The first 194 lines.
Traduzione di Hanna Lise
Ciao!
Visto? Me la cavo benissimo.
- Mi viene in mente "L'isola del tesoro". - Long John Silver!
- Sì, somiglia molto. - Ti manca solo il pappagallo.
- Non direte mica sul serio? - Non vorremmo che Roos inciampasse.
Non succederà. Riesco benissimo a stare in piedi.
Ma Nina può continuare a fare la direttrice di sala.
- Se vuoi, ovviamente. - Con piacere.
Di certo non mi dispiace.
- Sì! - Siete stati veloci.
- Oh, è questo il ristorante? - Sì, proprio lui.
- Che bello! - Già.
- Che fai? - Vado a salutare Ethel.
- Ma dobbiamo andare a fare il bagno. - Ci metto un secondo. Avanti!
- Ciao! - Ma ciao!
- Lui è Stickan. - Scusi, posso disturbarla un attimo?
- Ciao! - Che sorpresa.
Backe? Qual è il pesce di oggi?
- Rombo, salsa di burro e trota al rum. - Grazie.
- E tu come stai? - Beh, i soliti acciacchi.
- Ancora! - Sì, altra sabbia.
- Lo giriamo, eh? Che dici? - Calle! Il caffè.
- C'è la merenda adesso, Björn. - Voglio finire il castello.
- Vuole giocare ancora un po'. - Sì, va bene.
Che hai preparato di buono?
- Senti, ho visto Nina in cucina. - Mmm... che buono.
- Sta lavorando? Non era malata? - No, non lavora mica.
Hanno una casa estiva sull'isola. La famiglia Löwander. Perciò...
Bellan si è ferito al piede, e lei lo sostituisce.
- E quindi Bellan non può lavorare? - Credo.
- Hai parlato con lei? - No, lei vive dall'altra parte dell'isola.
Poi si trasferirà in Scania questo autunno. Erik e la figlia sono già lì.
Quindi ci hai parlato.
Sì, abbiamo... scambiato due parole, ma di volata, l'altro giorno.
- La mappa l'hai portata? - Quale?
La mappa per le vacanze, l'hai portata?
- Sì, è nel cesto lì. - Perfetto.
Pensavo che potremmo prendere la nazionale fino a Helsingborg e fermarci a dormire...
possiamo restare qualche notte a Småland, che troviamo lungo la strada, eh?
Björn, vieni? Vieni, Björn!
Beh, mi sembra a posto, no?
- L'acqua non arriva. - Sì? Ma qui non sembra.
- Le sto dicendo che non c'è acqua. - Allora basta fare un po' di pulizia.
- È sua la responsabilità, Rundström. - Sì, certo. Ma se non è urgente...
Qualcuno deve riparare il pozzo entro domani. Altrimenti non pago l'affitto.
No,no! Signor Löwander, già non ha pagato due mesi...
Non ha nemmeno riparato il tubo dello scarico, l'elettricità e il buco nel soffitto.
Forse è troppo difficile per lei!
- Sì, forse sono stato un po' sbadato... - Non voglio parlarne adesso.
- Però voglio che lei sappia... - Non ne voglio parlare!
Che mio figlio è all'Accademia ad Uppsala con la schiena rotta.
Ha avuto un incidente, nell'esercito.
Dovevano sparare con i cannoni, e le ruote non erano fissate bene.
E il rinculo di un cannone è qualcosa di devastante, e così...
ha spinto un ragazzo per salvarlo, e gli è finito addosso...
E i medici dicono che non camminerà più.
- Mi dispiace. - La liquidità del risarcimento non è il massimo.
Quindi se il signor Löwander può pagare almeno metà affitto...
troverò un idraulico entro domani.
Ci sono stati... alti e bassi.
- 200, e l'idraulico arriva domani! - Non più tardi di domani.
Mi stringa la mano, ci tengo.
- Non dimentichi di coprirlo. - Assolutamente.
Tutto bene?
- Salve, benvenuti. - Salve, grazie.
- Avete prenotato un tavolo? - No, siamo in quattro.
Non ci sono problemi. Prego, seguitemi.
- Qui. - Grazie.
Ecco i menù, e qualcuno verrà subito a servirvi.
Benvenuti. Iniziamo con qualcosa da bere?
Vi spiacerebbe se ci servisse Einor?
Purtroppo le sono stati assegnati altri tavoli stasera. Ma posso aiutarvi io.
- Posso prendere questo tavolo. - No, lo prendo io. Tranquilla.
Grazie, Eivor.
Bene, cosa volete bere?
- Ciao. - Ciao!
- Hai lasciato la famiglia? - Sì.
Gli piace un sacco qui.
Immagino. Erik e Christina verranno dopo il midsommar.
Bello! Non dimenticate di farvi il bagno. Vi divertirete molto.
No, non lo faccio.
- Sarai qui per il midsommar? - No, vado a casa dopo pranzo.
- Andiamo a Skansen. - Ah, bella idea.
Dovrei fare delle cose a Stoccolma con Christina visto che è qui.
Poi ci trasferiremo in Scania e non credo verrò spesso.
No...
- Ciao, allora. - Ciao.
Sarebbe bello andare a Skansen dopo il midsommar.
A Christina piacerebbe molto.
- Sì, ma... c'è un problema. - Sì? Cosa?
È che... abbiamo un problema con Peregrina, il grossista di champagne.
- Devo andare a Parigi per il midsommar. - No, non puoi...
- Ho cercato di risolverla in altro modo... - Non devi... me l'avevi promesso.
- Io devo vedere Christina. - La vedrai in Scania.
Vengo in Scania, allora, col treno.
No, è meglio di no, è una cattiva idea.
- Tua madre non vuole vedermi? - Non è questo.
