The first 200 lines.
Ciao,
sono io.
Vorrei dire molte cose ma... Non so proprio come fare.
Mi sento troppo nervosa a parlare di questo e...
beh, sai, non avrei mai scritto nulla quindi...
Volevo farti sapere che
che avrei voluto dirti addio.
Ma se l'avessi fatto, so...
so che non mi avresti mai lasciato andare.
È la cosa più difficile che abbia mai fatto. Non sono mai stata così sola.
E sai, è la prima volta che
ho visto calare il sole senza montagne.
Non c'è nulla da fare e...
semplicemente tutto si risolve...
in nulla.
Vado al mercato libero.
Tu dove sei diretto?
Allora vediamo, la sua destinazione è Norimberga.
No, Parigi.
Si ferma a New York, Paris,
e poi... - Scendo dall'aereo a Parigi.
Lei ha... 2 biglietti.
Fa il bravo!
...mi sono sentita così sola e vuota...
Sentivo un freddo profondo e iniziai a tremare.
E non riuscivo a fermarmi... e cominciai a piangere.
Ho pianto per tre giorni.
Lo sapevo...
La tua cinepresa.
Scommetto che so dove stai andando.
- Vado a dormire. - Ah, e dove?
- Vado ad un Safari. - Un Safari?
- E cosa cacci? - Rinoceronti. - Rinoceronti?
- Già. - Cazzo!
Alla fine sono riuscita ad andare in Europa.
Chi l'avrebbe mai detto, vero?
Sai, è proprio come la immaginavamo.
Ti ricordi quando giravamo col furgone di tuo papà?
Guidavamo e immaginavamo di essere da qualche altra parte.
Era bello. Fingevamo che il furgone fosse un areoplano.
Io mi levavo le scarpe e mettevo i piedi sul radiatore. E andavamo.
Che diavolo è successo?
Ciao Danny, ci vediamo.
Non preoccuparti, arriverà. Sarà solo bloccato dal traffico.
- Da 2 ore? - Sono successe cose strane. - Tipo?
Ecco qua. Forza, andiamo.
Non arriverà. - Ma mi hai appena detto di sì!
- Dai, sono passate 2 ore! - Di cosa stai parlando?
- Caccia. - Cosa, i rinoceronti? - Prima tuo padre, andiamo.
Prendi la tua roba, muoviti.
Allora...
Questa è Parigi.
Giuro che trovo la Torre Eiffel, da qua.
Allora, è qua che balla?
- Sì. - Ok.
Aspetta.
No... no è qua.
Vabè andiamo.
- Aspetta. - Che? - Shh, ascolta.
È "Family Fingers"
- Scusa figliolo, vai... - Sì, a proposito, dove possiamo trovare suo padre?
Beh, non è che sto spesso coi papà in 'sti giorni...
Ragazzo, è di New York tuo papà?
Non è una gara, non è una gara...
Tutto 'sto cibo e niente ascensore.
Allora sceriffo. Cosa ti porta qua a "Gay Paree"?
- Caccia i rinoceronti. - Ah, levati dalle palle...
- No, scusa... - Beh senza offesa,
ma non vedo molti rinoceronti giù per i Champs-Élysées.
Inquietante... Guarda qua.
Nemmeno i vips vivono così.
Beh,
Benvenuti sul pianeta Zaytox. Giù di la, figliolo.
Hei, Cassidy.
Gesù.
Ma ti sei vista? Che cazzo c'hai?
Mettiti addosso qualcosa, per l'amod di Dio. Questo è il figlio di Cassidy.
Papà?
Ehilà, Teen?
Cha cazzo hai? Dov'e Cassidy?
Cristodio. È in camera da letto?
Madonna santa, bella impressione che fai.
Cassidy, dobbiamo parlare di queste stronzate...
Papà?
Che cazzo è successo?
Dov'è?
Teen. Dove l'hanno portato?
Papà?
Forza ragazzo, andiamo! - Cos'è successo? - Andiamo, prendi la tua roba.
