Tatort 812 - Und Die Frau Am Fenster

Tatort 812 - Und Die Frau Am Fenster

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Borowski und die Frau am Fenster HDTVRip XviD Avi
A Commentary by giulia_asia
Sub ITA by spartak72

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Published on: 2013-12-04
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The first 200 lines.

presenta:

TATORT

Traduzione: spartak72

TATORT episodio 812 – KIEL

BOROWSKI Episodio 17 del 02.10.2011

# Se dovessi vivere senza la speranza #

# se dovessi credere che nessuno mi ama #

# che non esiste la felicità per me... #

presenta: BOROWKI E LA SIGNORA ALLA FINESTRA

# se non sapessi in cuor mio #

# che tu mi dica “io ti amo” #

# la mia vita sarebbe priva di senso #

# ma io so di più #

# lo so che il miracolo si avvererà #

# e che mille favole diventeranno verità #

# so che un amore così non può appassire #

# abbiamo tutti due la stessa stella #

# e il tuo destino è pure il mio #

# mi sei lontano ma comunque vicino #

# le nostre anime sono unite #

# e per questo il miracolo si avvererà #

# e so che ci rivedremo. #

# e per questo il miracolo si avvererà #

# e che mille favole diventeranno verità #

Patente e documenti prego.

Andavo troppo veloce? Andavo certamente troppo veloce.

- 110. - Oh dio.

Ed è la terza volta.

Davvero?

- Cosa devo fare con lei? - Tutto, tutto quello che deve.

Sono nelle sue mani, no?

- Dove deve andare? - Devo andare al “Pferdehof”,

una cavalla mi aspetta.

Mi segua.

# so che un amore così non può appassire #

- Sopravviverà vero? - Sì, penso di sì.

E' una meschinità abominevole.

- Chi può fare una cosa così? - E’ stata una persona cattiva,

solo una persona cattiva può farlo.

Non sei stato tu, vero?

Mio marito dice che è uno di qui, un malato, deviato.

Non voglio neanche immaginarlo.

Ecco, andrà tutto bene.

- Grazie dottoressa. - Come sta suo marito? Lavora?

Comunque la paghiamo.

Quando troverà lavoro.

- Grazie mille. - Avete un cestino della biancheria?

- Sì. - Allora lo metti dentro e lo lasci in pace.

- Passo domani e lo guardo. - Grazie dottoressa.

La prossima volta mi saluti.

- Allora? - Sì.

- Sì signora dottoressa. - Bene.

- Arrivederci. - Salve.

Grazie.

Salve.

Salve.

- Grazie, arrivederci. - Arrivederci.

- Oh, no. - So che è tardi.

- Volevo andare al concerto. - Il mio cane sta male, temo muoia.

Allora entrate pure.

- Cosa gli avete dato da mangiare? - Come sempre,

questa mattina era normale.

Gli ha dato lei qualcosa?

- Non gli ho dato nulla. - E' qui in visita?

- Sì, visita. - Cosa ha?

Non lo so.

Ha mangiato qualcosa.

Domattina gliene dia 3 a stomaco vuoto e acqua, molta acqua.

OK.

- Spero non abbia perso il concerto. - Oh sì, troppo tardi.

- Mi dispiace. - No, lasci stare.

Rimane a lungo?

Io resto...

Per sempre. Beh, spero per sempre.

Per sempre.

Allora, benvenuta da noi.

Grazie.

Orschanova... Valeska.

Di nuovo grazie.

Vieni Valeska.

Vieni Valeska.

- Signor Hamann, come va? - Grazie.

Come sta il gatto?

- Benissimo. - Benissimo, è guarito.

Sì.

- Sua moglie. - Anche lei bene.

Mi fa molto piacere.

“Sono le sei e pochi minuto, buona mattina, una notizia...”

Hans.

Hallo.

Rocky?

Rocky, cosa hai?

Valeska.

(Klaus Borowski, commissario della Polizia di Kiel, Germania)

Sì!

Klaus, il tuo campanello non funziona!

- E' rotto! - E' la luce...

Cosa fai qui?

Il mio matrimonio e' fottuto.

- Sono libero. - Bene, allora... entra.

Vuoi un caffè?

Pensa che volevamo andare ad Algarve

e mi ha lasciato solo.

- Non hai della grappa? - Sono le quattro di notte. Lo sai?

Oh Dio, ho perso il mio orologio. Oh Dio.

Io cercavo di smontare il copertone forato di quel maledetto camper,

che dovrò pagare a rate per i prossimi 120 anni.

