte di mamma non mi fa impazzire, è una cosa implacabile.

Sono stata stupida e ingenua a pensare che fare la mamma casalinga

significasse rilassarsi, poter cagare a casa propria...

guardare talk show e andare a mangiare con le amiche.

Non avevo capito

che il prezzo da pagare per restare a casa

fosse dover fare la mamma.

È un lavoro, sapete.

È un lavoro di merda.

Non becchi i contributi, nessun collaboratore.

Passi la giornata in isolamento con questo Tamagotchi umano...

senza il pulsante Reset, la posta in gioco è altissima.

Un Tamagotchi comunica di più di un bambino umano.

Almeno lui te lo dice quando fa la cacca.

Con un bambino umano, tiri a indovinare,

metti alla prova l'intuito annusandogli il culo...

ventisei volte al giorno.

Non è che puoi telefonare e annusarlo da lontano.

Devi girare il bambino, schiaffarti con la faccia nel suo culo

e fare una bella inalazione yoga con la bocca e tutto

perché, a furia di annusare cacca, ti si è bruciacchiato l'interno del naso.

Per questo, so di amare la mia bambina più di ogni altra persona al mondo.

A mio marito ho detto: "Finché morte non ci separi".

E non mi è mai capitato...

di annusargli il culo...

per vedere se si era cagato sotto.

Leccato sì, ma non annusato.

Annusarlo sarebbe disgustoso, ok?

Se non avete mai leccato un culo, è ora di crescere, cazzo.

Imparate che significa avere un rapporto duraturo...

e stabile, pieno d'amore

dove bisogna sacrificarsi per il bene comune.

Il mio sogno da sempre era fare la moglie trofeo...

finché ho scoperto che, per essere una moglie trofeo...

devi essere un trofeo.

Io sono più una targa commemorativa.

Faccio parte di un gruppo di mamme di Los Angeles.

Non che trovi quelle stronze così interessanti o divertenti,

ma, se sei una neomamma in maternità,

è come The Walking Dead ,

bisogna fare squadra per sopravvivere.

Una volta sfottevo le altre mamme per i vestiti che indossavano.

Sapete quei cazzo di vestiti che mettono le mamme...

quei vestiti leopardati e...

le scarpe lucide sgargianti.

Adesso vedo una cosa abbagliante piena di brillantini e faccio: "Oh...

Carino questo.

Me lo voglio comprare!"

Più brilla, meglio è

perché, se sei una mamma, il luccichio ti serve...

per compensare la luce che si è spenta dentro di te.

Tante donne giovani hanno l'ansia del parto.

Lasciate che vi dica una cosa.

Il parto non è niente...

in confronto all'allattamento!

L'allattamento è brutale, una tortura fisica cronica.

Me l'immaginavo come questo rituale per creare il legame

che mi avrebbe fatto sentire come su una ninfea in un prato

con i coniglietti che mi venivano ai piedi

con in sottofondo la versione hawaiana di Somewhere Over the Rainbow.

No!

Non è per niente così!

L'allattamento al seno è un rito selvaggio

che ti ricorda che il tuo corpo è diventato una mensa!

Non ti appartiene più.

Quando la mia bambina aveva fame, mi tirava il capezzolo avanti e indietro

come fa quell'orso con Leonardo DiCaprio in The Revenant.

Che paura. Ho visto il film

e i miei capezzoli hanno detto: "Ti capisco, Leo!"

Non ho seguito corsi sull'allattamento

perché pensavo che sarebbe stata una cosa facile e istintiva

con il bambino che ti succhia il capezzolo come una cannuccia

e l'infermiera mi aveva giurato che per me sarebbe stato facile...

visto che ho i capezzoli che sembrano delle dita.

Ci puoi far girare i DVD,

sono come dei ganci per appendere.

A quanto pare, bisogna che il bambino si attacchi a un'angolazione ben precisa.

Devi inclinargli la testa e intenderti di geometria per farlo attaccare bene.

È molto stressante perché, quando ha fame e piange,

i tuoi ormoni gli spruzzano il latte sulla faccia e sul collo

e diventa molto scivoloso e difficile da mantenere.

