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NETFLIX PRESENTA
Nome?
Sedat Yücel.
Occupazione?
Guardia carceraria al penitenziario di Konya da 29 anni.
Sig. Sedat, questo non è un interrogatorio.
Come sa, di quello si occupa la polizia.
È qui per riferire sulla sua condotta,
per un'indagine del Ministero della Giustizia.
Nonostante ciò, potrà essere perseguito legalmente,
subire il licenziamento e perdere il diritto alla pensione,
insieme a tutti i diritti ottenuti durante il suo servizio.
Lo so.
Bene.
Iniziamo, allora.
Il giorno dei fatti, ossia il 25 aprile 2018,
il detenuto Musa Solak era sotto la sua custodia?
Sì.
Spotify.
- Cosa? - Spotify.
"Stopify"?
No, "Spotify".
Hai presente gli spot, le pubblicità?
Sì, ho capito. E allora?
È un'app dove puoi ascoltare la musica online.
Va forte tra gli adolescenti.
- È gratis? - Sì.
Ma internet si paga.
Non preoccuparti. Mi basta usare l'app, giusto?
Come si fa?
Hai mai giocato a un videogioco online?
- Sì, in un internet café. - Ok.
Quando fai clic sull'icona, il gioco si apre, no?
- Sì. - È uguale.
Tocchi l'icona e si apre.
Somiglia ai miei tagli.
Tre linee su uno sfondo verde.
Sono identiche.
Secondo me, ha l'amante.
È un mese che rincasa a notte fonda.
Chi? Tuo padre?
No, mio nonno!
Mi ascolti o no? Ti sto parlando.
A casa, è un casino.
Almeno tu un padre ce l'hai.
Guarda me.
Tesoro, ormai anche i muri sanno che non hai un padre.
Piantala.
- Dove vai? - A farmi una sigaretta.
- Vuoi venire? - No, vai.
A proposito,
tornerà tra pochi giorni, una settimana al massimo.
- Chi? Tuo padre? - No, mio nonno!
Bene. Potrai farmelo conoscere.
Impossibile. Resterà solo per una notte.
Davvero?
Fa lo stesso.
Abitiamo vicino. Mi basta vederlo per cinque minuti.
Che ne dici?
Dai, non fare la stupida.
Starà qui solo per una notte.
Dovrei portarlo a conoscere una mia amica?
Avanti.
Mi cercava, direttore?
Sì, Sedat.
Il detenuto Musa Solak chiede un permesso.
Tornerà a casa per un giorno sotto la tua custodia.
- Lei sa che voglio andare in pensione. - Sì, ma non preoccuparti.
È un tipo tranquillo e ha una motivazione valida.
Partirete il 24 e passerete la giornata lì,
per tornare il giorno dopo, prima di sera.
Ma mia figlia torna dall'Italia.
Sedat.
Non rendere la cosa più complicata di quanto già non sia.
Ha ragione, mi spiace. Svolgerò l'incarico.
Behçet si occuperà delle spese.
E riportalo qui prima, se puoi.
Sì, direttore Faruk.
- Con permesso. - Prego.
Ehi, bellezza!
Non mi saluti più?
Non ti ho visto, se no…
Cosa?
Ti avrei salutato.
L'avresti fatto?
È meglio se vado. Sono in ritardo.
Va bene. Vai, allora.
Ti rivedrò da qualche altra parte.
Eri ancora molto piccola, al tempo.
Voglio dire…
Non ce la faccio.
Ciao, Yonca. Come stai, tesoro?
Sei diventata grande.
Merda.
Ciao, Yonca. Ti trovi bene in questa casa?
Sei nata qui, sai?
Non preoccuparti.
Tornerò in men che non si dica.
Come se le importasse se torno o no.
Ciao, Yonca.
Mi chiamo Musa.
Sono tuo padre.
Il vostro tè.
- Grazie. - Grazie.
Le ha detto qualcosa di sospetto?
Qualcosa che potesse rivelare le sue intenzioni?
No.
Non ha detto niente di sospetto.
Era emozionato, però.
- Perché avrebbe rivisto la figlia? - Certo.
Non la vedeva da 14 anni. Perciò aveva chiesto il permesso.
Perché aspettare 14 anni?
La moglie non voleva.
Aveva detto alla figlia che Musa era morto.
Ecco perché.
Non le ha mai permesso di fargli visita, né di scrivergli.
E perché ora l'ha permesso?
Non l'ha fatto.
È morta.
Come?
Incidente d'auto.
E poi?
La figlia è stata affidata ai nonni materni.
Ma loro non la volevano.
Così, l'hanno mandata a stare dalla madre di Musa.
È gravemente malata di Alzheimer.
Ecco.
Ecco perché ha chiesto un permesso in tutta fretta.
Davvero non avevi mai visto una sua foto?
Non ne mandava mai.
Abitavano ad Antalya?
No. Quando mi hanno rinchiuso, è andata a Urfa da suo padre.
Scrivevo lettere.
Telefonavo, ma…
Cos'è successo poi?
Niente.
Come hai avuto la foto?
Me l'ha mandata la nostra vicina, Nuriye.
Dio la benedica.
Si è sempre presa cura di noi.
Mi ha mandato la foto tre, quattro giorni fa.
Prima, non voleva.
- Lei ha figli, agente? - Sì.
Una figlia.
- Ha 25 anni. - Dio la benedica.
- Amen. Anche la tua. - Amen.
Musa…
Perché la tua ex moglie
ce l'aveva tanto con te?
Cos'è successo?
Sa, noi…
Era incinta. Perciò ci siamo sposati.
Ero ubriaco e…
stupido.
Guarda tua figlia per l'ultima volta!
Che Dio ti maledica, Musa!
Ero innamorato di un'altra.
Io e mia moglie ci conoscevamo poco.
Sono stati commessi errori.
La polizia sa di questo posto?
Certo che lo sa.
È meglio non fermarsi qui.
- È Elif, devo… - Agente.
Un secondo.
Pronto?
Ciao, tesoro.
Sto bene.
Tu come stai?
Sono ad Antalya, tesoro.
Resto una notte per lavoro.
Torno domani.
Cosa?
E tutti i preparativi?
Non è giusto. Tua madre sarà distrutta.
Cos'altro doveva dirti al telefono? Non vuole che ci resti male.
Come?
Non farci questo, figlia mia.
Non farlo.
Non ci hai già fatto soffrire abbastanza?
Questo è troppo, Elif!
Ascoltami… Pronto?
- Che succede? - Non è nulla.
Problemi di figli.
Siamo arrivati.
Benvenuto, Musa.
Grazie, Nuriye.
Lui è Sedat.
- Benvenuto. - Grazie.
È del penitenziario.
Capisco. Benvenuto, signore.
Bentornato.
- Vaffanculo! Lasciami! - Vieni qui!
- Giuro che ti… - Lasciami!
Vaffanculo!
Aspetterò qui, Musa.
No, signore. Il pranzo è in tavola. Entri.
Non doveva disturbarsi.
È il benvenuto.
- Prego, entri. - Ok.
- Dov'è mamma? - Dentro.
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