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UNA SERIE NETFLIX
Hye-jin.
Sì?
Quando torno a Gongjin, ti va di uscire con me?
Uscire?
Certo che sì.
Lo spero davvero.
Devo dirti una cosa.
Cosa?
Hanno aggiustato il lampione.
Hye-jin, sei lì?
Sì.
Dimmi quando torni.
Ti offro da mangiare.
Ok. Ci vediamo presto.
Ok. Guida con prudenza.
- Lo farò. - Ciao.
Chi sei?
Chi ti ha detto di entrare in casa mia?
Abbiamo un sistema di sicurezza. La polizia sarà qui a momenti.
So che non c'è un sistema di sicurezza.
L'ho fatto installare ieri.
- Che fai col telefono? - Cosa?
Stai chiamando la polizia?
Non c'è più nessuno ad aiutarti.
Ma che diavolo?
Non fiatare.
È una bella serata per prendere un pervertito di merda.
Sig.na Dentista. Stai bene?
- Ti ha fatto del male? - No!
- Stai davvero bene? - Sono terrorizzata.
Sì, sono al 14 di Abnaru-gil, a Gongjin-dong.
Hye-jin!
Capo Hong!
Capo Hong!
Santo cielo.
- Che diavolo è successo? - È stato il maledetto pervertito.
Merita di marcire in prigione.
C'è mancato poco.
- Dovrebbe marcire in galera. - Attento alla testa.
- Riesci a crederci? - Ma che diavolo?
PRONTO SOCCORSO
EPISODIO 10
Non c'è stato nessun danno ai nervi, basteranno i punti.
Tornerò da voi tra pochi minuti.
Grazie, dottore.
Che sollievo.
Non ti fa male?
Certo. Anche i taglietti di carta fanno un male da morire,
ma quel coltello era grande così. Almeno 30 cm, giusto?
Non esagerare.
Era un coltello da verdure, lungo circa 15 cm.
Pensavo fossi ancora sotto shock,
ma il dottore che è in te ti ha già fatta calmare.
Quel livido. Ti ha fatto del male?
Non è niente.
Di cosa stai parlando? Sei ferita. Fammi vedere.
Quanto è grave? Fa male?
Perché non l'hai detto al dottore quando era qui?
Il tuo infortunio è molto peggio.
Sig.na Dentista.
Perché piangi?
Accidenti, mi sono spaventata così tanto.
Chi salta addosso a un uomo
con un coltello in mano?
Avevo solo…
Avevo paura che ti facesse del male.
Seriamente.
Seong-hyeon?
Regista Ji.
Hye-jin, stai bene?
Come sapevi che ero qui?
Oh, beh…
Sono tornato a prendere una cosa
e ho visto le auto della polizia vicino a casa tua.
Sono corso qui non appena ho saputo di voi due.
- Capisco. - Giusto.
Capo Hong, la ferita è grave?
No, è solo un graffio.
Sembri più sconvolto di noi, però. Stai bene?
Io? No, sto bene.
Ero molto preoccupato.
È un sollievo che stiate bene.
Beh, io…
Sono tornato…
perché avevo dimenticato il tablet.
Devo tornare su con il mio hard disk.
Ora che so che state bene, me ne vado.
A quest'ora?
Sì. Devi essere sotto shock, prenditi cura di te.
Capo Hong, grazie per aver salvato Hye-jin. Dico sul serio.
Di niente.
Allora vado.
Giusto. Seong-hyeon…
Siamo pronti. Temo che possa restare solo una persona.
Va' a farti curare.
Certo.
Ti sei gettato davanti a un coltello, ma hai paura degli aghi?
Dopo che ti bruci la lingua con la zuppa, poi ci stai sempre attento.
Grazie.
Non me l'aspettavo.
Non credo
di averti ringraziato ufficialmente.
L'hai fatto in via ufficiosa, però.
Guardami. Il modo in cui mi guardavi.
Il tuo sguardo comunicava parole di gratitudine.
È ridicolo.
E adesso?
Che vuoi dire?
Per stasera. Casa tua è una scena del crimine.
Oh, giusto.
Benvenuta, è la tua… No, non è la tua prima volta qui.
È la terza.
Come sai, tre è un numero fortunato.
Come un tris di pasta
o una partita al meglio dei tre set.
E poi dicono che la terza figlia è sempre la più bella.
Che sciocchezza.
Comunque, è meglio che stare a casa da sola per oggi.
La sig. na Pyo è andata a Seul, vero?
Sì.
Accomodati. Fammi sapere se ti serve qualcosa.
Mi servono dei vestiti.
Giusto.
Vado a prenderli da te?
O preferisci qualcosa di mio?
Mi andrebbero?
- Sarebbero troppo piccoli? - Forse troppo grandi.
Ti sei cambiata.
I vestiti mi stanno enormi.
Non è vero. Ti calzano a pennello.
Hai delle spalle davvero larghe, sai.
Che vuoi dire? La maglia mi sta grandissima.
Ma tu hai le spalle strette. E non mi sta così male.
Devi sempre avere l'ultima parola.
Comunque, bevi questa.
Che cos'è?
Camomilla. Niente è meglio per rilassarsi e dormire bene.
Non farla raffreddare.
Sarà meglio che sia buona.
- Che cos'è? - Tienila con te.
È facile avere dolori in una notte come questa.
Devi avere i muscoli sotto shock.
Perché dovrebbe servirmi una coperta in una sera d'estate così calda?
Sto bene.
Hai un crampo. Visto? Era di questo che parlavo?
Fammi vedere. Fa molto male?
Che stai facendo?
Non ti sei lavata i piedi?
Certo che sì.
Allora stai ferma.
Lo spasmo peggiorerà se non lo curi subito.
Miagola, se non hai di meglio da fare.
Miao…
Leccati anche il naso.
Lascia stare. Ora puoi smetterla. Credo di essere a posto.
Davvero? Sei sicura?
Sì.
Va bene.
E quei piatti speciali? Sono per una cerimonia in ricordo di qualcuno?
Di mio nonno.
Quand'è?
Domani. Aspetta.
È passata la mezzanotte, quindi oggi.
Te lo ricordi bene?
No, non molto.
Vorrei ricordarmi tutto di lui, ma i ricordi
continuano a svanire.
La sua voce, il suo sguardo e le sue mani…
Aveva le mani ruvide, sai?
Era un marinaio che gestiva un negozio di olio
dopo la morte dei miei genitori, quindi era prevedibile.
Ma aveva mani così grandi e molto calde.
Sono state loro a crescermi.
Scommetto che eri un piantagrane da piccolo.
Il ragazzo della foto ha "birbante" scritto in faccia.
Tombola. Giravo sempre per il quartiere.
Rubavo i calamari stesi dalle anziane per farli essiccare
e giocavo a calcio tutto il giorno finché non mi scottavo il collo.
- Calcio? - Sì, amavo il calcio.
Come te, anch'io avevo un paio di scarpe che adoravo.
I miei scarpini da calcio.
Capisco.
Ti piace ancora il calcio?
No, non più. Non lo guardo nemmeno.
Perché no?
A causa del calcio…
No, per colpa mia,
mio nonno è morto.
Ha avuto un infarto.
Ma non è stato trovato in tempo.
Se solo non fossi uscito…
per vedere i mondiali di calcio.
Non dirmi che credi che non sarebbe morto
se fossi stato a casa.
Tutti i "se" e i "ma" sono inutili.
Ci sono troppe variabili al mondo
e sono tutte fuori dal nostro controllo.
Quindi non è colpa tua.
L'hai pensato per tutto questo tempo?
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