Allt jag inte minns

Allt jag inte minns

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Season 1

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Allt jag inte minns S01E02
A Commentary by MovieTeam

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Published on: 2019-12-01
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Hearing Impaired: No

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The first 193 lines.

Non so cosa dire.

Posso fare qualcosa?

Quando hai visto l'ultima volta Samuel?

Un paio di settimane fa. È venuto con l'auto per prendere qualcosa in negozio.

Riposi in pace.

Sembrava felice comunque. Cantava una canzone e mi ha salutato.

Ti ricordi il giorno esatto?

No, ma era dopo l'incendio.

Quindi eri qui quando ha preso fuoco?

Beh, devo andare a spostare delle scatole.

Ci stiamo trasferendo, così...

Mi dispiace tantissimo. Davvero.

Tutto quello che non ricordo

- Ciao. - Ciao, ho provato a chiamarti.

Ci sono tante cose che non quadrano. Hai tempo per parlare un po'?

Ora proprio non posso, lavoro.

Sai che oggi avrebbe compiuto 28 anni?

Vuoi qualcosa? Caffè, tè, vino?

Non hai qualcosa di più forte?

- Whisky? - Sì, grazie.

- Che carino qui. - Grazie.

Grazie.

- Tu non prendi niente? - No.

Ok. Cin cin.

Senti, quella chiave...

Era della casa di mia madre. O...

di quello che è rimasto della casa di mia madre.

Che facevate lì?

Hai parlato con Vandad?

Te lo chiedo io.

Erano anni che cercavo qualcuno che...

mi facesse sentire tutt'una col mondo.

E adesso c'era Samuel.

Non ho mai avuto il tempo di imparare l'arabo.

Posso insegnarti.

Come si dice...

il cibo è pronto?

Cibo?

Ci chiudevamo in una bolla e lasciavamo il mondo fuori.

Ma il mondo era più grande di noi.

Ciao.

Parli arabo?

Vuoi che ti portiamo in ospedale?

- Non voglio. - Non aver paura, è un tuo diritto.

Qualcuno ti ha picchiata?

Il mio uomo.

Il mio ex-uomo.

Diceva...

che mi aveva visto insieme...

ad un uomo nero.

Ma era solo un amico.

Mi ha preso la testa...

e me l'ha sbattuta sul mobile.

Devi denunciarlo.

Posso seguirti io.

Non posso denunciarlo.

Lui...

ha perso la ragione.

Lui è...

Scusa il disturbo, dobbiamo andare ora. Daud!

Che strada fate?

Questa è la mia vecchia stanza.

Daud. Puoi prendere questa stanza se ti va.

Diglielo.

Digli che può fare ciò che vuole.

Daud, hai visto?

- Come dite scarpa? - "Jazma".

- Come dite grande? - "Kabiira".

Kabiira jazma, Daud.

Cosa vuol dire "perché"?

La domanda piuttosto è: "perché no"?

Perché non doveva cogliere l'opportunità di fare qualcosa di concretamente utile?

Passava le giornate stretto nella camicia di forza della burocrazia.

A seguire protocolli e direttive.

Prenotava viaggi a persone che non volevano andarsene.

E la casa di sua nonna era lì vuota.

Non è strano che Samuel volesse aiutare...

è strano che gli altri non facciano lo stesso.

So che l'hai rubato tu. Lo capisci lo svedese?

- Dammi il mio annaffiatoio! - Perché dovrei prendere il tuo annaffiatoio?

- Telefono alla polizia. - Fai pure.

Arabo maledetto!

- Nonna. Ciao. - Ciao.

Guppe è un nostro amico. Non dire così, diventa triste.

Io non sono amica degli zingari ladri.

Guarda cosa ti ho portato.

- Guarda! È la mia radio. - Sì.

- La metto qui. - Sì.

- Sei Vandad? - No.

- Lei è Laide. - Ciao.

- Da quale paese vieni? - Dalla Svezia.

Mangi il maiale?

No. Sono vegetariana.

- Hai la patente? - Sì.

Brava. Una donna moderna deve avere la parente.

Vogliono togliermi la patente. Hai parlato con quegli idioti?

Ho chiamato, ma era occupato.

Hanno sicuro staccato il telefono.

Prova di nuovo. Altrimenti scriviamo una lettera.

No, ora voglio andare a casa.

Ma siamo a casa.

