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(PUBBLICO INCITA. MUSICA INCALZANTE IN SOTTOFONDO)
Spettatore: Così! Vai! Avanti!
< Giocatore: Vai, lan!
Ammazzalo!
Dai, tira!
- Che cosa?! - Nooo!
< Arbitro: Fuori tempo!
Come? Sta scherzando?!
Ma è cieco per caso?
Perché non hai passato? Ero smarcato!
Stronzate. Vi stavano addosso. Avevo tutto il tempo.
S'è visto.
Ehi!
Non era finita, c'erano ancora due secondi.
Il tabellone non conta, il tempo ufficiale è questo.
Ed era finito.
Bastardo.
< Jenny: Ciao.
Ciao, Jenny.
Cominciavo a credere che avessi deciso di non uscire.
Infatti. Ci ho pensato.
Ora va meglio?
Sì, visto che ho deciso di non tagliarmi le vene,
almeno fino a lunedì.
- Non scherzare. - Non lo farò, sta' tranquilla.
Non preoccuparti.
Ehi...
Vuoi un passaggio?
- Si. - Sì. - Andiamo.
Dai.
Jenny: A che stai pensando?
È colpa mia, ho mandato tutto a monte.
- All'ultimo secondo. - lan...
Lo so che è solo una partita, ma...
Lasciamo stare adesso, chiudiamola qui.
No, avanti, parliamone se vuoi.
Sai com'è quando ti capitano giornate in cui proprio tutto ti va storto?
- Sì, lo so bene. - Ecco, oggi è una di quelle giornate.
- Che altro ti è successo? - Scherzi?
- L'hai visto il tabellone fermo, vero? - Sì, l'hanno visto tutti.
Okay, l'hanno visto tutti, ma in realtà non era vero!
Non riesco a capire, c'è qualcosa di strano che...
O magari è solo una giornata storta. Oppure sono io, che sono storto.
Amore,
dici cose senza senso. - Lo so, perciò penso di essere pazzo.
Scommettiamo che riesco a guarirti?
{CANI ABBAIANO IN LONTANANZA)
È meglio che vada. Ci sentiamo dopo.
- Ehi, ti amo tanto, tesoro. - Provamelo.
- Buonanotte. - ‘Notte.
Jenny: Ciao.
{MUSICA INQUIETANTE IN SOTTOFONDO)
(TUONI. ACCENSIONE DEL MOTORE)
{TICCHETTIO DELLA PIOGGIA SUI VETRI)
{MUSICA INQUIETANTE IN SOTTOFONDO)
lan: Ehi!
Serve aiuto?
AI diavolo!
{MUSICA INCALZANTE IN SOTTOFONDO)
CHIAMATA NON RIUSCITA -
Andiamo!
{MUSICA IN CRESCENDO IN SOTTOFONDO)
No! No!
(SEGNALAZIONE ACUSTICA DI PASSAGGIO DEL TRENO)
Nooo!
{MUSICA SI INTERROMPE)
{TELEFONO SQUILLA)
sì?
Pronto?
lan,
hai visto le tabelle che ti ho lasciato?
Le tabelle.
Sì, hai ragione. Mi ci metto subito. Allora...
Marcus vuole i dati per la presentazione entro le 18:00.
Tanti auguri.
Jenny: Ciao.
Tutto bene?
- Sì, stavo... Scusa, ero sovrappensiero. Ciao. - Ciao.
- Ti mancano le sigarette? - No, non ne sento il minimo bisogno.
- Questo lo vedo. - Ci vuole carattere.
Allora reggerai anche questo.
No, no.
Lo vogliono sul tavolo tra mezz'ora. Mi dispiace.
- Okay. Me lo fai un favore? - Quello che vuoi.
Uccidimi. Adesso.
Poi come farei a passarti questa roba
che rende la tua vita un vero inferno in Terra?
Ti servo solo a questo.
Magari mi mancherebbe un po' anche il tuo bel faccino.
- Vai dai tuoi per il fine settimana? - Sì. Perché?
Non mi sembri entusiasta.
Beh, già sento la predica di mia madre:
"Perché non sei sposata con tre figli come le tue sorelle?"
- Me lo fai un favore? - Quello che vuoi.
Uccidimi, se dovessi darle ascolto.
Cos'è, vuoi farmi sentire la mancanza del tuo bel faccino?
Ciao, Carl, buon fine settimana.
< Passante: Cerchi di restare calmo. Non si agiti.
- Ma che gli è successo? - Non lo so. Sembrava impazzito!
Avete chiamato l'ambulanza?
No, la chiami lei. Gli slacci la cravatta, non respira.
< Stia fermo, non si agiti.
Ora arriva l'ambulanza. Respiri profondamente.
