Cobain: Montage of Heck

Cobain: Montage of Heck

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Cobain Montage of Heck 2015 Bluray
A Commentary by qscgy

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Published on: 2016-10-09
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The first 200 lines.

QUESTO FILM CONTIENE DIPINTI, MUSICA, DIARI, FILMATI SUPER 8

E MONTAGGI AUDIO FORNITI DALLA FAMIGLIA DI KURT COBAIN.

Prova. Uno, due.

Energy drink. Lozione dell'amore.

Castoro. Femmina.

Benvenuti nell'era dell'esplorazione dell'uomo nello spazio.

La navetta spaziale Mercury ha un diametro di due metri ed è alta tre.

Perché non mi piace la tua faccia.

Ehi. Ehi, vieni qui.

Voglio...

Voglio mostrarti una cosa.

Il cervello di Kurt era sempre in funzione. Pensava sempre a qualcosa.

Aveva sempre qualcosa in testa.

E si vedeva.

La festa è cominciata, Wayne.

Metteva in soggezione. Ti faceva pensare: "Beh, dopo tutto non..." Sai?

"Penso di non essere così speciale".

Sai... Ma poi, crescendo,

mi sono resa conto che è meglio non avere il cervello di un genio.

Forse faceva fatica ad accettare i complimenti.

Non sapeva come rispondere.

Così faceva sempre il modesto.

Ma il suo obiettivo era essere il più perfetto possibile.

Il migliore possibile.

Comporre al meglio, cantare al meglio,

suonare al meglio. E quando le cose si sono combinate...

È così... Non riesco a star seduto. Fa troppo male.

Fa troppo male.

Ce la farai, amico.

Con l'aiuto degli amici e della famiglia, ce la farà.

Nei suoi dipinti, molti suoi messaggi sono assolutamente evidenti.

Non voglio neanche dire quali sono. Lo vedete.

È tutto n. Col perfetto senno di poi, dici:

"Come ho fatto a non prevederlo?" Oppure: "Avrei dovuto parlare".

Ma, sai, 'e un po'...

L'America era in forte ripresa dopo la guerra e tutti avevano tutto.

Anche se non avevi molto, avevi comunque abbastanza.

WENDY O'CONNOR MADRE DI KURT

Aberdeen era un paese di falegnamerie e fabbriche.

Era in pieno boom economico.

Tutti in paese potevano pagarsi le bollette e fare la spesa.

Era un posto molto bello, straordinario, per crescere dei figli.

I miei figli amavano quel paese.

Don faceva il benzinaio, su a Hoquiam.

Aveva occhiali neri con la montatura d'asso,

aveva le orecchie un po' a sventola,

e un taglio di capelli alla militare, che non sta mai bene a nessuno.

Io gli davo una mano con tutto.

Non capiva niente di stile.

Eravamo amici, più che altro.

Non sapevo cosa significasse innamorarsi, non l'avevo mai provato.

Mi piaceva e pensavo di esserne innamorata.

Così mi prese un anello e ci fidanzammo.

Era divertente!

Pensavo: "OK, mi sono lasciata tutti i problemi alle spalle".

"Ora avrò dei figli!"

Non vedevo l'ora di restare incinta. Era il mio obiettivo.

Il dottor Ehrhart mi disse: "Sei ancora giovane".

"Dovresti prima abituarti a fare la donna di casa".

Ma io non davo retta a nessuno.

Pensavo: "Perché ho sposato Don Cobain?"

E mi dicevo che tutto accadeva per una ragione.

Kurt doveva nascere. Era... Era necessario.

STORIA DELLA FAMIGLIA

L'OSPEDALE DI GRAY'S HARBOR CERTIFICA LA NASCITA

DI KURT DONALD COBAIN LUNEDÌ 20 FEBBRAIO 1967.

Era il primo nipote per entrambi i nonni.

Venivano tutti a trovarlo, senza sosta.

È indescrivibile quanto fosse magnetico.

Erano tutti attratti da lui.

Amavo alla follia quel bambino.

Era gentile e si preoccupava sempre per le altre persone.

Voleva sapere se stavano bene, se qualcuno si era fatto male...

Oltre a questo,

aveva iniziato a cantare e a suonare la chitarra.

Una volta imparato a disegnare, non smetteva mai di disegnare.

IL MIO TERZO COMPLEANNO

- Cantiamo, mamma. - OK. Di' chi sei.

Chi sei?

Chi sei tu, Kurt?

Chi sei tu? Chi sei tu?

Ciao! Sono Kurt Cobain.

Vai! Vai!

Kurt era pieno di energie. Sempre impegnato.

Avevo una vecchia sedia a dondolo in un angolo della stanza.

Lui si metteva a testa in giù

con la testa che penzolava al posto dei piedi,

e i piedi appoggiati allo schienale della sedia,

facendola dondolare a 100 km all'ora.

Andava così veloce da colpire il muro.

Intanto lui ripeteva a memoria le battute di Sesame Street.

Pensavo: "Prima di averne un altro,

sarà meglio far calmare un pochino questo".

Allora lo porto dal pediatra, il dottor Fulton.

Gli fa il test per il movimento rapido degli occhi con la torcia,

e dice: "OK, abbiamo un problema".

"Ti do questa compressa".

