The first 193 lines.
(MUSICA DI "LA LUNA" DI PINO DONAGGIO)
(MUSICA DI "LA LUNA" DI PINO DONAGGIO)
(MUSICA DI "LA LUNA" DI PINO DONAGGIO)
(RUMORE DI UN MOTORE CHE STENTA AD AVVIARSI)
(MUSICA DI "LA LUNA" DI PINO DONAGGIO)
AH, CAZZO!
NO!
PORCA PUTTANA! NO!
(SUONERIA DI UN CELLULARE CHE RIPRODUCE L'INNO DELLA ROMA)
Dov'è?
Dove l'ho lasciato?
# Roma, Roma, Roma... #
#..core de 'sta città! #
Jesus, hai visto il mio telefono?
- (Jesus) No. - (Mario) Mi dai una mano a cercarlo? Tu ci vedi bene.
- Pure tu ci vedi bene! - (Mario) Non rispondere così, dammi una mano...
(LA SUONERIA DEL CELLULARE SI INTERROMPE)
Ecco, meglio così.
Pazienza, se è importante richiamano.
Oddio, ancora!
Ma dov'è, porca zozza!
Jesus, dammi una mano, sto diventando scemo.
E' qui, "mortacci sua".
Sconosciuto, queste sono rotture di coglioni.
- E che ne sai? Magari è uno sconto. - Ma sconto per che cosa, mamma?
Mario, quelli del supermercato non ti dovevano dare un premio?
- Oddio, il frullatore, è vero. - Vuoi vedere che erano loro?
- Ma che mi chiamano? - Perché, non ce l'hanno il telefono?
Mannaggia la miseria.
Una volta, in Bolivia...
Scusa, me lo dici dopo, aspetta. Pronto? Sì, sono io.
- Una volta in Bolivia, quando avevo... - Aspetta, me lo dici dopo.
Un incendio?
Ah, no, guardi... Eh, sì.
Sì, ma praticamente non lo conosco.
Lo so che è strano. Scusi, non può chiamare mio padre?
Va bene, però io... Io proprio non posso.
Mi dispiace, guardi, proprio non... Ecco. Arrivederci, arrivederci.
Chi era?
- Boh, un avvocato. - E che voleva?
Mio fratello, ha fatto un casino, ha fatto scoppiare un incendio.
- (Teresa) Oh, Madonna, e dove? - Su, dove sta lui. Lo vogliono mettere in galera.
- Lascia perdere. - Infatti, sì.
- Mario, hai un fratello? - Una specie.
Ma non è mio. E' l'altro figlio di quel disgraziato di suo padre.
Ma che faccio, mamma?
Lascio perdere?
- Cazzi suoi? - Cazzi suoi, sì!
Eh...
- Dove vai? - A prendere un gelato, non si può? Lo vuoi anche tu? - No.
- Tu lo vuoi? - Certo. - (Mario) E quando mai dici di no!
- (Michele) Buongiorno. - Una coppetta all'amarena. - Mi dispiace. E' finita.
Ma che cazzo dici, Michele, una cosa prendo, te lo dico sempre. Prendo solo quella.
- Dai, sto scherzando. - E io ti credo pure.
Buona la coppetta, Marietto?
- E' buona, sì. - Ti posso dire una cosa?
Ma perché non aprite mai il sabato mattina?
E' l'unico momento libero per fare qualcosa.
Ti manca una tenaglia, un gomito a T, un manicotto, che fai, ti fermi?
Lo dico pure per voi. Vi converrebbe, no?
Stai sempre a lamentarti che ti mancano i soldi, no?
Oh, Mario!
- Che c'è? - Buonanotte! Io parlo, tu non mi ascolti. Parlo da solo.
Mario!
Pronto, avvocato? Mario Cavalieri.
Sì, allora io verrei domani col treno.
Ah, va bene, allora col pullman.
Va bene, mi informo io. Mi può ridare... Grazie, segno subito.
- Mi segni questo? - Che cosa? - Dai...
Avvocato Piovesan.
- Via Roma 4. - Ma dove vai? - Località Quattrotronchi.
Tutto attaccato? Tutto attaccato.
- Va bene, avvocato, a domani. - Ma che ti frega di tuo fratello?
- Ha ragione Mario, un fratello va aiutato sempre. - Stai zitto, Jesus.
Mamma, quello sta da solo, non ha nessuno.
E tuo padre?
Quando mai è stato qualcuno, lui?
- Sicuro sicuro? - Per niente, mamma.
Mi hai fatto la valigia?
Sì, ci ho messo due magliette, i calzini e un maglione di lana perché là fa freddo.
Guarda che torno stanotte.
Lo so, ma non si sa mai, se ti rovesci qualcosa addosso come fai?
- Fammi andare, altrimenti perdo la corriera. - Ciao.
- Ciao, mamma. - Ciao.
- Sono mucche, quelle? - Eh?
- Quelle bianche, sono mucche o pecore? - Per me sono vacche.
- Vacche? - Vacche.
Quindi mucche.
- Grazie. - (Uomo) Prego.
- Lei dove va? - A Rovigo.
Io a Quattrotronchi.
Conosce?
(MUSICA DI "QUATTROTRONCHI" DI PINO DONAGGIO)
Diciamo che ha qualche problema di inserimento nella società.
