The first 200 lines.
Quando sali sul palco, l'ego ti entra in testa.
Ti dice: "Non fare casini.
Sei un grande.
Lo dicono tutti, quindi non fare casini".
Poi, arrivi al microfono e sbagli la prima nota, sempre.
Poi, dopo circa 30 secondi, pensi…
"Sono solo un ragazzo che ama la musica".
E il tuo corpo si lascia andare.
Mi lascio andare, mi guardo intorno e penso:
"Fallo.
Zittisci l'ego.
Abbandonati".
UN DOCUMENTARIO ORIGINALE NETFLIX
SAN PAOLO, BRASILE
Da quando avevo circa dieci anni,
sono ossessionato dal dover eccellere in tutto.
Dall'idea che il mio valore dipenda da ciò che faccio.
Ma questo può portarti su un sentiero buio.
La mia voce ha raggiunto il punto di rottura alla fine del tour.
Devo usare il telefono per parlare.
Ieri sera mi ha ricordato…
che non sono invincibile.
TRE MESI PRIMA
DATA N. 72 DEL TOUR
Cantate!
Più forte!
Urlate!
Ora andrò più veloce. Non smettete di battere le mani.
Battete le mani. Forza!
Più veloce!
- Grande. - Grazie.
- È stato un gran concerto. - Sì.
- Grazie mille. - Partiamo.
Ci aspettano fuori.
Non ho finito.
Uscendo, svolta a sinistra
e supera il semaforo.
- Grazie. - Ciao! Ti amo!
Ti adoro!
Non vedo il monitor della telecamera.
Tieni d'occhio il girato.
Ehi, Cez. Sta arrivando Jocelyn.
Le ho detto di venire alle 11:50.
Va bene.
Questa cosa che iniziasti a fare in camera tua,
i video su Vine per divertimento…
È difficile conservare quella purezza iniziale?
Dai, Shawn, andiamo! Rientra in casa!
Tirati su.
Da bambino, quando racconti a qualcuno il tuo sogno
e ti dicono che è un sogno stupido,
tu pensi: "È vero, è stupido".
Quando iniziai la scuola…
la sig.ra Parker era l'insegnante di canto.
Le dissi: "Voglio fare il cantante, voglio…
fare l'artista". Capito?
E lei non esitò a credermi.
I miei genitori, i miei amici…
Nessuno mi ha mai dato del pazzo.
Tutti mi dicevano: "Provaci".
Migliora sempre di più.
Se continua a esercitarsi così…
Ehi!
- Ti vogliamo bene! - Che emozione!
È bello grande, qui.
Lo vedo.
- Si sente? - No, non sento niente.
Un saluto dalla sicurezza, che non vuole apparire.
- Ciao. - Non riprenderlo.
- Non lo vedrà nessuno. - Ok.
Ehi, mamma?
KAREN, MADRE DI SHAWN
Che hai da dire?
È pazzesco.
La sicurezza lo accompagna persino al bagno.
Mio Dio!
Ti amo!
Hai sentito?
"Ti amo."
Santo cielo.
Ciao!
Sei agitato?
Ora sono agitato. Prima non lo ero.
Torniamo di là?
Resta con me, aspetta.
Un applauso per Shawn Mendes!
C'è qualcuno che viene da fuori dall'Ontario?
Da dove venite?
- Dal Michigan. - Michigan!
Cavolo.
Pazzesco.
Quando ascoltai per la prima volta "Say Something" degli A Great Big World,
pensai: "È proprio un bel pezzo".
Cercai su Google…
e uno dei primi risultati di ricerca era la cover di Shawn.
Rimasi sbalordito. Mi dissi: "È davvero incredibile".
Contattammo Shawn e sua madre tramite FaceTime.
Shawn iniziò subito a tartassarci di domande
sull'industria discografica, sul perché gli servisse un manager.
In sincerità, gli dissi:
"Non ho tutte le risposte, ma resterò seduto qui
e passerò tutto il mio tempo a capirlo insieme a te".
