The first 200 lines.
Non dovremmo muoverci un po'?
Non ti preoccupare, non siamo molto lontani, vero?
Ho un brutto presentimento.
Che succede?
Ha un brutto presentimento.
Che cavolo ti frega dei suoi sentimenti?
- Ehi, è in gamba, mi piace. - Scusa.
Ti piace? È la terza volta che ti innamori in una settimana.
Sì, beh... quando si ama mica si tiene il conto.
Di che state parlando?
Ah, sciocchezze.
Allora l'amore è una sciocchezza?
Non dirmi che parli inglese.
Correntemente.
Wow, scusa, cioè...
No, è vero che mi piaci e...
non volevo importunarti, magari sei fidanzata o sposata.
Io non capisco niente. Non capisco una parola, a parte amore.
Me l'ha fatta!
Ed è la terza volta in una settimana che ti fai prendere in giro.
Signorina, perché non si siede...
Hai visto da dove spara il bastardo?
Non capisco!
Merda. È morto.
Vado al ponte?
È troppo pericoloso laggiù, non vai da nessuna parte, per ora.
Sei pazza? Che vuoi fare? Torna qui!
Traduzione di Adribai e HL
La corda
Togligli le manette.
Sei sicuro?
È da molto tempo che ti cercavo.
E allora? Che effetto fa?
Niente di che.
In questo momento non conti molto.
Non andrai molto lontano, dopo di noi. I tuoi giorni sono contati, Marchetti.
Qualche notizia di Marcel Larcher? Sta bene?
Che aspetti a consegnarci ai crucchi?
Avete fretta?
Non ci consegnerà ai crucchi ma alla milizia, questo bastardo.
Prima i francesi!
- Posso andare? - No.
Che c'è, anche tu hai fretta?
Ho delle cose da fare.
Ebbene, le tue cose aspetteranno.
- Serviti un bicchiere. - No, grazie.
Hai già rimpiazzato, Marcel, eh? Non siamo che poca roba, in fondo.
Che aspetti?
Che il tempo passi.
Di tempo non ne abbiamo più così tanto, né voi né io, quindi...
lo assaporo.
Anche voi potete godervelo, se volete.
Vi proporrei volentieri un bicchiere ma... sono tempi duri, devo risparmiare.
Ammanettali.
Signor sottoprefetto.
Cosa conta di fare?
Penso che per Antoine i resistenti accetteranno di negoziare.
Chi è al corrente di questo arresto?
A parte la donna che li ha denunciati, solo i miei ragazzi.
I due o tre che restano.
Attenzione, Marchetti.
Se i miliziani scoprono che trattenete gli assassini del loro capo
e non li consegnate, avremo problemi ben più gravi di quelli con i resistenti.
- I miliziani sono in partenza, no? - Per il momento, sono in città.
Tramando chissà cosa con i crucchi.
Allora riavvio la negoziazione e se dovesse fallire, consegnerà Antoine e la ragazza. Ok?
Ti amo.
Pensi di amarmi?
Sempre, fino all'ultimo.
Prendimi.
Ti amo così tanto.
Anch'io ti amo.
È un tuono?
Sì, un tuono... Il tuono degli americani. Bombardano Besançon.
- Che facciamo? - Non lo so.
Non possiamo andare in Svizzera, né tornare a Villeneuve. Non abbiamo quasi più benzina.
Siamo partiti male.
E comunque sorridi.
Sì. Non riesco ad avere paura quando sono con te.
- Grave errore. - No.
So che trovi sempre una soluzione.
Mi piacerebbe condividere la tua ammirazione per me.
Dobbiamo tentare di andare in Germania.
Con il certificato di matrimonio, forse possiamo farcela.
Forza. Andiamo!
Che stanno facendo?
Forse dovremmo scendere?
Ci hanno detto di aspettare qui.
Almeno, siamo al coperto.
Comunque non è da persone serie farci aspettare così!
Diversamente da noi, loro non hanno fretta.
E nel nostro mestiere, bisogna saper aspettare.
- Signor sottoprefetto... - Ispettore?
In questo incontro, chi rappresentiamo?
Insomma, voglio dire, a parte noi stessi?
Lo Stato francese...
gravemente malato...
ma ancora vivo.
È strano rappresentare un malato.
Tieni.
Abbassate i finestrini, se non vi dispiace.
Non è detto che siano disposti a negoziare.
Per aver accettato l'incontro, vuol dire che tengono molto ad Antoine.
Se fossi in loro, non negozierei.
