The first 200 lines.
Un giorno mediamente è composto da 1440 minuti,
in cui ci sono 86.400 secondi.
In un mese di 30 giorni ci sono 2.592.000 secondi,
quindi, in un anno composto da 12 mesi di 30 giorni,
ci sono 31.104.000 secondi.
Mi avvicino al 36° anno e quindi ho vissuto
1 miliardo 88 milioni 640.000 secondi!
Se pensate che ho riassunto tutto ciò in 43 secondi,
vi ho dedicato una frazione della mia vita
equivalente a 2 milioni, 530.000, 729/esimi
della mia esistenza.
Capite quanto vi ho dato? E per giunta gratis!
GLENN GOULD AL DI LÀ DEL TEMPO
In genere non mi circondo di artisti.
Gli artisti mi fanno pensare alle scimmie
abbarbicate alla Rocca di Gibilterra.
Aspirano a livelli della società sempre più alti.
Sono talmente interessati alla loro immagine
da escludere automaticamente la maggior parte delle persone.
Le persone più interessanti da frequentare
sono quelle che sanno dare giudizi sinottici:
diplomatici, persone che si occupano di comunicazione,
giornalisti,
se non scadono nel cliché della loro professione.
Ma non gli artisti: sono scimmie di Gibilterra.
IL PIANISTA DELL'ALTROVE
UN'ITALIANA IN PELLEGRINAGGIO IL TRAGHETTATORE LA GIOVANE CON UN SEGRETO
LA PROPAGANDISTA MOSCOVITA IL MESSAGGERO L'ASCOLTATORE PARTECIPE
Non posso immaginare di vivere
senza essere circondato dalla musica,
in senso letterale.
È come essere protetti da una parete elettronica.
È come viaggiare in macchina,
con la radio accesa
che vi protegge e vi tiene
ad una certa distanza dal mondo.
Se fossi vissuto nell'800 sarei stato un infelice.
Ottima ripresa!
Bruno?
Glenn, mi senti?
Davvero un'ottima ripresa!
Sì, per te o piuttosto
per le esigenze televisive è più che sufficiente.
C'è una cadenza
che vorrei rifare, ma il resto andava molto bene.
Vengo a vedere?
Sì, ma vorrei rifare la prima inquadratura,
perché la telecamera
non riprendeva le mani. Sarà semplice.
Ho incrociato apposta le gambe
durante le prime 8 battute.
- L'hai notato? - No.
Quindi è stato inutile.
Pensavo che avrebbe dato un po' di spontaneità!
- Possiamo guardare? - Certo!
Bruno, posso provare a rifare
le prime battute
per ridurre i rumori,
ma penso che sia impossibile.
Lo credo anch'io.
Troveremo una soluzione...
Forse sapete
che abbiamo fatto un film insieme.
Le Variazioni Goldberg.
Alcune scene sono state girate 26 volte.
Ci sono stati momenti
d'intensa ispirazione durante le riprese.
La venticinquesima variazione, ricordate...
La suona così...
Poi solleva la mano sinistra,
come se stesse dirigendo i violoncelli,
come se dicesse loro: "Più piano!"
Era così con Gould...
Era impossibile fargli fare qualcosa di artificiale.
L'aspetto più originale delle sue interpretazioni
è che dà una luce interiore a ciò che interpreta,
così che tutti noi,
musicisti o semplici appassionati,
ascoltiamo la musica
come se sapessimo leggerla.
Non sapevo nulla di Glenn Gould.
La mia passione per lui
è nata ascoltando un'incisione del 1982.
Sono sempre stata attirata
dal lato oscuro della musica.
L'incisione del 1982, di fatto l'ultima,
riflette la sua natura. II carattere meditativo
e l'estrema lentezza di certi canoni
sono di una bellezza stupefacente.
Soprattutto la lentezza,
che è arrivata tardi nella vita di Gould.
Nei dischi sentiamo che canticchia.
Per il mio professore,
anche se questo poteva infastidire qualcuno,
era un pregio,
perché si percepiva qualcosa di umano.
Ho avuto seri problemi nella mia vita,
tra cui due ictus.
È per questo che parlo male.