- Mi spiace, non so cosa sia succeso, ma... - Non andartene.
Per favore.
Non andare.
È uscito.
Ha detto che non poteva più amare.
Ha detto che non sentiva più nulla.
Io lo guardavo.
La sigaretta bruciava da sola.
È vero.
I suoi occhi erano vuoti.
Lui voleva. Ma non riusciva.
Mi ha detto che se fossi rimasta con lui mi avrebbe rovinato la vita.
Mi avrebbe ridotto all'osso.
Come lui.
È sempre stato così? Uno scheletro?
E ora guarda.
Guarda!
Mi lascia con questi!
Così finalmente l'Europa. Chi l'avrebbe detto, vero?
Sai, è proprio come l'immaginavamo.
Ho pensato a te. Ed ho pensato a noi...
Ciao.
- Ehi! - Ciao.
- C'è del caffè in cucina. - No...
Sangue. Non gli interessa se ce lo lascio. E io ce lo lascio.
Già. 200 ore di lavoro e 130 solo per il sangue.
Cos'è successo a Danny?
Non lo so.
Non lo so, non voglio pensarci più.
Voglio solo saltare. - Saltare dove? - Con la musica.
Non voglio più piangere.
Ah, saltare. Capisco.
Sì? - Già.
- No, no, io non... - Sì, sì!
No, io non sono molto per il saltellare, sono più...
forse dovrei dire qualcosa ma...
credo che dovrei andare.
- Vuoi una sigaretta? - No, ho smesso.
- Cosa sono questi? - Birilli da giocoliere.
- Scusa? - Non so come si dice in inglese...
- Il circo... - Ah, giocoliere.
Ah, lo sai fare?
No.
Capisco.
Il cappello?
Ah, sì scusa... Non è educato...
Cosa?
Niente.
Sono ridicolo?
No, ridevo e basta.
Prova. Ti fa stare meglio.
Non fa molto per me...
ridere senza ragione...
Ok.
Quindi...
Cosa ci fai a Parigi?
Sono venuto a prendere la mia ragazza. - Vive qua? - Sì.
Almeno credo. Perché? - Dove?
Qua.
Dovremmo andare in Africa, poi.
- È piuttosto strano lì. - L'Africa? Sì.
No. ...?
Quindi verrà in Africa con te. - Già.
È una specie di sorpresa.
Una sorpresa? Perché?
Per i rinoceronti.
Rinosceronti? Ma perché andate in Africa?
C'è un rinoceronte anche in Rue de Chiappètte
Mi dispiace...
Credi che sarei buffa senza capelli?
Sì...
- Farebbe risaltare il tuo viso. - Dici?
È bello?
Sì...
Allora...
Grazie di tutto...
Non so cosa...
Neanch'io.
Va bene così. È meglio salutarci e basta.
Sì, hai ragione.
Allora, tu stai bene?
Bene.
Allora...
ciao.
Au revoir.
Au revoir.
Tutti i nostri sogni sembrano sempre più lontani...
Ricordi quando ce ne andavamo via, osservando tutta quella gente...
erano solo formiche
che bevevano birra e compravano cose che si sarebbero ricodati per il resto delle loro vite.
Ma non noi, vero? Noi eravamo diversi.
E io ricordo che stavo in piedi tutta la notte a ballare, ti ricordi?
Tu te ne stavi seduto ad osservarmi mentre ballavo.
Non avevamo bisogno di amici.
E tutta quella gente stava seduta a guardarmi, pensando fossi ubriaca. Ma non lo ero.
Ero innamorata.
Mi spiace, non parlo il francese.
No, parli inglese?
Due per uno!
Devo trovare il mio amore...
devo vedere la mia ragazza, per cui...
Ci vediamo!
- Ci vediamo! - Sì, ci vediamo...
E dove vai?
Vado dalla mia ragazza.
No, no, vado...
da solo.
Tu rimani qua. Rimani qua.
- Tu stai, dove? - Io vado. Tu rimani-
Scusi, parla inglese?
- Aspetta in fila. - Ah, Ok.
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