The first 200 lines.
Perdonate il fastidio, ma la vita per me non significa più niente.
Frank, mi passi la chiave a bussola, per favore?
Grazie.
Dev'essere di nuovo sua signoria.
- Salve, maestro. - Ciao, Mike, ragazzaccio. Come stai?
- Le dà ancora delle beghe? - Qualche problemuccio.
Sei tu il virtuoso, Mike. Riparamela.
Accordala, lubrificala, parlale, falle quello che vuoi.
C'è un rumore nella sezione degli ottoni, gli oboi sono a terra. Cos'è quest'affare?
- Quello è il distributore. - Comunque, riparamela.
- Ci vediamo domani verso mezzogiorno. - Ok. Le serve un strappo?
No, dovrebbe venirmi a prendere mia moglie.
Eccola, puntuale come sempre. Ciao, amore.
Mi lavo le mani e arrivo. Mike.
Arrivederci, maestro!
Spostati.
- Ok, cara. - Pronti.
Andiamo.
- Alex, finiscila. - Perché dovrei?
Non è un comportamento consono al direttore di un'Orchestra Filarmonica.
Mi sembri tua madre.
- Non si pizzica la moglie in pubblico. - Come tua madre.
WEEKEND ALEX BENEDICT CONCERTO PER GIOVANI TALENTI
Mi vorrebbe sobrio come un fantasma,
venerabile come Brahms, spietato come Beethoven.
Lo sapevi che Brahms raccontava barzellette spinte?
Fumava il sigaro e a volte lo usava quando dirigeva, durante i concerti.
- E Beethoven, lui era... - Sì, era un maniaco sessuale.
- Proprio come me. - Alex!
Me lo porteresti in camerino?
- Devo parlare un secondo con Billy. - Ok.
- Come procede, William? - Ciao, Alex.
Sto arrangiando la posizione delle videocamere.
- Dobbiamo limitarci a queste? - Mi sa di sì.
Frank! Sei nella camera di controllo?
Sì, signor Benedict.
Gradirei cambiare le posizioni delle videocamere dall'ultima volta.
Come le vorrebbe?
Ne vorrei una puntata su di me, come al solito, e... Fammi pensare.
Credo che ne dovremmo avere una sul lato sinistro del palco,
e poi una telecamera mobile sull'orchestra, con molto movimento.
Voglio sbarazzarmi di queste noiose immagini prive di spessore.
Sì, signor Benedict.
Possiamo fare in modo che ciò accada durante il concerto?
- Alex... - Non mi piacciono queste disposizioni.
Controllerò.
Come le ascoltavano le sinfonie prima dell'era elettronica e dei tecnici ignoranti?
Sarò nel mio camerino. Pensateci voi.
Gradirei non essere disturbato. Va bene?
Ok, Alex. Stammi bene.
Per favore!
- Salve, Carlos. - Signor Benedict...
Siediti. Come sta tua figlia? Meglio?
- Bene, grazie. Le è passata l'influenza. - Mi fa piacere.
Senti, non voglio né visite né telefonate. Dico sul serio.
- Sarà fatto. - Bene.
- Ciao. - Ciao, tesoro.
Ecco qui la tua posta.
Alcuni telegrammi, un po' in anticipo, e i tuoi spartiti.
E un bacio.
Devo andare. Mamma mi sta aspettando.
- Hai bisogno di me? - No. Vai pure.
Ciao, cara.
- Ciao. - Che c'è? Ti ho spaventato?
- Beh... - Stai tremando.
Solo per un istante. Mi sono venuti i brividi lungo la schiena.
Quello è per il sesso.
Credevo che non saresti venuto.
Ti avevo detto che sarei passato, no? Non ti fidare mai del tuo istinto di donna.
Pensavo che ce l'avessi con me.
Come potrei? Mi basta guardarti.
È solo che non mi piacciono gli ultimatum. Tutto qui.
E a me non piace essere la tua amante segreta.
- Non è il mio stile. - Lo so. Me l'hai già detto.
Dobbiamo discuterne ancora? È molto semplice.
- Voglio essere libera e allo scoperto. - Anch'io, amore.
Alex, voglio di più, voglio di più di così.
E pure tu.
Hai un'aria strana.
Che bella scelta che mi lasci:
o divorzio da mia moglie o renderai pubblico il nostro rapporto.
Alexander, ho ragione io e tu lo sai.
Lo so. Me l'hai detto.
Caro, ti conosco.
So che non hai paura di ferire Janice.
Sei solo riluttante a perdere l'appoggio di sua madre.
E tutti quei soldi.
Non preoccuparti.
Sei un genio. Otterrai sempre tutto.
Sei solo un po' debole, nel profondo.
E l'unica cosa di cui hai veramente bisogno sono io.
Come io ho bisogno di te.
Perché siamo uguali. Lo vedi?
Ed è per questo che voglio che tu prenda una decisione.
- Va bene. - Glielo dirai?
Sì. Non ho altra scelta. Ok. Lo farò.
- Ok. - No, non ora.
Suonami qualcosa.
Sono così confuso stasera che riesco a capire solo la musica.
- Cosa vuoi che ti suoni? - Chopin.
- D'accordo. - Prendo qualcosa da bere,
così festeggiamo la nostra ultima serata segreta insieme.
Devi dirgli tutto.
Bisogna sempre dirgli di non preparare il buffet troppo presto,
se no il cibo sa di medicina.
