The first 200 lines.
Lei è favorevole o contraria al divorzio?
- Favorevole. - Ma lei è italiana?
No, sono francese.
Allora come mai dimostra qui in Italia a piazza del Popolo per il divorzio?
Perché ho molti amici qui, io aiuto gli amici.
- (Enza) Scusi, di dov'è lei? - (Uomo) Roma.
È qui con i divorzisti o si trova di passaggio?
No, sono per il movimento divorzista.
Lei è favorevole o contrario al divorzio?
- Accidenti, favorevole. - Perché?
Perché...
Perché finché non si trova l'altra mezza mela,
conviene assaggiarne tante.
- Lei è molto giovane, come si chiama? - Sandro Quasimodo.
È favorevole o contrario?
- Favorevole. - Perché?
Risolverebbe molti problemi.
Quindi parla per ragioni personali?
No, anche, diciamo, per il complesso generale.
Grazie, scusi.
Buongiorno, signora, è favorevole o contraria al divorzio?
- Favorevole. - Senta, ma lei è di Roma?
- No, io sono milanese. - E perché è qui a piazza del Popolo?
Per sentire cosa dicono i ministri e per cooperare, anche.
Senta, lei è favorevole o contrario al divorzio?
Favorevolissimo.
- È favorevole o contraria al divorzio? - Sono favorevole.
- Di dove è lei? - Sono di Reggio Calabria.
- È favorevole o contrario? - Favorevolissimo.
- Lei? - Favorevole.
- Perché? - Perché bisogna.
- Lei è sposato? - Sì.
- È felice? - No.
- Lei è favorevole o contrario? - Favorevolissimo al divorzio.
- Appunto per questo sono venuto qui. - Perché è favorevole?
Perché le mie condizioni familiari sono indescrivibili,
neanche da descrivere in questo ambiente qui.
- Mi scusi, il suo nome, per favore? - Milena Milani.
- La scrittrice? - Sì.
Perché è qui con i suoi amici? Vi vedo radunati.
Non la vede tutta questa gente?
Noi pensiamo al divorzio, salvezza di questo secolo tormentato.
Perché lei è qui in piazza del Popolo?
Per assistere a questa bella manifestazione.
- Di dov'è lei? - Di Firenze.
È favorevole o contrario?
- (Uomo) Favorevole. - (Enza) Perché?
Perché è necessario, è un bene per l'umanità e per la società.
Abbiamo sentito tante voci.
<Ora però vorremmo intervistare un uomo che rappresenti la borghesia
e sentire il suo parere lontano da ogni influenza e da ogni comizio.
<Andiamo a trovarlo in un centro residenziale.
<Permette, signore?
<- Conduciamo un'inchiesta sul divorzio. - Dica pure.
Lei è favorevole o contrario?
- (Tullio) Ciao, caro. - (con accento inglese) Non so.
Non mi sono posto il problema.
- Come mai? - Igor.
Non lo dico, sono un domestico.
- Prego. - (Igor) Commendatore.
- Cosa c'è? - La televisione.
Mi permetta.
Lei non ha bisogno di presentazioni. Enza Sampò, se non erro.
- Sì, grazie. - Permette?
Tullio Conforti, della ditta Conforti & Figli, stoffe e tessuti.
Molto lieta.
- Io l'ammiro e la seguo da molto tempo. - Grazie.
Di che si tratta?
- Conduciamo un'inchiesta sul divorzio. - Sì?
- Molto interessante. - Qual è la sua opinione in proposito?
Non è un momento opportuno per parlare di divorzio.
- Sto andando ad un matrimonio. - Mi scusi.
No, si rassicuri, non mi sposo io, si sposa mia figlia.
Allora la sua risposta è ancora più interessante.
- Grazie, dica pure. - Allora, lei è favorevole o contrario?
- Io sono contrario. - Perché?
Prima di tutto, perché sono cattolico.
Secondo, perché il matrimonio è indissolubile
e deve essere indissolubile.
Preghiamo.
<Oh, Signore, la tua benedizione scenda su questi anelli nuziali
che noi nel tuo nome benediciamo affinché colei che lo porterà,
serbandosi inviolabilmente fedele al proprio sposo,
perseveri nella pace e nell'adempimento dei tuoi voleri
e viva sempre in vicendevole amore per Cristo, Signore nostro.
Buongiorno, commendatore.
- Ciao, Igor. - Che commozione!
- È stata una cerimonia bellissima. - Sì.
Quando l'ho vista entrare a braccio della signorina Piera
mi è venuto da piangere, mi creda, commendatore.
E lo sposo! Proprio un bel ragazzo.
- Ti è piaciuto? - Non è venuto il barone Renato?
Mia moglie non lo vuole alle cerimonie ufficiali.
Certo, capisco.
Però questi matrimoni saranno belli, ma sono una fatica.
E poi il pranzo, una tale schifezza.
- Anzi, dammi un po' di bicarbonato. - Subito.
Ahi, che dolore.
Io non dovrei mangiare, ma che vuoi? Mia moglie pensa che lo faccia apposta.
Dice che non mangio perché mi dà fastidio
stare per una volta con lei e la mia famiglia.
- Dimmi tu. - A proposito, posso dirle una cosa?
Sì, dimmi.
