The first 200 lines.
- Zagaia. - Sono morto?
Sì, sono Lucifero con la chitarra. Andiamo, forza.
Cesare.
Lampadina. Forza, andiamo.
Capirai! Cesare, forza. Andiamo.
C'è Rosetta.
Certo che Rosetta è...
- E' bona. - Sì.- Ssh!
Tienila.
E...
Quanno er vino 'mbè, c'ariva ar gozzo, 'mbè.
Ar gargarozzo 'mbè, ce fa 'n ficozzo 'mbè.
Pe' falla corta, pe' falla breve.
Mio caro oste portace da beve, da beve, da beve!
Cosa cazzo fate? Cosa fate?
Non posso crederci.
- Avete rubato nella dispensa? - Solo du... Du... Du...
- Due caciottelle. - Il vino?
- Per accompagnare le caciotte. - Per bagnare "il gargarozzo".
Se vuoi favorire.
"Li mortà", avete preso le mie sigarette. Bravi, complimenti.
Continuate a bere e a fumare. Sapete come finisce?
Finisce che moriamo felici?
Bravo, Nino. Bravo. Fai lo spiritoso.
Domani sentiamo cosa dice il primario.
Non serve raccontare tutto al primario. Dobbiamo dirgli tutto?
- Noi ti vogliamo bene. - Come a un padre.
- Vedi neanche ha balbettato. - Bravo.
- Dammi un bacio. - Stai fermo che mi incazzo.
Forza, andate subito a dormire. Dai.
- Comunque il vino era buonissimo.- Sì.
Quanno er vino 'mbè, c'ariva ar gozzo, 'mbè.
Ar gargarozzo 'mbè.
Andate. State zitti che mi fate licenziare.
Vedete? Le caverne nei polmoni sono una conseguenza della tisi.
Qui facciamo il possibile, ma la tubercolosi è una malattia grave.
E' difficile da vincere.
- Professore, dovete bucare mio figlio con quel grande ago?-Sì.
So che è doloroso, ma mi creda il pneumotorace artificiale
è l'unica arma contro il bacillo di Koch.
Professore, Saturnino mio guarirà?
- Dice che deve curarsi. - Si guarisce di rado.
- Non disperiamo. - E' il Signore.
Ha voluto punirci per qualcosa.
Signora Manfredi, Dio non c'entra.
Era meglio se Saturnino non andava al campo con gli avanguardisti.
Si è ammalato lì.
Avanti.
- Professore. - Vieni, vieni.
- Cosa succede? - E' Rossini.
Stamattina non si è svegliato.
- Non pensarci. - Avvisa i parenti.
- Buongiorno.- No. - Signora, Saturnino è molto forte.
Abbiate fiducia.
Non fare così.
- Nino, mi devi tre sigarette. - Perché?
Oh, Madonna mia! Rossini.
E' appena arrivato e già se ne è andato via. Quando è successo?
Stanotte. Tre sigarette.
Pago i debiti.
Uno, due e tre.
- Perché il professore non è arrivato?- E' morto anche lui?
Quello non muore.
Cosa succede? Cosa accade? Inciampò nel suo bastone?
- E' uguale. - Come hai fatto?
Verga e Capuana hanno insegnato a tutto il mondo.
Voi cosa ne sapete del Verismo?
- Una minchia! - Siete minchioni. - Bravo.
Bravo. Davvero bravo.
- Era per scherzare. - Ora vediamo se scherzi ancora.
- Metti le mani sulla cattedra. - Il righello no.
- E' meglio del pneuma. - Tu stai zitto.
Dove sono le mani?
- Non riesco a trattenermi. - Metti le mani sulla cattedra, vigliacco.
Non sono io, sono loro.
Manfredi, mi prendi in giro? Mi prendi in giro.
Io ti caccio. Prendi il libro ed esci dall'aula. Via, vai fuori.
Manfredi, alza i piedi.
Avviserò tuo padre.
Non meriti la grande possibilità che ti dà il regime.
Serve la disciplina, soprattutto la disciplina.
Professore, vaffanculo.
Mi dispiace, ma le dita mi servono per suonare.
Rosetta. Rosetta.
Mannaggia! Aspettami, Rosetta.
Dove andiamo, Rosetta? Dove mi porti?
Piano, sono malato.
Manfredi. Manfredi.
Manfredi. Oh!
"'Tacci tua"! Proprio ora dovevi svegliarmi?
Tuo padre ti aspetta nell'atrio. Forza.
- Ehi!- Sì. - Dove vai?
La mascherina.
La malattia non ti ha fatto passare la voglia di giocare?
Hai preso in giro l'insegnante, sei scappato dalla punizione.
Ti ho insegnato questo?
Se l'insegnante non ti fa rientrare in classe?
Saturnino, lo studio è tutto. Non dimenticarlo.
Saturnino, qui devi crescere come uomo.
Quando uscirai da qui... So che esci.
So che tu sei forte, sei un Manfredi.
Lì fuori ti aspettano i sacrifici, la vita.
