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Domani è un altro giorno (2019) DVD9
A Commentary by malessere

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Published on: 2019-09-10
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Hearing Impaired: No

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The first 200 lines.

Ehi...

COLPI DI TOSSE

CAMPANELLO

COLPI DI TOSSE

Come stai?

Hai preso l'aereo.

- Ho preso l'aereo. - E non è caduto?

No... a quanto pare, no.

Sono contento che sei qui.

Andiamo dentro, dai.

Pato, guarda chi c'è.

Zio Tommaso è venuto dal Canada. Te lo ricordi?

- Ciao. - La valigia?

L'ho lasciata in albergo, è qui davanti.

Ma come in albergo? Stai qui, no? Perché non stai qui?

Ho il jet-lag, meglio se dormo da solo.

- Non ti è mai stata simpatica questa casa. Pato? -Un po' è vero.

- Perché non mi hai detto che venivi? - Per farti una sorpresa.

Me l'hai fatta la sorpresa. Però me la potevi fare anche prima.

Non provi un po' di sensi di colpa per questo?

Sì, parecchi.

Io non ci dormirei dai sensi di colpa.

Infatti non ci dormo.

Per causa tua, non dormo la notte e vado da uno psicologo.

- Vai dallo psicologo? - Eh, già.

Che cazzo gli dici allo psicologo?

- Non gli avrai mica detto la verità? - No.

Aspetta, ti ho portato una cosa. Prima che mi dimentico.

Un bel whisky.

E altre cose.

- Cos'è questo? - Un disegno dei bambini.

Queste sono cose che è meglio evitare.

Allora, Tommaso... quanto ti fermi?

- Quattro giorni. - Come mai così poco?

Lunedì devo tornare a lavorare.

Sei qui per farmi il discorsone... pure tu.

Quando ho saputo quello che hai deciso...

..ho pensato che ne potevamo parlare.

- Ho fatto male? - Sì, hai fatto male.

Se la pensi così pure tu, puoi andare a fare in culo in Canada.

Prendi tutta questa roba e torni a casa.

- Il whisky magari lo tengo. - Senti un po', Giuliano...

Tu conosci la mia paura dell'aereo, no?

Quindi, secondo te, io mi faccio un viaggio così lungo...

..arrivo qua, tu mi mandi affanculo e io torno a casa?

Resto quattro giorni, Giuliano.

E mi devi sopportare. Magari sarà un po' difficile.

Ma io ti ho sopportato tutta la vita, tu mi puoi sopportare quattro giorni.

Allora fai una bella cosa...

..prendi Pato e lo porti al parchetto qui davanti. Te lo ricordi?

Ci vediamo fra venti minuti. Io vado a fare una doccia.

Okay.

Quanto sei bello!

Bello non sei mai stato.

Andiamo?

Vai.

- Vai! Ecco qua. -Presa!

Qua, cuccia. Giù.

Giù, Pato.

< Bravissimo.

Ciao...

- Pato, ciao. - Lo conosci?

Sì. Tu sei amico di Giuliano?

Eh, sì.

Dagli questa.

- Me l'ha chiesta una settimana fa, ma non l'ho più visto. -Va bene. Grazie.

- Sono 50 euro. - Come no.

Scusa, credevo che aveste un accordo tra voi, ma...

- 50 euro... così... - Tranquillo.

Ma figurati!

- Tanto... - Giuliano come sta?

È a casa a fare la doccia. Direi bene.

Tu sei molto amico suo?

Eh, sì.

< Me lo saluti tu? < Certo.

- Chi devo dire? - Lo sa!

Ah, lo sa. Certo. Lo sa, sì!

- Ma è Pato? - A quanto pare, è la star del parchetto.

- E dov'è Giuliano? - A casa.

< Tutto bene? - A casa. Allora...

Io vado a casa. SQUILLI DI CELLULARE

- Ehi. Allora vieni?

Sì, stiamo arrivando. Ma prima di me arriva una ragazza che ti cercava.

Una un po' agitata. Carina, ma... Vi lascio soli? Dovete dirvi qualcosa?

- Come è fatta? Occhi azzurri? - Sì. Carina, occhi chiari, però...

- Era agitata. - Capelli lunghi, alta un metro e 68?

Mah, forse un metro e 69, 70.

- Ma che ne so? - Che incubo!

Esco prima che arrivi. Ci vediamo alle scalette.

- Ti ricordi le scalette? - Sì, me le ricordo.

SEGNALE DI LINEA INTERROTTA

Ma come fai tu?

Non mi guardare così, mi viene l'ansia.

Tommaso... andiamo, quella è ancora nei paraggi.

- Andiamo. Ma chi è?

Una rompicoglioni, un'attricetta...

- Poi ti spiego bene. Andiamo. - Dove andiamo?

Dal veterinario, sta qui sotto. A piedi ci mettiamo un attimo.

Tommaso, ma perché stiamo parlando piano?

- Non lo so, hai cominciato tu. - Ho cominciato io?

Comunque, prima della ragazza agitata...

