The Sky Above Paris (Le ciel de Paris)

The Sky Above Paris (Le ciel de Paris)

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The Sky Above Paris 1991 FRENCH 1080p WEBRip x265-VXT
A Commentary by Moudy0007

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Published on: 2023-05-15
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The first 200 lines.

Ehi.

Hai barato.

No!

Spero funzioni.

Certo che funzionerà.

Non è così facile.

- Con lei niente è facile. - Non è questo.

- Perché l'amore è impegnativo? - Sì.

Suzanne vuole un uomo che la ami davvero.

- Perché dici così? - Perché è vero.

Muovetevi, vado di fretta.

- A che ora è l'appuntamento? - Ora.

Andrà bene, vedrai.

- L'ultimo era sposato. - E allora?

Non ce la faccio.

- Perché sono sposati? - No.

Perché ho gli incubi.

Sogno sempre di uscire da un tunnel grazie a una torcia.

Non c'è niente da ridere.

Mi fanno tanta paura.

Pensa ad altre cose, pensa al tuo appuntamento.

Sì.

- Potrei scrivere una canzone sui sogni. - Sì, scrivila.

Maledetta!

Marc!

Lo sapevo! Mi avete fatto perdere il bus.

- Abbiamo? Come? - Corri! Puoi ancora farcela.

Merda.

I drammi di Clothilde mi fanno ridere.

Non è divertente.

Le passerà.

Avete rotto?

Pensi ancora a lui?

Sì, ma è normale quando ami qualcuno. Tu?

- Sai come sono. - Oh, sì.

Vanno e vengono.

- Buonanotte. - 'Notte.

Ciao Suzanne, dolcezza. Ciao, Théo.

- Ciao. - Scusate il ritardo.

La metro...

Sì, sempre in ritardo. E sta anche piovendo.

- Scioperi last-minute. - Sì.

Pensi che partano e poi puff!

All'improvviso si fermano e scioperano.

- Una cortesia: un po' di caffè. - Caffè? Ok.

Il prossimo weekend vado da tua madre al sud.

- Te l'ha detto? - No.

- Chiamare dal sud costa. - Ho bisogno di sole.

Non so come fai a vivere a Parigi. Lì non eri felice?

Amo i posti in cui c'è sempre il sole.

Sì, ma più il tempo passa, più difficile è andarsene.

Hai dimenticato i teli.

- Controlla bene. - E la mia cuffia?

L'ho dimenticata.

Lo sapevo.

Quelle cuffie sono orrende.

- Porti con te le mie foto? - Era lì dentro.

- Questa foto è brutta. - No, stai bene.

Andiamo a casa. Sono stanca.

No, dai.

Continua a nuotare.

Io ti aspetto qui.

Marc!

Marc!

- Hai freddo? - No, sto bene.

Come ti chiami?

Lucien.

- Sicura di stare bene? - Sì, sono solo svenuta.

Ti chiamo un taxi. Non puoi camminare.

È meglio che vada.

Vieni a nuotare spesso?

Non così spesso.

Vengo qui per sfogarmi.

Potesti lasciarmi il tuo numero.

Se ti va.

Ti lascio il numero di lavoro.

Finché non trovo un'altra sistemazione.

Vivo con mio padre perché non sta bene.

Ciao.

Ti ha dato il suo numero.

- Cosa? - Niente.

È del ragazzo della piscina.

- Lo chiamiamo? - Chiamalo tu.

Lo chiamo io.

- Hai da fare? - No, entra pure.

Mi serve un favore.

Ma prima il caffè.

- Caffè? Tè? - Hai cicoria?

- No, fa schifo. - Allora caffè.

Qual è il problema?

Mischi le marmellate?

Sì, sono buone.

Com'è andata?

- Penso che impazzirò. - Perché?

Continuo a sognare.

Come va con l'amore?

Bene.

Avete dormito insieme?

Allora che hai?

Marc c'è?

No, è andato al lavoro.

I miei sogni mi fanno paura.

Mi fischiano le orecchie.

Ascolta, non hai più motivo di preoccuparti.

Ora hai un fidanzato, scrivi belle canzoni, stai bene.

Suzanne, puoi accompagnarmi al coro? Ho paura di andarci da sola.

Che ore sono?

Le nove meno dieci? Che dico al mio capo?

- Si è allagata casa. - L'ha usata due giorni fa.

- Sciopero? - L'ha usata ieri.

- Non posso rubarle le scuse. - No.

Basta dire...

Motivi personali. Funziona sempre.

- Personali? - Sì, personali.

È meraviglioso.

È l'ultimo.

- Pago io. - Grazie.

Fa' in fretta.

Arriverà a momenti. Ti piacerà.

- Grazie. - Grazie a te.

Hai una pistola?

Sì, l'ho comprata l'altro giorno. Tranquilla, non la userò.

- Fai ancora gli incubi? - Sì.

- Grazie. - Grazie a te.

È lui.

- Auto rossa? - Sì, che ne pensi?

Non riesco a vederlo.

Vado.

Tutto bene?

Te le restituisco.

Sei qui per questo?

Questi erano i patti.

Sì, ma...

Le prendi?

Sicuro?

Perché non ci pensi bene prima?

So che è da stupidi

ma potresti tenerle e pensarci.

Mi hai urlato di restituirtele, perciò te le restituisco.

Prenditele e siamo a posto.

Scusami.

Tre di ognuna.

Lionel, per favore, tre copie.

- Puoi farle? - Torno subito.

Servizi investigativi.

Mi serve sapere l'indirizzo di un numero.

Tredici franchi e 75 al minuto. Il numero?

Quarantacinque, 74, 29, 50.

Tipografia Clément Leduc, 14 boulevard des Anciens Abattoirs.

Grazie.

TIPOGRAFIA LEDUC

Ero nei paraggi e ho pensato di passare.

Marc, un amico di Parigi.

- Ciao. - Ciao, giovanotto.

Lui è mio padre.

- È sua la tipografia? - Sì.

Come sta Suzanne?

Vorremo invitarti a uscire con noi.

Sta bene, sì.

Sabato sera ti va bene?

Sì.

- Ci vediamo in piscina alle otto? - A sabato.

- Un minuto. - Ci vediamo dentro.

- Che bello vederti. - Tutto ok?

Sì, sto bene.

Vuoi entrare?

No, non ho tempo.

Ti serve di qualcosa?

No, sono solo venuto a salutarti.

- Sicuro non ti serva niente? - No.

Chiama mamma e papà.

Tieni, non si sa mai.

Non mi servono.

Dai, non essere sciocco. Passa a trovarmi, ogni tanto.

- Mi prometti che mi chiami? - Promesso.

Mi raccomando.

Iniziavo a preoccuparmi.

- Eri in piscina? - No, ho visto mia sorella.

Per chiederle soldi?

- Perché dici così? - Perché fai sempre così.

Non le ho chiesto niente.

Prima ho visto Lucien.

- Chi è? - Il ragazzo della piscina.

Vorrebbe uscire sabato sera. Se a te va bene.

Andiamo al Noctumbules.

Esatto.

Ci eri già stato qui?

No, non conosco affatto Parigi.

Che bevi?

Un gin.

- E tu, Lucien? - Non so.

Prova il noctambule , la specialità.

Lo provo.

Ok, un noctambule.

Tre noctambule.

Prego.

- Tre noctambule. - Certo.

Ti piace?

È buono.

Balliamo tutti insieme?

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