The first 195 lines.
Ci sono sogni che si avverano.
E poi ci sono sogni che non hai neanche il coraggio di sognare,...
..perché hai paura che non si potranno mai avverare.
Ecco, tu per me sei uno di questi sogni.
(PAROLE NON UDIBILI E MUSICA DI "COMET")
(PAROLE NON UDIBILI E MUSICA DI "COMET")
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Paolo! Paolo!
A che mese è?
Aspetti.
Questa è della ragazza che è entrata prima, la lascio qua.
- (Infermiere) Un attimo solo, le do il modulo. - Che modulo?
La sua compagna ha firmato, la dimettiamo.
Dove abiti?
Non sono di qui. Sono venuta con il mio ragazzo.
- E dov'è? - Abbiamo litigato.
- Lo vuoi chiamare? - Chi ce l'ha il numero, tu?
Ho perso la borsa al locale e avevo tutto là dentro.
Conosci un posto carino?
Tu Io sai che sei incinta, sì?
- Ma che cazzo vuoi? - Tu dovevi stare là, non qua.
Ehi!
Ehi!
(MUSICA DI "MONTREAL '15 DI GIORGIO GIAMPA')
- Come ti chiami? - Mia.
(MUSICA DI "MONTREAL '15 DI GIORGIO GIAMPA')
Io devo andare.
Scusa, è occupato.
- Fai un caffè? - Non Io prendo il caffè.
Almeno metti un po' di musica. Ce l'hai una radio?
No.
Senti, io devo andare al lavoro.
Tranquillo.
Il mio ragazzo mi sta aspettando, abbiamo le prove del gruppo.
Perfetto.
- Mi dai un passaggio? - Dove, scusa?
Ehm... Tipo Asti.
No, forse non ci siamo capiti. Io devo uscire perché devo lavorare.
- Ho capito. Ma mi hai perso il cellulare e il portafogli, come faccio? -Io?!
- Erano nella borsa. - E che c'entro con la borsa?
Senti, ma che ti costa? Ci metti un attimo.
Non ho la macchina, quindi anche volendo...
Be', quella te la fai prestare da un amico.
Ce l'avrai un amico, no?
Non se ne parla neanche. Quella pur di fregarti ti racconterebbe che è vergine!
Assunta, ti prego. E' senza soldi e ha perso i documenti.
Ha dormito da me stanotte.
La devo portare dal fidanzato. E' incinta.
E' colpa tua se è incinta?
- No. - Eh!
Un po' di solidarietà femminile.
- (Assunta) Però devi fare la consegna tu e al massimo entro le 16:00. - Sì.
- Promesso? - Promesso!
Grazie.
Vai.
Sinistra.
Che stronza quella, oh!
- (Mia) E' il tuo capo? - Sì.
- Come si chiama? - Assunta, e non è stronza.
Capisci un sacco di cose dai nomi delle persone.
- Tu come hai detto che ti chiami? - Paolo. - Ecco, appunto.
Tu mi devi spiegare cosa ci faceva là dentro una donna incinta.
Ma è successo qualcosa di brutto?
Perché tu quando ti capita qualcosa sai subito se una cosa è bella o è brutta?
- Mi sa che è chiuso. - Eh, sì.
- A che ora avete le prove? - Ah, boh!
- Quando arrivano proviamo. - (Paolo) Come quando arrivano proviamo?
Io devo andare, devo tornare a Torino. Ti lascio qua, mi dispiace, ma...
- Hai sentito? - Mm-mm.
"Mm-mm".
Secondo te sta scopando con qualcun'altra?
No, ma ti pare. Sta per diventare padre e si mette a pensare alle altre?
E' lui il padre?
Ma no!
E chi è il padre?
Paolo, non è così importante il padre.
Fammi fare un tiro, dai.
- No. - Come no?
- Dai, che palle, Paolo! - No, ho detto di no, basta.
Mamma mia, sto ingrassando come una vacca.
Però guarda che tette. Io non le ho mai avute così!
Ma una frase senza parlare di te la sai fare?
Andiamo, dai. Andiamo a vedere se sono arrivati.
Ti ricordi cosa hai fatto, ieri, sì? Mi hai lasciato sola come un cane.
- (Vins) Sei tu che sei sparita. - Ah, io sono sparita? - Sì. - E chi cazzo è questa?
Chi cazzo sei? Stai zitta, zoccola, che non parlo con te!
- E' quella con cui mi hai sostituita? - (Vins) Sì.
- (Mia) Che cazzo dici? Sono io la tua corista e sono pure quella che ti scopi. - (Vins) Scopavo.
Sai che ti dico? Che si fottano! Che si fottano tutti e due!
Secondo me Io stanno già facendo.
Oh! Ahia! Ma sei matta?!
- (Mia) Che cazzo dici? - Oh, sto guidando!
STO GUIDANDO!
MA ME LO DICI CHE DEVO FARE CON TE? NON SONO MICA IL TUO AUTISTA.
