The first 200 lines.
Come puoi essere così sbadata? Te li detrarrò dalla paga, Martha.
- E tu chi sei? - Devi essere Fie.
Non vorrai nascondere questo bel viso qui in cucina con te? No, farà la cameriera.
- Io e Ella dovevamo andare a Hornbæk. - Non ti avevo promesso niente.
Sì, l'avevi promesso.
- Ci sono un sacco di giovani. - Bugiarda.
Ne ho alcuni nel mirino. Quando mi sarò decisa andrò fino in fondo.
- È qui che servono la platessa? - È l'attore che ti dicevo.
- Voglio pensare solo a noi due. - È sbagliato nel mio stato!
Supporto economico alle banche? Quei giorni sono finiti.
- Sono d'accordo col signor Frigh. - Salute!
- E tu chi sei? - Fie.
- Lavorerai qui tutta l'estate? - Sì.
Ci vediamo, allora.
Traduzione di Hanna Lise
La signora Andersen è gentilissima,
e anche tutte le ragazze con cui lavoro.
Penso a te e papà. Ho letto sul giornale
di un sanatorio per le persone malate ai polmoni,
manderò lì papà appena avrò guadagnato abbastanza...
Sogni ad occhi aperti?
- Allora, ti sei fatta un giro? - Ho visto solo il mare.
- Hai visto il panorama dalle dune? - No.
È pericoloso. Potresti imbatterti in un teschio.
Come?
Sono state seppellite duecento persone lì.
Giuro. Una nave inglese è naufragata lì nel 1874.
Non sapevano come fare, e li hanno seppelliti nelle dune.
- Non ci credi? - No!
Allora perché la chiamano la Montagna del Morto?
- Non è vero. - Sì.
- Potremmo andarci, stasera. - Fie, ci vuole il signor Andersen.
Entrate.
Chi ha ricevuto la visita di un gentiluomo, stamane?
- Che intendete? - Chi era l'uomo che ho visto passare?
- Sei sicuro di quello che hai visto, Julius? - Naturalmente, sono sicurissimo.
Le bretelle gli penzolavano sul fondoschiena. Ho visto benissimo.
Beh? Fuori la lingua. Chi si è intrattenuta col signore?
- Sei stata tu, Otilia? - Assolutamente no.
- Sei stata tu, Martha? - Forse era qualcuno degli ospiti?
Alle cinque del mattino? Ma per favore. Come mai mi guardi in quel modo, Fie?
- C'è qualcosa che vuoi dirmi? - No, signor Andersen.
Sicura? Forse sei stata tu ad invitarlo?
Non ti hanno detto di non portare tante scarpe? Come fai a ricordarti le stanze?
Le ho scritte qui.
Che bell'idea. Come mai non ci abbiamo mai pensato?
Infatti mi chiedo come mai
non hai mai pensato di scrivere i numeri delle stanze sulle scarpe.
Devi fissarmi ancora per molto?
Le scarpe degli ospiti devono essere pronte,
e poi sistemate i tavoli per la colazione, fuori!
E appena scopro chi è stata con quel giovanotto, la sbatterò fuori!
Questo è un albergo rispettabile.
- Sono tue. - Lasciale lì.
Non ti alzi? Papà si arrabbierà se non vieni a colazione.
- Dai, Amanda. - Stai zitta.
Non te la devi prendere con me se perderai la scommessa con Ella.
- Cosa? - Ho sentito la telefonata con Ella.
Avete scommesso su chi avrebbe baciato per prima un uomo.
Hai paura che Ella vincerà a Hornbæk.
Piccola mocciosa! Ti ho detto mille volte che non devi spiarmi!
Lasciami!
Per punizione, porta mamma e papà a nuotare dopo colazione,
- così posso chiamare Ella. - Ho capito, basta!
Solo se mi dai la tua collana azzurra.
Te lo puoi scordare.
- Buongiorno, direttore. La vostra lozione. - Grazie.
Mi porti le scarpe, Hjalmar?
Ho solo due mani.
- Buongiorno, signora Aurland. - Buongiorno.
Ho pensato ad una cosa, Otilia. E se fosse stata Martha a ricevere visite?
- Edith, attenta a quello che dici. - Non sto dicendo che sia stata lei,
ma ha una cotta per Mads, il contadino.
- Mi sarei svegliata per il rumore. - Ma se non ti svegliano nemmeno le cannonate.
No, ti sbagli. A Martha non interessa quel Mads.
E poi andrà alla scuola serale, in primavera.
Oh, buongiorno, belle signorine.
Buongiorno, signor Weyse.
Sembrate proprio le Tre Grazie al Museo Thorvaldsen.
Le conoscete? Belle, proprio come voi.
Nemmeno uno straccio addosso, è lo stile di altri tempi.
- Sapete con cosa si trastullano? - No.
La freccia di Cupido. Sono ammalate d'amore.
Non parlavate di questo? Dell'amore?
- No. - No?
Deliziosa signorina Fie.
Potete, gentilmente, portare una tazza di tè a mia moglie?
Così può bere qualcosa di rinvigorente appena si sveglia?
- Certo, signor Weyse. - Bene. Scusate...
mi sembrate molto stanca, oggi. Avete fatto tardi, ieri notte?
- Ore piccole? - No, sto bene.
- Buongiorno! - Buongiorno, Madsen.
Vi siete già fatto una nuotata? Com'è andata?
- Fantastica. Fresca e tosta. - Ci credo!
Ma quante volte devo dirlo di fare piano?
- Vado a prenderli. - No, Alice. Signorina Malling!
- Leslie e Bertha! Aspettatemi! - Buongiorno, signori.
Avete fatto una nuotata, Weyse? Com'era oggi?
Beh, ecco...
