The first 200 lines.
Mi chiamo Paloma.
Ho 11 anni.
Vivo al due di rue Eugène Manuel a Parigi,
in un appartamento da ricchi.
I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca
e mia sorella e io siamo, perciò, virtualmente ricche.
Ma malgrado ciò,
malgrado tutta questa fortuna e tutta questa ricchezza...
>- DONNA: Paloma! ...da molto tempo
so che la destinazione finale è la boccia dei pesci.
Un mondo in cui gli adulti passano il tempo a cozzare
come mosche contro lo stesso vetro.
>Paloma, dove sei?
Paloma?
>Paloma, dove sei?
Ma una cosa è certa.
Io nella boccia non ci vado.
È una decisione ben ponderata.
Alla fine dell'anno scolastico,
il giorno dei miei 12 anni,
il 16 giugno prossimo,
tra 165 giorni,
io mi suiciderò.
>Paloma?
>Paloma, dove sei?
Non è perché progetto di morire
che devo lasciarmi ammuffire come una verdura avariata.
L'importante non è morire né a che età si muore,
è quello che si sta per fare in quel preciso momento.
In Taniguchi gli eroi muoiono scalando l'Everest.
E il mio Everest è fare un film.
<Un film che mostri perché la vita è assurda.
<La vita degli altri e la mia.
Ah, Paloma! Ma perché ti nascondi sempre così?
<Se nulla ha un senso, che almeno lo spirito si metta alla prova.
<UOMO: Paloma, per piacere, tua madre ti ha fatto una domanda.
<Spegni quella videocamera.
<DONNA: Perché ti nascondi, Paloma?
Bene. Io devo andare.
>TV: È che non incontro l'uomo giusto. (RISATE)
- Buongiorno, signore. - Buongiorno.
Jean-Pierre?
Jean-Pierre?
- Buongiorno, Madame Michel. - Buongiorno, Jean-Pierre.
Non vuole andare al dormitorio? Oggi farà molto freddo.
Al dormitorio? Ah, vorrei proprio vedere lei.
Si sta meglio qui.
#Madre Michel che ha perduto il gatto#
#che grida dalla finestra chi glielo ridarà. #
#È padre Lustucru... #
Uh, come sei cresciuta!
<PALOMA: (sottovoce) Solange Josse.
Aspetta, vado a prendere un bello...
<Madre di famiglia, borghese, che intrattiene da un decennio
<un legame stretto con la psicanalisi...
Tu sei splendida!
<...gli ansiolitici, gli antidepressivi e lo champagne.
E tu sei perfetta. Te ne do un pochino, non ne hai bisogno di più.
<Oh, no, no, piccola mia.
È vagamente cosciente del potenziale decorativo
delle sue piante verdi,
<ma si ostina a parlare con loro come a una persona.
<Molto bene. Diventerai magnifica.
<Diventerai la più bella. Più grande di me!
<Ma sì, guarda. Vedi? Ecco, già ti riprendi.
- Io vado. <- Devo solo pulirti un po'.
<Sta' tranquilla, non è grave.
Io vado!
- Oh! Buona giornata, Paloma! - Buona giornata.
<- Buongiorno, Paloma. - Buongiorno.
Fa un freddo cane fuori.
Buongiorno, signorina.
Buongiorno.
<DONNA: Arrivata al pianerottolo del secondo piano
<ho visto Pierre Arthens.
<- Era per terra, la mano sul petto. Era morto. <- Oh!
<È orribile.
<Il medico ha detto che era morto da almeno due ore.
<- È terribile! <- Quando il cuore cede, è come una mannaia.
Dovevamo prendere un tè questa settimana.
Da tempo parlavamo di una cena tra vicini.
Se noi ci fossimo fatte vive questa mattina, signore mie,
Monsieur Arthens avrebbe avuto sentore di qualcosa.
Paloma, non restare lì, per piacere. Rientra in casa.
- Stava così bene. - Salve, Madre Michel.
Jean-Pierre...
Allora, ha perduto il suo gatto?
Per piacere, adesso no. Non è il momento.
<Paloma, il gatto!
Paloma!
"ELOGIO DELL'OMBRA"
<SOLANGE: Oh, mio dio, arrivano. Sento Anna.
>PALOMA: Passare la vita come un pesce in una boccia.
>E finire in un sacco di plastica.
>SOLANGE: Devo solo far riscaldare lo spezzatino.
>- Manuela ha preparato tutto. >- DONNA 2: Cosa c'è per dessert?
>SOLANGE: Oh, Signore, il dessert! Me ne sono dimenticata!
>Povero Pierre, mi ha completamente scombussolata.
>Ah! L'ascensore!
>Madame de Breuil, l'ascensore rifunziona!
>PALOMA: 16 giugno, 15 giugno, 14 giugno, 13 giugno...
>14 maggio, 11 maggio...
>14 aprile, 13 aprile...