Quando io ho visto lei e la sua famiglia riuniti come una volta,
mi è venuto da piangere.
- Sì, ma non hai fatto che piangere tu. - Me lo diceva anche mio nipote.
Che vuole? Sono così sensibile.
Scusa, eh.
- Faccia, commendatore, che le fa bene. - Mi fa digerire. Novità?
- In terrazza c'è la figlia dell'avvocato. - Ah, è venuta?
- Dove va, commendatore? - Vado a dare un'occhiata.
- Forse pensa che sono noioso, ma... - Sì, lo sei, che vuoi?
Commendatore, sa che sono un uomo di larghe vedute,
ma il fatto che quella ragazza prenda il sole senza costume
mi fa senso.
Se fa senso a te non me ne frega niente, caro Igor.
Proprio per questo viene qui in terrazza,
che è la più alta di Roma e dove nessuno può vederla.
"Nessuno" non è esatto.
A parte il sottoscritto, che può anche, diciamo così, non contare,
l'ha vista anche mio nipote, che è rimasto molto colpito.
Sì? Non ce lo portare tuo nipote, fammi il piacere.
<Adesso, però, Igor, guardala sereno e di' la verità.
Ma non è una meraviglia?
Sarà, io non me ne intendo. A me, come le dicevo, mi fa senso.
Sì, pure a me fa senso, ma in un altro senso, però.
Vieni, andiamo.
Su.
Povero commendatore.
Chissà come ha dovuto soffrire in questo tight pesante.
- Il costume da bagno? Cosa fa? - Sì.
Vado a prendere un po' di sole.
Ma si ricordi che oggi è lunedì, il giorno della baronessa.
Già, lunedì, baronessa Cornianu.
- E in smoking. - Perché in smoking?
Ha telefonato la baronessina Olga
pregandomi di ricordarle che stasera è in black tie.
Black tie, sarà una seratina tranquilla.
Tranquilla in quel senso, ma farà tardi e si stancherà lo stesso.
Senza contare che questa mattina lei si è alzato molto presto.
Ha mangiato troppo e male, si è emozionato, ha pianto.
Mi dispiace ricordarle sempre, commendatore,
che lei ormai non è più un ragazzo.
Mio caro Igor,
avere al mio servizio un maggiordomo inglese mi rende orgoglioso
ma devi imparare a conoscermi meglio.
Io faccio tutto quello che mi piace, perché ho un fisico che me lo permette.
E il pensiero di avere una bambina nuda sopra il mio capo mi fa fremere.
Non approfittarne è da vigliacchi.
Perciò levati di mezzo, se non vuoi un manrovescio.
- (sottovoce) Non ci sono. - (Igor) Pronto? Casa Conforti.
Signora Agnese! Sì, glielo passo subito.
È la signora Agnese.
Lei non voleva parlarle?
Pronto, mia cara Agnese.
<Dimmi, cara, come stai?
Che c'è di bello?
Caro, scusami se ti disturbo in una giornata come questa.
Ma ti pare, cara? Ma che dici?
- (Agnese) Sono agitata. - (Tullio) Perché, che succede?
Dimmi, che cos'hai?
- (Agnese) È grave, si tratta di Valeria. - Oddio, sta male?
No, magari.
<Scusami, Tullio, non so cosa dico. Tullio, caro, potrei vederti?
Ma certo, cara, ma ti pare? Senz'altro, quando vuoi.
- Va bene oggi alle 19? - (Agnese) Sì.
Va bene, sarò da te alle 19.
- Non ti agitare, ciao. - (Agnese) Va bene, ciao.
Oddio, che è?
Oh, bambina, ma che fai, il soffietto?
Perché il tuo valletto mi ha detto che non saresti rientrato?
- Lui l'ha detto perché oggi è lunedì. - E che c'entra?
Che c'entra? C'entra che ho un altro...
- Ma che vuoi sapere tu? - Chi è Agnese?
- Agnese? - Sì, ho sentito tutto.
- Brava, ma ti pare bello? - Non l'ho fatto apposta.
C'è il telefonino comunicante sulla terrazza.
- No, ma dimmi, chi è Agnese? - "C'è il telefonino comunicante."
- Agnese è una mia vecchia amica. - Ah.
- Una vecchia che ti procura le ragazze? - No, ma che dici?
Povera Agnese, figurati, ma che dici?
E quella Valeria è una che hai messo incinta?
Ma chi, Valeria? Ma che fantasia malata!
Valeria è mia figlia e Agnese è la sua mamma.
Bugie, tua moglie si chiama Anna
e le tue figlie una Fiorella e l'altra Piera.
Allora sai tutto.
Ma non ti ho detto che è mia moglie, ti ho detto che è la mamma di mia figlia.
- Allora è figlia di NN. - Ma no, porta il mio stesso cognome.
- Andiamo, su. - Ah, sei bigamo?
Bigamo? Ma che dici?
Vuoi complicarmi la vita? Ma a te che te ne importa?
Mi piacciono le storie complicate.
- Su, racconta. - Va bene.
- Devi sapere che tanti anni fa... - Quanti?
Fammi pensare.
- 28 anni fa. - Tu ne avevi 21.
- Perché? - Se adesso nei hai 49...
- Chi te l'ha detto? - Il tuo valletto.
Ma quello è una servetta.
No comments yet. Be the first to leave one.