The first 200 lines.
"Stiamo iniziando a giocare con l'idea di ecologia e, sebbene immediatamente banalizziamo tali idee immischiandole in commercio e politica,
c'è ancora perlomeno un impulso in seno all'uomo ad unificare, e in tal modo santificare, la natura totale del mondo, di ciò che siamo."
Gregory Bateson, 1979
Gregory: Ok, ora voglio fare questo grande salto, cioè alla domanda "come pensi?"
Nora: Io? Bateson: Com'è fatto il pensiero?
Nora: Col cervello nella tua testa. Bateson: In parte è vero, ma non è il come .
Se vi capita di indossare un camice da laboratorio
o avere un ufficio con un bel divano,
potremmo fare una lunga chiacchierata su come mio padre,
scienziato, antropologo, psicologo, cibernetico,
abbia influenzato il mio approccio alla vita.
Ma non è detto che ciò sia interessante.
Per cui vorrei guardare la questione da un'altra angolazione.
Io ho il suo capoccione e le sue gambe lunghe,
e in linea con le similarità genetiche che ho ereditato da lui,
vi sto invitando a fare ciò che lui faceva meglio,
cioè guardare alla cosa, che sia un lombrico, una sequenza numerica,
un albero, una definizione formale di dipendenza, qualunque cosa,
da un'altra angolazione.
La cosa non era mai la cosa. La mappa non era il territorio.
E qualunque cosa fosse, poteva essere lentamente trasformata e riesaminata, apparentemente all'infinito
come un cubo di Rubik.
Una singola cosa in cui potevano esserci tante risposte o schemi,
lo avrebbe girata un po' e avrebbe rivalutato le regole da lì,
e poi di nuovo, per essere sicuro di non rimanere imbrigliato in una singola linea di pensiero.
Questo è un film su come pensava Gregory Bateson.
Lui imparava sempre
da tutti e tutto intorno a lui.
Dal cane, dalla vasca dei pesci,
dallo scienziato venuto a fargli visita.
dalla poesia, dalla pittura,
da me.
E da piccola ho imparato da lui
che l'apprendimento non finisce mai.
È molto più
di una moda. È inculcato dalle nostre grandi università
che credono in qualcosa come la psicologia, diversa dalla sociologia.
E qualcosa come l'antropologia, che differisce da entrambe.
O qualcosa come l'estetica e la critica d'arte
che è diversa da tutt'e due le precedenti, tutt'e tre, o quattro, o quante siano.
E che il mondo sia costituito da separabili aspetti del sapere,
in cui, se sei uno studente, puoi essere esaminato
con una serie di domande disconnesse,
chiamate vero o falso,
verifiche, quiz, come si usa dire.
E il primo punto che voglio farvi capire
è che il mondo non è per niente così.
Oppure, per essere più educati:
il mondo in cui io vivo non è per nulla così.
E sta a voi, sono affari vostri vivere in qualunque mondo vogliate vivere.
Gregory Bateson ci ha sfidato
a ripensare, o fare un passo indietro
e cercare di percepire in modo diverso.
Per vedere come funziona la realtà.
Come funziona la biologia? Come funzioniamo noi?
Come il nostro pensiero viene determinato da più ampie idee?
Quando finalmente una delle sue idee prendeva forma, sbadabam! un'onda.
Come una balena canta-storie.
Erano enormi. E si riflettevano su tutte queste discipline differenti.
Quindi il suo potenziale di ispirazione era veramente straordinario.
Il fatto che lavorasse in così tante discipline
era una conseguenza del suo modo di pensare.
Non era interessato a specializzarsi
in un campo ristretto: era interessato agli schemi ampi.
Era interessato al modo in cui le cose si connettono.
E specialmente a come si connettono le cose viventi.
Dalla biologia, all'inizio,
fino all'antropologia,
in sistemi di idee, sistemi di idee patologici,
e poi fino ai sistemi di idee con cui
noi tutti cerchiamo di convivere.
Ed il "noi tutti" include gli animali e le piante, oltre me e te.
Guardando solo come la realtà
si dispiega, e come funziona il tutto.
E quando ne prendi un pezzettino, poi guardi solo quel pezzo
e trovi un sacco di interpretazioni erronee di quello che succede.
lo ho sempre pensato in questo modo.
La relazione tra me e questo libro
o tra il libro e il tavolo
è ancora un microcosmo della relazione tra
l'uomo e Dio o Dio e il Diavolo o quello che hai tu.
Che le relazioni grandi o piccole sono sempre la stessa cosa.
Per motivi di studio a volte devi lavorare su quelle piccole.
E poi la gente te ne fa una colpa.
Poi lavori con quelle grandi, e ti accusano di essere un mistico.
È sempre lo stesso.
È come se riuscisse a "zoomare" su una intima e personale dinamica all'interno di una singola conversazione.
E poi allargare la veduta e riuscire a focalizzare il tutto in un contesto molto più ampio.
Da bambina, ero solita sedermi per terra di fianco a lui,
a disegnare e ascoltarlo mentre faceva delle letture.
Già allora mi sembrava stesse scrutando attraverso una botola
nel lavorìo interno della vita.
Krishnamurti diceva qualcosa come:
"Potresti credere, che stai pensando pensieri tuoi.
Ma non è vero. Stai pensando i pensieri della tua cultura."