Ma veniamo la seconda settimana di luglio. Io e Christina.
- Buon Midsommar. - Buon...
Grazie.
- Sa di estate. - Sì.
Vanno sempre a farsi il bagno a fine lavoro.
Facevamo la stessa cosa quell'estate, quando faceva quel caldo... 1922 o 1923.
Abbiamo avuto tante estati calde, no?
Intendo il meteo, nient'altro.
Per la vigilia andiamo a ballare a Enevik?
No, io no. Ma tu puoi andare.
- Non ti piace ballare? - Un tempo.
Beh, forse riuscirò a convincerti.
Dà a Beppo del cioccolato per farlo stare zitto. Il giorno dopo si ammalano!
Ma Kalle Blomkvist dice che il cioccolato è avvelenato.
- Allora, che dici? Niente male, eh? - No.
- Ma Kalle Blomkvist poi scopre che... - Uno, non dire altro alla signora Löwander.
- Perché? - Magari vuole leggere il libro da sola.
Ma è un libro per bambini. Mica legge libri per bambini?
Vuoi diventare anche tu un detective da grande?
Quello o poliziotto. Non ho deciso ancora.
Ho una cosa per te.
- Ah, sì? Cosa? - Vedrai.
- Sapresti usarla? - Sì.
- Allora è tua. Prego. - Davvero? Grazie!
Ma in cambio, voglio che tieni gli occhi ben aperti.
Se vedi qualcosa di sospetto al ristorante, vieni subito a dirmelo.
- Lo prometto. Grazie. - Bene.
Oggi è Midsommar. Quindi saremo aperti per pranzo.
Sì... ci siamo tutti.
Oggi è Midsommar, siamo aperti a pranzo, ma di sera saremo chiusi,
così potremo festeggiare insieme.
Spero possiate essere presenti in molti.
Il ristorante servirà cibo e bevande a prezzi ridotti.
- Buon Midsommar! - Mi scusi... il tubo di scarico...
- Quel problema è stato risolto? - No, abbiamo ancora problemi.
Potete continuare ad usare il bagno esterno. Il bagno qui è solo per i clienti, tutto chiaro?
Bene, buon lavoro.
- Svensson, è per te. - Sì.
- Grazie. Pronto? - Ciao, sono io. Disturbo?
- Per niente, è successo qualcosa? - Sì... Björn si è ammalato.
- No! - Già. Ha febbre e delle macchie.
- Sarà mica varicella? - Non ne ho idea.
Non sono su tutto il corpo.
- Che sfortuna. - Eh, sì. Vuoi venire lo stesso?
Non lo so. Tu pensi che potrebbe essere varicella?
Forse. Non lo so, ma...
- Tu non l'hai avuta, vero? - Mi sa di no.
Allora è meglio se rimani sull'isola, che ne pensi?
Sì, purtroppo dovrò farlo. Che scocciatura.
Ma se non dormite nella stessa stanza, forse...
No, non vorrei contagiare gli altri, poi.
- Sì? Ah, devo andare al lavoro, Sonja. - Sì, senti...
- Non fare stupidaggini stanotte. - No, ma dai. Ti chiamo domani.
- Bacio. - Ciao.
Scusate, signore e signori, vi disturbo un momento.
Quando gestivamo il ristorante prima della guerra,
mio padre, Johan Löwander, aveva l'abitudine, alle 12 della vigilia di Midsommar,
di far cantare a tutta la sala "Quando il luccio gioca nella baia tra le canne".
Perciò credo dovremmo farlo ancora.
Fantastico! Felice Midsommar a tutti!
Ciao. Ti ricordi di me?
- Sì, Odd! Ciao, da quanto tempo. - Già.
Sei cresciuto! Mi fa piacere che abbiate riaperto.
- L'avete comprato? - No, ce l'ha affittato la Hilding Rundström.
- E vi trovate bene? - Oggi non vorrei parlare di cose tristi...
Assolutamente. È che ci ho avuto a che fare anche io.
- Hai saputo cos'è successo al figlio? - No...
Un subdolo. Fa lui il lavoro sporco.
Tre giorni prima di finire dentro ha rubato un camion dell'esercito con degli amici
e col padre per andare in un hotel a Borås a divertirsi.
Tornando a casa, sono finiti in un canale. Dal fango alla gattabuia è stato un attimo.
Le mele cadono raramente lontano dall'albero.
- Già, già. È stato un piacere rivederti, Odd. - Altrettanto.
Buon appetito.
- Rimani stasera? - No, ho altro da fare.
- Vai in città? - No, mi vedo con Alexander.
Sai benissimo chi è. Uno che serviresti con molto piacere stasera.
Forse penserai che sia un'impicciona, e a ragione, ma...
vorrei comunque dirti di stare attenta con i tuoi amici.
Ho vissuto la stessa situazione.
Mi frequentavo con un uomo quando avevo 20 anni, mi fidavo di lui e...
quando ho avuto il bambino, ci ha lasciati.
Ho dovuto crescere Uno con i mezzi di sussistenza.
Non so chi tu abbia frequentato. Alexander non è così.
No, sicuramente.
Ma sei così giovane, non sai come può essere difficile.
Non sai niente di me, e nemmeno di Alexander!
Ti conosco un po'. Sei solare e determinata, sei brava con i clienti.
Beh, anche io ti conosco un po'.
Anzi, so tutto di te, Maggan, quindi fatti gli affari tuoi!
- Non assaggi il mio paté? - No, grazie.
D'accordo, sei scusato.
- Grazie mille. - Prego.
- Signora Rehnskiöld... lei qui! - No, non posso prendere il tuo posto.
- Sì, invece, nessun problema. - E dove si siede lei?
- Troverò posto, non si preoccupi. - Grazie.
No comments yet. Be the first to leave one.