Cosa ci facevate a Neckenboden?

Era colpa di quel maledetto navigatore satellitare!

- OK, e poi. - Tutto andava storto.

Mi è scivolato il cric e il camper è rotolato giù,

oh Dio, e pioveva. Ero stanco.

- E poi? - Poi “Lady SonoLaPiùBrava” mi ha detto:

“Neppure questo sai fare?”

Dopo venti anni di matrimonio.

Poi ha minacciato di cambiare lei quel maledetto copertone...

E l’ha pure fatto!

E poi è ripartita.

- E le tue figlie? - Erano nel camper a dormire.

- Mio Dio. - Si è presa le mie chiavi di casa,

e i miei soldi. Ha preso tutto, Klaus, tutto!

In cambio ora sei libero.

Ora sono libero.

Sono libero.

E sai cosa? Ora mi prendo le vacanze.

Ora mi riposo e mi diverto come un maiale.

Finalmente fare quello che desidero,

senza dover fare quello che ti impongono.

Bello quello che dici, e io ti preparo il divano.

- Sei un vero amico, Klaus. - Va bene, va bene.

Ah, al presidio, non dire nulla a nessuno, sono in vacanza.

- Ottimo, non dico nulla. - Grazie.

Per quanto sarai in vacanza?

- Tre settimane. - Come?

Sono le mie vacanze annuali.

Tre settimane.

(Roland Schladitz, sovrintendente della Polizia di Kiel)

Ha la conferenza stampa al giovedì,

Consulenze e il rappresentante di vacanze sociali sono stati inseriti.

- Li sposti. - Spostarli? A quando?

- Ha qualche suggerimento? - Deve decidere lei.

Io? Bene. A venerdi'?

Venerdì... e l’incontro con i sindacati di Polizia previsto per venerdì?

Quello... perché ci devo andare?

Ho inserito la consulenza e il rappresentante di vacanze sociali.

- Che merda. - Prego?

Ehm, cosa dovrei dire a quelli?

Le stesse cose che vorrebbe sentire da lei il presidente di Polizia,

- tra venti minuti. - In venti minuti?

- L’ha scordato? - Completamente.

- Bene, c’è altro? - Il LKA bavarese chiede se la nostra

medicina legale farà l’autopsia al uomo di Triesdorf

- oppure se gli mandiamo la salma. - Perché noi?

- E' stato rinvenuto a Kiel. - Perché si suicida proprio qui?

- Glielo devo chiedere? - I tre candidati al posto vacante,

cosa devo dirgli?

Non voglio più vivere!

Bene.

- Perché devo decidere tutto io? - Schladitz ha deciso

che decidi tu finché torna lui.

Dov’è in vacanza?

Ad Algarve con il camper.

Abbiamo i tre candidati al posto di commissario.

Due giovani uomini e una signora.

- Pago tutti due. - Tutti tre incredibilmente dinamici,

motivati e pronti ad entrare nella commissione omicidi.

Da me? Perché proprio da me?

Solo il migliore può sopravvivere a una simile prova.

Le gusta?

Così così.

Buongiorno.

Sfacciata.

Borowski, commissione omicidi, ha chiamato lei?

Sì.

- Possiamo entrare? - Sì.

- E il cellulare? - Non c’è più.

Non c’è più nulla, ha preso anche la biancheria bagnata dalla lavatrice.

- Lei? - No, intendo qualcuno.

- La valigia l’ha presa? - Sì.

Scarpe, cosmetici, chiavi.

Sì, tutto via, gliel’ho già detto.

Sono uscito presto, dopo le 6 di mattina, e Valeska era a letto...

- Viva? - Certo che era viva!

Dormiva!

E la sera, quando sono tornato dal lavoro, circa alle 19...

- E Valeska se n’è andata. - Sì.

- Abbiamo delle fotografie? - Sì.

- Forse torna. - No, non torna,

è successo qualcosa, lo so.

- Posso tenerla? - Sì.

Mi ha detto “per sempre”.

Per sempre, come lo intendeva?

Che voleva restare con me per sempre,

ha comprato un giocattolo per neonati...

- capisce, voleva un figlio da me. - E lei? Anche lei voleva un figlio?

Certo che volevo avere un figlio da lei.

Ha preso con se qualcosa di suo, soldi,

oggetti di valore?

Ieri sera siamo stati dalla veterinaria perché il mio cane stava male.

Adesso sta meglio.

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