The first 200 lines.
Ogni giorno gli scrivo che mi ama.
< Lui mi intima di lasciarlo in pace.
< Io gli rispondo: "Lo vedi che mi ami?"
< Lui scrive: "Piuttosto che tornare da te, mi uccido".
< Io gli scrivo: "Questa è una chiara dichiarazione d'amore".
Buongiorno, signora Patrizia! Come sta Tobia?
Ha un po' di tosse. Abbaia in modo strano.
- Gli ha dato il mucolitico? - Sì, ma...
Saluta la professoressa, guarda che carina!
Cosa c'è? Ciao!
Ciao, Tobia.
Lucia, com'è andata l'udienza ieri?
Dopo 15 anni di matrimonio, solo cattiverie!
- E il mio avvocato è rimasto zitto. - Cambia avvocato.
- Ti aiuto a trovarne uno bravo. - No! Poi mi fa vincere.
Io voglio perdere! Io non voglio i figli.
Non voglio i suoi soldi, non voglio la casa.
Io non voglio niente! Voglio solo un po' di libertà.
- Te la meriti, sei grande. - Anche tu.
La mia ossessione amorosa non mi distoglie dal mondo, anzi...
..tutto mi si imprime nel cervello. < È l'iperproduzione di ossitocina...
..l'ormone del fisionomismo e dell'amore.
< Riconosco chiunque abbia incontrato negli ultimi dieci anni.
< Mi ricordo tutto.
< Questo è stato un grave problema tra noi.
< Lui, invece, dimentica tutto. Anche che mi ama ancora.
< Per questo glielo devo scrivere.
< Altrimenti chi lo tiene in vita il nostro amore?
< Io arrivavo sempre in anticipo. Anche questo, forse, è stato un problema.
< Lui era sempre in ritardo, e non ricordava un cazzo.
< E poi non gli finiva mai il credito, perché lui ha l'abbonamento.
La macchina è rotta e ho solo schede da 50 euro.
- È un furto! - Non è colpa mia.
Ma se io non ho credito nel telefono, i messaggi mi arrivano lo stesso?
- Penso di sì. - No! Da ieri ho mandato 28 messaggi.
Non ho ricevuto risposta, perché poi ho finito il credito.
Allora ho pensato: "Se lui è all'estero, devo avere credito per ricevere i messaggi".
- Boh, penso di sì. - Infatti, anche secondo me.
Cinquanta euro.
Perché io non so dov'è.
Ha capito qual è il problema? Io non so dov'è.
Sono sempre cinquanta.
- La foto non va qui. - È carta, signora.
Sotto, ma sopra potrebbe essere nitrato d'argento ed è tossico.
Credo che il nitrato non si usi più da molto tempo.
Ma forse qui sopra c'è qualcosa di estremamente tossico.
Comunque, grazie dell'informazione. Buongiorno.
Lei non capisce. "Only you and me" non va più bene.
Non c'è più "you", c'è "only me".
Sì, ma io non voglio parlare con lui.
Cioè, non ci posso parlare. Devo essere onesta.
Lei ha una bella voce.
Mi ricorda molto... va bene, niente.
Sì, ma io devo attaccare, perché sto facendo tardi.
Lo so, è l'ossitocina.
A quest'ora, lui dev'essere già sveglio.
< Questa è un'ora buona.
< Lui, a quest'ora, si sente solo.
Per esempio, noi vediamo che è anche il vuoto di guerre...
..a consentire la nascita della letteratura moderna.
< Quando la guerra si interrompe, il romanzo epico...
..che fino ad allora aveva narrato di morti, di eroi, di battaglie...
..si ferma...
Ed ecco il vuoto.
< Da esso, dal vuoto, nasce la letteratura moderna.
Il romanzo entra nelle stanze, nelle case,...
..nei segreti, nel mondo femminile...
..e la narrazione amorosa trova spazio...
No! Scusate! Ma io questa cosa non la posso più sentire.
Da 10 anni, per sviluppare questo discorso sul vuoto, lei si basa su esempi infondati.
- Io non sostengo nulla di infondato. - Invece sono infondati e tendenziosi.
Perché cercano di relegare l'amore e soprattutto le donne.
- Lasci parlare il professor Leoni. - Non sono infondati!
Tendenziosi, ma dipende anche da chi li giudica.
Posso dimostrarlo, perché fin dall'antichità, dall'Iliade...
..la guerra costituisce il tessuto della narrazione amorosa.
Mentre lei sta cercando di separare la narrazione epica da quella amorosa.
Così lei separa anche le donne dal luogo dove accadono gli eventi...
..che mandano avanti la storia. - Per favore, professoressa!
Lasci terminare chi la precede. Lei interverrà a tempo debito.
Perché? Stiamo cercando di costruire un dialogo.
È più interessante questo di una conferenza che sembra una messa cantata.
- Forse anche al professore interessa... - No, abbia pazienza.
- Pazienza un cazzo! - Cazzo?
BRUSIO
Scusate, non volevo dire "cazzo".
Se mi lasciate finire...
L'arte della guerra è la trama, mentre qui ciò che...
Lasciamo aperto il microfono alla professoressa.
- Scusi, io non conosco il suo nome. - Strano, insegno qui da 8 anni.
Quindi lei ha atteso 8 anni per insultarmi.
Tanta pazienza va premiata, anche se lei ha un temperamento...
..un po' impaziente.
Kafka sostiene che l'impazienza è il peggiore dei vizi.
