The first 200 lines.
Ok, vi farò una serie di domande e non ci sono risposte giuste o sbagliate.
Quando pensate al futuro come immaginate che sarà?
Come sarà la natura, ad esempio?
E la vostra città cambierà?
Le famiglie saranno le stesse?
Cosa resterà con voi e cosa dimenticherete?
Cosa vi spaventa o vi fa arrabbiare?
Vi sentite soli?
Cosa vi rende felici?
Allora, noi andiamo in giro per il paese in diverse città
e chiediamo ai ragazzi di età diverse cosa pensano della loro vita e del loro futuro...
Se ti chiedo qualcosa a cui non vuoi rispondere
o se non ti piace una domanda, puoi semplicemente dire no.
Voglio che tu ti senta a tuo agio
e se c'è qualcosa che ti chiedo di cui tu non vuoi parlarne,
basta che dici: non parlo di questo.
lo credo che gli adulti vogliono sempre fare i capi
insomma loro vogliono sempre comandare.
Hanno quell'assurda mentalità per cui dicono: io ho ragione e tu hai torto.
Pensando al futuro, come immagini che sarà?
lo... io... immagino e spero che sia bello.
E pensi mai a cosa potrebbero fare gli adulti per riuscire a comportarsi bene?
La maggior parte delle persone
è più concentrata su quello che accade intorno a loro.
Secondo me, questo è il problema più grande, succede di continuo...
E cambiare è molto difficile.
Dicono: "Sei di Detroit". E io: "Sì". E loro, "È pericoloso lì".
"Le scuole sono terribili e non c'è niente di buono in quella città".
E io: "Beh, come fai a dirlo? Non ci vivi, non ci vai a scuola."
"Non sei cresciuto lì, io invece ci ho vissuto per tutta la vita".
L'America è tante cose,
ci sono tragedie, alcune persone sono trattate male per il colore della pelle,
per quello che desiderano, oppure per dove vivono,
oppure per quanti soldi hanno.
Quindi vorrei che diventasse un posto migliore
e che la gente capisse che se uno non è come te, non significa che sia sbagliato.
Ma non ne sono sicura.
Siamo arrivati a un punto in cui le cose devono essere cambiate.
E se penso a come si comportano le persone oggi, non potrà accadere presto.
Quindi sei fiducioso per il futuro?
Quando ci pensi, credi che sarà migliore o peggiore?
lo penso, per me, le cose miglioreranno.
Perché ho un sacco di opportunità in questo momento.
Sono fiduciosa per me stessa e per le altre persone.
Non so se miglioreranno davvero, non posso esserne sicura, ma io spero di sì.
Aaah...
E per quanto riguarda il mondo in generale
anche quello spero che migliori, ma potrebbe non succedere, chi lo sa.
Se tu avessi un superpotere quale sarebbe?
È una domanda difficile.
È una delle domande più frequenti che faccio alla gente alcuni dicono...
Detroit era il futuro.
Così siamo venuti a siamo venuti a Detroit per parlare con i giovani, i ragazzi.
Sapete, siamo venuti per parlare coi ragazzi i giovani, insomma.
Chiediamo loro come pensano sarà la loro vita.
Come stia cambiando per loro.
Cosa li ispiri, che speranze abbiano.
Come sono le loro vite ora.
- Ciao. - Ciao.
- Come stai? - E tu?
È bello che tu abbia chiamato.
Non sapevo se farlo o se tu avresti...
Se nessuno lo fa...
È un buon giorno per parlare.
Forse mamma ci ascolta.
Sì. Forse.
A me non sembra che sia passato un anno.
E a te?
No. È strano.
Oggi non sapevo cosa fare qui da sola.
Sì, lo so.
Quando devo lavorare ho la sensazione di non "piangerla" nel modo giusto.
E se mi siedo in questa deprimente stanza d'albergo, e penso a mamma...
allora è decisamente triste.
Così ti ho chiamato.
Dove sei?
Sono a Detroit e sto intervistando dei ragazzi.
- È interessante. - Bello. - Sì.
Jesse ti ha sentito alla radio l'altro giorno.
- Ah sì? - Sì, eravamo in macchina e tu eri alla radio, come sempre,
e ho dovuto dirgli che eri tu.
- Davvero? - Beh, ha nove anni.
Non ha riconosciuto la tua voce, è passato un anno, è tanto per un bambino.
Wow. Giusto.
Sì.
Come sta Jesse?
Ah, è molto bravo. È intelligente e così strano.
È più grande, ed è divertente,
e non so, è un ometto ormai.
Paul si è trasferito a Oakland.
- A Oakland? - Già.
Oh, ma dai...
Sì, è tutto okay. Almeno credo di sì.
Jesse la sta affrontando bene finora
ma Paul no. Lui...
