The first 200 lines.
"IL PIACERE PIÙ NOBILE È LA GIOIA DELLA COMPRENSIONE"
LEONARDO DA VINCI
Ciao, sono David.
Niente messaggi vocali, solo scritti.
Ciao. Stai dormendo, immagino.
Sono arrivata ora in albergo, la giornata è stata lunga.
E avevo tanta voglia di parlare con te.
Spero vada tutto bene a casa. Ci sentiamo domani.
Ti amo.
Ti porterà via tutto ciò che hai.
Fermati.
Erano sempre insieme.
Non la mollava un secondo.
E a volte...
quando veniva a casa, il che succedeva di rado,
se la portava sempre dietro.
Peccato che mia madre non possa vederci.
Diceva sempre che la felicità non esiste.
Che anche chi sembra felice non lo è, non può esserlo.
Nessuno a questo mondo può esserlo. La felicità è finzione.
Beh, ti sbagliavi!
Noi siamo molto felici, capito? Molto, molto felici.
Basta!
- Che c'è? Perché fai così? - Rita.
- Mamma... - Che c'è?
Potresti non dare spettacolo ogni sabato?
Non capisci proprio niente, eh?
Che puttanella.
Una puttanella che allarga le gambe per chiunque passi.
Una piccola troia.
Eleanor, tu non hai pregiudizi: ho fatto qualcosa di male?
Sei intrigante, Rita.
Sentito? "Sei intrigante, Rita."
Punto. Ed Eleanor è una che dice sempre quello che pensa, no?
- Sei una di quelle donne... - Mamma!
- Come le chiamano? - Basta!
- Rita. - Ti prego.
Smettetela! "Basta mamma!", "Basta Rita!", "Basta!".
Non osare zittirmi,
e trattarmi come una bambina che non capisce niente!
Io capisco tutto!
E ora voglio dire a mia madre che siamo felici, capito?
Che le sue profezie su di me erano sbagliate,
e che esiste la felicità, a questo mondo.
Noi siamo una famiglia amorevole e felice,
proprio come questi magnifici peperoni ripieni.
Me l'ha portata via.
Me l'ha ammazzata. Lo so.
E lui lo sa.
E sono ancora in contatto, lo so. Ne sono certa.
Ti porterà via qualcosa.
Credi di poterlo evitare?
Ti devi vergognare! Ti devi vergognare!
Losing Alice
CREATO DA SIGAL AVIN
Ciao. Scusate il ritardo.
Buongiorno.
Come va? È successo qualcosa di interessante in albergo?
Non ci crederesti mai.
Ci racconti o lavoriamo di fantasia?
Ciao, amore.
Come stai?
Gli altri dormono ancora?
Certo.
Ah! Mi perdoni per ieri?
Cos'è successo, ieri?
Com'è andata poi a scuola?
Bene, è stata una bella giornata.
Torni a casa tardi, stasera?
No, non troppo tardi.
Okay, amore. Ti voglio tanto, tanto, tanto bene.
- Anche io. Ciao, mamma. - Ciao.
Alice... a quanto ho capito hai deciso
che Dana userà una pistola e non una corda.
Dunque, Hagai ha mandato un paio di opzioni, se vuoi dare un'occhiata.
Che velocità, gli ho mandato un'e-mail ieri sera.
Quella è la prima opzione.
E quella è la seconda.
Questa.
Sì?
Okay, andata.
Certo, perché no? Mandalo, gli darò un'occhiata.
È sempre bello leggere cose nuove. Ottimo, cara.
Sì. Va bene.
Ottimo. Per l'altra questione... confermo.
Sì, va bene.
Ciao.
- Le location? - Tutto bene.
Siamo stati anche al luna park.
Quel luna park mi ucciderà.
Volevo chiederti...
...sai, stiamo in quel van tutto il giorno, i ragazzi chiacchierano.
Siamo sicuri al 100% che Hilik, ehm...
...si è suicidato?
Speri che torni dai morti
per tirarti fuori dai guai?