Devi sbatacchiarlo e farlo attaccare al momento giusto.

Ogni volta, sembrava di dover parcheggiare in parallelo.

Non so come abbia fatto!

È un mistero. Non ho seguito corsi, l'ho fatto e basta.

Andavo avanti e indietro, avanti e indietro...

finché tanti estranei preoccupati accorrevano fuori dalla mia macchina.

Dio mio, frena!

Quelli che si riuniscono fuori dalle auto delle asiatiche che parcheggiano...

sono premurosi e razzisti al tempo stesso.

Dico sempre: "Grazie, però vaffanculo...

perché avevate ragione su di me!

Non ce l'avrei fatta senza di voi!"

Mia mamma ha visto che avevo difficoltà ad allattare

e mi voleva scoraggiare.

Diceva: "Ma che allatti a fare?

Tu sei cresciuta col latte artificiale e guarda che capelli lucidi".

Ha detto: "Non ti farai ingannare dallo slogan

che il seno è meglio?"

Io: "No...

Lo faccio perché il seno è gratis.

Dai, mamma, lo sai.

Mi esce latte biologico a chilometro zero, dal produttore al consumatore...

Usciva tipo da 15 buchi per ogni tetta,

come la fontana del Bellagio...

Gratis!

Il mio corpo era una fabbrica alimentare.

Non potevo sprecare quel ben di Dio.

Se tu cagassi dei gustosi hamburger...

faresti più la fila al fast food?

No, ti accovacceresti sulla testa di tuo marito tutte le mattine...

gli diresti di aprire la bocca...

perché arriva la colazione...

come gli animali.

Sì, diresti: "Eccoti il menu segreto".

Ho dovuto interrompere l'allattamento dopo otto mesi e mezzo.

Non ce la facevo più.

Alla fine sembravo L'albero del libro.

Non avevo capito di cosa parlasse quel libro deprimente.

Adesso lo so, parla dell'allattamento!

Parla di una mamma che aveva tutti questi bei rami con le mele

finché entra nella sua vita un piccolo scroccone...

e le porta via tutto

e così diventa questo tristissimo ceppo

dalle tette sgonfie!

Non facevano che chiedermi:

"Ali, come hai fatto a dimagrire così dopo la gravidanza?"

Mi ha succhiato anche l'anima!

Poi si è scoperto che l'allattamento non è gratis

perché devi comprare tutti questi cuscini e queste pompe

che ti aiutano ad allattare

e poi ti si può ostruire un dotto.

È come un ingorgo stradale, un calcolo renale nella tetta...

e tocca chiamare un consulente per l'allattamento.

Un consulente per l'allattamento è un ascoltatore di NPR rasta bianco...

di nome Indigo...

che si prende 200 dollari

per correre a casa tua a sturarti la tetta.

Indigo mi ha fatto fare le flessioni...

immergendomi la tetta ripetutamente in una vaschetta di acqua bollente...

e, nel frattempo, mi picchiava la tetta così.

A questo serve la maternità.

In tutti gli altri Paesi del Primo mondo, Canada, Francia, Germania...

alle donne concedono fino a tre anni di maternità retribuita

quando hanno un figlio.

Negli Stati Uniti, non ci danno un cazzo.

Non abbiamo nessuna politica per i congedi di maternità.

La maternità non serve solo a legare col bambino.

Fanculo il bambino!

La maternità serve per nascondere e risanare il tuo corpo annientato!

Non posso tornare a lavoro in topless picchiandomi la tetta bagnata

cercando di farmi valere sui miei collaboratori.

Ti licenziano!

La gente non te le dice tutte le cose assurde

che succedono durante la gravidanza e il parto.

Quando ero incinta,

tante altre mamme si erano tanto raccomandate:

"Ali, ricordati in ospedale di rubare un po' di pannolini gratis".

"Sì, ovvio, per il bambino".

"No. Per te".

"Per me? A che cazzo mi servono i pannolini?"

"Ah, vedrai...

L'inverno sta arrivando".

E infatti ho visto!

Nessuno mi aveva detto delle cose assurde

che ti escono dalla figa dopo che hai partorito.

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