Pardon, Are You for or Against?

Pardon, Are You for or Against?

Scusi, lei è favorevole o contrario?

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Scusi, lei è favorevole o contrario 1966 iso
A Commentary by malessere

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Published on: 2020-10-07
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The first 200 lines.

Lei è favorevole o contraria al divorzio?

- Favorevole. - Ma lei è italiana?

No, sono francese.

Allora come mai dimostra qui in Italia a piazza del Popolo per il divorzio?

Perché ho molti amici qui, io aiuto gli amici.

- (Enza) Scusi, di dov'è lei? - (Uomo) Roma.

È qui con i divorzisti o si trova di passaggio?

No, sono per il movimento divorzista.

Lei è favorevole o contrario al divorzio?

- Accidenti, favorevole. - Perché?

Perché...

Perché finché non si trova l'altra mezza mela,

conviene assaggiarne tante.

- Lei è molto giovane, come si chiama? - Sandro Quasimodo.

È favorevole o contrario?

- Favorevole. - Perché?

Risolverebbe molti problemi.

Quindi parla per ragioni personali?

No, anche, diciamo, per il complesso generale.

Grazie, scusi.

Buongiorno, signora, è favorevole o contraria al divorzio?

- Favorevole. - Senta, ma lei è di Roma?

- No, io sono milanese. - E perché è qui a piazza del Popolo?

Per sentire cosa dicono i ministri e per cooperare, anche.

Senta, lei è favorevole o contrario al divorzio?

Favorevolissimo.

- È favorevole o contraria al divorzio? - Sono favorevole.

- Di dove è lei? - Sono di Reggio Calabria.

- È favorevole o contrario? - Favorevolissimo.

- Lei? - Favorevole.

- Perché? - Perché bisogna.

- Lei è sposato? - Sì.

- È felice? - No.

- Lei è favorevole o contrario? - Favorevolissimo al divorzio.

- Appunto per questo sono venuto qui. - Perché è favorevole?

Perché le mie condizioni familiari sono indescrivibili,

neanche da descrivere in questo ambiente qui.

- Mi scusi, il suo nome, per favore? - Milena Milani.

- La scrittrice? - Sì.

Perché è qui con i suoi amici? Vi vedo radunati.

Non la vede tutta questa gente?

Noi pensiamo al divorzio, salvezza di questo secolo tormentato.

Perché lei è qui in piazza del Popolo?

Per assistere a questa bella manifestazione.

- Di dov'è lei? - Di Firenze.

È favorevole o contrario?

- (Uomo) Favorevole. - (Enza) Perché?

Perché è necessario, è un bene per l'umanità e per la società.

Abbiamo sentito tante voci.

<Ora però vorremmo intervistare un uomo che rappresenti la borghesia

e sentire il suo parere lontano da ogni influenza e da ogni comizio.

<Andiamo a trovarlo in un centro residenziale.

<Permette, signore?

<- Conduciamo un'inchiesta sul divorzio. - Dica pure.

Lei è favorevole o contrario?

- (Tullio) Ciao, caro. - (con accento inglese) Non so.

Non mi sono posto il problema.

- Come mai? - Igor.

Non lo dico, sono un domestico.

- Prego. - (Igor) Commendatore.

- Cosa c'è? - La televisione.

Mi permetta.

Lei non ha bisogno di presentazioni. Enza Sampò, se non erro.

- Sì, grazie. - Permette?

Tullio Conforti, della ditta Conforti & Figli, stoffe e tessuti.

Molto lieta.

- Io l'ammiro e la seguo da molto tempo. - Grazie.

Di che si tratta?

- Conduciamo un'inchiesta sul divorzio. - Sì?

- Molto interessante. - Qual è la sua opinione in proposito?

Non è un momento opportuno per parlare di divorzio.

- Sto andando ad un matrimonio. - Mi scusi.

No, si rassicuri, non mi sposo io, si sposa mia figlia.

Allora la sua risposta è ancora più interessante.

- Grazie, dica pure. - Allora, lei è favorevole o contrario?

- Io sono contrario. - Perché?

Prima di tutto, perché sono cattolico.

Secondo, perché il matrimonio è indissolubile

e deve essere indissolubile.

Preghiamo.

<Oh, Signore, la tua benedizione scenda su questi anelli nuziali

che noi nel tuo nome benediciamo affinché colei che lo porterà,

serbandosi inviolabilmente fedele al proprio sposo,

perseveri nella pace e nell'adempimento dei tuoi voleri

e viva sempre in vicendevole amore per Cristo, Signore nostro.

Buongiorno, commendatore.

- Ciao, Igor. - Che commozione!

- È stata una cerimonia bellissima. - Sì.

Quando l'ho vista entrare a braccio della signorina Piera

mi è venuto da piangere, mi creda, commendatore.

E lo sposo! Proprio un bel ragazzo.

- Ti è piaciuto? - Non è venuto il barone Renato?

Mia moglie non lo vuole alle cerimonie ufficiali.

Certo, capisco.

Però questi matrimoni saranno belli, ma sono una fatica.

E poi il pranzo, una tale schifezza.

- Anzi, dammi un po' di bicarbonato. - Subito.

Ahi, che dolore.

Io non dovrei mangiare, ma che vuoi? Mia moglie pensa che lo faccia apposta.

Dice che non mangio perché mi dà fastidio

stare per una volta con lei e la mia famiglia.

