The first 200 lines.
Ecco qui.
C'è proprio tutto.
-Il divano. -Le sedie del soggiorno.
-La TV. -Le lampade porno.
Porno?
Non sono porno.
Cosa fanno quelle persone?
Beh, lei è un'insegnante
e queste sono le sue allieve nubili... Ok, è una lampada sconcia.
Cosa insegna? Francese?
Ma sono carine e mi piacciono. Tu che dici, Antonio?
Ci vorrà un po' per scaricare tutto.
Ok. Ho delle commissioni da fare.
-Ci pensi tu, Imogene? -Certo.
Forza, ragazzi, al lavoro!
Scusate, divento autoritaria.
Fate attenzione.
Attenti alle lampade porno.
È dura eliminare l'olio, ma proveremo.
Grazie mille. Buona giornata.
-Herman. -Signora Maisel!
Come va? Come sta Marilyn?
-Abbiamo festeggiato il 30° anniversario. -Mazel tov!
Sono tornata e ho tantissimi capi da lavare.
Li riavrà al più presto.
Ho ancora il conto aperto, qui?
Sì. A quanto ammontava? 15 dollari?
Una cosa del genere. Pensavo
di alzare il limite.
-Alzarlo? -Che so, a 30 dollari?
Non vengo qui dalla mia partenza.
Ho molti abiti da portarti
e un conto più alto gioverebbe a entrambi.
Si può fare.
Sei un tesoro.
Darò questi a tutti quelli che conosco.
È marketing, Herman!
Grazie, sig.ra Maisel.
E 63 centesimi di resto. Grazie e torni a trovarci.
-Eli! -Sig.ra. Maisel!
-Fai ancora il pane migliore? -Spero di sì. È tornata?
Proprio oggi.
Vorrei ripristinare il mio conto.
Sì. Di quanto era? Dieci?
Un tempo, ma vorrei raddoppiarlo.
-Sì? -O triplicarlo.
Ho figli insaziabili.
Tu lo sai bene. Ne hai sei.
Un conto più alto gioverebbe a entrambi.
-Immagino di sì. -Conosci Herman?
Mi ha quasi implorato di alzarlo. Che insistenza!
Farò il possibile.
Che tesoro. Se non torno a casa con questi,
i miei figli divoreranno me.
-Metti sul conto? -Ok.
Darò questi a tutti quelli che conosco.
È marketing, Eli!
Grazie, sig.ra Maisel.
Johann! Divisa nuova?
Tintoria e panettiere hanno voluto
alzarmi il conto.
-Uomini che implorano. -Incredibile.
Giova più a voi che a me.
Lo dirò al capo.
Digli di Herman ed Eli.
Ecco i loro biglietti.
-Certo. -Sei un tesoro.
-Randy! -Signora Maisel!
-Chi ha i migliori meloni in zona? -Io.
Così mi offendi.
Sono tornata e vorrei parlarti del mio conto.
Il suo conto?
La Fantastica Signora Maisel
Hai mai visto un lattaio implorare, Walter?
No, davvero. Mi ha implorata di alzare il conto.
Ripeteva che la cosa giovava più a lui che a me.
No, non vanno lì.
-È roba della cucina. -Decido io.
Sono una donna. Non me ne intendo di affari.
Sii gentile. Antonio ci piace.
Mi scusi. Avevo una nonna nordica.
È la sua rabbia gelida.
Visto che fornaio, droghiere e tintore
mi hanno alzato il conto, lo concederò anche a te.
Non vorrei cambiare farmacia.
Venticinque è perfetto.
Dirò a tutti che sei il mio spacciatore di fiducia.
Beh, mi hai capita. È marketing, Walter. Ciao.
Il bastardo si opponeva.
-Cosa fai? -Risolvo i problemi di flusso di cassa.
Convinto Moishe
a posticipare il saldo del prestito per questa casa.
Ho portato Ester.
L'ho tenuta in grembo,
a piedi nudi e sporca. Con la sua bambola monca.
-Non ci credo. -Ho detto che le servivano scarpe.
Non ho pianto ma lei lo ha fatto a comando.
Forse l'ho pizzicata.
-Che spudorata. -Ha funzionato.
