The first 200 lines.
Lui è Dave.
Per lavoro racconta barzellette sporche.
Se ha quello sguardo, sta lavorando sodo.
Denota un profondo flusso di pensieri,
il fuoco dell'alchimista che trasforma la paura e il dramma
in leggerezza e sostentamento.
Dave chiama quello sguardo "la trance".
UNO SPECIALE COMICO ORIGINALE NETFLIX
TUTTO ESAURITO
Grazie! Grazie mille!
Grazie a tutti.
Che emozione!
Grazie, ragazzi. Accomodatevi. Mettetevi comodi, rilassatevi.
Ringrazio Los Angeles per questa settimana meravigliosa.
È stato bellissimo.
Erano dieci anni che non facevo spettacoli qui,
pensate.
Lo so, mancavo da tantissimo tempo.
Quello che non sapete è che sono stati dieci anni difficili.
Vi risparmio il tormento che ho passato,
ma è stata dura.
Magari qualcosa l'avrete notato.
Non so se avete mai visto su TMZ il titolo di testa:
"Dave Chappelle sbronzo sul palco a Detroit."
Beh, se l'avete visto, non ero sbronzo.
Mi ero fatto una canna...
con dei rapper.
Non so se siate mai usciti con dei rapper,
ma fumano erba fortissima,
più forte di quella a cui sono abituato.
L'articolo dice che mi hanno cacciato a suon di fischi, anche questo non è vero.
Mi hanno fischiato.
Non me ne sono andato.
Ora vi racconto tutto.
È stato un incubo, cazzo. Due tiri di erba, questo è tutto.
Due tiri.
Non mi era mai capitato di fare due tiri
e di guardare il tizio vicino e dire: "Sarà un fiasco. Me lo sento".
Mi hanno chiamato sul palco.
"Dave Chappelle!"
Il pubblico...
In genere, se fai uno spettacolo...
Non sapete cosa si provi da quassù,
ma il pubblico ti guarda...
All'inizio, è stato così.
Ma hanno cambiato subito espressione: "Che cazzo?"
Si sono guardati tra di loro.
Stavo andando male, non so cosa stessi dicendo.
Poi una persona ha rotto il ghiaccio.
Una signora nera con la maglietta della Ford.
Si è alzata. "Vaffanculo, Dave Chappelle!"
Ho detto: "Prego?"
"Ho lavorato tutta la settimana per questo schifo di spettacolo!"
In uno strano gesto di armonia razziale,
un conservatore bianco le ha dato man forte.
Tutti gli spettatori si sono uniti e gridavano:
"Vogliamo i soldi indietro!"
Io: "Merda". Sono tornato lucido.
"Bella gente di Detroit, ascoltatemi bene.
Non riavrete mai i soldi indietro, cazzo."
Col cazzo.
Ho detto: "Sono come Evel Knievel. Vengo pagato per il pensiero.
Non ho promesso un bello spettacolo".
Fischiavano. Dicevano: "Vaffanculo!"
È andata avanti per un bel po'. Dopo mi sono sentito in colpa.
Ho preso metà degli incassi, migliaia di dollari,
e ho detto: "Voglio darli in beneficenza". Cos'ho fatto?
Ho comprato gomme da masticare per un valore di 25.000 dollari
e ho girato per Detroit a distribuirle ai senzatetto,
così potevano masticarle senza placare la fame.
Ero infuriato con Detroit quella sera.
Non solo ho fatto fiasco,
ma sono dovuto tornare nella stessa sala la sera dopo e ricominciare da capo.
Un incubo, cazzo. È come fare sesso con una
e, per qualche motivo... Non può succedere,
ma, per qualche motivo, lei ha una trappola per topi nella fica.
E resti intrappolato.
E ti tocca riscopartela la sera dopo.
Lo farei, ma la volta dopo starei attento.
Il vecchio trucco della trappola per topi, eh?
Non mi freghi due volte.
Sì, sono stati tempi duri e, a volte, avrei voluto mollare.
Stavo per mollare, ma appena prima di farlo,
ho cambiato idea.
Però, la telefonata l'ho fatta. Hanno risposto al telefono.
"Pronto? Ballando con le stelle ."
E io: "Non ancora".
Se mi vedete fare quella merda, è finita. Credetemi, sono un uomo distrutto.
Se mi vedete che aspetto i giudici...
A sentirmi criticare per il cha cha cha... Col cazzo.
Non ho lavorato a Los Angeles,
però ci vengo, esco, eccetera.
Sono venuto qualche settimana fa e per poco non mi arrestavano.
Non dico stronzate. Succede a tanti neri.
È successo che...
Uscivo da un night a Hollywood
e mi ha visto un amico. Forse barcollavo.
È arrivato. È un caro amico.
Mi fa: "Ehi, Dave, dammi le chiavi".
E io: "Va bene, amico, tieni le chiavi".
Sono salito in macchina dal lato del passeggero e ha guidato lui.
