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C’èancoradomani(2023)1080pH264iTAEAC35
A Commentary by Sir_Allix

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Published on: 2024-05-01
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The first 196 lines.

Buongiorno, Iva'.

[suona "Aprite le finestre" di Fiorella Bini]

- Fermo. - Oh, te l'avevo detto…

- Dammelo. - Togliti.

Basta! Basta! Seduti.

- Figlio di una mignotta. - Mettetevi seduti.

- Che hai in quella testa vuota? - Che ho fatto?

Sta' zitta!

La catena del cesso si è rotta un'altra volta, vuoi far piano?

Mannaggia.

Cerca di essere più delicata.

- Mangiate. - Levati.

È mio.

Levati.

- Marce', mangia seduta. - E tu, allora?

- Che vuol dire? Io ho da fare. - Pure io ho da fare.

- Sbrigatevi o farò tardi al lavoro. - Un attimo.

Tu hai finito i compiti?

Peggio per te. Sai che bacchettate!

- Siete due somari. - Io che ho fatto?

Se mandavano me alle medie, sarei stata brava.

Alle medie ci va Sergio, che è maschio,

e già ci costa duemila lire. Ce le hai duemila lire?

Allora non ci puoi andare. Ringrazia che hai fatto l'avviamento,

almeno ti ritrovi un mestiere tra le mani.

Tu pensa a portare i soldi a casa e a dare una mano a questa incapace.

I soldi a casa li porto e mamma l'aiuto sempre.

Brava, fai il tuo dovere.

Forza, andiamo.

Senti un po'…

Quel tonto di Giulio quando si decide a farti la proposta?

- Non lo so. - Fatemi capire,

fate sul serio o giocate?

- Andate o farete tardi. - Sì.

- Portati questo, non hai mangiato. - Non mi serve.

Non mi serve niente.

Vedi di combinare qualcosa di buono oggi.

Ciao, Iva'.

Delia, dove sei?

Arrivo, papà.

Delia.

Delia!

Quanto cazzo ci metti?

Mi volete far morire di fame? Maledetti.

- Buongiorno a voi, sor Ottorino. - Stai attenta!

Dov'è mio figlio?

Buono, fate la cortesia, che oggi non è giornata.

Eh, quanto la fai lunga.

Quando ci si sposava tra cugini, non c'erano tutte ste questioni.

Mio figlio ha messo dentro casa un'estranea ed ecco i risultati.

- Ivano dov'è? - È andato a lavorare.

- E non mi ha salutato? - Eh…

Non mi saluta mai questo ingrato.

Dopo tutto quello che ho fatto per lui.

Gli ho insegnato tutto.

Ad allacciarsi le scarpe, a farsi la barba.

Chi l'ha accompagnato la prima volta a mignotte?

Voi, sor Ottori'.

- Io. - Voi, voi.

Io! Allora, non dico grazie, ma almeno un saluto.

Perfino la casa gli avevo lasciato.

La casa era pignorata, vi siete giocata ai cavalli pure quella.

Ma che c'entra, è il gesto che conta.

- Comunque, gli ho insegnato il mestiere. - Che dite? Che mestiere?

- Il tombarolo. - Ah, quello.

Da ragazzino a Cerveteri, facevamo il buco e lo buttavamo dentro

e Ivano tornava su con i vasi, le statuette…

- Era bravo, sembrava un gatto. - Che bel mestiere.

Ma cosa vuoi capire tu.

I fascisti ci compravano tutto.

- Erano gente perbene, elegante. - Uh.

Gli piacevano le anticaglie da mettere in salotto, capito?

Non ti dico quanti soldi giravano.

Li ho prestati a tanta gente.

Vi hanno preso cinque volte,

eravate l'unico strozzino al mondo che non aveva mai una lira.

Ma che dici? Mia moglie viveva come una regina.

Vostra moglie per la disperazione si è buttata dal quinto piano.

Giustamente.

- Lo sai qual è il tuo problema? - Eh.

Il tuo problema è che parli troppo.

Devi imparare a stare zitta. Sei una brava figlia, però…

devi imparare a stare zitta, a bocca chiusa.

Ragazzini! Fatela finita. Questi stupidi.

Ringraziate che ancora non l'ho detto a mio marito, quello vi gonfia.

- Buongiorno, Alva'. - Buongiorno, De'.

Mi raccomando, date un occhio a Ottorino in caso abbia bisogno.

Contateci, ci penso io.

Quel povero vecchio.

Gli voglio un bene…

Mi dispiace che non sia mio padre.

Ma ringrazia Dio.

