The first 200 lines.
TEHERAN, IRAN
Pentiti, fratello.
Accetta la parola di Allah e proclama Maometto suo messaggero.
Dovevo spiegarti meglio il martirio.
Così ora rideresti di questi coglioni.
Diresti: "Tramite voi, entrerò in paradiso".
Noi non abbiamo paura di morire.
Per questo vinceremo.
Neanch'io ho paura.
Fa' quello che devi fare.
SONO FIERA DI INDOSSARE IL MIO HIJAB
QUANDO VOGLIO
ISPIRATO A FATTI REALMENTE ACCADUTI
WASHINGTON DC - BASTA TASSE SENZA RAPPRESENTANZA
WASHINGTON DC SEI MESI PRIMA
È arrivato Doug.
Non dimenticare questi.
Oddio, grazie, Janet.
Divertiti.
Grazie.
Indovina cosa le ho preso.
Non un burka.
Sarebbe divertente, però.
No.
Una cavigliera d'oro sexy e delle lezioni di danza del ventre.
Non ci credo.
È uno scherzo.
Lui la ucciderà.
Non è per lui.
Dovrebbe essere americano, oramai.
Sotto quella barba dev'esserci un po' di senso dell'umorismo.
Parli di lui o di me?
Attento!
- Accidenti. - Cristo santo.
Che diavolo!
Oh, mio Dio.
Mi scusi.
Non è stato un po' imprudente?
E allora?
Quella è una Maserati GranTurismo.
Coglione.
Piacerei a tutti con un'auto così.
Infedeli. Siete in ritardo.
Javid.
Come va, amico infedele?
- Come va? - Liz combatte i terroristi,
per questo siete in ritardo alla laurea di Meena?
Smettila, Javid.
- Faccio politica commerciale. - No.
Sei una spia e qui lo sanno tutti. Ma va bene.
- Venite. - Grazie.
Ecco la laureata più bella.
Grazie di essere venuti. Grazie mille.
Per te. Congratulazioni.
Oddio, che gentile.
- Grazie. - Figurati.
Aprilo dopo. Cose da ragazze.
Ho capito.
Beh, lui ha i suoi segreti e noi abbiamo i nostri.
Caspita. Congratulazioni.
- Mi siedo qui? - Fratello mio,
è un onore parlare all'Università Al-Azhar.
Lo dicevo che il post
sul blog avrebbe ricevuto consensi in Medio Oriente.
L'avevo detto.
Sì, me l'avevi detto.
Grazie.
E, Liz, qui siamo tutti molto fieri di tuo marito.
Ha avuto un grande onore.
Quindi deve andare a Il Cairo.
Sì, certo.
Visto, ragazze?
La fede è ciò che ci unisce.
- Esatto. - E il post di Doug dice proprio questo.
E lo capireste se andaste con lui in chiesa, eh?
Sai, Javid, puoi venire anche tu con me in chiesa.
Giusto. Ma certo. Bella, questa.
Che simpaticone, eh?
Molto divertente.
- Cosa c'è? - Chi è il ragazzo laggiù?
- Quello tatuato? - Sì.
Vuole uscire con Meena.
Riesci a crederci?
Non lo farei mai entrare in casa mia.
Non ti preoccupare.
Prendi.
Grazie di essere venuto, davvero.
- È un piacere. - Significa molto.
Bene, ragazzi.
Vorrei fare un brindisi.
Solo con acqua e soda, ok?
A parte quegli infedeli. Vi vedo. State bevendo alcol.
A mia figlia, Meena.
Che Allah guidi il tuo percorso futuro nella nostra bellissima America adottiva.
Salute, ragazzi. Accomodatevi.
Si mangia.
- Sì. - Muoio di fame.
"Doug, mio vero amico infedele.
Sei un tale infedele, eppure ti sopporto."
In fondo non ti è mai piaciuto.
Ma adoro sua figlia. E sua madre.
Si comporta da moglie musulmana devota.
Ma dentro di sé ha il fuoco e la determinazione.
Dovresti sopportare quelle stronzate.
È una società di software.
E Javid è l'unico al lavoro con cui posso parlare
di eventi internazionali, di politica.
Gli altri sono solo cervelloni
che vogliono parlare di...
software.
Sì, è a posto.
Ma gioca sempre a fare il pezzo grosso. È così eccessivo.
Pronto?
Pronto. C'è qualcuno?
Liz?
Soheila?
C'è Meena da te?
Meena qui? No. Perché?
Ha lasciato la festa col fidanzato. Doveva riaccompagnarla ore fa.
- Sono preoccupata. - Ci credo.
Vorrei chiamare la polizia, ma Javid non vuole.
Forse vuole aspettare un altro po'.
È il giorno della sua laurea, Soheila.
Staranno festeggiando. È una grande serata per lei.
- Aspetta un altro po'. - Ok.
Va bene. Buonanotte. Ciao.
Benvenuta in America.
La laurea.
Javid?
Zitta, Soheila!
Pronto?
Soheila?
Lo faccio subito. Qualcosa non va.
Cosa c'è?
Abbiamo chiamato i soccorsi.
La stanno aspettando, signore.
- Salve. Mi scusi. - Salve.
Lei è amico di Javid?
- Sì. - Prego.
Resta lì.
Lei lavora con Javid, giusto?
Sono felice che sia qui.
Vedrà come si violano i diritti
- dei miei clienti. - È casa mia!
- Siamo bravi musulmani! - Grazie.
- Ehi, Javid. - Doug.
Va tutto bene.
Guarda cosa fanno, ci trattano come criminali.
Signor Rawlins?
- Sì. - Knebel, polizia di Fairfax.
Quest'uomo è mio amico.
Mi conosce, vi dirà la verità.
Bene. Può dire al suo cliente di farsi da parte?
Posso parlarle un attimo?
Un secondo.
- Ha visto sua figlia? - Aspetta qui.
- Stasera... - Non risponda.
È irrilevante. Meena non è qui.
Non sa dove si trova, giusto?
- Neanche i genitori. - Mi scusi.
La sua presenza qui è immotivata.
Nessuno l'ha chiamata.
È musulmano, quindi entra qui senza mandato
- e senza permesso? - Allontanala.
- Grazie. - È islamofobia.
Non le conviene toccarmi.
Dov'è il mandato? Non mi tocchi.
Soheila.
Ci ha fatto entrare lei.
Senta...
Sono brave persone.
Conosco il signor Hosseini da un bel po', ormai.
Ha notato se ha comportamenti estremisti?
Cosa?
No.
Venga con me.
Forza.
Ho letto il suo blog, a proposito.
Molto bello.
Grazie.
Video di reclutamento.
Decapitazioni.
Incitamenti all'Islam.
Gestisce un nucleo terrorista o un sito web di reclutamento.
O sono solo un islamofobo?
Ora vado lì dentro. Non ha il diritto di trattenermi.
Mi scusi. Sono il suo avvocato. Fatemi passare.
Il frutto della vite avvelenata. Non ha alcun diritto legale di essere qui.
Tutto in questa stanza è inammissibile.
Prego. Continui.
Sig. Rawlins, mi spiace.
Saprà che questa è una grave violazione
dei diritti del sig. Hosseini del Quarto Emendamento.
Signor Rawlins?
- Sali in auto. - Hai visto Meena?
No.
È ancora scomparsa?
Sali in macchina, Liz.
UNA SETTIMANA DOPO
L'Uber è arrivato, tesoro. Vado, Liz.
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