Vado a fare colazione.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Sicuramente concorderete con me che la signora Aurland
è il ritratto della salute, quest'anno.
Deve essere la dieta del cibo crudo.
- Buongiorno, Adam. - Ah, buongiorno, non vi avevo visto.
- Pronto per una nuova conquista? - Prego?
Volevo dire, se avete qualche nuova pianta in vista.
Sì, ce l'ho. Una varietà rara chiamata Rhamnus.
È molto affascinan...
- Mettiti le scarpe, andiamo a mangiare. - Sì, madre.
- Subito. - Dormito bene, signora Fjeldsø?
Bene, grazie. Se quel dannato gallo mi avesse lasciato continuare...
Ha disturbato anche voi? Peccato che non l'abbiate investito, Madsen.
Infatti, che peccato!
Avete visto? I contatti fanno le scintille.
L'ho toccato, e c'è stata una scintilla.
Signorina, potete dire al signor Andersen che qualcosa non va con l'elettricità?
- È in spiaggia. - Ditelo alla signora Andersen, allora.
Fa le scintille!
- È l'elettricista? - Sì, sì, certo.
- Ha riparato i contatti? - Te lo puoi scordare che paghi
un elettricista incapace 50 øre ad ora per qualcosa
che posso fare benissimo da solo.
Mi sorprende che tu abbia chiamato un tecnico senza prima avvisarmi.
Eri in spiaggia. I contatti sono pericolosi.
- Pensavo fosse urgente. - Sì? Pensavi, Molly? Non ci credo.
Se fosse stato così, avresti scritto una nota e avresti aspettato che tornassi a casa.
Ti ho detto mille volte che le questioni di denaro devi lasciarle a me.
Sì. E perché, secondo te?
Perché non ne capisci niente.
Ora devo pagare un elettricista perché è venuto invano.
Come se non fosse stato già abbastanza gravoso installare questa dannata elettricità.
Non dovrebbe parlarle a quel modo.
Se scopre che sono stata io a ricevere visite...
- Martha, se ne sarà già scordato. - Il signor Andersen non dimentica.
Lo conosco. Se scopre che sono stata io, mi manda via.
Non mi darà nessuna referenza. Non troverò più lavoro.
Avevo detto a Mads che era pericoloso.
- Siete pronte, ragazze? - Sì, signora Andersen.
- Non possiamo aspettare che si riscaldi? - Hai detto che siamo qui per nuotare.
- Ma certo. Questo non è di Amanda? - Me l'ha dato lei.
- Che carina, vero, George? - Infatti. Dov'è lei?
- Non viene. - Non viene? Siamo venuti qui per nuotare.
Non pago sette corone al giorno per farla restare in camera col muso lungo.
Lascia stare. Andiamo.
Signorina? Devo chiamare un numero a Hornbæk.
- È tonificante! - Non vai a nuotare?
- Sì, tra un po'. - È gelata.
Vieni, scaldiamoci un po'.
- Non devi fare qualcosa? - Qualcosa di spinto?
- Per Amanda. - Ah, me l'ero scordato.
- Non potete fare la pace? - Sono un uomo pacifico, io.
E per la cosa spinta?
Amanda forse vuole andare a Hornbæk per un motivo.
- Sì, è un'età difficile. - Forse si tratta di un ragazzo.
- Ma se è ancora una bambina. - Ha 19 anni.
- Già... - Io sono rimasta incinta a 19 anni.
- E chi è stato questo farabutto? - Ma tu, George.
- Io? Però sembravi così... - Esatto, e anche Amanda.
- Anche lei? - Sì.
È terribile. Credi ci sia un ragazzo che le piace a Hornbaek?
Stai tranquillo. Non succederà niente finché siamo qui.
- Ci hai messo tanto. - Ero in spiaggia con Frederik.
- È successo qualcosa? - Sapessi, sarai verde dall'invidia.
Non so da dove iniziare.
Ieri abbiamo conosciuto degli svedesi che volevano portarci a Mölle.
Siamo sbarcati lì, e c'era un'orchestra fantastica.
- Tu e Frederik? - Sì, e altri ancora.
Ho pensato: "O adesso o mai più". E gli ho detto:
"Mi sento un po' male, non possiamo affittare una stanza?"
- Avete affittato una stanza? - Sì, siamo saliti.
- E che è successo? - Stavamo per farlo...
ma poi ho pensato, se mi concedo tanto facilmente,
dopo mi rispetterà?
- Quindi non l'avete fatto? - No, siamo tornati a casa.
Frederik mi teneva la mano. Oh, era così dolce.
Gli ho raccontato quello che ho pensato, e sai cosa mi ha detto?
Mi ha detto che sono stupidaggini. Che è ovvio che mi rispetterà.
E così lo faremo stanotte.
- Stanotte? - Sì. E tu?
- Hai scelto qualcuno? - Sì, ovviamente.
Ed ecco la piccola Amanda. Cos'è quell'espressione sul viso?
- Qualcuno ti ha trattato male? - No.
Ti meriti un giro con zio Edward.
- Smettetela. - Non finché non sorridi.
Così va meglio.
Lascia stare la ragazzina.
- Edward! - Sì, sì.
Madame.
- Quanto pensi di poter camminare? - Non sono malata.
No, mi fa piacere saperlo.
Zio Edward.
Leslie, lascia stare il sale. Guarda tua sorella come sta seduta bene.
Bertha, ora basta.
- E se fosse stata Otilia a ricevere visite? - Otilia?
No.
- E questo vestito? - L'ho preso da te.
- Ha perso le spalline in lavatrice? - Ti sta bene.
- Ti senti male, amore? - Un po' di nausea. Torno su.
- Vengo con te? - No, no, resta pure.
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