II mondo mi era crollato addosso,
quando all'improvviso, nel marzo del 2001,
mentre ero del tutto indifferente
a ciò che mi circondava
e passavo le giornate sul letto a guardare il soffitto,
un giorno mio marito mi chiamò dalla macchina dicendomi:
"Accendi subito la radio!"
"C'è un programma straordinario!"
Accendo e sento
II Clavicembalo ben temperato
suonata da Gould.
Non sapevo neanche che faccia avesse.
Quel giorno sono rinata!
Gould suona come se pregasse.
È una sorta
di prete ecumenico
che ci trasmette il Vangelo secondo Bach.
È una persona in contatto diretto con Dio,
che ha ricevuto un dono, dal cielo.
Per la prima volta nella mia vita
ho pensato che potevano esistere
anche degli esseri extraterrestri.
Glenn, a che età hai iniziato a suonare il pianoforte?
A tre anni, circa.
Non so bene perché, nessuno mi ha spinto a farlo.
È come se mi fosse capitato di cadere in una piscina
e sapessi già nuotare.
Non sono stato
un bambino prodigio.
Ho debuttato a 14 anni,
quindi piuttosto tardi,
suonando il Concerto n° 4 di Beethoven
con la Toronto Symphony Orchestra,
un'esperienza molto interessante!
Volevo occuparmi di musica.
Non necessariamente diventando un concertista.
Per molto tempo non ho capito
cosa volesse dire fare il concertista.
D'altronde pochi Io sapevano...
e se l'avessimo saputo non l'avremmo fatto!
II recital continua con il Concerto n° 4 di Beethoven.
II solista è Glenn Gould.
Ho debuttato una sera di maggio.
Da una settimana c'era l'ora estiva e il sole tramontava alle 8.
II cielo di Toronto
assunse un colore arancione brumoso
che faceva pensare a una profondità infinita.
C'erano tutte le condizioni per suonare in modo molto personale.
Quella sera c'era il critico di un giornale di Toronto.
Pubblicò un articolo intitolato:
"II grande e misterioso Concerto n° 4 di Beethoven"
"affidato, ieri sera, alle mani di un bambino".
E concludeva dicendo:
"Chi crede di essere? Schnabel?"
In quel periodo felice avevo un setter inglese chiamato Nick.
Aveva un bellissimo pelo nero e bianco.
Mentre indossavo un vestito scuro per il concerto,
mio padre mi avvertì di tenere lontano Nick.
Facile a dirsi, ma non a farsi!
Nick era affettuoso
e non avrebbe lasciato andare un amico in missione
senza fargli gli auguri.
Durante il concerto,
verso la fine del movimento lento,
dando un'occhiata per terra,
mi accorsi che i pantaloni erano pieni di peli bianchi
che sporcavano il mio abito da concerto.
Per me non c'era niente di male,
ma era chiaro che Nick aveva colpito ancora.
Dovevo farne sparire le tracce
prima che i miei genitori arrivassero dietro le quinte.
I numerosi "tutti" nel finale
mi offrirono l'occasione
per togliere quei peli.
Così mi misi subito all'opera.
Alla fine di uno, due, forse tre "tutti",
avevo quasi finito.
Avevo solo una domanda in testa:
a che punto era il concerto?
Me ne accorsi solo alla fine dell'ultimo "tutti"
o di non so quale "tutti".
Cercavo disperatamente di ricordare
—a parte togliere i peli dai pantaloni —
cosa avessi fatto negli ultimi 4, 5 minuti.
Fu la prima cosa che imparai
suonando con un'orchestra sinfonica:
a stare attento a quel che facevo...
oppure rinunciare ai cani a pelo lungo!
Poco dopo il primo recital di Glenn,
suo padre scrisse ad un amico:
"Abbiamo sempre pregato perché la musica di Glenn"
"toccasse il cuore della gente"
"al punto da cambiarne"
"la vita".
"Siamo stati esauditi".
"La madre di un ragazzo di 19 anni ci ha telefonato"
"per dirci che suo figlio",
"dopo il concerto di ottobre del '47, le ha detto:"
"Mamma, mi dici sempre che esiste l'aldilà e la vita eterna".
"Dopo aver sentito suonare Glenn Gould ci credo".
È una lettera del padre, quando Glenn aveva 15 anni.
No comments yet. Be the first to leave one.