The first 200 lines.
Un, due, tre, quattro.
Mi ritrovo in una conversazione che dura da 45 anni
con questi uomini e donne intorno a me e con alcuni di voi.
Con alcuni, immagino, ho iniziato a parlare da poco.
Ad ogni modo,
cerco di essere semplice, piacevole e coinvolgente.
Ho iniziato a suonare la chitarra
perché cercavo qualcuno con cui parlare e creare un legame.
Nemmeno nei miei sogni avrebbe potuto andare meglio.
So solo che, dopo tutto questo tempo,
sento ancora un bisogno assoluto di comunicare.
Lo sento quando mi sveglio al mattino,
mi accompagna durante la giornata.
Ed è ancora lì quando la sera vado a dormire.
In questi ultimi 50 anni, non è mai svanito una volta.
Il perché non lo so spiegare.
Che sia solitudine, brama, ego, ambizione, desiderio,
un bisogno di fare breccia, di essere ascoltato e riconosciuto
o un po' di tutto?
Io so solo che è uno degli impulsi più costanti della mia vita.
Sicuro come il battito ritmico del mio cuore,
ho il bisogno di comunicare con voi.
Signori, raduniamoci.
Prendete da scrivere.
Venite qui.
- Ce l'ho. - Il mio è più bello.
Cavoli, nevica.
- Sì. - Nevica.
Ieri sera sono stato in giardino davanti al fuoco fino alle nove
e oggi nevica.
Classico autunno del Jersey.
Alla fine.
- Otto battute, no? - Sì.
Poi due di sei, due di uno, due di quattro.
Bene, proviamo.
Un, due. Un, due, tre, quattro.
Niente pedale.
Secondo me dura troppo, Roy.
Fai un, due, tre, quattro, accordo.
Roy, vai troppo presto in mi minore.
- È il breakdown. - No.
No...
Sì, sono... otto battute.
La E Street Band è uno strumento ben accordato
di grande flessibilità e potenza.
Un, due, tre, accordo.
Sanno svolazzare come farfalle o pungere come vespe.
Gli anni di musica insieme
hanno creato in studio un'intesa e un'efficienza
comparabili a un motore da corsa messo a punto alla perfezione.
Pedale.
Un gruppo con 45 anni di storia, decenni di perfezionamento,
e quando suoniamo per voi spingiamo quel motore al massimo.
Fermi.
La progressione dell'intro vale solo per l'intro.
Poi cambia. Dopo continuate la canzone.
Suoniamo per servire il pubblico.
Paga bene, ma siete voi il motivo per cui lo facciamo.
Questa è una novità.
Proviamo un'altra cosa.
Una dedizione che rafforza il nostro scopo,
la nostra determinazione.
Un riff un po' più lungo, non so se ci sta.
La E Street Band non è un lavoro. È una vocazione, una chiamata.
È sia una delle cose più importanti della tua vita
sia, ovviamente, solo rock and roll.
Bene, Streeters! Registriamo.
Loro sono i miei amici, uomini e donne con cui lavoro.
Steve Van Zandt.
Max Weinberg.
Roy Bittan.
Garry Tallent.
Patti Scialfa.
Nils Lofgren.
Charlie Giordano.
Soozie Tyrell.
Jake Clemons.
Due membri sono con noi con lo spirito.
Danny Federici e Clarence Clemons.
Questa è la E Street Band.
Buona. Molto buona.
- La sentiamo? - Sì.
Un, due, tre, quattro.
Roy, falla più alta, dai.
E Street!
La faccio alta?
- Non alta. - Ok.
Non così bassa.
Ci stiamo divertendo!
- C'è un cameriere in questa topaia? - No.
Dobbiamo riprendere il ritmo dei Beatles.
Tre ore a canzone. Loro ce la facevano.
Non sarebbe male.
Se lavoriamo sabato e domenica facciamo un album doppio.
Ok, fermi.
La mia chitarra è altissima, non riesco a regolarla.
È trenta volte più forte di ieri.
- È sballata. - Garry ha un problema.
Ok, qualche minuto di pausa, sistemiamola.
Oggi è sottile. La sento sottile.
- Puoi spostarli? - Sì.
Mi piace il mio coro con lui.