- Dimmi tu. - A proposito, posso dirle una cosa?

Sì, dimmi.

Quando io ho visto lei e la sua famiglia riuniti come una volta,

mi è venuto da piangere.

- Sì, ma non hai fatto che piangere tu. - Me lo diceva anche mio nipote.

Che vuole? Sono così sensibile.

Scusa, eh.

- Faccia, commendatore, che le fa bene. - Mi fa digerire. Novità?

- In terrazza c'è la figlia dell'avvocato. - Ah, è venuta?

- Dove va, commendatore? - Vado a dare un'occhiata.

- Forse pensa che sono noioso, ma... - Sì, lo sei, che vuoi?

Commendatore, sa che sono un uomo di larghe vedute,

ma il fatto che quella ragazza prenda il sole senza costume

mi fa senso.

Se fa senso a te non me ne frega niente, caro Igor.

Proprio per questo viene qui in terrazza,

che è la più alta di Roma e dove nessuno può vederla.

"Nessuno" non è esatto.

A parte il sottoscritto, che può anche, diciamo così, non contare,

l'ha vista anche mio nipote, che è rimasto molto colpito.

Sì? Non ce lo portare tuo nipote, fammi il piacere.

<Adesso, però, Igor, guardala sereno e di' la verità.

Ma non è una meraviglia?

Sarà, io non me ne intendo. A me, come le dicevo, mi fa senso.

Sì, pure a me fa senso, ma in un altro senso, però.

Vieni, andiamo.

Su.

Povero commendatore.

Chissà come ha dovuto soffrire in questo tight pesante.

- Il costume da bagno? Cosa fa? - Sì.

Vado a prendere un po' di sole.

Ma si ricordi che oggi è lunedì, il giorno della baronessa.

Già, lunedì, baronessa Cornianu.

- E in smoking. - Perché in smoking?

Ha telefonato la baronessina Olga

pregandomi di ricordarle che stasera è in black tie.

Black tie, sarà una seratina tranquilla.

Tranquilla in quel senso, ma farà tardi e si stancherà lo stesso.

Senza contare che questa mattina lei si è alzato molto presto.

Ha mangiato troppo e male, si è emozionato, ha pianto.

Mi dispiace ricordarle sempre, commendatore,

che lei ormai non è più un ragazzo.

Mio caro Igor,

avere al mio servizio un maggiordomo inglese mi rende orgoglioso

ma devi imparare a conoscermi meglio.

Io faccio tutto quello che mi piace, perché ho un fisico che me lo permette.

E il pensiero di avere una bambina nuda sopra il mio capo mi fa fremere.

Non approfittarne è da vigliacchi.

Perciò levati di mezzo, se non vuoi un manrovescio.

- (sottovoce) Non ci sono. - (Igor) Pronto? Casa Conforti.

Signora Agnese! Sì, glielo passo subito.

È la signora Agnese.

Lei non voleva parlarle?

Pronto, mia cara Agnese.

<Dimmi, cara, come stai?

Che c'è di bello?

Caro, scusami se ti disturbo in una giornata come questa.

Ma ti pare, cara? Ma che dici?

- (Agnese) Sono agitata. - (Tullio) Perché, che succede?

Dimmi, che cos'hai?

- (Agnese) È grave, si tratta di Valeria. - Oddio, sta male?

No, magari.

<Scusami, Tullio, non so cosa dico. Tullio, caro, potrei vederti?

Ma certo, cara, ma ti pare? Senz'altro, quando vuoi.

- Va bene oggi alle 19? - (Agnese) Sì.

Va bene, sarò da te alle 19.

- Non ti agitare, ciao. - (Agnese) Va bene, ciao.

Oddio, che è?

Oh, bambina, ma che fai, il soffietto?

Perché il tuo valletto mi ha detto che non saresti rientrato?

- Lui l'ha detto perché oggi è lunedì. - E che c'entra?

Che c'entra? C'entra che ho un altro...

- Ma che vuoi sapere tu? - Chi è Agnese?

- Agnese? - Sì, ho sentito tutto.

- Brava, ma ti pare bello? - Non l'ho fatto apposta.

C'è il telefonino comunicante sulla terrazza.

- No, ma dimmi, chi è Agnese? - "C'è il telefonino comunicante."

- Agnese è una mia vecchia amica. - Ah.

- Una vecchia che ti procura le ragazze? - No, ma che dici?

Povera Agnese, figurati, ma che dici?

E quella Valeria è una che hai messo incinta?

Ma chi, Valeria? Ma che fantasia malata!

Valeria è mia figlia e Agnese è la sua mamma.

Bugie, tua moglie si chiama Anna

e le tue figlie una Fiorella e l'altra Piera.

Allora sai tutto.

Ma non ti ho detto che è mia moglie, ti ho detto che è la mamma di mia figlia.

- Allora è figlia di NN. - Ma no, porta il mio stesso cognome.

- Andiamo, su. - Ah, sei bigamo?

Bigamo? Ma che dici?

Vuoi complicarmi la vita? Ma a te che te ne importa?

Mi piacciono le storie complicate.

- Su, racconta. - Va bene.

- Devi sapere che tanti anni fa... - Quanti?

Fammi pensare.

- 28 anni fa. - Tu ne avevi 21.

- Perché? - Se adesso nei hai 49...

- Chi te l'ha detto? - Il tuo valletto.

Ma quello è una servetta.

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