The first 136 lines.
Tanase, tu lo sai bene.
Questo non è come passare col semaforo rosso.
È tutta un'altra storia. Cinque anni, come minimo.
Guarda, i numeri di serie non sono stati cancellati.
- Dove le hai prese? - Dove sono sparite.
- Perché rischi così tanto? - Dovrei nascondermi a morire di fame?
Guarda bene a destra e sinistra, prima di attraversare. Sono parole tue.
Ora mi sento come se stessi attraversando.
E dai, sto diventando vecchio.
- Parliamo di numeri. - La tua parte sarà di circa 2000.
Nemmeno io ci sto facendo una fortuna. La parte del leone va al Capitano.
Il guadagno comunque è buono.
5000.
- Con un pompino come bonus? - Se il tuo cazzo funziona ancora.
Quando?
Domani pomeriggio. Vengono due con noi.
Ti informo più tardi.
Traduzione di Hanna Lise
Ombre
- Eccola! - Salve. Vasile.
Roshka. Emilia. Da questa parte.
Come le dicevo al telefono, la casa è costruita bene.
Bella muratura, cemento armato, mattoni di qualità.
Era per mio figlio, Gigi. Ma è andato all'estero 4 anni fa.
Va a raccogliere la frutta in Spagna.
Beh...
Sì, è lontana dalla strada.
Non è un problema.
Davvero? Tanti preferiscono vivere sulla strada, vicino ai negozi.
C'è un sentiero attraverso il bosco?
Sì, ma è di terra battuta.
Deve prendere la strada principale per arrivare a Racari.
Ero solo curioso. È sicura?
Sono nata e cresciuta qui, se non lo so io...
- Posso mostrarglielo. - No...
E tagliando dal bosco per arrivare alla strada principale, quanto ci si impiega?
- Un'ora circa. - Con l'auto?
Oh, dieci, quindici minuti. Prego.
Scusi se chiedo, ma come mai vuole trasferirsi dalla capitale?
Per questioni di salute.
Oh, ma è tanto giovane! Che cos'ha?
Ecco qui, 600 euro.
Due mesi di affitto, come avevamo detto. Va bene?
Se me ne vado prima, può tenersi i soldi.
Va bene, signor Vasile.
- Mando un ragazzo a togliere le erbacce. - Non c'è bisogno.
Non posso lasciarla in questo stato.
Signora, lasci la casa com'è.
Se mi va, cambierò qualcosa io.
D'accordo, come vuole.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Non ho tempo, soldi, e nemmeno mi serve.
Ricordi come hanno scorticato la faccia di Tatiana quando è andata?
Ci sono volute due settimane per far sparire quel rossore da barbabietola.
E poi le sono rimasti comunque i baffi.
Se stai bene e rimani incinta, cosa vuoi di più?
Ti stai sposando.
Sei l'ultima nostra speranza.
Aspetta finché non nasce il bambino.
Chi c'è qui? Come va, signor Gatsby?
Vuole un po' di pappa reale per far diventare la pelle del culo come quella di un bebè?
Che? No, vuole farti concorrenza con la tua pelle perfetta.
Sì.
A che ora dobbiamo trovarci al ristorante?
Alzati, Relu! Dobbiamo fare delle cose.
Sì.
Dove vai così?!
Ti richiamo, il pazzo ne sta facendo un'altra delle sue.
Relu! Relu!
- Dove sei stata? - In giro.
- Con quel punk? - Quale punk?
Sai chi.
Che ne so? Esco con tanti.
Che cavolo fai?!
Dimmi ancora stronzate e ti picchio di nuovo, chiaro?
Provaci, accomodati!
- Davvero? - Sai che roba!
Se volessi, farei in un giorno quello che tu fai in un mese!
- Come una troia a buon mercato! - Esatto!
Lascia perdere, Relu!
Non lo so che ti sta succedendo ultimamente,
ma non te ne vai in giro per casa come Tarzan.
- Non lo vedi cosa indossa? - Ah, beh...
se vuoi le metto un burqa d'ora in poi.
- Ora so da chi ha preso! - Ma vaffanculo.
Devo rispondere io al tuo telefono?
- Non è il mio. - Nemmeno il mio.
È tuo? Quando hai preso un altro telefono?
- Me ne serviva un altro. - Possiamo permetterci due telefoni?
- No, è prepagato, questo. - Perché ti serve un altro telefono?
E quello che ti ho dato a Natale?
Era da parte tua? Credevo fosse stato Babbo Natale.
Relu!
Ora devo dirti anche quante volte vado a pisciare?
Che ne dici se li gestisci tu? Toh, prendili tutti e due. Su, prendili.
Prendi il taxi, passa 12 ore seduta là dentro tutti i santi giorni.
A respirare gas di scarico di questa città di merda, che cazzo nei sai...
Me ne sto io a casa a guardare le telenovele.
A togliere un po' di polvere, a raccontare barzellette al vicino...
- A preparare un po' di stufato! - Moussaka.
Secondo te passo i giorni così?
Quando non sei troppo occupata a rompermi le palle.
Nico, se non rispondo è perché non posso o sono morto.
Non insistere.
Sì... sì.
Ok, tra mezz'ora.
- Come va, signor Savu? - Oh, Gina carissima, ci difendiamo.
- Io e mia moglie stiamo uscendo... - Prendo un attimo la sua auto!
Ehi, esci da lì! Ragazza!
Sei matta? Che devi fa...
Gina!
Allora? Siamo arrivati?
Signora Savu?
Signora Savu, sono io, Gina, la vostra vicina di casa.
Come va? Ha fatto l'operazione alla cataratta poi?
- Riesce a vedere qualcosa? - Sì, nero.
Te ne vai a scopare in giro? Adesso ti faccio vedere io.
Signora Savu, la lascio un momentino qui. Non scappi via, eh.
Ora ti trovo, aspetta e vedrai.
Posso aiutarla? È nella stanza sbagliata.
Hai appena alterato il mio flusso sanguigno.
Mi offenderei se non l'avessi fatto. Ma dobbiamo stare un po' attenti.
- Ho fatto il test per l'HIV. - Non quello! Mio padre.
Te l'ho detto, si è incazzato prima, per poco non collassava.
A causa mia?
Non per te, per l'altro idiota con cui esco.
Quello che non fa domande cretine.
Certo che è per te. Mi ha pure dato uno schiaffo.
Vuoi che gli dica di non trattarti più così?
Vuoi un buco in testa?
Stai tranquilla, era solo un po' sconvolto. Non ti farà del male.
Certo, solo che oggi mi ha fatto male.
Devo andare. Ci vediamo quando esco?
Come va, Don Giovanni? Andiamo, sbrigati.
Schiaccia la frizione, poi l'acceleratore. Su.
Ti ho sempre detto di metterti la cintura.
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