Per un po' sarà questa casa.

Così ha parlato con Laide prima di parlare con me?

- Perché, non dovevo parlarle? - Sì.

Sì, certo, è solo... che importa.

In quel periodo non vedevo spesso Samuel.

Veniva a casa per lasciare la biancheria sporca e prendere la pulita.

Ogni volta gli chiedevo se volevamo uscire, ma non aveva tempo.

Era tranquillo.

Ascolta. Sono al 100% fedele all'azienda.

Do il 110 per cento 24 ore su 24, dovreste tenerne conto.

Ma Bengt, ti prego...

Quando non lavoravo, stavo per lo più a casa, a fare videogiochi.

Ok, jalla. Va benissimo, Bengt. Ciao.

Cercai di trovare dei modi legali per trovare il denaro per l'affitto.

Mentre Samuel e Laide andavano alla SPA,

mangiavano zuppe vegane e incontravano la famiglia di lei.

Hamza...

- Ciao, Vandad. - Come va?

Bene. A te?

Sto cercando lavoro.

Non è facile, eh?

- Mi ha fatto piacere vederti. - Ehi, fratè...

- Mi presteresti 20000? - Quanto?

- 20000. - 20000! Vandan, io...

Ti prego. Devo avere dei soldi. Due, tre settimane al massimo.

- Due, tre settimane? - Al massimo.

- Ok. Ma niente interessi. - No, no, va bene.

Un giorno mi ha chiamato Nihad.

Mi chiese se poteva trasferirsi una donna di nome Zainab.

Io non chiedevo mai a Samuel.

Perché doveva rifiutare?

Avrei voluto affogare io...

al posto suo.

Avrei voluto mi trascinasse con sé.

Sarei libera da questi incubi.

E i bambini!

Nessuno di loro sapeva nuotare.

Non ci hanno dato nemmeno i giubbotti di salvataggio.

Che Dio vegli su di loro.

- Ciao, Björn. - Ciao!

- Tutto bene? - Un po' stressato.

Ho una scadenza per una questione sulla crisi dei rifugiati.

Ufficio Immigrazione Svedese... che idioti.

- Ti presento Laide. - Piacere, ciao.

Vedo che avete visite.

Non dovete temere, non dirò nulla. È giusto quello che fate.

Avrei potuto fare la stessa cosa.

È stato un piacere, Björn.

Ciao. La polizia è qui e cerca Deeba.

Non se n'è andata.

Ho spiegato che l'hai aiutata con la storia dell'immigrazione

- e che eravate colleghe. - Sì, infatti.

Ma non so niente di questa storia.

- Quindi non l'ha sentita? - No, da mesi non la sento.

Comunque sappiamo che non ha lasciato il paese.

Credo sia assurdo che... inseguiate persone nella sua condizione.

Beh, è libera di pensarlo.

- Nessuna idea di dove sia ora? - No.

No, per niente.

Ma mi faccio sentire se mi viene in mente qualcosa.

Prenda il mio numero, può chiamare qui.

- Grazie. - Grazie.

- Ehi, che succede? - Che cazzo fai?

Vattene. Vattene, ho detto!

Te lo spiego così, coglione?!

Vattene.

Dentro di me ho capito...

che salvarlo era un mio compito.

Quella volta l'aiuto di Vandad fu un bene.

Ma Samuel non avrebbe dovuto coinvolgerlo più.

Samuel mi ha detto che hai abortito.

Scusa?

Samuel mi ha detto che hai vissuto a Bruxelles.

Non mi hai chiesto se ho avuto un aborto?

Aborto? No. Che aborto?

Ho chiesto se hai vissuto a Bruxelles.

È noiosa Bruxelles, vero?

Fu un'idea di Samuel quella di farmi prendere il controllo della casa.

Era un po' preoccupato, perché la gente iniziava ad aumentare.

E ogni giorno succedeva qualcosa.

Una donna era incinta e aveva la febbre...

ma era spaventata a morte all'idea di andare in ospedale.

Poi c'era un'altra donna che diceva...

che due persone di sopra le avevano rubato il braccialetto d'oro.

Ehi!

Chi sono Sahid e Mohammed?

Mohammed.

Sahid.

Così divenni una sorta di mediatore.

Per favore, non fate casini, aprite le borse.

Le vostre borse, apritele!

Ok, mostrami tutto.

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