The first 141 lines.
Buongiorno.
- Tutto sotto controllo? - Sì.
- Quello cos'è? - Il cestino?
Benedikt dice che si sentiva a disagio. Sta venendo perché l'ho pregato io.
E tende a esagerare per compensare.
Sì, l'ultima volta è stata particolare. Ma... e quelle?
Le tovagliette? Un trucchetto psicologico.
Se la gente fiuta dei bambini in giro, tende a comportarsi bene.
Potremmo non avere nemmeno bisogno del cestino.
Ottimo.
- Che c'è? - Niente.
Prendilo tu, io controllo la cena.
Ciao.
- Ti sei dimenticato che non bevo? - No, assolutamente.
- Sono in ritardo? - No, Marianne non è arrivata ancora.
- Sono contento che ce l'abbia fatta. - Sono un uomo no-no-sì.
Dico sempre no per prima, per poi farmi strada verso il sì.
- Ma devi iniziare con un no? - Già. Così da non sentirmi in colpa.
- Nel sancta sanctorum? - Sì.
- E questa qua è la mia sedia? - Dai la buonanotte a zio Benedikt e Dag.
A domani. Ti friggerò del bacon.
Bene.
Buonanotte.
- Stai diventando proprio bravo. - In cosa?
A fare il papà.
Come no. Tranne che per il mio stesso figlio.
- Che sfortuna. Trine è... - Cambiamo discorso.
Questo cestino non sarà qui per via dell'altra volta?
Quella era un'altra versione di me. Incapace di dire di no.
Cerco ancora la sbronza, ma stanotte si parla di sopravvivenza.
Va tanto male?
Non ho niente di niente.
Né una casa, o un lavoro, o diritti di visita.
Nessun rispetto per me stesso né voglia di vivere.
Guardiamo il lato positivo: non può andare peggio di così.
Il cestino lo lascio lo stesso, per sicurezza.
Possiamo essere grati agli animali per i nostri migliori ricordi d'infanzia.
- Serve aiuto? - Grazie.
Tu tieni da questa parte, io tengo dall'altra.
Quanti animali morti sono passati di qua?
Questo è il Cimitero degli elefanti, dei maiali e dei tacchini.
Vengono qui per essere i protagonisti di un'esperienza culinaria.
Un piccolo assaggio.
- Un altro po' di sale? - Sì!
- Hai notizie di Marianne? - Non ancora.
- Messaggi? - No.
Non possiamo lasciarlo là da solo.
- Pronta? - Ci sono. Sì.
Wow! Serve una mano?
- No, siamo a posto. - Questo qui è davvero impressionante!
Tutte quelle droghe, ed è riuscito lo stesso a produrre 60 album in 23 anni!
È come affrontare una maratona con un quarto di liquore.
Ho sentito che a Elvis avevano prescritto 5000 pillole nei suoi ultimi sette mesi.
Fatevi due conti!
Non è che ti sei scolato dell'altro oltre a quella bottiglia?
Ho preso un Valium.
Mi sentivo a disagio, così... conosci quella sensazione.
Chiamo Marianne. Qualcosa mi dice che dovremo mangiare fra un po'.
So che ti sembra di non avere speranze, ma potresti rilassarti un po'?
Questa serata deve andare per il meglio. Abbiamo passato un brutto periodo.
E poi ho una... sorpresa.
Marianne non riesce a venire, così...
Eccola.
- Il suo ragazzo era ancora... - Il suo ragazzo?
Beh, non sono io. Io sono qui.
Ciao. Serve aiuto?
Cerco Eva. Abita qui?
Eva Wilmstedt? Sì.
Mi sta capendo, sì?
No, no, va bene, puoi anche parlare norvegese, lo capisco.
Mia madre era scandinava, più danese e, anche se non parlo quelle lingue...
sono cresciuta in Inghilterra, mio padre lavorava in un collegio e...
Sto parlando troppo.
Scusami, tendo a farlo quando divento nervosa.
No, sono a posto. Vuoi entrare?
No, guarda, le parlerò qua fuori, non voglio disturbare, sono già piuttosto nervosa.
No, no. Se sei un'amica, insisto perché ti accomodi.
Stavamo giusto per mangiare. E chiedo scusa per il nostro ospite un po' alticcio.
È una brava persona, ma è un po' fissato con le donne.
Nel mio caso potrebbe essere una cosa buona.
Dag, la cena si raffredda!
Ha detto di essere amica tua. Così ho pensato...
Qualcosa non va?
No.
Beh, questa è... Chi è, in effetti?
Lei è...
...Juanita.
Ed è qui perché...?
Capisce il norvegese, perché la madre è danese.
Oh, quindi te l'ha detto?
Carino da parte tua decidere di capire il norvegese oggi.
- Mi è sfuggito un passaggio? - No, è solo che...
Beh... perché non ti siedi?
Merda...
Come conosci Eva?
Ho conosciuto Eva a Goa.
Noi eravamo, grazie, nella stessa comunità in spiaggia.
Siccome non c'erano molti europei lì, siamo diventate molto intime.
Grandioso.
Vado a dare una mano a Eva.
Senti, davvero, non voglio disturbare,
e voi state ovviamente cenando, tornerò in un altro momento.
No, no, no!
Devi rimanere!
Posso rubarvi l'ospite un momento?
Cioè tipo ora!
Cammina.
Tu lo sai cosa sta succedendo?
No. Ma non sono proprio in contatto con le mie emozioni al momento.
Il Valium non è esattamente una cartina su cui trovare un posto.
Ma non è incredibilmente carina? Bellissima?
Che cazzo vuoi?
Voglio vedere mio figlio.
No, guarda, non faccio la melodrammatica, voglio solo vedere mio figlio.
Il figlio con cui mi hai detto di andare al diavolo?
Quello che avevi deciso di non tenere?
Come si chiama? Come si chiama?!
Mi dispiace.
Immaginavo.
L'hai visto.
E adesso vaffanculo!
Ehi, va tutto bene?
Mangiamo.
Ecco qua.
Il tacchino era delizioso. Fantastico.
- Nessuno vuole... - Sì, per favore, ci vuole proprio.
Conosci i liquori norvegesi? Forse è un po' forte...
- ...se non l'hai mai assaggiato prima. - Un altro, per favore.
Ma certo! Sono un grande fan delle ragazze cui piace bere.
Amo la gente che regge l'alcol.
Salsa?
- Come mi hai trovato? - In che senso?
Non c'è il mio indirizzo sugli elenchi.
Ah, il tuo indirizzo! Beh, il tuo numero è registrato sull'elenco,
quindi non è stato difficile.
Ti ho trasferito il telefono su questo indirizzo.
Non sei un granché con le bollette, così ho pensato che potessi occuparmene io.
Salute!
Salute.
Scusatemi.
Ho solo bisogno di...
No comments yet. Be the first to leave one.