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PROLOGO
II Nilo è qui da sempre.
Da molto prima del Cairo. Da molto prima delle tombe dei re.
Il fiume è la ragione di tutto.
È difficile immaginare le enormi distanze percorse da questo fiume.
Ecco la pioggia caduta in Abissinia.
Ecco le acque drenate dai laghi dell'Africa centrale,
acque che hanno percorso 6400 km per rendere rigoglioso I'Egitto.
Il Nilo ha molti ricordi.
La storia di Khartoum è recente, risale a meno di un secolo fa,
e in luoghi come questi un secolo è come un giorno.
Ma per quanto indietro si torni,
tutti i ricordi del Nilo hanno qualcosa in comune.
C'è sempre Dio, per esempio.
O, se si preferisce, gli dei.
Sembra sia impossibile vivere nei pressi del fiume
e non avere visioni d'eternità.
E poi c'è il mistero. Non si capisce mai tutto fino in fondo.
Ci si ritrova con domande a cui nessuno sa rispondere.
Un'ultima cosa.
Perché era tutto sempre così grande, smisurato, esasperato?
Vanità? Forse.
O visioni.
La vanità si è sempre mescolata alle visioni.
E anche questo fa parte di questa storia.
Ma è il Nilo che rimane il fattore primario.
Il Nilo,
e naturalmente il deserto.
Risalite il Nilo, lasciatevi alle spalle I'Egitto e le terre verdeggianti
ed entrate in Sudan: 2,5 milioni di chilometri quadrati di deserto.
È proprio qui, nel bel mezzo del cocente nulla africano,
che un uomo del Nilo, un uomo di visioni, mistero e vanità
insorse alla fine del 1800 per sfidare prima I'Egitto e poi il mondo.
Si faceva chiamare il mahdi, il messia,
raccolse intorno a sé le tribù del deserto
e invocò la guerra santa.
L'Egitto arruolò un esercito di 10.000 uomini
e un comandante inglese,
e fece loro risalire il Nilo per 2600 km fino a Khartoum
e fino al deserto per distruggere quest'uomo, il mahdi.
Questa storia avrebbe avuto ben altro corso
se il colonnello Hicks non avesse scordato, o meglio, se avesse conosciuto
la realtà del Sudan: La sua immensità.
Il mahdi lo costrinse ad avanzare inesorabilmente.
Rientrate nei ranghi.
Trombettiere.
Ai vostri posti.
I fucilieri là in alto.
Oh, miei diletti.
Oh, uomini del deserto.
Il mio Signore, Maometto, mi ha ordinato di parlare,
perché io sono il mahdi, il messia,
e discendo dalla famiglia del mio Signore, Maometto,
che la benedizione sia con lui.
Oh, miei diletti.
Vi avevo promesso che Maometto avrebbe compiuto un miracolo dal cielo.
Non è stato così?
Voi combattete una guerra santa contro i corrotti, i peccatori e gli infedeli.
Voi combattete una guerra per ripristinare in un mondo ribelle e distratto
le leggi e i comandamenti del profeta Maometto,
che la pace e la benedizione siano con lui, del quale io sono lo strumento terreno.
Non esultate per la morte di questi uomini, perché domani altri li seguiranno.
Oh, miei diletti.
Il profeta Maometto mi ha affidato una missione:
Far tremare il deserto e le montagne,
far tremare le città,
far sì che i ricchi e i corrotti in paesi lontani
ricordino questo momento e vivano nel timore di tutti i miracoli a venire.
Far sì che in quest'ora vittoriosa tutto I'lslam
capisca che io sono il messia.
Il vero mahdi.
Diletti, è I'ora della preghiera.
Qualcuno mi spieghi...
Dove diavolo è finito Wolseley?
Qualcuno mi spieghi come si annienta un moderno esercito con lance e spade.
Non un esercito britannico, primo ministro, un esercito egiziano.
Non mi interessa di chi fosse quell'esercito. 10.000 uomini.
E un ufficiale britannico. Perché I'Egitto doveva rivolgersi proprio a un inglese?
- Il colonnello Hicks era un idiota. - È ovvio. Un idiota.
Non è questo il punto. Perché proprio un inglese?
"Vendetta per Hicks." "Difendiamo I'onore britannico."
Wolseley, la stampa mi dà addosso.
Sua Maestà mi ha convocato in Scozia per spiegarle la situazione. Mi dica...
Mr Gladstone, le presento il colonnello Stewart, dei servizi segreti militari.
È appena tornato da Khartoum. Lui può darle una spiegazione.
Si sieda, colonnello Stewart.
Questi bollettini da Khartoum sono veritieri?
Ci vuole un mese per tornare dal Sudan e io sono partito prima degli avvenimenti,
- ma presumo che lo siano. - Perché?
Ero lì per valutare le possibilità degli egiziani di reprimere la rivolta.
- Praticamente nulle. - I servizi segreti militari.
Ottimo lavoro, non c'è che dire. A posteriori, loro sapevano.
Il mio rapporto è stato consegnato a Sir Baring prima della sconfitta.
Ero a conoscenza del rapporto, ma lo considerai inattendibile.
Sono Granville. Il suo rapporto però non spiega
come abbiano fatto a massacrare un moderno esercito fino all'ultimo uomo.
Hicks e i suoi uomini combattevano per denaro,
mentre il mahdi combatte una guerra santa.
Hicks lo considerava un selvaggio ignorante, ma non è così.
ll mahdi è I'uomo più straordinario che sia mai vissuto in Sudan.
Conosce la sua gente. Aveva promesso un miracolo e doveva compierlo.
Comunque sia, colonnello Stewart, la portata del disastro...