Credo fosse qualcosa tipo il Ritalin.

Quando gliela davo di sera... Oh, mio Dio,

lui andava fuori di testa.

Kurt era iperattivo.

Pieno di energie. Sempre impegnato.

Saltava giù dalle cose, le buttava a terra.

Tutti le cose di un bambino normale.

E Don non sapeva cosa fare.

Era una di quelle persone

per cui i bambini sono fatti per essere visti, non sentiti,

e non dovrebbero dare problemi.

Prendeva in giro e umiliava Kurt.

E Kurt si vergognava.

Lo feriva molto essere umiliato.

Poi, non so.

Lo... Ho cominciato a maturare.

Ho cominciato a crescere, a tornare sui miei passi...

La canzone che forse ha fatto questo effetto su di me è...

Is That All There Is?

Insomma, questa sarebbe la mia vita? Non ho fatto nulla nella vita.

A quei tempi, la gente non divorziava.

Non conoscevo nessuno di divorziato.

Cuocevi nel tuo brodo e basta.

Non consideravi il divorzio.

Kurt aveva nove anni all'epoca.

La gente non parlava d'altro.

Era terribilmente imbarazzato per il fatto che noi fossimo divorziati.

Toglieva le lampadine dalle luci di casa,

chiudeva fuori la baby-sitter e Kim... Era diventato indomabile.

Dicevo: "Non si può andare avanti così".

Allora lo portai a casa di suo padre.

Lei non era in grado di gestirlo.

Così lo presi io.

Mi piaceva molto tenerlo,

stare insieme io e lui, da soli.

DON COBAIN PADRE DI KURT

All'epoca ripetevo in continuazione

che non mi sarei mai più risposato.

Penso che lui l'avesse presa come una promessa.

Ma poi incontrai Jennifer, ci sposammo

e lui si ritrovò con un fratellastro, una sorellastra e nostro figlio Chad.

Voleva far parte di una famiglia, punto.

L'avevo percepito fin dall'inizio.

JENNY COBAIN MATRIGNA DI KURT

Le notti passate a giocare. Per lui era molto importante.

Se non volevamo farlo, un mercoledì sera,

diceva: "No! Dobbiamo. È quello che..."

Sentivo che gli piacevano davvero molto quei momenti.

Però voleva sempre vincere lui.

Se non vinceva, reagiva male.

Voleva essere quello più amato,

e questa famiglia non era proprio l'ideale che avrebbe desiderato.

Così decise che non avrebbe più obbedito a ciò che gli veniva detto.

Se ne stava sul divano a guardare la TV.

Si chiudeva in stanza a suonare la chitarra.

E poi aveva iniziato a fare delle cattiverie ai ragazzi.

Le cose cominciarono a...

Immagino sia stata un po' colpa mia,

perché non sapevo più come gestirlo.

Dissi a Don che avremmo dovuto farlo uscire di casa.

Lo mandammo dal fratello di Wendy per un po'.

Poi da mia mamma e mio papà. Abitò con loro per un po'.

Quando poi tornava da noi, i problemi erano gli stessi.

Non c'era nessuno che...

Dopo un paio di settimane, tutti volevano cacciarlo.

La cosa triste di tutta questa vicenda

è che Kurt voleva solo stare con sua mamma.

"MOSTRI DA SOTTO" DI KURT COBAIN

"L'ORRIBILE VERITÀ SULLA RADIOATTIVITÀ"

Soffriva così tanto che si sfogava su sua mamma

su suo papà, e sui suoi fratelli.

Sentiva quasi di non...

Sentiva quasi di essere inutile, rifiutato, sostanzialmente.

Non so come uno si possa sentire quando tutta la famiglia lo rifiuta.

BENVENUTI

In una comunità in cui le storie sessuali maschiliste

sono i momenti salienti delle conversazioni,

io ero un ragazzino sottosviluppato, immaturo, che non scopava mai,

e mi sfottevano in continuazione.

Oh, povero ragazzino.

Mi disturbava, anche perché avevo delle voglie

e spesso dovevo inventarmi storie, tipo:

"Oh, in vacanza ho incontrato una pollastra.

Abbiamo scopato e le è piaciuto". Eccetera.

Un tipico problema preadolescenziale

che aveva accentuato i miei problemi con mio padre e la matrigna.

È la tipica storia della matrigna cattiva.

Così andai ad abitare a casa di entrambi i nonni,

di quattro zie e zii diversi, eccetera, nel corso di un solo anno.

In terza media, a mia madre è toccato riprendermi,

perché mio padre mi ha cacciato

e mi ha scaricato davanti a casa sua, un bel mattino.

Lei si è incavolata.

Questo mi ha provocato un bel complesso, per non parlare del colorito.

Poi, un giorno, ho scoperto la più perfetta forma di espressività:

la marijuana. Oh, amico! Erba.

Potevo viaggiare tutto il giorno senza le solite crisi di nervi.

Odiavo Trevor, ma me lo sono fatto amico,

perché era l'unico che poteva procurarmi l'erba.

Era il boss.

Trevor, Ace, John e Darren.

Spazzatura bianca, rifiuti della terra, secondo i più atletici.

Andavano a casa di una ragazza, dopo la scuola, e mi hanno invitato.

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