Gli dicevo sempre:
"Mi serve una band. Non renderò bene da solo".
E lui: "No, amico. Sali sul palco, tu e la chitarra".
Devo tutta la fiducia che ho in me
ai primi anni di concerti solo io e la chitarra.
Sono passato dalla mia cameretta
a suonare per migliaia di persone nel giro di un paio d'anni.
BOLOGNA N. 11
Che ficata.
È così che si gira un documentario.
Ecco qua.
Non sono pronto a darla a Scott.
Non è ancora qui.
Quando l'ho conosciuto, aveva un bel paio di occhiali da sole.
Mi fa: "Alla prima numero uno,
- te li regalo". - Sì.
Il mio primo singolo con lui arrivò primo.
Serve una melodia.
Sì, è che…
SCOTT HARRIS, COAUTORE
Che ne dici?
Ci sei?
In albergo, ho una lavagna
con scritto a che concerto siamo e dove.
Oggi è l'ottavo, Copenaghen.
Siamo ancora lontani dal numero cento.
C'era scritto Colonia, non Copenaghen.
C'era scritto Colonia.
Ho detto Copenaghen?
Ogni sera, tenete a mente quanto questo sia speciale.
Lo ripeterò fino alla noia,
ma è davvero speciale. Noi facciamo una magia.
Il pubblico lo vede per la prima volta,
ogni volta.
- Che sia il primo o il 99° concerto. - Esatto.
Per loro, è un'esperienza speciale.
Quindi grazie, andiamo.
Andiamo.
Saltate tutti!
Guardando molti dei miei idoli, pensavo: "È impossibile diventare così.
Loro sono nati leggende".
Ma non è la verità.
Mi chiedono: "Che lavoro avresti fatto, altrimenti?"
È una domanda che mi spiazza,
perché è questo che avrei fatto comunque.
Ieri ho incontrato i fan.
Una ragazza mi fa: "Come divento una cantautrice come te?"
Ho ripensato a quando dissi a papà:
"Voglio scrivere canzoni". E lui: "Sai farlo?"
E io: "Non lo so". E lui: "Provaci".
Mi chiusi in camera a suonare per sette ore.
Mi sanguinavano le dita, ma continuavo a provare.
Non dico che bisogna essere per forza così ostinati.
Così ho detto alla ragazza: "Smettila di starci a pensare.
Sei una cantautrice. Ora vai a scrivere canzoni".
Andiamo!
New York!
È raro che una canzone dica:
- "Sei troppo bella per non guardarti". - Già.
Anche queste trombe…
Questo uso della tromba è bello, no?
Crea un'atmosfera sontuosa.
È quello che ho in mente per il prossimo album.
Qualcosa del genere, tipo…
questa atmosfera da totale overdose di amore.
PRIME SESSIONI DI INCISIONE DI "WONDER"
Che ne dici di: "Conto alla rovescia per addormentarmi"?
- Bello. - Sì.
Stavo pensando che…
- Mi piace l'eco dopo "Hello". - Sì.
Sì.
"Devo solo…"
Sì.
È molto meglio senza.
Sì, è meglio.
Di nuovo.
Metti enfasi su "Close my eyes".
Stiamo bene.
Ha preso una casa nel West Village.
Sto da lei.
Ci svegliamo e ci diciamo: "È assurdo".
Dobbiamo salire su due SUV diversi per andare nello stesso posto.
- Già. - È pazzesco.
Dico: "Esco alle 8:30", e lei: "Anch'io",
e io: "Ok".
È quasi come vivere una vita normale,
ma nel modo meno normale che esista.
Mi vesto, corro al bar a prendere un caffè americano,
poi arrivate voi e dico: "Ok, si va al lavoro".
- Come va? - Bene, e tu?
Poi vai di qua.
Quando mi giro, cosa faccio col braccio?
Con questa mano, quando ti giri, fai così.
- E ti volti. - Bello.
- Poi… - Capito.
- Vai dall'altra parte. - No.
- Metti il peso qui. - Sì.
Poi, quando arriva a bordo palco…
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