< Si calmi, su.
Sembra un attacco di cuore. Qualcuno lo conosce?
<No, io no. < No?
{MUSICA INQUIETANTE IN SOTTOFONDO)
DI! NO ALLA DROGA-
{MUSICA IN CRESCENDO)
- Santo cielo! - Ma sono io.
Scusa, Medea.
- Ti sei stancato al lavoro, eh? - Si.
Anch'io, appena arrivata sono crollata.
- Cos'hai? - Niente, sono solo stanco.
Ti sei ricordato di passare in tintoria?
- Che cretino! - Te l'ho detto due volte.
- Lo so, scusa. Mi dispiace. - Che sciocco.
E io che ti ho fatto un regalo.
- Davvero? - Ma non te lo meriti.
Lo vuoi adesso o tra un po'?
Facciamo tra un po'. Ora ho da fare.
{CLIC RIPETUTI)
< Regalo in arrivo, ma devi promettermi che ti piacerà.
Croce sul cuore, potessi morire, che un fulmine
mi colpisca se voglio mentire.
- È una cosa costosa, è pesante. - I risparmi di una vita.
- Chissà cos'è. - E aprilo! - Ehi!
- È bellissimo, amore. - È anche utile, sei sempre in ritardo.
Mi piace da morire, davvero.
C'è anche il cronometro e il datario.
E un sacco di altre funzioni.
La commessa mi ha detto che... Ma che hai?
Non ho niente. È bello, mi piace.
Dai, la verità.
È che...
- Oggi ho visto morire un uomo. - Cosa? - Mh.
Ero appena uscito. Mi è morto davanti.
Eravamo scesi in ascensore insieme.
- Oh, mio Dio. - Si.
Si è avvicinato un tale. Si è piegato su di lui.
Ho pensato che fosse lì per aiutarlo e invece
ha fatto una cosa...
Cioè?
Non lo so. Forse ero impressionato e non ho visto bene.
Ma la cosa davvero strana è che quell'uomo mi ha ricordato
un arbitro di hockey che ce l'aveva con me.
Non mi hai mai detto che giocavi a hockey.
Sì, che te l'ho detto.
Nella squadra, all'Università, non facevo altro.
L'avrai detto a qualcun'altra.
No, l'ho detto proprio a te. Ora prendo l'annuario.
Allora...
Ecco qua, sono il 17.
Eh già, il 17 è interessante, ma non sei tu!
Eh?!
Dovrei essere io.
Va bene, non ho mai giocato a hockey.
Il problema è che io me lo ricordo come se fosse vero.
Forse ho qualcosa che non va.
- Che potrebbe essere questo qualcosa? - Non so, in generale mi sento bene,
ma avere ricordi di cose mai successe ti pare normale?
- Insomma, non lo trovi un po' strano? - Non ti vedo fare tante stranezze.
Sul serio, Medea, non potrei essere impazzito?
lan, stai parlando con una a cui hanno dato il nome di una donna
che ha ucciso i suoi figli. - Hai ragione.
Mi perdonerai se per me è difficile trovare strano qualcosa.
Eppure mi sento strano.
Beh, io vado a letto.
Sbrigati a venire.
{MUSICA IN SOTTOFONDO. SCROSCIARE DELLA PIOGGIA.)
< Voci ovattate: Lui sa. È troppo tardi.
{SCALA SCRICCHIOLA)
{SCATTO DI INTERRUTTORE)
< Medea: lan, alzati o farai tardi!
Ma porca...
< Ogni tanto dovresti provare ad alzarti in tempo.
E non rischiare il licenziamento? Non mi divertirei.
Si fermi, devo scendere!
Apra, per favore, grazie.
- Scusi. - No, no, io devo parlarti.
- Mi spiace, non ho soldi. Ho da fare. - No, aspetta, lan!
Ti devo parlare!
Se non mi stai a sentire, loro ti uccideranno.
Vieni, troviamo un posto sicuro!
Su!
< Dai, vieni.
- Come fa a sapere il mio nome? - Il tuo orologio è fermo.
- Eh? - L'orologio!
Dopo che sei uscito per andare al lavoro, si è fermato.
E quando l'orologio si ferma, loro arrivano.
Loro chi?
Li hai visti.
- Senta, non so di che parla. - Sei un ragazzo intelligente,
perché insisti a non voler sapere? - Insomma, chi sei tu?
- Non è importante. - E invece è importante!
Ti danno la caccia, lan, da ieri pomeriggio alle 17:00,
quando ti sei svegliato e questa vita è cominciata.
- Questa vita è cominciata? - Sì. - Come no.
Loro l'hanno creata per te.
< leri alle 17:03, ti sei ritrovato di punto in bianco
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