>Il 16 giugno. Tra 165 giorni.
<- SOLANGE: La stanza di Paloma. <- DONNA: Bene, signorina.
<UOMO: Che stanza! È la caverna di Alì Babà, eh?
Tu vieni con noi?
- Dunque, lo studio di Paul, che non tarderà ad arrivare. - Ciao.
Ciao.
No! No, no, no.
No.
- Allora, venite? - Arrivo!
- Tieni, puoi preparare il vassoio. - Va bene.
<PALOMA: (sottovoce) Colombe Josse.
<Archetipo della teoria del pesce rosso nella boccia.
<Paloma, smettila di filmarmi.
<Una ragazza ossessionata dal desiderio
<di essere meno nevrotica di sua madre e più brillante di suo padre.
<Per lei la vita è una battaglia permanente
<in cui bisogna vincere distruggendo l'altro.
Paloma!
<- UOMO: Chi riceviamo? <- I genitori di Tibère.
Ah, sì.
Oh, è atroce!
Ti rendi conto?
Povero Pierre! Che orrore!
Tu stai bene e... hop, il cuore cede e... hop, è finita.
<- Ti rendi conto? <- Sì, è atroce.
Atroce. Hop, il cuore cede e... pft, più niente.
Finito. Terminato!
No, no, no. Mamma, non vorrai piangere a cena, eh?
Perché è comunque imbarazzante nei confronti dei genitori di Tibère.
Manuela non ha mica messo il sale nello spezzatino?
No, no, no. Le ho detto di non metterlo.
Sicura, eh?
<No, perché il padre di Tibère deve stare attentissimo...
Io ho messo il sale nelle clementine.
Tu hai messo il?
Vista.
Ah!
E di che cosa è morto?
Ma mi ascolti quando ti parlo?!
È strano quello che mi dice perché, quando ero molto piccola,
credevo che alla nascita
ci attribuissero un certo numero di parole da dire
e che una volta che questo tempo di parole cessava, si diventava muti.
Per me si nasceva muti
se si dimenticavano di attribuirci delle parole.
<E siccome non sapevo il numero di parole che mi erano state date,
ebbene per tutto un periodo ho parlato il meno possibile
per economizzarle.
- Sì, è impressionante... <- Mi passi il sale, per favore?
<TIBÈRE: Io sono ancora capace di restare sbalordito...
Che cosa accadrà in effetti?
È che avremo l'arrivo di una massa di aria fredda che provocherà...
<SOLANGE: Io è da 10 anni secchi che sono in analisi
<e questo mi ha completamente cambiato la vita.
Cosa provano le prove dell'esistenza di Dio?
<- Certamente non che Dio esiste. - Proprio così.
Però a volte ho dei piccoli dubbi, ma non è questo il punto.
E soprattutto ho l'impressione...
<DONNA: E lei? Cos'è che l'ha spinta a?
<SOLANGE: La morte di mio padre è stato l'avvenimento scatenante.
Io sono convinta di aver preso la decisione...
Andarci in quel momento è stato un passo salvifico per me.
<TIBÈRE: Per dimostrare l'esistenza di Dio.
D'accordo, sì. Capisco, sì.
<UOMO: Un po' come le hostess sull'aereo.
<SOLANGE: Per esempio, mi sono ricordata di un sogno
<che facevo spesso a quell'epoca. Perdevo i denti.
<Insomma, diventavano neri e cadevano l'uno dopo l'altro, così.
Ne ho parlato al mio "psi" e sa che cosa mi ha detto?
"Cara signora, un freudiano le direbbe che è un sogno di morte."
<Oh!
È incredibile, no?
- Mamma... - Mi ascolti? <- È incredibile.
<Essendo ateo trovo assolutamente fondamentale
<che ci si confronti con un concetto del genere.
<Per me si è fatto prete per la sola e unica ragione
<che aveva accesso prioritario alla biblioteca.
<COLOMBE: Sicuramente sì.
<Dunque ai libri, dunque agli scritti.
Non deve fare altro che telefonare direttamente a Junot in giornata.
<PALOMA: Paul Josse.
<Ministro prossimamente vittima di un rimpasto governativo.
Uomo occupato,
preoccupato e brillante.
Più dedito alla carriera che alla famiglia,
ma ciononostante benevolo.
<Anche se fondamentalmente rinunciatario.
>DONNA: Non si preoccupi. Ho già mangiato fin troppo.
>D'abitudine non amo molto la carne rossa e qui me la sono goduta!
Una perfetta combinazione tra Merlot e Cabernet.
- Ne è sicura? - Sì! - Grazie.
<COLOMBE: Sono due vitigni.
In ogni caso non sono io che l'ho cucinato.
Scusatemi, torno subito.
Perciò, in realtà è la caratteristica di questo vino.
<Paloma, non ti ho dato la mia vecchia videocamera
- perché tu ci faccia qualunque cosa. Spegnila subito. - Ts.
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