Andava tutto bene. Parlavamo, chiacchieravamo.
Finché, sulla 10, ci beccano le volanti.
Devo precisare che il mio amico era nero,
il che non c'entra niente con questa storia,
però vi fa capire che in macchina si respirava la paura.
Io non avevo paura. Sono nero...
ma sono anche Dave Chappelle.
Ho pensato che sarebbe andato tutto bene.
Il posto di blocco è iniziato col piede giusto.
Si sono avvicinati al posto di guida: "Salve, come va?"
Mi ha riconosciuto subito. "Dave Chappelle".
Ho guardato il mio amico come a dire: "Ce la faremo".
E poi dice: "Stavate sbandando.
Potreste uscire un attimo dalla macchina?"
Ancora nessun motivo d'allarme. Ho guardato nello specchietto retrovisore.
Il linguaggio del corpo dell'arresto era buono.
Parlavano.
Mi sono messo a giocare con la radio.
Sai di cavartela al posto di blocco, se senti la radio
mentre fuori dalla macchina c'è un altro.
Ho guardato di nuovo nello specchietto
e qualcosa era andato storto. Lo stronzo era lì...
Subito dopo, l'hanno spinto in macchina
e ho pensato quello che penserebbe chiunque in questa situazione:
"Oddio. Cosa...
mi succederà?"
La polizia si è avvicinata al finestrino.
"Sig. Chappelle, abbiamo dovuto arrestarlo.
Si è rifiutato di fare il test con l'etilometro."
Ho detto: "Che figlio di puttana.
Non rispetta le regole? Strano.
Quindi, a me cosa succederà?"
"Lei è a posto. Deve solo uscire dalla macchina,
così possiamo sequestrarla.
Le daremo un passaggio a casa."
Io: "Beh, no. Preferirei che mi deste le chiavi e basta".
Lui: "Sig. Chappelle, il suo amico ha detto che è il suo autista designato.
Non può guidare in queste condizioni".
E io: "No, amico, sto bene".
D'improvviso, sembravamo a Las Vegas.
Mi fa:
"Me lo può sempre soffiare."
E io: "Prego?"
Lui: "Se soffia nell'etilometro..."
Io: "Pensavo mi avesse chiesto un pompino.
Ma che..."
"Se supera il test dell'etilometro, le do le chiavi della macchina."
Ho fatto...
"Prepara tutto, amico. Giochiamo."
Ho soffiato dentro quel coso.
Ha fatto un bip. Ho detto...
Lui l'ha guardato e ha detto: "Beh, sig. Chappelle,
a quanto pare, può andare".
E io: "Ah, sì?"
Non sapevo che non rilevasse l'erba. Ho guidato sulla 10 a 50 km all'ora.
È andato tutto bene.
Sono fortunato, non tutti se la cavano così.
Ho visto quel video della signora picchiata a Los Angeles.
Il video sul traffico dell'ora di punta?
Hanno pestato una nera che non aveva fatto niente di male.
È uno schifo, al punto tale che non si è arrivati in tribunale.
La Città di Los Angeles l'ha risarcita con 1,5 milioni per le sofferenze subite.
Non è male,
considerando che è la stessa somma che ha guadagnato Marcos Maidana
per battersi con Floyd Mayweather la seconda volta.
Questa signora non si era allenata neanche un giorno della sua vita.
Si capisce dal video. Non combatteva.
Teneva bassa la guardia e incassava colpi.
Ce l'hanno tutti con la polizia. Ho visto...
Avete visto su Netflix Making a Murderer?
La storia di Steven Avery.
Se non l'avete visto, guardatelo.
Steven Avery è nei guai più di quanto sia mai stato
qualsiasi bianco nella storia degli Stati Uniti!
In un sistema giudiziario progettato a suo vantaggio...
ha fallito miseramente due volte.
Non riesco a farmene una ragione.
Se Making a Murderer parlasse di un nero,
il titolo sarebbe Ovvio!
È chiaro che andrebbe tutto storto.
Pare che sia stato lui. Quel bastardo ha avuto 200.000 dollari
per la difesa legale.
Bastano per tirarti fuori nel Wisconsin. Sono soldi alla O.J. Simpson.
Quello che gli serviva, che, però, non aveva
era un solo giurato nero.
Sarebbe bastato quello.
Solo un nero, negli Stati Uniti,
può guardare altri 11 giurati e dire: "Per me, è stata la polizia".
È fottuto ormai.
O.J. se l'è cavata così.
Sto seguendo la nuova serie su di lui, mi piace tantissimo.
Non vi ricorda dei bei tempi?
Avevo dimenticato quanto il caso Simpson avesse diviso la gente.
Sapete, l'ho incontrato in quattro occasioni nella mia vita.
Prima della fine dello spettacolo,
vi racconterò di ognuna di queste.
La prima volta che l'ho incontrato ero a Santa Monica.
Non ci credo. Un nero ha detto: "Santa Monica!"
Da te non me l'aspettavo proprio.
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