Deve essere consegnato fresco alla fine del concerto.
Signora Benedict, signora Fielding.
Salve, Carlos.
- Verranno quegli attori? - Sì. Alex li ha invitati.
Ne serviranno degli altri. Verrò a prenderli più tardi.
Ad Alex piace tutto quel glamour. Ma che c'entrano gli attori con la musica?
- Mamma, anche loro sono esseri umani. - Lo dubito.
- Ciao. - Ciao.
- E come sta la mia adorata madre? - "Madre"! Oh, cielo.
Che adulatore. Come vanno i nervi?
l nervi? Non conosco questa parola. Stavo facendo un riposino.
Non è mai nervoso prima dei concerti. È dopo che trema come una foglia.
Non cominciare. A proposito di nervi, lo sapevate che Tchaikovsky
s'innervosì a tal punto prima di un concerto che ebbe le allucinazioni.
E, una volta, era così sicuro che gli sarebbe caduta la testa,
che la tenne con la mano sinistra e diresse il concerto con la destra.
- Non ve lo racconterò più. - No, evita.
Mamma, ora ci devi proprio scusare. Niente più distrazioni per Alex.
Sì, lo so. D'accordo. Sbalordiscili, Alex.
Sarà senz'altro così. Sei sempre eccelso. Ci vediamo dopo.
- Alex, perdonatemi. - Cosa c'è?
- Jenifer Welles non si è ancora fatta viva. - Che?
- Jenifer Welles non c'è! - L'hai chiamata?
Sì! C'è la linea occupata da mezz'ora.
- Hai chiamato. - Ma certo.
È sempre in ritardo. Questa donna non ha proprio la cognizione del tempo!
Allora, che facciamo?
Salve? Operatrice?
È da parecchio che cerco di raggiungere il 555-7921. È occupato.
Sì, si tratta di un'emergenza.
Le dispiace interrompere la chiamata? Bene, grazie molte.
Grazie. Voglio dire, è in ritardo.
Pensa di essere la sola al mondo.
- Caro, ti prego, non t'innervosire. - È ridicolo.
Pronto?
Pronto, operatrice?
Oh, sì. Grazie mille.
Ok, la ringrazio.
- Non c'è nessuno in linea. - Deve aver poggiato male la cornetta.
Non è grandioso? Le telecamere ci stanno aspettando!
l telespettatori di tutt'America attendono l'inizio del concerto
e lei mette giù male la cornetta!
- Perché non chiami la polizia? - Chiamala tu la polizia!
- Io voglio licenziarla. - Non puoi!
Non mi importa se arriva adesso! Abbiamo il pezzo di Beethoven.
L'abbiamo provato. Vai a dirlo all'orchestra.
- E se poi arriva? - Non m'importa un accidenti!
Salve, operatrice? Mi passi la polizia, per cortesia.
State ben attenti. Vi voglio in forma. Dobbiamo fare del nostro meglio.
Ok. Pronti? Videocamera numero tre.
Via.
Me la regge un secondo, tenente?
Dottor Benson. Che cosa?
Mi scusi. Che ha detto?
Oh, certamente.
È per lei, tenente.
Sì. Colombo.
Sì. Salve.
Già. Beh, sono dal dottore.
No, non è una cosa seria.
Sì. Arrivo il più presto possibile.
Va bene. Arrivederci.
Ecco. Gli servirà un'iniezione di richiamo tra una settimana.
- Non gli ha dato fastidio? - Non la sentono nemmeno.
Ma gli servirà il richiamo.
- Quanti anni ha? - Difficile dirlo. L'ho preso al canile.
Aveva i giorni contati. Direi che è bello cresciutello. Carino, non è vero?
Starà bene. Grazie per averlo visto. Ho un orario assurdo.
Ma si figuri. A mia moglie non piace la musica.
- Quando ci sono concerti, apro fino a tardi. - Non avrà effetti collaterali?
- No, nulla. - Ok. Non gli ho ancora trovato un nome.
- Ha qualche idea? - Ci sarebbe un nome che ho sentito
ma non ho mai visto un cane chiamato così: Fido.
Fido, come dicevano i romani. È un nome antico.
Significa: "Sono fedele". Beh, più o meno.
Bene.
Me la può aprire, dottore?
William. È stato meraviglioso. Davvero una favola. Mozart era bellissimo.
Cara. Beethoven era magnificente.
Ci abbiamo lavorato molto ma ne è valsa la pena.
È stato così incredibile. Eravamo all'unisono!
Siamo stati grandi. Ci hai sentiti?
- Jenifer Welles è morta. - La polizia ha detto che si è suicidata.
Non li sopporto i suicidi.
Gli omicidi sono orribili ma i suicidi sono più tristi.
L'ha letta?
- Gli ho dato un'occhiata. - Mi hanno dato questo.
Mi hanno dato questo dossier.
"Donna caucasica, pianista, nata a Kenosha, Wisconsin."
Guardi cos'ho trovato nell'album dei ricordi.
"Signorina Welles, Londra. Parigi. Signorina Welles. Signorina Welles.
"Geniale. Meravigliosa. Di talento. Incredibile. Gran gusto. Favolosa."
E guardi cosa mi dà il dipartimento.
"Donna caucasica, pianista, nata a Kenosha, Wisconsin."
Guardi cos'ho trovato. Guardi queste foto.
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