The first 200 lines.
- È autentico? - Sì.
Così disse mio padre a mia madre.
E perché ce l'hai tu?
Perché tuo nonno lo diede a tua nonna, prima di lasciare la Spagna.
Era incinta di me. E non lo vide più.
È bello.
Non credevo che avrei mai toccato un brillante vero.
- Posso mettermelo? - Sì.
- Ora è tuo, amore mio. - Davvero?
Non lo so. L'ho sempre visto al dito della mamma.
Lei diceva che era un'imitazione.
Tua madre non ha mai sentito quel rumore.
- Quale rumore? - II rumore del mare.
Quando ero piccolo,
c'era una stazione radio che mandava i rumori del mare.
Le sue onde giganti.
- Quel rumore mi metteva paura. - E perché ti metteva paura?
Mi metteva paura il fondo del mare.
Tutte le cose che vivono lì sotto.
Papà? Papà?
Lo sapevi che quando i gufi muoiono
sputano una palla di pelo dal becco?
Facevi meglio a non venire qui con la coda.
Sembri una volpe. E i gufi si spaventano.
- L'ho visto anch'io questo film. - Non mi credi, vero?
Qui non c'era niente. Solo acqua. Salata.
E sai che rumore faceva?
E il vento?
E tutt'e due insieme?
Che c'è lì?
- Quando sono cominciati i sintomi? - Non lo so, sarà qualche mese.
Si può rivestire.
- Non poteva venire prima? - II dolore non era tanto.
Adesso l'infermiera le prenderà un campione di sangue.
Buongiorno, come va?
- Non risponde? - No.
Apra e chiuda la mano.
- È nuova la siringa? - Sì, sì.
- È nuova? - Sì, sì, non si preoccupi. E nuova.
- Porca... - Scusi.
Lo ha fatto altre volte?
Sì, certo. E che le sue vene sono molto nascoste.
- Va be'. Sta' attenta, però, eh? - Mi scusi.
Apra e chiuda la mano per favore.
E porca della puttana!
- Va be', dammi una siringa, va'. - Mi dispiace. Davvero.
Dammi una siringa, dai, per favore.
Dove l'ha imparato?
Ha fatto le otto ore di digiuno?
Otto ore di che? Di che digiuno mi parli, ora?
- Non l'hanno avvisato? - No, no, no...
Non mi rompete il cazzo. Fate come vi pare, ma a me non mi bucate più.
Potete uscire un momento, per favore?
Bisogna lasciarli da soli.
Grazie.
Sono ferme le tue ciglia, e fermo è anche il tuo cuore.
Sono ferme le tue ciglia, e fermo è anche il tuo cuore.
Sono ferme le tue ciglia, e fermo è anche il tuo cuore.
Sono ferme le tue ciglia, e fermo è anche il tuo cuore.
Sono ferme le tue ciglia, e fermo è anche il tuo cuore.
Perché non te ne puoi andare?
Che cos'è che ti trattiene qui?
- Le hanno parlato dell'incidente? - Ha sentito qualcosa?
Ho sentito soltanto Luis. II bambino che stava più...
- Luis? - Sì. Luis. Luis sta bene.
Ho potuto aiutarlo nel suo cammino.
Mi ha detto che...
Beh, che era pentito di averle rubato un orologio
e aveva paura che lei lo punisse.
Ma chi si crede... Disgraziato, ignorante.
Come si permette di venire qui con tutte queste stupidaggini e bugie.
- Mio figlio non era un ladro. - Sono venuto...
Vada via! Luis, digli di andarsene. Mostra rispetto per nostro figlio!
Sì. Per favore. Tranquilla, eh?
Tranquilla.
- Ti cercava Hai. - Digli che passo domani.
- Ciao! - Ciao.
- Ciao, papà. Ti stavo chiamando. - Sì, ho fatto tardi, scusa. Andiamo.
Prendi la tua cartella. Pronto?
Grazie, Lili. Domani allora passo alle cinque. Va bene?
Forza, salutate Lili. E Li.
Digli: "Ciao!"
A me non mi piace il pesce, sempre lo stesso. E schifoso.
E che ti piacerebbe mangiare, invece?
Un hamburger, con patatine fritte,
e un frullato di cioccolato.
Molto bene.
E la signora?
Uova fritte con salsiccia,
e una tortilla di patate con natillas e cannella.
Un hamburger...
Con... Guarda! Quante patate fritte, non ne ho mai viste tante in vita mia!
Patate fritte di qua, patate fritte di là.
E... un frullato grande di cioccolato!
- E la signorina che voleva? - Uova fritte...
- Le uova fritte. - Con salsicce.
- Salsicce. - Grazie. E una tortilla di patate.
- Tortilla di patate. - Con natillas e cannella.
- Natillas e cannella. - Ecco qua. Forza, adesso si mangia.
- Che vi hanno dato oggi? - Riso con pollo.
- Un'altra volta? - Papà lo sai che
se nella tuta di un astronauta ci fanno un buco esplode?
Domani vengo a parlare con Lili. Se magari vi prepara un'altra cosa.
- Lili non cucina. - Ah. Lo dico a Jung.