Canta da solo e poi mi sovrappongo.
Era... Posso risentire l'attacco?
Vorremmo sentire se c'è armonia quando Bruce canta...
Lui è mio cugino Frank. Ecco, filmiamo.
Ciao, come va?
Campione di jitterbug di tutta la Jersey Shore,
l'uomo che mi ha insegnato i primi accordi alla chitarra.
Wow!
Le mie chitarre originali.
La Kent, la mia prima chitarra.
Non avevi anche una Sears & Roebuck?
George Theiss ne aveva una.
Sì, una...
La sua aveva l'amplificatore integrato.
Nella chitarra?
Ne avevamo una così anche noi.
C'è la vecchia Sears & Roebuck...
Oh, una Sears.
Orribili. Una chitarra con...
Ha l'amplificatore qui.
Un suono terribile.
L'abbiamo avuta tutti.
Una bella giornata di luglio,
ero ai piedi del letto del mio vecchio compagno dei Castiles,
George Theiss.
George, a 68 anni, un cancro ai polmoni, era ormai vicino alla morte.
George è l'uomo che usciva con mia sorella Ginny
e che un pomeriggio mi ha fatto uscire di casa
per intraprendere una delle più grandi avventure della mia vita:
unirmi alla mia prima vera band, i Castiles.
I Castiles sono esistiti per tre anni incredibilmente significativi,
dal 1965 al 1968.
Un'eternità, negli anni '60.
Tre anni epici, ricchi di eventi storici e culturali.
Quel periodo era una polveriera, per suonare in un giovane gruppo rock.
È passato molto tempo.
Alcune cose però ti restano dentro e non ti lasciano più.
Ti segnano la vita.
Con la morte di George,
io ero l'ultimo sopravvissuto dei mitici Castiles.
L'ultimo sopravvissuto.
Ci ho pensato... a lungo.
Quelle riflessioni sono poi diventate le canzoni che ho scritto
per Letter To You.
La musica è spontanea.
A volte... e solo a volte,
nasce così.
Questa musica, queste canzoni...
...mi ricordano il mio debito da saldare con i miei fratelli di Freehold.
Questo è un profondo ringraziamento a Diana e George Theiss,
Bart Haynes, Frank Marziotti, Curt Fluhr,
Paul Popkin, Bob Alfano e Vinny Maniello.
Amici, compagni di band e di studio
nella mia prima fantastica scuola di rock, i Castiles.
Questa è "Last Man Standing".
Mi sembrava buona. Sì, buona.
Che te ne pare, eh?
- Benvenuto! - Era buona.
Il re, il nostro Jonny Landau.
In carne e ossa.
Signore e signori, un brindisi al tour!
Sì!
San Siro!
- Debutto a San Siro. - San Siro, ci siamo!
- La prima di quattro serate! - Sì!
Mi piace!
Quattro serate a San Siro.
C'è mezza Italia.
- Tutta... - Ed è solo l'inizio.
- Alla nostra! Pronti! - Sì!
Una volta cantavano "Promised Land"
e non riuscivi a iniziare la canzone successiva.
Quando senti una cosa del genere, come fai a fermarli?
Era a Napoli.
Cantavano dei pezzi di strofa di "Rosalita".
Dei piccoli... pezzetti che ti entrano in testa.
Non le parti ovvie.
Quelle più strane della canzone. E cantavano.
Tutti gli italiani sono molto musicali.
Con mamma, Dora ed Eda...
Oggi siamo qui perché quella è la nostra gente.
Sì!
Frank, suonavi la chitarra?
Un po', non molto. Sto ricominciando.
Ha una chitarra nuova.
Un giorno ci sarà un posto per lui nella E Street Band.
- Se fossi in te, ne approfitterei. - Già.
Per me, da sempre, il pop è una meditazione chiassosa.
Ognuno ha il suo modo di pregare.
Io ho ridotto le mie preghiere a tre minuti e un 45 giri.
Il potere del pop puro, la magnifica semplicità della melodia,
una storia completa nel giro di pochi minuti.
La vita in 180 secondi, o meno.
Se lo fai nel modo giusto, ha il potere di una preghiera.
Bravi, ragazzi.
Mi.
La.
Do diesis minore.
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