..un'altra mi ha dato questa roba per te. Magari è meglio non andarci in giro.

- 20 euro. Le avevo detto 50. - No, sono 50. Gliel'ho dati io.

Ti ha fregato. Sono 20.

- Quale metto? Perché metti una foto del cane?

Così lo adotta qualcuno. Almeno si spera.

Non lo può prendere tua cugina?

No, ha una casa piccolissima e ha anche un gatto.

È una bella rogna. Tra l'altro, con lui ancora ci devo parlare.

- Ah, ci devi parlare. - Fai dell'ironia? -No.

Non sono piante, sono cani. Lui ha un suo punto di vista.

Guarda come sta attento. Che sguardo!

- Sì. - Questo capisce tutto.

Io ho due figli e uno è Pato. Hai capito?

- Signor Baroni, può entrare. - Sì, grazie.

Me lo tiene? È molto sensibile, non vorrei che assistesse.

Andiamo, Tommaso.

- Ricontrolla i parametri. - Certo, dottore.

- Ciao, Giuliano. - Come stai?

Bene. Tu? Scusate, oggi è un inferno.

Non ti preoccupare.

- È una cosa veloce. - Dimmi.

- Ho un problema con Pato. - Per la zampa?

No, la zampa sta benissimo.

Volevo sapere come potrebbe reagire a una perdita, a un lutto...

Se...

- Se muore... - Il padrone.

Come potrebbe reagire?

Beh... come nel caso di un abbandono.

- Gli animali soffrono le perdite. - E a livello fisico?

All'inizio potrebbe sembrare assente, avere reazioni psicosomatiche...

..problemi di digestione...

Ho capito. Sai quelle notizie sui giornali...

..quei titoloni che scrivono per far piangere la gente?

Il cane che veglia per giorni il padrone morto...

- Vogliamo andare in ufficio? - Non ce n'è bisogno.

Ero solo un po' preoccupato per il cane.

Siccome devo darlo in adozione...

..sarebbe meglio una famiglia con bambini...

..o un uomo solo come me?

Non lo so, Giuliano.

Se vuoi, posso sentire un mio amico esperto in psicologia animale.

Sarebbe una bellissima idea.

Gli pago delle visite anticipate. Voglio che chiunque lo prenda...

..poi deve venire da te.

- Non gli faremo mancare nulla. - Lo lascio qualche ora.

- Andiamo a fare un giro. - Va bene.

- Grazie. - Di nulla.

- Ciao, Giuliano. Arrivederci. - Arrivederci.

Quanto sei bello, Tommaso.

Quanto ti voglio bene.

Cos'è che conta nella vita? L'amore.

La famiglia, le unioni, i rapporti.

Io e Pato.

Io e te.

Mi hai messo dopo il cane.

Però va bene. Se mi porti a fare colazione, va bene tutto.

Adesso ci andiamo a fare colazione.

Chi l'avrebbe detto che, dopo tanto tempo, saremmo rimasti amici?

Io no.

Ti posso dire una cosa importante?

- Ma facciamo colazione? - Aspetta! Devo dirti una cosa.

Dai, di'.

Ho sempre ammirato di te il fatto che non chiedi mai nulla in cambio.

Tu sei generoso, Tommaso. Io no.

E vabbè. Grazie.

- E tu? - Io che?

Non hai imparato nulla da me in tutti questi anni?

- Neanche una cosa? - No, niente.

Che sei coraggioso. Tu sei coraggioso.

Hai sempre affrontato le situazioni con coraggio.

Anche adesso.

È valsa la pena venire giù da quel buco di culo...

Come si chiama il paese? Mi faceva sempre ridere.

Non mi ricordo mai: "Casomai"...

.."Hai-visto-mai", "Dove-cazzo-stai"... Come si chiama?

- Cat's Eye. - "Che-sai"!

- No, Cat's Eye, Occhio del Gatto. - Occhio del Gatto.

Taxi! Cat's Eye.

Senta, mi porta a Cat's Eye?

- Buongiorno. -Buongiorno. - Scusa per il ritardo.

Non si preoccupi, dottore.

Stamattina mia cugina non è potuta venire.

- Ho portato il mio amico. - Piacere. -Piacere.

Viene da Cat's Eye, un paese...

..del Canada. Non so se conosce.

Di solito ci va chi ha problemi con la giustizia.

- Non ho problemi con la giustizia. - Lo immaginavo.

È venuto a salutarmi.

Per sempre.

Come ti accennavo, dovremo cominciare un nuovo ciclo di chemioterapia.

L'idea è cambiare farmaco. E come ti ho detto...

..vorrei fare anche una TAC al fegato. È prioritaria.

Vieni domani o dopodomani per le analisi e facciamo la TAC venerdì?

No.

Ero venuto per dirle che io non vengo più.

Giuliano, se la volta scorsa, parlando del risultato delle analisi...

..ti ho dato l'impressione che magari... - No.

Abbiamo fatto il possibile. Vero, dottore?

Sì.

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