- Dottore, ancora un po' di tè? - Sì, grazie.

Cara Delia, l'aspettavamo.

Venite, vi accompagno da papà. Adelina, fate in fretta.

Sì, signora.

Andiamo, signorine.

Vai.

Prego, Delia.

Veloci che è tardi, su, su, su.

Delia, vi devo dire che il ricostituente sta già facendo effetto.

- Mi sento molto meglio. - È vero, notaio.

Avete ripreso colore, prima eravate giallo.

Vostro padre come sta? Anche lui migliora?

No, è mio suocero.

Per migliorare andrebbe operato al cervello.

Con i vecchi occorre pazienza.

- Ecco fatto. - Avete la mano di velluto.

Grazie, notaio.

Pensate di farla facile.

Papà, è facile, deve solo decidere chi ne ha diritto.

Deve decidere chi ne è all'altezza.

Il vostro è solo il riflesso di una cultura antica, morta.

Servono nuove idee, nuove facce.

Contano i valori, non le facce.

Contano gli obiettivi comuni.

Per l'interesse della collettività.

Cara, taci. Non entrare in discussioni che non ti competono.

Piuttosto, dai le 20 lire alla signora.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Veramente le lire sono 30.

Quelle che chiami certezze ci hanno tradito.

Buongiorno. Ecco qua.

Allora, sono quattro reggipetti, 200 lire.

Due reggicalze, 60 lire. Ecco, 260 lire in tutto.

Grazie.

Se avete altre riparazioni, sono a disposizione.

Calzini, maglie di lana. Pure se avete una calza smagliata.

Per chi mi avete preso? La calza smagliata la butto.

Beata voi, io con un buco così ho fatto tutta l'occupazione.

Arrivederci, sora Fra'.

- A quest'ora si arriva? - Vi chiedo scusa, commendatore.

- Vai al laboratorio. - Sì.

Allora, siamo d'accordo. Arrivederci. Vi aspetto giovedì.

- Grazie. - Arrivederci.

Allora, guarda bene come si fa, devi avere la mano ferma.

Delia, fagli vedere.

Questo ombrello aveva la balena rotta e l'abbiamo cambiata.

Prendi la coperta e metti questo dentro.

Infili le punte, una a una. Vedi, così, facile facile.

Vedi?

- Mi capisci quando parlo? - Cosa sono la balena e le punte?

- Andiamo bene. - Delia, dagli una mano, su.

Adesso è colpa mia.

- Datti una svegliata. - Oh, sono qua per imparare.

Se conoscevo il mestiere, non prendevo 40 lire.

Come 40 lire?

Commendatore, permettete una parola?

Io sono tre anni che lavoro qua, pure sotto i bombardamenti.

Perché lui, il primo giorno, prende più di me?

Ma lui è un uomo, no?

- Oddio, che paura! - Ti prendesse un colpo.

Sembrava un'altra bomba.

Perché non ci fanno usare l'ascensore come gli altri?

Se incrociamo qualche signore, potremmo metterlo in imbarazzo

Non lamentiamoci, è già tanto se ci chiamano per le lenzuola…

Pensavo che con gli americani girassero più soldi.

- Però la guerra l'abbiamo persa. - Adda venì Baffone!

Ci manca solo lui.

Adesso che andiamo a votare noi vedrai come cambia la musica.

Sì, giusto la musica.

30, la puntura. 260, la signora Franca.

Più 30 di Fiacchini.

È tutto in regola qua. Tutto regolare.

Mi sa che è tua, vero?

Ha trovato…

Grazie, grazie tantissime!

Lasciami, mettimi giù. Sei matto?

Mi scusi.

Scusi.

Grazie!

Grazie infinite per questa…

Lo sapevo che era tua.

L'ho immaginato perché sono tutti negri.

Non vedo la mia famiglia…

Non so più da quanto.

E questa è l’unica foto che ho con me.

Questa bella donna è mia madre.

È tua madre?

Questo è mio padre e questi sono i miei fratelli e sorelle.

Belli, tanto carucci.

Mi mancano tantissimo.

Signora, grazie, dal profondo del cuore.

Posso fare qualcosa per lei?

Bello, mi dispiace, ma non ti capisco.

Parlo solo romano.

Un attimo.

Questa è cioccolata americana.

Viene dall’America, è davvero buona.

Ah, cioccolata?

Sì, è per lei.

- Per me? - Per lei.

Grazie, la prendo per i pupi.

- Pupi? - I pupi. I ragazzini.

Grazie.

Posso chiederle il suo nome?

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