Castle Freak

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Castle Freak
A Commentary by FrancescoVecchi

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Published on: 2019-11-10
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The first 200 lines.

Micio...

Vieni, vieni...

Giorgio.

- Deve guidare così veloce, Giannetti? - Non sto andando veloce, signora.

È lontano?

No, eccoci! Il castello D'Orsino.

Com'è?

È in cima ad una collina, proprio come nelle fiabe.

No, no, dolcezza... Prenderai un raffreddore.

Quando ho ricevuto la sua lettera, Sig. Giannetti, ho pensato fosse una bufala! - Una bufala?

Beh, è incredibile che abbia veramente ereditato un castello...

Da questa parte. Signora. Signorina...

- Cosa c'è, mamma? - Niente.

Sta attenta a dove metti i piedi, ok?

Questo castello è stato costruito 700 anni fa.

Benvenute a castello Reilly, signore.

Ho freddo, mamma...

Spero le nostre stanze siano state preparate… - Certo, seguitemi

Non capisco come John sia imparentato con la Duchessa.

Mi sono rivolto ad un'agenzia investigativa

ed hanno trovato lei, Sig. Reilly.

Lei è il figlio della sorella dell'ultima Duchessa.

- Papà! Sei un Duca... - Sì.

Suo padre è il legittimo erede del castello e di tutto ciò che contiene.

Temo che la famiglia abbia perso le loro fortune durante la guerra.

Quindi non troverete denaro.

- Mr. Giannetti? - Sì? - Quando pensa di liquidare il patrimonio della tenuta?

- Oh, vuole vendere? - Sì, tutto. Il prima possibile.

- Quanto vale la tenuta? - Impossibile dirlo. Ci ha vissuto solo la Duchessa per 40 anni.

Sono arrivati gli americani.

Questa è mia sorella Agnese, è la quoca, e vi pulirà le stanze. - Buonasera.

- John Riley, queste sono mia moglie Susan e mia figlia Rebecca. - Questa è la vostra stanza.

Affianco c'è quella della Signorina. - Grazie, Signora.

Lei e sua madre siete Signora e Signorina… Io sono la domestica.

Se vuole vendere c'è molto da fare, avremo bisogno di una lista di tutto.

- Un inventario? - Esatto, un inventario.

- Scusate, ora devo parlare con gli agenti... - Grazie, ok...

- Arrivederci. - Grazie, arrivederci!

- Lei dorme nel castello, Agnese? - Sì.

Ho una stanza vicino alla cucina.

- Può preparare un'altra stanza per stanotte? - Aspettate qualcuno

Beh, è per mio marito…

Sì, farò un'altra stanza.

- Per cena c'è pasta e vitello. - Vitello?

Sì.

Bene, sarà delizioso, mote grazie.

Starete poco nel castello?

Vendete e andate via… presto.

Appena abbiamo finito con la vendita.

Bene. Vendete e andate via. Presto.

Chi è?

- Ciao. - Ciao.

- Cosa c'è? - Beh...

Pensavo che essendo la prima notte in un posto nuovo,

potremmo approfittare per ricominciare.

Stavo per andare a letto, John. Ho preso le mie pillole.

Ti sveglierò, bella addormentata, sei nel mio castello. Sei così bella.

- John, ti prego. Non posso. - Mi manchi, Suzie.

Mi manchi tanto.

- Smettila! - Cristo santo...

- È stata una mia... - Lo so… sei stato gentile ed io...

So che dovrei perdonarti, ma non ce la faccio.

- Allora perché sei venuta qui - Shh, è nella stanza accanto!

Mi dispiace.

Ora vado a letto.

Forse dovremmo fermarci finché non smette di piovere.

Ho detto a tua madre che ti avrei riportato per cena.

- Ma siamo già in ritardo! - Come va lì dietro, JJ? - Bene.

- Rimettiti seduto, JJ! - Papà!

Becky!

JJ!

JJ!

JJ!

JJ!

No!

JJ?

Ah, Dio!

- A bisogno di qualcosa? - No, grazie, mi sono solo tagliato.

- Nel mezzo della notte? - Stavo cercando il bagno...

È stato svegliato da qualcosa?

Perché, qualcosa l'ha svegliata?

Tutti dormono poco qua.

- L'ha sentito anche lei, verou? - Sentito cosa?

un lamento. Come il pianto di un bambino...

Mio fratello...

Non le ha raccontato...

la storia? - No, grazie. Non bevo.

Quale storia?

La Duchessa aveva un figlio. Giorgio.

Un bellissimo bambino.

Beh, perché non ha ereditato lui tutto questo?

È morto. A soli 5 anni.

