The first 200 lines.
Traduzione: MiaWallace, Sayda, francuz, RiccardOne, aivliS, Arden.
Revisione: anto*
WOMEN IN LOVE. PARTE PRIMA
basato sui romanzi "The Rainbow" e "Women in Love"
di D.H. Lawrence.
Si'. Siamo immersi...
in un mare di innovazione tecnologica e scientifica.
L'automobile, l'elettricita',
l'aeroplano, i raggi X.
Su tutti i fronti, il nostro genio emerge e sembra confermare la teoria del signor Darwin
sul fatto che siamo effettivamente l'anello piu' intelligente dell'evoluzione.
Eppure vorrei dirgli,
come dico a tutti voi in questa dimora...
Guardate il funzionamento di un orologio.
Ogni ingranaggio, ogni molla, ogni dente, ogni leva
si uniscono tutti in un unico insieme sublime.
E ditemi se pensate che questo possa succedere per un caso.
Ovviamente no.
C'e' sempre un disegno nella genialita'. E anche uno scopo.
E sapendo questo,
sappiamo che in ogni nostra nuova scoperta quotidiana,
siamo testimoni nientedimeno che dell'opera del piu' grande dei creatori.
Dio in persona!
La Bibbia ci e' stata donata per una ragione.
Come manuale di istruzioni per i nostri meccanismi intricati.
Perche' quando tutto sara' finito,
e giaceremo inerti sul tavolo del becchino,
non saranno importanti i raggi X che ci mostreranno le nostre ossa piu' nascoste,
saranno le nostre anime a richiedere attenzione!
Bene, bravo!
E' stato meraviglioso.
Eri come...
un dio!
- Hermione, rendi ogni cosa romantica. - Davvero!
Descrivo semplicemente quello che ho visto.
Un dio.
E come tua sacerdotessa,
sapevo di dovermi precipitare a servirti.
Vado a prenderti da bere.
Ti ringrazio.
Mamma?
Mamma?
Continua a lamentarsi.
Le ho dato un po' d'acqua ma...
ho detto a Conk che ci saremmo visti alle tre.
Vai allora, vai.
Calmi, voi due!
Vostra sorella...
Fai sul serio?
- Pensavo ti avrebbe tirato su. - Quello?
Beh, che ti avrebbe ispirato!
- Papa' ha messo solo questo qui dentro... - Gudrun!
Non ho bisogno di nessun palliativo musicale. Davvero.
Sto abbastanza bene.
Bene.
Sono contenta.
Torno a Londra.
Cosa?
Devo. Sono rimasta indietro con le lezioni.
E c'e' una galleria che vuole vedere alcuni dei miei lavori.
Gudrun!
Fammi la cortesia.
Alla fine stai rifacendo gli stessi errori, vero?
Non sono affari tuoi. E...
non voglio parlarne.
Allora perche' ne hai parlato appena sei arrivata a casa?
- Scusa? - E' stata la prima cosa che mi hai detto!
La tua grande avventura con l'amico artista.
Pensavo addirittura che l'avresti detto anche a nostro padre a cena.
- Non essere ridicola! - E' un uomo sposato.
Il suo matrimonio e' finito!
- In tutto e per tutto... - Eccetto che nella realta'.
Mi dispiace. Non...
E' una preoccupazione per te.
Lo sai.
- Se qualcuno lo scoprisse... - Non mi interessa cosa pensano gli altri.
Forse dovrebbe interessarti. Viviamo in un mondo pieno di altri.
Oddio! Anche da malata, ti comporti con superiorita'.
- Non voglio che tu ti faccia del male. - Non mi faro' del male!
Il mondo e' cambiato, Ursula. Si e' evoluto.
Ed io sono una donna moderna che ci vive.
Piu' moderna di te. Infatti hai scelto di rimanere qui.
- Prune! - No! Mi rifiuto di bagnarmi solo nel
laghetto fetido e stagnante che sta nel mio giardino.
Quella e' la via per la rovina.
- Non la mia. - Basta!
Hai detto abbastanza.
Ho quello che mi merito.
- Non e' quello che intendevo. - Si', invece.
Sono felice di aver perso il bambino.
Lo avrei amato, ne sono sicura, non appena...
nato.
Ma davvero, sono felice...
che la mamma non possa...
guardarmi,
seduta in salotto mentre io faccio dondolare il bambino sulle ginocchia, e pensare
"Alla fine ha fatto qualcosa di importante per se stessa."