No. È che sai, parlando...
Non capisco.
È possibile che...
...uno strozzino che voleva i suoi soldi
volesse...
...o che qualcun'altro volesse...
Sei proprio una sceneggiatrice.
Che vuoi che ti dica? Non sai niente?
Hanno detto che si è suicidato.
Aveva due figli.
Almeno quando toccherà a me non soffrirà nessuno.
Sì? Arrivo.
Assolutamente no, caro, non se ne parla.
Non si può.
Scusa.
- Okay. - Allora perché ora?
- Vado a prendere l'auto. - Scusa.
No, non mi scusavo con te.
Cazzo.
ALICE, CHIAMAMI!!!
- Pronto, Kobe? - Dimmi tutto.
So che non ci crederai, ma...
...giro nel parcheggio da un'ora.
Mi mandi qualcuno? Non riesco a trovare...
- Certo. A che piano sei? - Cazzo.
Alice?
È in albergo. Mi avete portato voi qui.
Esatto. Sei venuta con noi.
- Okay, vuoi che venga comunque? - Non importa.
- Sicura? - Non serve, sto bene.
- Okay. Ciao. - Ciao.
- Acqua, acqua! - Eccola.
- Nonna, acqua! - Aspetta.
- Smettila. - Eccola qui.
Mangiate le carote.
Ti piacciono, Nina?
- Sì. - Okay.
Sposta il bicchiere di vino...
- Guardate chi c'è. - Mamma!
Mamma, ci hai preso i cupcake?
No, tesoro. L'ho dimenticato.
Scusa.
Ciao.
Tutto bene?
Sì.
Alice, tesoro, hai fame?
No, grazie. Sono solo stanca. Vado a fare una doccia.
Okay, fai presto. Così metti a letto le bambine.
Okay.
Finisci di mangiare, signorina.
- Non mi va più. - Alice.
- Stai bene? Sicura? - Prima il dovere, amore.
Sì, è solo stata una giornata lunga.
Okay, ma dopo chiama Sofi.
Ti ha cercata come una matta e non le hai mai risposto.
È successa una cosa e non me la sono sentita.
Sì, mi ha raccontato di Tamir.
Parla con Sofi, dovresti ascoltare anche la sua versione.
Sta passando un brutto periodo, non voglio giudicarlo,
ma mi sembra che Tamir abbia passato il limite.
David?
Chi c'è lì fuori?
Nina?
Yaara? Dori?
Volete farmi un agguato?
Ehi.
Sofi.
Che cosa ci fai qui?
Non mi hai lasciato altra scelta, lo sai.
Non mi rispondi.
Cosa pensi che farò, adesso?
Adoro fare il bagno.
Qualcuno mi ha detto che chi ha dei figli
non fa più tanto spesso il bagno, è vero?
Che non fa più il bagno
e che smette di mangiare le banane: mi hanno detto così.
Che cosa vuoi?
Vorrai chiedermi di Tamir, no?
Prima o poi lo farò.
O di Pnina.
Muori dalla voglia di chiedermi di lei.
Come sai di Pnina?
Ti ha detto che ho ammazzato sua figlia, vero?
Tu che idea ti sei fatta, Alice?
Ehi! Tesoro.
Non sono più sicura di sapere che cosa sto facendo.
Ti succede sempre prima di un film importante.
L'hai scordato perché non lavori da un po'.
E se fosse un grosso errore?
Se fosse tutto un errore che non riesco a vedere?
Stai tranquilla. Sai esattamente quello che fai.
Sarà magnifico.
È quello che volevi.
Sei una regista nata.
Devo rispondere.
Pronto?
Sì.
Okay. Ci penso io.
Andrà bene, te lo prometto.
Keren?
So tutto, Alice.
So cos'è successo e so che quando è successo eri presente.
E chissà da quanto lo sapevi, e non mi hai detto nulla.
No, non è come pensi, te lo giuro. Non ne avevo assolutamente idea.
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