È per la gravità.
Piantala di prenderlo a calci, Mateo.
Non ti riempire tanto la bocca, Meteo. Eh?
Te l'ho detto mille volte.
Te l'ho detto o no, mille volte, Nano?
Non fare il maiale, Mateo. Che schifezza. Dai, rimettitela in bocca.
Rimettiti la roba in bocca, Mateo. Forza.
Che ti ho detto?
- Vuoi altro latte'? - No.
Piantala. Vai.
Alzati e va' in camera tua, Mateo.
Ti ho detto di andare in camera, non di lavare i piatti.
Che c'è'?
Mi sono fatto pipì addosso.
Domani lo lavo, papà.
Se c'è qualcosa chiamate, bene? È fredda.
Da' un bacetto. Ciao. A dopo.
- Ci vieni a prendere? - A dopo.
- Che fai tu qui? Stai qui? - Vado di là.
- No, no, no. - Si vende meglio.
Stammi a sentire. Vai da un'altra parte. Bene? Vai da un'altra parte.
Sì'?
Aspetta solo un secondo. Un secondo. Aspetta un secondo.
Mi puoi fare il favore? Abbassa quella musica, che cazzo! E non cantare.
- Va bene, abbasso. - Cazzo. Non vedi che sto al telefono?
Sì, sono qui. Scusami tanto, dimmi.
Sì, sì, mi hanno richiamato dal... Quelli del cimitero, sì.
No, ci fanno un centro commerciale col cinema... e compagnia.
Sì, proprio sopra a papà.
Sì. No, no, una bella cifra.
Offrono... È una bella cifra. Sì.
E si incaricano della cassa e delle sue cose.
Levati! Vattene, cazzo!
No, io... Senti. No, io credo che ci conviene. Sì, tanto...
Tanto questa merda nessuno la può fermare.
Sì, ci conviene farlo incenerire.
No, inceneri... Ci conviene farlo incenerire.
A che ora... A che ora finisci tu? Bene! Rimaniamo così. Ti chiamo io.
Bene. No, la settimana che viene. Sì, rimaniamo così.
Stammi bene. Ho detto "stammi bene". Perfetto, ciao.
Ma che cazzo fai?
- Chi è che fai incenerire? - Nessuno.
Non è vero!
Ti faccio un po' di massaggio thai. Eh?
Chi è'?
Tu guarda se non me lo dici!
Mio padre! Lo inceneriamo. Ecco.
Chi di voi due assomiglia di più a vostro padre?
Ma che ne so? Nemmeno mi ricordo la faccia.
Vieni qui.
Vieni qui.
- Dammi un bacio. - Bene.
- Dammi un bacio. - Me ne vado.
Me ne voglio andare, lasciami!
Me ne vado. Ho detto che me ne vado.
Che cazzo fai?
Che imbecille.
Tu sei matta. Tutta matta.
Anche te faccio incenerire.
E tutti gli altri?
Ho appena visto Chinaza che voleva venire qua.
- Dove l'hai visto'? - A El Fondo, e...
Lo ha pure ammesso, il coglione. L'ho rimandato da dov'era arrivato.
- Dove sono Cheikh e Mamadou? - Cazzo.
Fa' un po' d'ordine, Ekweme, o finiamo nella merda.
Te l'ho detto mille volte, non si può vendere qui.
Qui ce l'hanno proibito. Che cazzo!
Intesi? Eh? Siamo intesi?
- Ma là non passa nemmeno un cane! - E uguale.
Oltretutto mi hanno detto che c'è anche chi spaccia. Che cazzo.
Ragazzi, prendete la merce, arrivano.
Occhio agli sbirri. È ora di andare. Correte!
Vieni? Ti faccio vedere una cosa.
- Dove? - A casa.
A casa. Guarda la merda che riesci a caricarti.
È incastrata. Non si riesce a aprire.
Grazie, Ige.
Non mi serve che me le metti a metà prezzo se nessuno se le compra.
- E sono tutte così, queste? - La maggior parte.
Questo mese è stato un disastro. Devi parlare coi tuoi cinesi.
Posso procurarti degli ombrelli.
- Col cazzo. Qui quand'è che piove'? - Piove, sì. Piove poco, ma piove.
- Vi lascia dormire il bambino? - Qui nessuno ci lascia dormire.
Ragazzi, per favore, fate piano. Ho un ospite.
Questa chi l'ha fatta'? L'hai fatta tu?
Chi ha fatto questo schifo? Ti piace? Useresti questa borsa di merda?
Sei convinto? Non andiamo da nessuna parte con questa pirateria.
Ora o mai più. Venti operai edili.
A 1.300 euro l'uno. È un sacco di soldi.
- Ci devo pensare. - Siamo fregati perché devi "pensare".
Perderemo il contratto con Mendoza. Poi che facciamo con la gente nuova?
Sempre le stesse schifezze?
Non so di che cazzo state parlando, però... decidete qualche cosa.
Perché io non posso rischiare il collo per vendere questa merda per strada.
- Questo idiota servirà pure a qualcosa. - Questo idiota ha fatto più di te.
Questo... è per il tuo amico. Della polizia.
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