The first 200 lines.
Sono nervosissima.
Non ti offendere,
ma perché ti sei vestita così?
Sembra che tu vada a un matrimonio.
Subito dopo andiamo in vacanza, in aereo.
Raggiungiamo nostra figlia.
Scusa se insisto, ma non hai qualcosa di un po' più...
dimesso?
Di un po' più...
Un po' più triste, più serio?
Sembri troppo ricca.
Stiamo chiedendo dei soldi e tu...
Non saprei.
Non ti arrabbiare.
Così va bene?
Pago e andiamo, altrimenti...
Tutto bene?
Io non vengo.
Non parto, resto a Parigi.
Non ho capito.
Non c'è niente da capire. Sono anni che...
- Che cosa? - Già l'altra volta...
Ma l'altra volta... - Vabbè.
Non ho voglia di venire...
in vacanza quest'anno.
Che problema c'è?
- Infatti. - Io vado.
Raggiungo Célia e tu...
Stai tranquillamente a Parigi.
Sì.
Potevi aspettare 20 minuti.
Sì, lo so.
- Non si fa così. - Hai ragione.
Non sapevo come dirtelo.
Scusa.
Andiamo?
Arrivo, ci vediamo nella hall.
Vai, tanto io vado.
Non aspetti neanche qui che torno?
Scusa, ma io adesso come faccio là?
Comunque, non ci si comporta così.
Quando una persona è così,
- che annega, non la si lascia... - Tu non stai annegando!
- Stai benissimo. Insomma.
- Smettila! - Dai.
- D'accordo? - Sì, vabbè.
Tu stai benissimo.
Hai la tua famiglia.
Quando mio padre l'ha lasciata, mia madre non aveva nessuno!
C'è gente che non ha niente, neanche un tetto di merda!
Mi stai lasciando?
No, stai esitando?
Eh?
Dimmi.
Dimmi.
Ho incontrato qualcuno.
Ora dobbiamo andare.
Aspetta, arrivo.
Ci mettiamo 20 minuti, parlerete dopo.
Se ti dico che arrivo, arrivo.
Arriva.
Come si chiama? Come si chiama?
Dimmi come si chiama e vado.
Non è importante.
L'hai incontrata qui?
È francese? Abita a Parigi?
Dimmi solo se...
Sì, vive a Parigi.
Ma non è importante, lei non esiste.
Un pochino esiste lo stesso.
Guarda, non è grave.
Vivi la tua storia e io...
Aspetterò di nuovo.
C'è della gente che vive così.
I miei, per esempio, vivevano così. Avevano le loro storie e poi tornavano.
Sono contenta.
Ci siamo detti la verità.
- Ho l'angoscia. - Adesso...
- Ho l'angoscia. - Lo so.
- Lo so. - Mi batte il cuore sempre...
Possiamo andare o no? Che cazzo!
Facciamo così.
Tu parti.
Io resto qui qualche giorno e poi vi raggiungo.
- Ok. - Ok?
Vai, adesso.
- In bocca al lupo. - Crepi!
Crepi!
Certo, bacialo ancora. Fai con comodo!
Ehi!
Da questa parte.
Dammi la valigia.
Aspetta.
Qual è la differenza
tra questo film e gli altri tre che ha fatto?
Perché...
Ci sono enormi somiglianze.
Si rende conto che la sua sceneggiatura è fragile?
Sì.
- Sì? No.
Se le chiedessero
di raccontarlo con una frase,
cosa direbbe?
Parla di...
della mia vita.
Mio fratello è morto
due anni fa.
Parla di un fratello, di un fidanzato...
Vuole dell'acqua?
Scusatemi.
Togli il vassoio.
GÉRARD: Come? - Togli il vassoio, mi dà fastidio.
Il signor Jean, la signora Elena,
il segretario del signor Jean.
Il signor Bruno, la signora,
la sorella della signora.
L'infermiera della sorella della signora, la signorina Célia.
La signorina Anna!
Tocca a me.
Dobbiamo uscire.
Ti vedono.
No, sono invisibile.
Invi...
sibile!
Guarda.
...la borsa lo molla e non è male.
E perché lo molla?
Perché sono coinvolti anche gli ambienti della finanza.
Sì, ma non riesco a capire.
È una corsa continua verso i profitti.
Per aumentare i profitti, la qualità del cibo diminuisce
e non si sa più cosa si può mangiare.
Stanislas!
Bevi troppo.
È una specie di mito di Sisifo.
Non credo succederà. - Qualcuno ne vuole?
Avete visto le barriere per i cinghiali?
No, appunto.
- Mamma, spero che non... Come facciamo adesso?
...abbiano dimenticato di metterle.
Scusa, zia.
Le barriere. - Le barriere.
Ne ho riparlato stamattina, non è stato fatto nulla.
A chi l'avevi detto?
Farò un comunicato stampa.
Vedo la barca di Marcello!
Dove?
Datemi il cannocchiale. È la barca di mio fratello.
Davvero, bevi troppo.
Non bevo, è l'aperitivo.
Signore e signori,
il pranzo è servito.
Finalmente!
GÉRARD: Ne approfitto per presentarvi mio figlio.
Vai.
Si chiama François.
Come François Mitterrand.
Buongiorno, François.
- Buongiorno François! - Siete stati gentili ad assumerlo.
Célia!
Spero che vi darà soddisfazione.
Spero anche che il suo contratto diventi presto a tempo indeterminato.
Ah, però! È grave.
Se non hanno messo le barriere, è grave.
I cinghiali sono animali pericolosissimi.
Mettono in pericolo tutto l'equilibrio del loro ecosistema.
Un po' come i migranti.
- Bella questa! Cosa?
C'è Jacqueline sulla barca!
Célia!
Quest'anno non ho ancora visto Jacqueline,
neanche Serge.
Di solito venivano sempre a salutarci.
Per Serge non ho fretta.
L'anno scorso mi saltava addosso e mi leccava l'orecchio.
Davvero? Célia!
Davvero, dico sul serio.
Mi metteva la lingua nell'orecchio.
- Célia! Ma che...
Quando arriva Luca?
Quando arriva Luca?
Volevo fare un giro in barca con lui.
Mi piace Luca, è sincero, ma io non piaccio a lui.
Quando viene? Quando?
- Quando arriva? - Arriva questo week-end.
Mamma ha scorreggiato!
Non ti trovavo.
CÉLIA: Il cappello!
Il cappello della zia!
Guardate, vola!
Prendilo!
È vero, vola!
Zia, il tuo cappello!
Questa è la Mercedes della casa.
La sua capanna è laggiù,
da quella parte,
dove c'è anche la lavanderia
e il garage con le bici.
La piscina.
E poi, oltre la siepe, c'è la roulotte di mio marito.
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