Se posso non pagare latte, lavanderia,
alimentari, macellaio, panificio e farmacia
per qualche mese,
penso di potercela fare.
Ciao, vecchia amica.
Il tuo posto d'onore ti aspetta.
Questo scaffale è completo.
Vieni con me. Mi serve un parere.
Che ne pensi?
È uno stile cubista o...
No, sul serio, cosa ne pensi?
Sul serio, è folle.
A prima vista sì, ma ascolta.
-Midge! -Ok,
casa vecchia, nuova vita, giusto?
-Sì. -Nuovi panorami. Panorami interni.
-Ok. -Il divano del salotto
deve per forza stare di là.
-È fatto su misura. -Sì.
La TV deve stare davanti al divano.
La cucina è la cucina
e l'atrio non si tocca.
L'unica stanza che posso cambiare
e rendere più appariscente e simile a me è la...
Camera da letto.
-Non dovresti... -Un secondo.
...spostarti.
Dev'essere diversa da quella mia e di Joel.
Era più sensata,
ma io e lui avevamo un senso e sappiamo com'è finita.
Voglio entrare in camera da letto e sentirla mia.
Non deve ricordarmi quella in cui io e Joel,
spesso facevamo...
-Lo so. -È dove mi ha lasciata.
Lui era lì e io qui.
Ora è diversa perché dove mi ha lasciata
c'è il comò e dove stavo io c'è il letto,
e questo mi conforta.
Che ne pensi?
Dovresti risistemarla com'era. Così è da pazzi.
-Qui sono stata ferita. -Due volte. Tibia e piede.
Da Joel.
Lo so.
Ma rimetti tutto esattamente com'era.
Era perfetto.
Ora vivi qui da sola, perciò ti spettano entrambi gli armadi.
No.
La lascerò così e vedrò come mi fa sentire.
Cazzo.
Ora come ti senti?
Devo chiamare il macellaio.
-Gli spazzini non scioperano. -Chi lo dice?
Io! Sei astigmatico, Jerry?
Mi correggo.
Quando svuoteranno i cassonetti?
-Cosa c'entra? -È sempre nettezza urbana.
Kev ha ragione.
L'avocado gettato da Bernie una settimana sta ancora lì.
Abe Weissman, eccoti.
Scusate. Sono in ritardo?
La riunione non era alle 10:00?
Sei in orario. Tre di noi hanno dormito qui
e non perché cacciati dalle mogli.
Non mi ha cacciato, non mi ha fatto entrare.
Al risveglio, abbiamo iniziato.
Ragazzi, lui è il famigerato Abe Weissman,
Terrore di Broadway. Ora, il nostro terrore.
-Buongiorno. -Come va?
Lui è Terrence, alla cultura.
Bernie alle notizie. Jerry alla cronaca locale.
Leonard l'opinionista. A volte ne ha una.
Il fotografo, Kal-El, dal pianeta Krypton.
Ho fatto l'errore di mostrare i miei fumetti di Superman.
-Gilbert. -Jules il disegnatore.
Tu cosa fai, Kev?
-Vaffanculo. -È il nostro poeta.
E questa è la testata, in carne e ossa. Siediti.
Il fumo ti dà fastidio, Abe?
No. Fumo anch'io la pipa.
Sì. Quello che fumi tu non è quello che fumo io.
Bel completo, Weissman.
-Il tweed. -Smettila, Jer.
Vestiti come vuoi. Una volta Mailer è venuto in mutande.
Perché ha accoltellato la moglie? Era simpatica.
Pare abbia detto a Norman che non è Dostoevskij.
Ho parlato con lei a una festa per un libro.
-Se l'è cercata. -Alcuni di noi hanno da fare.
Riprendiamo.
Verifica le fonti. Se è vero, va in stampa.
Abe, odio farlo,
ma hai tre cose da recensire.
-Tre? -So che sono tante.
No, in realtà,
il Village ha circa 3,25 recensioni teatrali dal 1° numero.
Quindi, è normale.
Come sei arrivato a 3,25?
Leggendo gli arretrati.
Nella biblioteca sulla 42esima.
Ci ho messo due settimane.
Hai letto ogni arretrato?
Tutti tranne il 13 novembre del '57.
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