The first 165 lines.
Traduzione di Hanna Lise e Lexlex
Risponde la segreteria di Unn Vikebø. Lasciate il messaggio dopo il bip.
Unn, sono Ravn. Devo parlarti, dove cazzo sei?
Hai spostato Vilma? Richiamami subito!
Ravn? Vieni a vedere qui.
- Oh, merda. - Cosa?
Guarda.
Vilma!
Si muove.
- Ma è pazzesco! - Oh, no, si è fatta male...
Dov'è sparita, poi? Vai più veloce, dov'è andata?
Dove?
Eccola. Questo di quanto tempo fa è?
- Circa un'ora fa. - Un'ora fa?
Ma com'è potuto succedere?
- Perché non c'era nessuno di guardia? - Non eravamo preparati...
- Spero nessuno l'abbia vista. - Speriamo l'abbia vista qualcuno!
- Così chiamano la polizia? - È stata in coma sette mesi.
- Non ha energie per far nulla. - Eccola!
- Dov'è qui? - È... aspetta.
Non ha nulla addosso, e fuori siamo sotto zero.
- Non perdiamo la calma. - Potrebbe venirle un infarto!
Dov'è sparita, ora?
Ho un'altra videocamera. Vediamo...
Quella è lei? Torna indietro. Dov'è questo posto?
- È la fermata Oslo S. - Ha fatto tutta quella strada?
La radio della polizia, sintonizzati sul canale 3, ascoltali.
- Vengo pure io. - Che devo fare?
- Segui tutte le telecamere entro un km. - Quante sono?
Sono tante, devi fare un lavoro meticoloso!
- E se la trovo? - Allora fai rapporto a me.
Ricevuto.
Io sono Tango, tu sei Lima. Va bene?
Pronto? Prova...
Teo, vai alla 4.
- Ricevuto. - Hai visto altro?
No, un km è tanto. Per ora ho controllato circa 200 metri.
Restringi la ricerca di mezzo km.
È malata, non può essere andata troppo lontano.
Ricevuto.
- Se non è già morta. - Non è morta.
Teo, guarda l'incrocio nel piazzale della stazione.
Ricevuto.
Ravn?
- Ha visto questa donna? - No, mi spiace.
- Ha visto questa donna? - No.
Guardi ancora. Non l'ha vista? È una foto vecchia.
Non l'ho vista, no.
- Non possiamo attirare l'attenzione. - Stiamo perdendo tempo.
- Potrebbe essere già morta. - Hai un aspetto orrendo.
- Qualcuno potrebbe chiamare la polizia. - Sì, lo facciamo noi.
- Datti una calmata. - Non ha più importanza.
- Potrebbe essere morta. - Senti, so che si tratta di tua moglie.
Ma se ti fai prendere dal panico, non l'aiuti di certo.
Ti aiuterò. La troveremo, e non coinvolgiamo la polizia.
Ok.
Ti ho lasciata dormire. Sembrava ne avessi bisogno.
Ho passato la notte in bianco.
Ho buone notizie.
- Davvero? - Sembra si stia riprendendo.
- È vero? - Se la caverà.
Oh, mio Dio. È meraviglioso...
Già, congratulazioni. Ottimo lavoro.
Grazie. Il personale è davvero in gamba.
Sì, mi hanno chiesto di controllare i valori del sangue.
- Diciamo che erano un po' strani. - Ah, sì?
Sì, direi sorprendenti.
Aveva degli anticorpi che nessuno del reparto si è saputo spiegare.
- Tu non sai niente? - No.
- Sei stata un po' di tempo da sola con lui. - Sì, ma era talmente debole...
- Posso andare da lui? - No, non ancora.
Non posso correre questo rischio.
Sii contenta che ce l'ha fatta, stavolta.
- Ehi, scusa, hai visto questa donna? - Non funziona così.
Vieni.
- Ehi... - Dobbiamo separarci.
- E cercare in posti diversi. - Riflettiamo.
Mettiamo che si sia ricordata chi è, dove andrebbe?
- A casa, forse. - A casa? Non è impossibile.
Ma cazzo. Siv... C'è Siv a casa.
- Ah, ok. Allora... - Se Siv la trova prima di noi...
Tu continua a cercare qui, io vado a prendere la macchina e arrivo.
Scusi, deve pagare per quello. Sono 20 corone.
O tre per 29.
E dovrebbe pagare prima di mangiarle.
Capisce cosa dico?
Scusi? Ehi!
Deve uscire.
Aiuto!
0-1, qui Sierra 3-1. Passo. 0-1 ricevuto, passo.
Abbiamo preso una donna, sui 40 anni...
...forse 50.
Bionda, altezza media, non parla. Passo.
Ricevuto.
No, no, no! Vieni, Leif!
- Ehi, cosa c'è? - L'ho trovata!
So dov'è!
La guardia ha detto che è piena di segni sulle braccia.
Come ti chiami?
Ehi!
Possiamo portarti da qualche parte?
Mi senti?
Sembra fatta.
Sierra 3–1, la portiamo all'ospedale. Passo e chiudo.
- La portano all'ospedale! - Ma cazzo!
- Teo, quale ospedale? - Non lo so.
Scoprilo! Segui la macchina della polizia.
Ehi? C'è nessuno?
Siv?
Ciao.
Sei da sola?
Dove sei stato? Ti ho chiamato centinaia di volte.
- Sono stato malato. - Si vede. Che hai?
Ora sto molto meglio.
Questa lettera era per me. Siv...
- L'hai letta? - L'hai uccisa tu.
- No... - È scritto qui. L'hai aiutata!
- Non è come pensi. - Vuoi mentire anche su questo?
- Siv, ora non ho tempo... - Non potevi dirmelo?
Forse avrei capito!
Se mamma desiderava morire, forse l'avrei capito.
- Ma tu continui a mentire. - Ti spiegherò tutto!
Come quando mi hai parlato del dolore qui?
E della marea? E di quando l'hai vista in barca?
- Non sai niente. - No, sei tu che non mi dici niente!
- Spiegami, allora! - Sì?
- Che stai facendo? - È vero? Dove sei?
- Dove vai? - Devo andare.
- Non te ne andare, ti sto parlando! - Non posso!
- Dove vai? - Ma la smetti o no?!
Devo andare. Non sei d'aiuto con i tuoi piagnistei.
Hai scavato in cose che non puoi capire.
E non posso dirti ciò che vorresti sentirti dire! Ok?
Vorrei che mamma non ti avesse mai conosciuto.
- Siv... - Forse sarebbe viva, ora.
Sicuro sia lei? Dov'è?
- Vai, vai, vai. Dov'è? - All'ospedale.
- All'ospe... - Al tuo ospedale.
Ma lì la riconosceranno in tanti!
Perché pensi stia correndo?
Guardami.
Senti dolore?
Sei già stata qui?
Vado a parlare con un collega. Torno subito, ok?
Ehi.
Devi riposare.
- Rimani qui con me. - Certo.
- Come ti senti? - Di merda.
- Che aspetto ho? - Di merda.
Mi spiace ti sia ammalato.
Non è colpa tua.
Ora siamo insieme, Unn. Io e te.
Ti amo.
Va bene.
Mi dispiace, Knut.
Vilma?
Ho informazioni importanti su una persona che è morta.
- Nome? - Vilma Eikanger.
Sono sua figlia.
- Dice che non è mai stata trovata. - Perché è stata uccisa.
Prendo solo un po' di sangue, ok?
- Ciao, Ravn. - Ciao.
- Che ci fai qui? - Cerco una persona.
Sì? Chi?
Ravn, che ti succede? Non sembri stare bene.
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