E Gregory diceva:
La maggior parte dei problemi del mondo
sono il risultato della differenza tra
come funziona la natura e come pensa l'uomo.
Che cosa vuol dire cambiare il modo di pensare?
Immagino di aver letto troppe volte Alice .
Vi ricordate quando escono
dal lago creato dalle lacrime di Alice?
Lei e tutti gli animali?
Lei prova ad asciugarli leggendogli delle storie,
che lei pensa siano le più asciutte che possa raccontare.
E arriva ad una frase: "L'arcivescovo lo trovò opportuno".
E l'anatra dice: "Trovò opportuno cosa?"
"Questo" dice Alice.
"Questo, per me," dice l'anatra, "in genere è una rana o un bruco."
Gregory ha osservato, ciò che ora è lampante,
che gli esseri umani si comportano in modi distruttivi
per la natura ecologica del sistema.
E faceva questa domanda:
"Cosa c'è nel nostro modo di percepire
che non ci fa vedere le delicate interdipendenze
nel sistema ecologico
che gli danno la sua integrità"?
Noi non le vediamo. e quindi le rompiamo.
La storia era fondamentalmente
nel tardo 15° secolo.
Qualche indaffarato entomologo
stava dando un'occhiata
alle altissime travi dell'ampio salone
del New College, Oxford. E notò
che doveva essere fatto qualcosa.
La grande domanda era dove trovare, nell'Inghilterra dell'epoca, un legno di quercia lungo 40 piedi e largo 2.
Venne fuori che nei terreni del college c'erano alberi di quercia molto larghi.
È stato riportato che una guardia forestale arrivò e disse:
"Ci stavamo domandando quando l'avresti chiesto. Abbiamo tenuto quegli alberi per le travi di quercia
del collegio, perché le travi si consumano dopo qualche centinaia d'anni
e volevamo averne di nuove a portata di mano".
E Gregory disse: "Questo è il modo di gestire una cultura".
Ciò che è importante è come lui approcciava ogni cosa.
Come funziona questo? Cosa funziona con quest'altro?
Quali sono le sue relazioni? Come interagisce?
Come impara? E, ovviamente, come pensa?
Analizzando il suo lavoro ad ogni passo mi viene sempre ricordato
che l'ecologia della mente è un'amica rigorosa e sfuggente.
"Senza contesto, parole e azioni non hanno nessun significato.
Questo è vero per tutta la comunicazione…
È ciò che dice come crescere ad un anemone di mare e cosa fare ad un'ameba.
Vi è stato probabilmente insegnato
che avete 5 dita per mano.
In linea di massima questo non è corretto.
Questo è il modo in cui il linguaggio suddivide le cose.
Probabilmente la verità biologica
è che nella crescita di questa cosa, nella vostra embriologia,
che è ricordata di rado,
ciò che era importante non era "5",
ma 4 relazioni fra paia di dita.
Noi siamo sempre in relazione a qualcosa.
E l'essere in relazione era il vero aspetto critico nel pensiero di Gregory.
Uno dei miei esempi preferiti è sicuramente
è di prendere una molecola del corpo.
È molto più semplice di un pensiero.
Per esempio uno molecola di emoglobina nel sangue.
Possiamo sapere tutto degli atomi che formano l'emoglobina,
fin da dove arrivino nella formazione dell'universo.
Possiamo saperne la struttura,
le sue interazioni con gli altri tipi di sostanze esistenti nel mondo.
Possiamo sapere tutto della fisica e della chimica
e della storia dell'emoglobina in termini di provenienza degli atomi e delle molecole,
e ancora non sapremmo la cosa essenziale.
Non sapremmo che è in relazione con l'ossigeno
e in relazione al modo in cui l'ossigeno aiuta i corpi a processare energia,
La cosa essenziale è in questo senso
dell'ossigeno e della vita
e del metabolismo, produrre energia.
Ciò che è sorprendente
è che probabilmente potremmo andare in un altro pianeta della galassia,
dove troviamo qualche tipo di vita animale
che usa ossigeno in quanto incredibile fonte di energia,
un atomo che lega moltissimo,
e probabilmente nelle loro vene scorrerebbe qualcosa come l'emoglobina,
pur essendo in dettaglio completamente diversa dalla nostra emoglobina.
Probabilmente neanche una proteina che riconosceremmo.
Ma farebbe la stessa cosa.
La funzione dell'emoglobina è ciò di cui parliamo quando la nominiamo.
La funzione dell'emoglobina non riguarda ciò che è,
ma riguarda la relazione.
Viviamo in un mondo fatto solo di relazioni.
Quando pensi di poter parlare del tavolo,
e dici che è duro,
stai solo dicendo che è in conflitto,
in un confronto tra il tavolo e la tua mano.
La tua mano ad un certo punto deve fermarsi.
Il tavolo vince.
Se il tavolo fosse morbido, avrebbe vinto la mano.
Ma stai parlando di qualcosa fra di loro.
Una volta ho passato centinaia di ore guardando
il film di una sessione di terapia familiare.
C'erano padre, madre e un figlio, che era il paziente designato,
e lo psicoterapeuta.
Il figlio aveva un comportamento bizzarro, distruttivo.
E ho pensato: quel figlio sta facendo soffrire i suoi genitori.
Che cosa orribile!
Poi, dopo aver osservato centinaia di volte, ho pensato:
è la madre che provoca questo comportamento.
Dopo altre 100 volte ho pensato:
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