Il disastro non sta nella perdita di 10.000 uomini, ma delle loro armi.
L'Egitto non è riuscito a tener testa a un'orda di beduini disarmati.
Cosa farà ora che si sono impossessati di 10.000 fucili Remington,
cinque batterie di artiglieria e quasi cinque milioni di proiettili?
E cosa ne sarà dell'Egitto
se il mahdi conquista Khartoum e il suo arsenale?
L'aspetta una bella giornata con Sua Maestà.
Voglio chiarire una cosa: Non invierò mai un esercito laggiù.
Per voi imperialisti ogni scusa è buona per intervenire in Africa centrale.
Stiamo parlando dell'Egitto. Abbiamo una responsabilità morale.
Una responsabilità morale? Abbiamo il Canale di Suez. Su, lo dica.
L'Egitto protegge Suez. Noi proteggiamo I'Egitto.
E perché I'Egitto non può proteggersi da solo?
L'ha sentito. Non ne è all'altezza.
Credo che il colonnello Stewart sia uguale a voi.
Si vede già alla testa di un esercito, bandiere al vento, gloria per tutti.
Rinuncerei al mio incarico prima di accettare un tale comando.
Non rischierei la vita di un singolo soldato britannico.
- La credevo favorevole a un intervento. - Non ha chiesto la mia opinione, signore.
È ovvio che voglia sentirla, se concorda con la mia.
Domani suggerirò a Sua Maestà di adempiere ai nostri doveri verso I'Egitto
facendo evacuare tutti gli egiziani da Khartoum.
E come, senza un esercito britannico e senza perderci I'onore?
Sono disposto a prendere in considerazione ogni suggerimento.
Gordon.
Gordon, il Cinese.
Cosa sta facendo Gordon?
Ha un contratto con il Belgio per conquistare il Congo.
Possiamo accordarci con Bruxelles.
Mandi Gordon a Khartoum.
Ha guidato alla vittoria le armate dell'imperatore cinese. Mandi Gordon.
- Senza un esercito? - Non ne ha bisogno.
Senza soldati britannici ha messo fine alla schiavitù in Sudan.
È un eroe, per i sudanesi,
per gli inglesi, per gli abolizionisti della schiavitù e per la chiesa.
Lo mandi a Khartoum e lei sarà applaudito dalla Cornovaglia alla Scozia.
E da Sua Maestà.
Granville, quell'uomo è un mistico.
È un idealista con ideali propri. Gli dai un ordine?
Lui lo considera un semplice biglietto d'auguri.
Inoltre non mi fido di un uomo che consulta Dio prima di consultare me.
Posso parlare, signore? Non credo che il generale Gordon accetterebbe.
Quand'era lì come governatore generale e ha abolito la tratta degli schiavi
grazie al suo coraggio e a un paio di fedeli tenenti,
non affrontava certo il mahdi, o una guerra santa,
e tantomeno 10.000 fucili Remington.
Se ora lo manda a Khartoum da solo, fallirà di certo.
Sarebbe un vero peccato.
Se Gordon accettasse la sua proposta alle attuali condizioni,
perderebbe la mia stima. Si rivelerebbe I'uomo più vanitoso che esista.
La ringrazio, colonnello. Ora vuole lasciarci alle nostre decisioni?
E congratulazioni per il suo ottimo rapporto.
Le auguro buona giornata, signore.
Mi piace quell'uomo.
Ho capito bene?
Se mandassimo Gordon a Khartoum, Gordon, I'eroe nazionale, e lui fallisse,
la colpa ricadrebbe su di lui e non sul governo?
È possibile.
È la proposta più ignobile che abbia mai sentito.
Granville, il colonnello ha ragione.
Perché Gordon dovrebbe accettare?
Perché è un patriota e un uomo con una coscienza.
O forse è I'uomo più vanitoso che esista.
Questa storia non mi piace affatto.
Anzi, mi preoccupa.
Questa conversazione non ha mai avuto luogo.
Sarò a Balmoral, fatemi sapere cosa risponde Gordon.
Sua Maestà ne sarebbe felice.
Perdoni tanta segretezza, Gordon.
La politica.
Non perdiamo tempo in formalità. La prego, si accomodi.
Se facessi aspettare troppo il treno attirerei la curiosità. Non ci vorrà molto.
Domani Granville le farà una proposta
talmente disonorevole, che io non posso averci niente a che fare pubblicamente.
- In privato, le chiedo di accettare. - Perché?
Perché mi darebbe una certa tranquillità politica.
Non riesco a immaginare nulla che m'interessi meno.
Ho altri progetti. Presto partirò per il Congo belga.
Granville potrebbe occuparsi di quella faccenda.
Gordon, il Sudan è una sua creatura.
Non serve che le dica che corre un serio pericolo.
Non posso e non voglio inviare truppe sul Nilo,
ma non posso abbandonare Khartoum al suo destino senza compiere un gesto.
- E io sarei quel gesto? - Il paese conosce le sue capacità.
Lei ha realizzato da solo quel che un intero esercito non è in grado di fare.
- Cosa propone? - Lei va in Sudan,
coordina I'evacuazione
e fa in modo di stabilire un'autorità.
- Quali poteri avrei? - Nessuno.
Forse I'Egitto le darà una qualche onorificenza.
I politici.
E quando il mahdi mi getta nel Nilo, il governo si dirà addolorato
e dichiarerà a Sua Maestà, alla chiesa e al movimento contro la schiavitù:
"Abbiamo mandato Gordon. Abbiamo fatto del nostro meglio".
Esattamente.
E quella sarà la fine di Gordon, ma non di Gladstone.
Per I'appunto.
Mr Gladstone, con lei non ci si annoia affatto.
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