ADESSO TI ACCOMPAGNO A CASA, PUNTO E BASTA. DOVE ABITI?
A Roma.
A Roma?
Allora adesso andiamo in stazione e ti prendi un treno.
Non mi lasciare sola.
Assunta... ciao...
Sì. Ti volevo dire che mi sono sentito male e sono rimasto a casa.
Sì, sì, il furgone è qua sotto, non ti preoccupare.
Tu digli che sono lì alle 09:30, puntuale, e monto tutto.
Come? No, sono... sono a casa.
Grazie. Scusami, eh? Ciao!
Dove sono le sigarette?
- Le ho buttate. - (Mia) Sei un coglione, Paolo.
Sì.
Mia.
- Ehi. - Oh!
Siamo a Roma.
- Ho fame. - Tanto tra un po' stai a casa.
- Ma vivi sola? - No, ho due coinquilini.
Ci vai d'accordo?
- Sì, ci vado d'accordo. - (Paolo) Perfetto.
Ho due coinquilini che si preoccupano per me.
"E grazie, Paolo, che mi hai portato a Roma."
E grazie, Paolo, che mi hai portato a Roma.
- Sì, ma convinta. - (insieme) E grazie, Paolo, che mi hai portato a Roma.
Perfetto.
- (Ragazza) Chi è? - Sono io.
- (Ragazza) Chi cerchi? - Veramente è casa mia.
- Ah, sei la cantante? - Mm-mm.
- Elio ed Elisa ci sono? - No, Elisa mi ha affittato casa per tutto il mese.
- Ah, già, avevano la tournée, no? - Non Io so. So solo che ha voluto i soldi in anticipo.
- Va be', ciao! - (Paolo) Scusa, scusa. Scusa!
- Cosa fai? - Scusami, forse non hai capito, è anche casa sua.
- Casa sua?! E' casa mia, ho pagato io. - Sì, ma se entriamo e ne parliamo insieme...
- Sì, dai... - Vieni. - No, eh? Calmino! Vattene! Levati! - Scusa...
- E basta! E dai, calmati! - Ma ti sembra normale?
Ma che devo fare? La ragazza ha pagato, non la posso cacciare.
Non è nemmeno casa mia.
Mi stavano solo ospitando.
- Buonasera - Ciao.
- Due singole, per favore. - Purtroppo abbiamo solo camere matrimoniali.
- Quanto vengono? - 100 euro.
- Tutte e due. - No, l'una. - Ah... - Eh, sì.
- Perfetto. - Va bene? - Sì, sì.
I documenti, per piacere?
Non guardate me, io non ho niente.
Va bene, mi dia solo la sua carta d'identità.
- (Paolo) Grazie. - Le faccio anche un po' di sconto. - Grazie.
Che carino.
- Senti, c'è un bar? - Sì, ce n'è uno proprio alle tue spalle. Lì.
- Per bere un bicchiere d'acqua. - Ce l'hai anche in camera l'acqua.
Comunque, almeno tu puoi bere, no? Sei sempre con questa faccia da funerale.
(COLPI ALLA PORTA E SOSPIRO DI PAOLO)
Paolo?
Oh, stai dormendo?
Paolo, ho fame!
Hai un po' di soldi, Paolo?
Che cazzo!
Quale vuoi?
Quello?
- Gra-zie. - Pre-go.
Tu sei una persona buona.
Per chi mi hai preso?
Non sono così.
Così come?
Paolo?
Metto una canzone?
- Che musica hai? - (Paolo) No, devi dormire.
- (Paolo) Ti sei messa al letto? - (Mia) Sì.
Ancora così stai?
- Dai. - Aiutami.
- Di solito io sono molto brava a leggere gli occhi delle persone. - Sì? Vai.
Però c'è qualcosa in te che ancora mi sfugge.
E' che qualcosa c'è.
- Hai avuto una delusione d'amore? - Sì, certo.
- Un'infanzia triste. - (Paolo) Anche, sì.
Sei stato poco amato dai tuoi genitori.
In realtà non li ho mai avuti.
Ma veramente?
Be', mia madre c'è... da qualche parte.
Però non so dove, quindi è come se non ci fosse.
Adesso tocca a te. Devi essere sincera almeno questa volta.
Chi è il padre?
Si chiama Ettore, vive a Napoli.
Lo sa che sei incinta?
Cos'hai intenzione di fare?
Stravolgerti la vita.
- Dai, mettiti giù. Dai. - Dai... - Mettiti giù. - Non mi va, non ho sonno.
Dai.
- Cantami una canzone. - No.
- Dai! - No. E poi sei tu la cantante.
Dai, non mi addormento se non sento una canzone.
# Il mare d'inverno... #
#..è un concetto che il pensiero non considera. #
# E' poco moderno,... #
#..è qualcosa che nessuno mai desidera. #
# Alberghi chiusi,... #
#..manifesti già sbiaditi di pubblicità. #
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