Ha anche opposto resistenza all'arresto.
- In che senso, li ha picchiati? - (Piovesan) Finché ha potuto, sì.
Poi ha anche pronunciato diverse volgarità contro gli agenti,...
..contro lo Stato e purtroppo anche contro Dio.
- Ma c'è con la testa? - A modo suo.
Allora che dobbiamo fare?
Intanto c'è una denuncia del vicino di casa per incendio colposo che deve fare il suo corso.
Nel frattempo, qualcuno deve prendersi a carico suo fratello e assicurarsi che non combini guai.
La madre è morta, vostro padre non ne vuole sapere, alla fine rimane solo lei.
Perché non se lo prende un po' con sé?
- A Roma? - Eh. - No, e come faccio?
Il fatto è che, se non si presenta un tutore,...
..il comune emetterà un provvedimento di TSO.
- Scusi? - Trattamento sanitario obbligatorio. Sa cos'è?
- No. - Se non ci pensa qualcuno della famiglia, suo fratello dovrà essere ricoverato.
- Ah. - Eh.
Se siamo fortunati, può finire al Bruscolotti, un centro di recupero della zona.
Sarebbe un ricovero obbligatorio, non potrebbe uscire.
Ma... E' un bel posto?
Se è un bel posto?
- Sì, direi di sì. - Eh.
Vuole vederlo?
- (Direttrice) Va bene, lo possiamo prendere. - (Piovesan) Benissimo.
Però non subito, perché nell'area Fontolan stiamo facendo dei lavori,...
..in questo momento è inagibile.
Dottor Cavalieri?
Dottor Cavalieri?
Scusi, mi chiama dottore, io "c'ho" una ferramenta.
- Ho una ferramenta, ho una ferramenta. - (Piovesan) Giusto.
Ho una ferramenta.
- (Donna) Ci vorrà qualche giorno. - (Piovesan) Qualche giorno passa in fretta.
Avvocato, che dice, io non posso fermarmi, "c'ho" il negozio... Ho il negozio.
Non avete altre soluzioni?
Eh... Sì che ce l'ho!
- L'ottima Svetlana. - Svetlana, giusto.
Si è occupata di diversi anziani della zona, ultimamente anche del generale Canalozzo.
- Un osso durissimo. - (Piovesan) Ma lei l'ha steso subito.
Quella donna è una forza della natura.
- Ci verrebbe da mio fratello? - (Piovesan) Certo.
La chiamo?
Cavalieri, mi scusi, mi tira giù il "pirulicchio", che si è rotta la centralizzata?
Certo.
Ecco.
Senta, con suo fratello andiamoci piano, non voglio che si innervosisca.
- Certo. - Sto parlando sul serio.
Sì, pure io.
- (Piovesan) Dario, buongiorno. - (Mario) Ciao.
Sei cresciuto, eh?
Sono libero?
Sì. E puoi ringraziare tuo fratello per questo, è venuto apposta da Roma per aiutarti.
Io e tuo fratello, insieme,...
..abbiamo deciso di portarti in un posto adatto a te, dove starai benissimo.
Organizzano corsi di ceramica, di giardinaggio...
Ah, c'è anche un campetto da basket. Poi fanno anche lavori di gruppo.
- Lavori di gruppo? - Sì.
- Ma fatti rinchiudere tu, macaco. Lavori di gruppo... - Dove vai?
A casa.
Forse è meglio se mi accompagna a casa da lui, poi vediamo.
Sì.
"Ammazza", ma che hai combinato qua?
- (Mario) Vuoi una mano? - (Dario) No.
Comunque, questo è un bel posto! C'è l'arietta di campagna...
E' incredibile l'Italia.
Certi posti al nord, uno non li descriverebbe così. E' bello invece.
Hai pure le galline!
- Che cos'è? - (Dario) Casa. - (Mario) Ah.
Là.
(RUMORE DELLA PORTA CHE SI APRE CIGOLANDO)
Svetlana?
Sono Mario. L'amico dell'avvocato Piovesan, esatto.
Per mio fratello, volevo...
No, tutto a posto.
No, volevo soltanto dirle che io sono qua, sono arrivato...
..e...
..volevo chiederle se può essere puntuale, perché io ho la corriera.
No, non si arrabbi. Va bene, ci vediamo dopo.
Quando bolle l'acqua, sei minuti.
- Ma questi teli? - (Dario) Toglili.
(MUSICA DI "UOVA SODE" DI PINO DONAGGIO)
Grazie.
(MUSICA DI "UOVA SODE" DI PINO DONAGGIO)
"Ammazza" che buone.
Sono le tue?
Le fanno le galline.
Ti avevo detto sei minuti.
Scusa.
(MUSICA DI "UOVA SODE" DI PINO DONAGGIO)
Ti piacciono proprio.
Vai tu.
- Sì? - (Svetlana) Buonasera, dov'è l'invalido?
Che dice, non è invalido, è solo un po' confuso. Occhio alle parole.
Prego.
Allora, Dario, lei è Svetlana. Svetlana, lui è Dario.
Buonasera.
Aspetta, dove vai?
Prima dobbiamo parlare dell'incendio.
- E della tua follia. - Col cazzo. - Niente cazzo.
Adesso discussione. Introduzione.
Senti, non so chi sei, non so che cosa vuoi, non so neanche se sei in regola,...
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