Ci manderei tutti al diavolo.
Se fossi al posto loro, lo Stato francese sarebbe in piena forma.
Si sta calmando, si direbbe.
Questione di punti di vista.
Perquisiteli.
Saremmo venuti armati ad un simile appuntamento?
Io sono come San Tommaso, credo solo a quello che vedo.
Marie Germain non c'è?
Dove sono i nostri compagni?
- Al sicuro. - Che vuol dire?
Vuol dire che se riusciamo ad arrivare a un accordo, saranno liberati.
Non è una questione di accordo.
Tenete alla vita di Antoine e della sua compagna, no?
Sì.
Allora ci conviene trovare un accordo.
Sentite?
Besançon sta per cadere.
Voi non rappresentate più niente, né voi né nessun altro.
Sì, andiamo?
Lasciateci due minuti con questi bastardi, ci diranno sicuramente dov'è Antoine.
Va bene, va bene.
Noi rappresentiamo un potere legittimo.
Una banda di traditori, di collaborazionisti, certo.
Un potere legittimo che sarà presto sostituito da un altro potere...
legittimo, quello da voi rappresentate.
- Allora, o parliamo con responsabilità... - O non parliamo!
- Aspetta, a che è servito allora incontrarli? - Io ero contrario.
Non ricominciamo.
Non so se ci sarà un accordo...
ma vi ascoltiamo.
- Cosa proponete? - Ti avviso, non hai il mandato del CDL.
Tu prenderai un bel pugno, se continui.
Possiamo... possiamo sederci?
No?
Bene.
Ma non voglio tirapiedi. Solo voi due, lui se ne va.
È un'idea. Loriot, tu ritorna alla base. Se tra due ore non torniamo, sai cosa fare.
Vai.
Sì, Mireille, stanotte. Non ti preoccupare.
No, adesso non posso.
Senti, ne riparleremo in un altro momento.
Appena arriva Marchetti, io me ne vado.
Perché Marchetti non ci ha consegnati?
Non ne so niente.
Ma finché non siamo tra le mani della milizia, abbiamo una chance.
Sai, se ci consegnano alla milizia...
Smettila. La liberazione è questione di giorni. Che importa se parliamo?
Ma non è di parlare che ho paura... È di quello che mi faranno.
Mi hanno detto delle cose su quello che fanno alle donne prima di ucciderle.
Sì, ma non siamo a questo.
Con le manette, non c'è niente da fare.
A parte scorticarmi il polso.
- Buongiorno, capo. - Buongiorno, che c'è?
È strano...
Ho pensato spesso a Marcel quest'anno, alle sue ultime ore mentre aspettava...
Mi sono chiesta spesso a cosa avesse pensato in quel momento.
- Vuoi dire, se pensava a te? - No.
Insomma sì, certo, ma non solo.
Se pensava a Gustave, a Daniel, a sua moglie...
a qualche altra cosa, non so.
Un ricordo.
Un rimpianto.
E tu, adesso? A che pensi?
Non penso a niente.
- Non è possibile. - Ebbene, sì.
SI direbbe che pensi a Marcel.
Ah, sei noioso, quando ti ci metti.
Faccio quello che posso.
Penso alla vita.
Alla bellezza della vita.
A mia figlia.
A mio padre...
che mi faceva tanto ridere quand'ero piccola.
A quello che avremmo potuto fare tu ed io.
A una storia che mi raccontava Marcel.
Una storia?
Una cosa che leggeva a Gustave, la sera per farlo addormentare.
La storia di un bambino che cercava la sorgente d'oro.
Tu la conosci?
No.
Nessuno mi ha mai letto una storia. A parte Claude.
Marcel me la raccontava a volte, quando non riuscivo a dormire.
E di che parlava? Il bambino e la sorgente d'oro?
Credi si senta dolore, quando si ingoia una compressa?
Che volete per la liberazione di Antoine e Suzanne?
- Una dichiarazione d'onore. - Del tipo?
Sicurezza alle nostre famiglie.
E per noi un processo di una commissione ufficiale.
Magari pure una medaglia al valore, visto che ci siamo?
Può anche fare il buffone, ma il tempo stringe.
Tra meno di due ore, non garantisco più niente per Antoine e Suzanne Achard.
Bene. Volete un documento scritto?
- Ovviamente! - Impossibile.
- Perché? - Non avrebbe alcun valore.
Perché la sua firma non vale niente? È così?
Solo quella del prefetto potrebbe valere qualcosa.
No comments yet. Be the first to leave one.