Vivi la tua vita, Prune,
come pensi sia meglio.
Ma e' tua. Ricordatelo.
Gli uomini non possono delimitare i tuoi confini.
- Io non... - Si'!
Perche'...
non importa quanto tu sia moderna,
di quante cose diverse tu goda.
Orbiti ancora intorno a loro,
rendendoli la luce che ti illumina.
E se continui su questa strada, Prune, allora ho paura che...
a causa di tutte le tue liberta',
potresti anche arrivare a ritrovarti in questo letto con me, adesso.
Ehi!
- Ciao. - Ciao, tesoro. Aspetta, aspetta!
Ecco qui.
Allora, sei pronta?
Si'.
Gudrun?
- Cosa? - Tua sorella...
sta bene?
Dice di stare molto meglio.
Va bene.
Bene.
Vado a prendere la borsa da viaggio.
Si chiama "valigia".
Va male, Anna.
Va maledettamente male qui.
Pronta?
E' fitta,
la neve.
Mio papa' ha detto che i cantori potrebbero venire piu' tardi,
a cantare inni per noi, sotto la finestra.
Sarebbe bello.
Probabilmente non verranno.
A causa della neve.
Ho messo il lucchetto.
Non vuoi che qualcuno te la rubi, no?
Caramelle al limone. Hanno aperto un chiosco.
Ne vuoi una?
Tieni, prendi il sacchetto.
Dai!
Avevo bisogno di parlare con te...
a dire il vero.
Si'?
Lo sai benissimo.
La gente con cui gironzoli a Londra.
- Di sicuro non "gironzolo" con nessuno. - Non sottilizzare!
- Sai cosa intendo. - Sono una brava artista, papa'!
Vivo e studio in una delle piu' grandi capitali del mondo.
Sto a contatto con persone che non puoi capire.
Allora aiutami!
Aiutami a capirle! Voglio farlo! Solo...
Altrimenti...
- penso delle cose. - Beh, non pensarle.
Me la cavo splendidamente, davvero.
Perche' fai cosi'?
Sei una brava ragazza, Gudrun.
Cavolo!
Scusatemi!
Signorina Brangwen!
Signor Birkin!
Che bella sorpresa!
- Non sapevo foste tornato. - No! No, no, no infatti.
E' una visita veloce.
Una festa di compleanno. Gerald Crich. Lo conoscete?
No, no. Ho sentito parlare di lui.
Ovviamente, come di tutti i Crich. Ma non ci siamo mai incontrati.
E' una persona splendida. Mi sono imbattuto in lui in Svizzera, a Pasqua.
Ero a far visita a un amico. Un amico in comune, come poi abbiamo scoperto.
Da allora, siamo piuttosto uniti.
Vi devo presentare!
Sarebbe bello.
E voi come state? Ho sentito che siete stata poco bene.
Influenza. Ma...
Siete ancora un po' pallida. Non pensate...
No! Sto bene, davvero! Il peggio e' passato.
Scusatemi.
Sono un ipocondriaco terribile.
Fa parte di una generale predisposizione
all'essere eccessivamente introspettivo, credo!
Gerald dice che potrei essere il personaggio di un romanzo.
Il che e' interessante, perche' a quanto ne so non ne ha mai letto uno. Ma...
essenzialmente ha ragione. Potrei esserlo. Di uno di quei tetri romanzi russi.
Tolstoj o Dostoevskij.
Quattrocento pagine di malattia e piagnistei sulla mia incapacita' di stare al mondo.
Siete venuto per pregare un po'?
Immagino ci delizierete con una delle vostre letture strepitose domenica prossima?
No! No, no. Non sono sicuro di esserci.
Sono venuto a...
restituire questi, in realta'.
Li ho da una vita. Mi e' venuto improvvisamente in mente che...
Volete un passaggio? Fino a Beldover?
Ho affittato un calesse, potrei agevolmente riaccompagnarvi.
O volevate avere...
un momento vostro?
E' bello vedervi, tra tutti.
E' passato un po' di tempo.
Si', si', volevo anche scrivervi.
Siete stato occupato, lo capisco.
Pensavo che forse avreste visitato la scuola.
Ad ogni modo, come sta la signorina Roddice?
Oh, sta... sta molto bene. Grazie.
No comments yet. Be the first to leave one.