- Com'è morto? - Nessuno lo sa.

il marito della Duchessa, lei sposò un americano

dopo la guerra, abbandonò lei ed il piccolo.

Poco dopo,

Giorgio fu sepolto.

Poi la Duchessa licenziò tutti,

e visse da sola!

Non lasciò mai il castello.

Per 42 anni! Fino alla morte.

- Perdere un figlio è un dolore insopportabile. - Ed una colpa insopportabile.

Quando l'americano la lasciò,

la Duchessa diventò pazza!

Pazza!

In città si dice che uccise suo figlio per vendetta! - Gesù.

- Ma era anche suo figlio! - Sì, è contro natura. Contro Dio!

Perché me lo sta dicendo?

In città si dice anche

che di notte, quando le strade sono vuote,

si può sentire Giorgio piangere.

- Giorgio... - Dicono che il castello è infestato.

Il libro è verde. The book is green.

Il libro è verde.

Il lago è azzurro. The lake is blue.

Il lago è azzurro.

Il fiore è rosso. The flower is red.

- Che c'è che non va tesoro? - Sto bene. Davvero.

Che fiori sono quelli?

Non saprei, li ho colti vicino al castello.

Buongiorno signore… devo cominciare a fare l'inventario del bottino...

Il bottino! Vuoi accompagnarmi a fare il punto della stuazione?

- Certo! - Non credo sia una buona idea. - Staremo vicini.

Andiamo.

Fate attenzione, ok?

Non ci metteremo molto, andrà tutto bene!

- Oh! - Cosa?

È una stanza piena di giocattoli, Becky.

La stanza dei bambini, credo.

- Qui, Becky. - Cosa? - Che cos'è?

Un cavallo. Un cavallo a dondolo!

- Oh, wow! - Cosa?

Ti faccio sedere un po' sul letto.

Intanto cerco il bottino.

Sembra qualcuno vivesse in questa stanza.

Ora,

se tu fossi una duchessa, dove nasconderesti la gioielleria?

Non so…

sotto il letto?

Perché no?

- Vale la pena tentare... - Papà!

È lì?

No, tesoro.

Non c'è. Era solo uno scherzo.

- Continuiamo a cercare. - Ok.

Papà?

Senti come qualcuno che gratta?

No.

- Papà? - Beck, solo un secondo. Sto guardando una cosa.

Oh, è un micio.

Dove sei? Micio?

Dove stai andando?

Cosa vuoi?

Dove vai, pazzo di un gatto?

Beck? Beck?

Rebecca!

Non fare lo stupido, dai torniamo!

Aspetta!

Che cavolo c'è qui? Niente di importante!

Oh, dannazione.

Oh vattene via! Gesù…

Eilà?

C'è nessuno?

C'è qualcuno l' dentro?

Sei tu, stupido gatto

C'è qualcuno?

Qui micio.

Avanti, micio. Qui!.

- Rebecca! - Papà?

- Rebecca! - Forza, micino, devo andare!

- Rebecca! - Sono quaggiù, papà!

Papà, arrivo!

Papà!

Papà!

Papà? - Becky, papà ti sta cercando! Perché non sei con lui?

- C'è qualcun altro qui! - Di cosa parli?

- C'era un gatto… l'ho seguito e... - Stupida, potevi farti male!

Oh, no! Becky!

È solo un taglio! Niente di grave!

- Dov'eri finita? - È ferita, John! Perché l'hai lasciata andare da sola?

Beck! Cos'hai fatto?

- Era con me… - Niente scuse questa volta.

- Non possiamo sorvegliarla ogni secondo! - Tu no di certo, vero?

Ascoltate! C'è qualcun altro nel castello!

- Rebecca, promettimi di non farlo mai più. - Cosa? Camminare come una persona normale?

Senti se vuoi esplorare il castello o i dintorni, basta che me lo dici, io vengo con te!

Mamma, è il mio handicap!

Devo imparare a conviverci da sola! - Lo so, tesoro.

- Mi spiace, so che non hai amici qui... - U amico mi crederebbe!

C'è qualcun altro nel cstello! - Smettila. Ok?

Metti gli occhiali, andiamo a mangiare. Tesoro, io sono tua amica.

E lo sarò sempre! Mi prenderò sempre cura di te.

Credo tu stia solo proiettando, perché vuoi qualcuno con cui...

- C'è un gatto nel castello, Agnese? - No...

Ma Gabriella amava i gatti… - Gabriella?

È la Duchessa? La conosceva?

Sì, ero domestica quando lei era giovane.

- Com'era? - Otteneva sempre quel che voleva, altrimenti...

- Era carina? - Era molto bella.

- Bella - Sì, come te.

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