Voglio dire lui, sì,
ecco sta bene, devo solo andare da lui per aiutarlo. A sistemarsi.
Ah sì?
Sì.
Quindi presto andrò lì, ma stiamo bene.
E porterai Jesse?
No. No, no, non è un viaggio adatto a lui.
E chi baderà a Jesse?
Non ci ho ancora pensato.
- Ciao. - Ciao. - Ciao.
Ehi.
- Ciao. - Di' "Ciao".
- "Ciao. Come stai?" - Come stai?
lo bene e tu?
lo sto bene.
Vuoi chiedere allo zio Johnny di entrare?
Sì, dovresti proprio chiedermelo.
- Vuoi entrare? - Grazie. - Okay.
Mi abbracci?
- Ciao. - Ciao.
Qui ci sono i vestiti di mamma.
Questi sono i miei compiti...
Forte.
Mamma dice che dormirai qui stanotte nel letto più grande e accogliente...
il più bello che abbiamo.
E poi ci sono questi...
molto, molto, molto, molto molto grandi... ehm... cose tipo tubi di funghi.
O tubi che sono funghi.
E loro collegano tutti gli alberi. Quindi sono qui sopra.
E sono molto alti.
Prendono tutto il cibo e poi se lo passano attraverso i tubi in un altro albero.
E poi loro prendono tutto il cibo, che dopo passa attraverso.
E in questo modo l'albero si nutre.
- Dimmi di Paul, come sta? - Oh, non lo so.
Gli hanno offerto questa incredibile opportunità
alla San Francisco Symphony, che lui merita
ma il cambiamento lo ha fregato. Come fanno i cambiamenti.
E ha preso un cazzo di cane che mai avrebbe dovuto prendere. Già.
- Oh no. - E adesso è un gran casino. Come al solito.
E devi pensarci tu.
Già. Già, è Paul.
E Jesse, che cosa sa?
Niente, solo che avrei aiutato il padre ad organizzarsi.
E che lo raggiungeremo più in là.
E pensi che starà bene qui da solo con me?
Adora quando sono via. Si divertirà un sacco.
Sì?
È bello vederti.
C'è qualcuno?
C'è qualcuno su?
- C'è qualcuno? - Ahh...
Sei pronto per questo?
- Per cosa? - C'è qualcuno?
Tieniti forte. C'è un piccolo orfano,
che viene a trovarmi e forse verrà a trovare anche te.
E a lui piace tanto credere che a me siano morti dei figli
e mi fa un sacco di domande su cosa facevano, così poi lui le può rifare.
- È pazzesco. - Sì.
Tranquillo è normale. Tutti i bambini lo fanno.
C'è qualcuno in casa?
Sto arrivando.
- Ciao. - Ciao.
- Sei l'orfano? - Sì.
Posso dormire qui stanotte?
All'orfanotrofio hanno solo letti a castello e tutti i bambini russano.
Certo che puoi.
Ah, e poi mio figlio non c'è stasera quindi...
Posso prendere il suo posto, se vuoi.
È una buona idea.
Lui starà dormendo a quest'ora.
Da questa parte guarda caso
ho una stanza con un letto che è proprio della tua misura, vuoi vederlo?
"Dorothy viveva nelle grandi praterie del Kansas insieme allo zio Henry..."
"che era un contadino. E alla zia Emma che era sua moglie."
Mi ha abbracciato. E si sentiva diversa.
O io mi sentivo diverso.
E sì... Jesse si ricordava vagamente di me.
Forse. Forse no.
Lui mi ha raccontato
degli alberi che comunicano tra loro,
di come sono collegati da una rete sotterranea di funghi.
Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene. Tanto, tanto bene.
Dov'è il tuo pupazzo? Eccolo qui, tieni.
Oh, così. Ok, continua a dormire.
Buongiorno.
È alto!
È sabato.
Lo posso tenere alto, il sabato.
- Mamma è andata via? - Sì.
- Ha detto che potresti sentirti un po' strano. - Cosa?
Ha detto che potresti sentirti un po' strano.
Ma che ti ci abituerai.
Puoi abbassare un po'? È alto.
Ti ha lasciato dei fogli in cucina.
Il microfono è questo o è nelle cuffie?
- Eh? - Il microfono è questo o è nelle cuffie?
È il microfono.
E ora faccio un controllo veloce dell'audio, vedi?
Allora, quando pensi al futuro cosa immagini?
Ehm, non voglio.
Non vuoi immaginare come sarà il futuro?
Non voglio rispondere alle domande.
Oh, questo cos'è? C'è una vite e ci sono tanti pulsanti.
Quello è l'amplificatore.
- L'amplificatore? - Serve per sapere quanto tieni... Mettiti queste.
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