The first 200 lines.
Questa notte ho rivissuto la nostra storia .
Un giorno ne farò un libro .
Muriel pensava che il racconto delle nostre traversie
avrebbe potuto servire a qualcuno .
Bravo, bravo. Più forte!
Claude, vai senza mani! Avanti su!
Mamma.
Che c'è Claude?
Stavo aspettando te.
Sei abbastanza grande per presentarti da solo.
Piacere . Sono Claude, e Lei è...
- Ann Brown. - Ann Brown.
- Mia madre mi ha parlato di Lei. - E a me ha parlato di Lei.
Si diverte a Parigi?
Sì, trovo che Parigi è...
Mi piace la gente qui.
Più degli inglesi?
La gente da noi è meno viva, meno aperta
ma sono più logici ed estrosi allo stesso tempo.
Non è scandalizzata dalle abitudini francesi?
Scandalizzata? Sorpresa, forse.
Io credo che voi francesi siete un po' più bugiardi di noi
ma basta saperlo e allora tutto ritorna a posto.
Avete fatto conoscenza?
Sì, grazie.
Purtroppo Claude non potrà farti da guida a Parigi.
Deve restare a riposo ancora due settimane.
Ma spero che tornerai a trovarci.
Sarà un piacere.
Ci terrei molto che tu gli parlassi in inglese.
Da quando ha finito il liceo Claude non ha più fatto esercizio.
Quando la giovane inglese sollevò la veletta
Claude ricevette l'impressione di una nudità gradevole e pudica .
La sera stessa annotò nel suo diario
che Ann Brown aveva la sua stessa età,
e che gli era sembrata sensibile, decisa, responsabile .
Anne è la figlia di una vecchia amica della madre di Claude
e tornò spesso a far visita al giovane francese .
Si scambiavano dei libri
e ogni volta la conversazione ri prendeva
al punto dove era stata lasciata .
Un giorno Ann rivelò a Claude di avere una sorella, Muriel
più giovane di lei di due anni .
Nella sua borsa aveva una vecchia istantanea
di Muriel bambina .
Un viso rotondo, la bocca severa,
delle sopracciglia ben disegnate
e qualcosa di singolare negli occhi .
"Vieni a conoscerla", propose Ann,
e aggiunse:"È con lei che mi piacerebbe sentirti parlare" .
Sono sicura che non ne hai più bisogno.
Dallo a me.
Così fu deciso:
Claude avrebbe passato le vacanze nel Galles
ospite della famiglia di Ann .
La madre di Claude non trovò niente da obiettare .
Mio Dio!
Firmi signor Flint! È ridicolo.
No, non voglio firmare.
Dopo tutto il ladro ne avrà più bisogno di me.
- Che ne sa Lei? - Credo sia così.
Ann!
Claude, ben arrivato!
Mamma, è Claude. Posso andare a casa con lui?
Sì, certo.
È il giovanotto francese che sarà nostro ospite.
Tornando a quel giovane ladro...
Come stai Claude?
E tu come stai? Cosa è successo?
Oh, è il signor Flint, il nostro vicino.
Questa mattina gli hanno rubato la barca.
La polizia gli ha chiesto di firmare una denuncia
ma lui si rifiuta.
Dice che probabilmente la barca serve più
al ladro che a lui.
Che persona simpatica!
Non è un modo di reagire frequente qui da noi.
Vieni, ti faccio vedere la casa.
Questa è la stanza mia e di Muriel...
Quella lì è la stanza di nostra madre.
E questa è la tua.
Ah, benissimo.
Aspetta, ti aiuto.
Molto carina.
Quando hai finito di sistemarti
scendi e ti presento alla mamma.
Muriel la vedrai questa sera.
Claude sentì nella signora Brown
una solida riservatezza britannica .
E capì che, pur avendo parlato con la figlia,
prima di farsi un giudi zio,
voleva conoscerlo personalmente .
Ti piace, Claude?
Sì, è squisito, signora.
La vera sorpresa del pranzo fu l'assenza di Muriel .
Aveva male agli occhi
e aveva preferito restare in camera sua .