Non che io sia per forza d'accordo.
Invece agli scrittori piace solo la puzza dei propri stronzi.
Qui stiamo degenerando!
- Mi hai dato dello stronzo? - No, è Bukowski.
- Non che io sia per forza d'accordo. - Tra Kafka e Bukowski...
..c'è una sostanziale differenza. - Anche tra te e Kafka.
RISATE DEL PUBBLICO
Poi, andammo a pranzo.
Perché ti eri innamorato di quella se era così?
Lei è venuta a casa mia e ha messo a posto il mio armadio.
- Era una che si prendeva cura di me. - Scusa se ti interrompo...
Quella cosa che hai sulle spalle è forfora?
- Io ho un problema con la forfora. - No, è un maglione chiné.
È lana mélange. Sono puntini, non vanno via.
Era interessante il concetto di cui parlavi.
Molto nuovo il concetto della donna oblativa, curativa.
Non lo conoscevo, molto nuovo, molto bello.
Non è un concetto e non è nuovo. Sai qual è il tuo problema?
Siamo già a questo? Tu mi dici qual è il mio problema?
- Bene, qual è il mio problema? - Non deponi mai le armi.
Sei sempre sul... capito? Sul piede di guerra.
Stamattina ero impaziente.
È un modo diverso di esprimere lo stesso concetto. Qui c'è un concetto.
Quale concetto?
Che sei stronza.
- Tu pensi veramente che io sia stronza? - Sì.
Anche tu lo pensi di me, no?
Io sì.
E quindi siamo pari, no?
Va bene, dai...
- Non giriamoci troppo intorno. - A cosa?
Credo di... essermi innamorata di te.
Addirittura! Quando, scusa?
Adesso. Mi succede così...
Ti guardo e...
- E ti amo. - Ho capito, ma...
Di solito è una cosa che presuppone un tempo.
Oh! Ma sai, non è che...
- Ma non si dice così. - Non l'ho mai detto così, però è la verità.
- È la verità. - La verità è estremamente relativa.
È la verità in questo momento, è l'euforia del carboidrato, del vino.
Non hai capito, è senza rimedio, è così.
Io ti guardo e so che vorrei stare con te per sempre.
- Per sempre. - "Sempre" è forte. Fa paura così.
Fa paura in qualunque modo tu lo dica.
Ahi! Mi sono fatta male!
La voglio vedere prima io.
Apro. - Sì.
- Bellissima. - Ti piace? - Sì, molto.
È piccola, ma è molto carina.
In quella zona c'è la muffa.
Bisogna fare un po'...
Secondo me, noi possiamo vivere insieme qui.
- Perché non togli il casco? - Ah, sì! - Con quel casco...
Cade un po' a pezzi.
Non ho mai avuto voglia di sistemarla. Non è un posto dove vengo da solo...
- Però con te io potrei... - Con me? - Sì.
- Facciamo anche i lavori? - Sì.
- Scrocchiami la schiena. - Respira...
- Stringi più forte. - Respira bene, profondamente.
Butta fuori. CLAUDIA ESPIRA
VOCI NON UDIBILI
Claudia.
< Che stai facendo?
Sei scomparsa. Ti cerco da giorni, non rispondi neanche ai messaggi.
- È successo qualcosa? - Eh...
Dovresti avvertire la Facoltà quando decidi di non venire.
Sì, cerca di capire, stavo male.
Mi dispiace, ma qui bisognerebbe avvertire sempre.
- Sai qual è il tuo problema? - Ricominci?
Hai la sindrome della prima della classe. Infatti sei diventata associata prima di me.
- Tu. - Non mi puntare il dito.
Non sopporto quando mi punti il dito.
Hai una brutta ricrescita, stai di merda.
Beh, dipende, ci sono intere popolazioni...
Tu sei antropologa, dovresti saperlo.
Si lasciano crescere i capelli bianchi proprio come segno di battaglia...
- Stai di merda lo stesso. - Sì.
Hai tre centimetri di capelli bianchi.
- Sono tre, dici? - Io dico di sì.
Che vogliamo fare? Non lo so...
- Ti prendo appuntamento con Ludwig? - È un parrucchiere?
No, è Io psichiatra di mia madre.
È uno bravo. Specializzato in nevrosi ossessivo-compulsiva.
Secondo me, se gli chiediamo una ricrescita...
..ti puo' aiutare!
Accidenti!
C'è una luce bellissima. Usciamo?
- No, vieni qui. - Dai, usciamo.
- No, stiamo in casa. - No...
È un peccato, fuori è bellissimo.
- Se non vuoi venire, vado io. - Dove vai?
- Faccio una passeggiata, guarda che luce! - Ci sono i lupi, è pericoloso.
- Sì, certo. -Vieni qua! - Sto attenta. - Dove vai?
- Alziamo un po' il livello, professore! - Stupida!
Non abbiamo più l'età per queste cose.
A me piace qui, qui.
Qui.
Chissà come sarebbe un figlio nostro!
Tu dici sempre di non avere aspettative. Giusto?
Di vivere il presente. Andiamo negli alberghi, nei ristoranti, va bene...
Non possiamo dire cosa faremo domani. Però possiamo dire, cioè, tu puoi dire...
..che noi non avremo mai un figlio. Questo lo puoi dire tu, giusto?
- Mi sembra che siamo felici così. - No! Nessuno è felice senza un futuro.
Io ti sto dicendo la verità.
Questa è la verità? Eh? Io e te non avremo mai un figlio.
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