Voglio che diventi una persona seria per questo motivo.
- Mi ascolti? - C'è Nello.
Maresciallo, Nino deve fare il pneumo artificiale.
- Saturnino, mio figlio si chiama così. -Sì, certo. Andiamo.
Vai.
- Dai un bacio a mamma. - Vai.
- Comunque voglio dirti una cosa. - Sono più bello di te?
Sei l'unico che non si lamenta del pneuma.
Come fai? Come respiri?
Dal buco del culo.
Eccomi. Manfredi, sei pronto?
- Sono impaziente. - Bravo. Procediamo.
Mi piace tanto... Rosetta.
Potrei anche morire tra le sue tette.
- Io gliele ho toccate. - Cosa dici?
- Le piace farsi toccare. - Mi prendi in giro.- E' vero.
Devi essere deciso. Vai lì e la saluti.
"Popi, popi".
- Come? Lei non dice niente? - No. Lei ride.
- Ha riso. - Vedi? Approfittane subito.
- Ora? - Vai ora, vi lascio soli. -Vado.
- Italo, mi aiuti a spostare la scala? Non ci riesco.- Sì.
Accidenti, quanto è pesante!
- Grazie, sei sempre così gentile. - Prego.
Posso? "Popi, popi".
Come ti permetti? Cretino.
Nino!
Nino, apri.
- Esci fuori, stronzo. - Era solo uno scherzo.
- Uno scherzo del cazzo.- Delle tette, se vogliamo essere precisi.
Esci fuori.
Italo. Italo.
Nino, Nino. Sta male.
- Chiamate Nello, fate presto. Forza.- Sì.
Nello. Nello.
Italo, non fare lo stronzo. Era per ridere.
Nello, Rosetta. Quanto ci impiegano?
Non preoccuparti, ora arrivano.
Non preoccuparti.
Povero Italo.
- Secondo voi chi è il prossimo? - Io non ho fretta.
Neanche io. Però scommetto un pacchetto intero che sarò l'ultimo.
Cesare, stai attento.
Tutte queste vincite di sigarette non ti fanno bene.
Ecco, bravo. Fammi fumare.
- Ci vediamo nell'anno nuovo. - Ciao, Piero. -Ciao.
Per fortuna ho trovato la chitarra. Mi fa tanta compagnia.
Me l'ha data un paziente che poi è morto, quindi l'ho presa io.
Ho scritto una canzone, volevo farvela sentire.
- Posso? - Sì. Com'è?- Bene, la eseguo.
No, non è così.
Lascia perdere, Saturnino. Non affaticarti.
Prega Santa Teresa. Vedrai che ti fa la grazia.
Aspetta un momento. Ecco, ha fatto il miracolo. E' passato.
Vuoi mostrargli il regalo? Dai.
- Ecco.-Ti ha fatto un regalo. - Ecco, figlio.
L'ho fatto con gli scampoli di lana buona.
- Così stai più caldo. - Cos'è?
- E' un berretto.-Ti piace? - E' bello.
- Allora questa canzone? - No, figlio. Non stancarti.
Non serve. Mi raccomando.
- Papà? - Papà non è riuscito a venire.
E' per via del lavoro, ma ti saluta.
Va bene, allora vado via.
- Buon anno, Saturnino. Ci vediamo presto.- Speriamo.
Ecco, ora mi è passata. Però non ho più il pubblico.
Manfredi, basta con la chitarra. E' ora di dormire.
Ehi, cosa ti è successo?
- Non mi sento bene. - Come?
Non mi sento bene.
Cosa c'è? Cosa ti senti?
Ho paura di morire, come Italo.
Lampadina, quante volte l'ho detto?
- Come devi essere? - Positivo.- Positivo e allora?
Nello, però io sento che...
Non riuscirò a guarire.
Scommetto cinque sigarette che vivi più di Nello.
- "Mortacci tua"! - Io ho paura di morire.
Ho paura di morire.
Ho paura di morì. Questo lurido mondaccio non è poi così malaccio.
Quasi quasi resto qui. Ho paura di morì.
Ho paura di morì, di morire di paura.
Questa splendida avventura non la voglio far finire.
Quasi quasi resto qui.
Quasi quasi resto qui. Ho paura di morì.
Quasi quasi resto qui.
Io invece vado via. Andate a dormire, è tardi.
- Quasi quasi... - Resto qui.
Ecco, bravo.
- Stanotte Liguori si è aggravato. E' meglio avvisare i parenti. -Sì.
- Non sei stanco delle scommesse? - Però avevo ragione.
Siamo rimasti io e te. Ciociaro e ora su chi scommetti?
Ancora! Cesare. Scommetti su chi vuoi, se vinci come ti pago?
Lampadina, tienilo tu. Chissà che freddo fa lassù!
Andiamo.
Ciociaro, cosa fai qui? Ti aspettano tutti su dal professore.
Cosa succede, non vuoi uscire?
- So che gli volevi bene. - Anche io volevo bene a Cesare.
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