A French Village

A French Village (Un village français)

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Season 7

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Un village francais S07E06
A Commentary by MovieTeam
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Published on: 2017-02-28
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The first 200 lines.

Per capire bene...

devo raccontarvi...

I quattro partigiani del Maquis...

Claude,

Thierry,

Arnaud,

e François...

erano miei amici.

E...

Non posso.

Non posso raccontarvi come i quattro partigiani si siano sacrificati,

perché non si sono sacrificati.

Siamo stati noi che li abbiamo sacrificati.

Mi dispiace di deludervi, forse...

ma ai miei occhi la verità è troppo importante

perché io lasci che una cerimonia possa distorcere la memoria.

È stato...

due giorni dopo il corteo dell'11 novembre.

Eravamo caduti nella trappola dei crucchi,

quasi accerchiati.

E decidemmo di scappare attraversando la rupe St. Christophe.

Fu difficile,

ma ci riuscimmo.

Insomma...

quasi.

Perché quando i crucchi sono arrivati...

laggiù c'erano ancora quattro partigiani.

I crucchi erano molti

e ben armati.

Nessuna possibilità in caso di combattimento.

Quindi io...

ho mollato la corda che avrebbe permesso loro di risalire.

E li ho...

abbandonati al loro destino.

Ecco...

la verità...

sui "quattro partigiani".

Claude!

Claude.

Traduzione di Adribai

Che storia magnifica.

In fondo al tunnel

Grazie, Antoine. Grazie davvero.

Grazie a lei...

di cui ammiro non solo il coraggio,

ma anche l'onestà.

Adesso sappiamo...

come i nostri amici...

i nostri fratelli,

i nostri compagni

sono morti per la Francia.

Non hanno scelto loro di essere degli eroi.

Ed è così che lo sono diventati.

Dei veri eroi della resistenza.

Dopo...

dopo questo omaggio,

inevitabilmente inadeguato

rispetto ai nostri quattro partigiani,

dobbiamo chiederci

come continuare il loro operato.

Ciò per cui sono morti.

È per questo che cedo la parola a Raymond Schwartz,

che tutti conoscete.

Che era vicino a questi partigiani

e che, credo,

ha un annuncio importante da farci.

Raymond, prego.

Non sono abituato a fare discorsi, ma...

Ecco! Ci inchiniamo davanti a coloro che sono morti combattendo

o che sono stati gravemente feriti.

Quelli che ho conosciuto bene durante i miei lunghi mesi nella resistenza

a fianco di Marie Germain e molti altri. Ecco.

Ma oggi la lotta continua,

la lotta per i nostri valori, la libertà, l'uguaglianza, e...

valore supremo,

la fratellanza.

Quella battaglia che il generale de Gaulle porta avanti per la Francia

la combatte anche nei dipartimenti, nei cantoni, nelle città.

E come sapete, l'elezione municipale di Villeneuve

avrà luogo in dicembre.

Ebbene...

d'accordo con il mio amico Lanzac,

compagno della liberazione, e con il mio amico Bériot deputato della costituente,

che spera di dedicarsi alla sua carriera nazionale,

mi presento davanti a voi

come candidato al comune di Villeneuve. Ecco.

Ecco, e per cominciare, vorrei...

rinominare una delle vie della città...

"Rue des quatre du Maquis."

Perché la fiamma della loro lotta non si spenga mai, e...

viva il generale de Gaulle...

viva la resistenza e viva la Francia.

Viva la Francia!

Grazie, compagni.

Grazie.

Voglio dare la parola al compagno

Roger Marteau deputato alla Costituente,

e che deve dirci qualcosa.

Gloria al nostro compagno Marcel Larcher.

Fucilato dai fascisti.

Come 75.000 militanti comunisti

tra il '40 e il '44.

Mi piacerebbe nominarli qui,

uno ad uno. Il che evidentemente non è possibile.

Marcel Larcher,

morto per la Francia

il 13 novembre 1943.

Marcel Larcher,

che ho conosciuto bene,

non ha neanche il diritto a una stradina che porti il suo nome.

È una vergogna!

Che ingiustizia!

Che simbolo dei tempi odierni.

Quando si pensa che il nostro partito è stato il primo

a resistere ai crucchi.

Dopo l'appello del 10 luglio '40

lanciato da Maurice Thorez e Jacques Duclos...

Quando si pensa che il nostro partito

è stato in prima linea nella resistenza,

giustiziando degli ufficiali crucchi nel '41.

Azione alla quale Marcel Larcher ha eroicamente partecipato

proprio qui.

No! Dobbiamo rimettere le cose a posto.

Il processo storico nella giusta direzione.

I nostri 75.000 fucilati lo esigono!

Dobbiamo, con ogni mezzo

reclamare, esigere, ottenere

una via Marcel Larcher a Villeneuve.

Viva il Partito Comunista,

viva la resistenza

e viva la Francia!

Per evocare, meglio di me,

la memoria di Marcel Larcher,

lascio ora la parola al compagno Edmond Lherbier,

suo amico

e compagno d'armi,

candidato al comune di Villeneuve,

e sono convinto...

futuro sindaco di Villeneuve!

Grazie, compagni.

Marcel Larcher è per me...

e resterà per sempre...

un esempio.

Serio,

modesto, lavoratore

e responsabile

nelle sue analisi dialettiche.

Lui era...

l'essenza del grande militante.

Colui che fa le battaglie

e le rivoluzioni!

Lo vedo ancora,

sin dal 1940,

pronto a oltrepassare la linea per un semplice incontro.

E allora?

È vero quello che racconta Edmond?

Ma no, non è vero.

Ma l'importante non è la verità, Gustave.

Quello che conta è combattere.

Per far cambiare le cose.

Ma mamma diceva che non si deve mentire.

Ai genitori e ai compagni non si deve mentire.

Vai bene a scuola?

Ma è da tanto che non vado più a scuola, papà.

Davvero?

L'importante è dare un senso alla tua vita, Gustave.

E di senso ce n'è solo uno.

Quello del processo storico.

Qual è la tua posizione?

Questo l'ho letto nel tuo quaderno,

ma non ci ho capito molto.

Gustave.

Il mondo è ingiusto.

I ricchi schiacciano i poveri.

I bianchi schiacciano i neri e i gialli.

I potenti schiacciano i deboli.

Sì, questo lo capisco.

È la lotta di classe.

Tu devi scegliere da che parte stare.

O difendi i ricchi, o difendi i poveri.

Le vie di mezzo non esistono.

Il processo storico significa che un giorno i poveri vinceranno.

Costruiranno un mondo più giusto

dove sarà bello vivere.

Dove nessuno sarà messo da parte.

È per questo che devi batterti.

È l'unica cosa che conta.

Capisci?

È per questo che te ne sei andato?

Sì.

È per questo che me ne sono andato.

Non sbagliarti su ciò che è importante.

Ah, a proposito...

mamma ti manda un bacio.

La Corte!

Sedetevi.

Imputati, alzatevi in piedi.

La Corte, dopo aver deliberato...

visti gli articoli dal 75 al 77 del codice penale,

le ordinanze del 15 febbraio 1943

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