Così il pranzo si svolse a tre,
quasi sempre in silenzio
mentre Claude guardava davanti a sé quella sedia vuota .
Il giorno dopo partirono armati dei loro cavalletti
per fermarsi a di pingere sull'alto della scogliera .
Che peccato che Muriel non sia qui con noi!
Sì?
Claude, è in tavola.
Eccomi, vengo subito.
Questa sera ci sarà anche Muriel,
ma se la guardi, non ti fare accorgere.
Muriel, questo è Claude.
Claude, ecco Muriel.
Buonasera.
Buonasera, signorina.
Ann mi ha parlato di Lei.
E a me di Lei, molto.
Signore, per questo cibo noi Ti ringraziamo...
Amen.
Signor Claude...
Sì?
Come è andato il suo viaggio?
Molto bene, senza nemmeno il mal di mare.
Senza nemmeno il mal di mare...
L'ha detto quasi come un bambino!
Quando Muriel era piccola e andava dal dentista
noi chiedevamo se le aveva fatto male.
Lei rispondeva: "No, e non ho nemmeno pianto".
Cara mamma,
finalmente ho conosciuto Muriel .
È un po' più piccola di Ann, ha i capelli rossi
e gli occhi coperti da una benda
che certe volte scosta con un dito
per vedere nel piatto .
Ha una voce bassa, un po' velata, quasi rauca
che si intona perfettamente a un viso singolare
ma certo attraente .
Le mani sono bianche, fanno dolcezza a guardare ...
Qui mi piacerebbe mettere, dei garofani, signor Flint.
Idea eccellente.
Solo che non so dove procurarmeli.
La prossima volta Glieli porterò da Londra.
Grazie, Gliene sarei grata.
Non c'è di che. È un piacere.
Pensavo di mettere delle rose qui sul retro.
Buona idea.
Non è sempre bello tenerne qualcuna recisa in casa?
Credo che il vento stia calando.
Sì, è una bella serata.
Buona sera, signor Flint.
Buona sera, Claude.
Come sta, signor Flint?
- Signora Brown. - Arrivederci.
- Arrivederci, signor Flint. - Arrivederci, Claude.
Come mai da solo, Claude?
Le ragazze ti hanno abbandonato?
Ann doveva lavorare, Muriel era un po' stanca
e allora ho pensato di fare una passeggiata tra le dune.
Muriel vuol far sempre di testa sua.
Entrando nella sua camera quella sera,
Claude trovò a sorpresa un libretto
depositato là da mano anonima:
"Eureka" di Edgar Allan Poe .
Claude!
Claude.
- Ann? - Vorrei parlarti...
Eccomi, arrivo subito.
Ho bisogno di parlare con te come abbiamo fatto a Parigi.
Ho qualcosa da dirti ma non so come...
Troverai il modo.
Ti ho fatto venire qui senza che ne valesse la pena.
Il fatto è che la mamma è arrabbiata con Muriel.
Non mi sono accorto di niente.
Muriel si è rovinata la vista
lavorando di notte ad un libro per il suo professore,
non so esattamente.
La mamma pretende che
Muriel le parli e non le nasconda niente.
Muriel riconosce le sue responsabilità,
ma è del parere che si debba rischiare
per conoscere i propri limiti
e che sia superfluo consultare la mamma per ogni cosa.
Insomma, la casa è in scompiglio.
E poi... e poi...
Ann non aveva terminato la frase .
Claude ebbe voglia improvvisamente di prenderle la mano .
Gli sembrava di sentir risuonare nella testa
la voce lontana e irreale di Ann che gli diceva:
"E poi...e poi...baciami ora!"
Si rimproverò la sua leggerezza,
tentò di pensare ad altro ma Ann ri prese a parlare ...
Claude, non mi hai detto
cosa ne pensi di Muriel.
Non la conosco ancora bene,
ma sono sicuro che non appena avrò visto i suoi occhi...
Quando vedrai i suoi occhi, tutto sarà diverso!
Propositi:
Primo, con mia madre:
Evitare discussioni e litigi
e dimostrarle più affetto.
Secondo, con mia sorella:
Non essere gelosa.
Terzo, con Claude:
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