Ricordi?

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Ricordi (2019) DVD9
A Commentary by malessere

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Published on: 2019-11-22
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The first 180 lines.

Poi lui è stato a guardarmi in silenzio, per un tempo lunghissimo.

- Non ha detto niente? - Muto, mi guardava muto.

Perché è matto.

Eri tu che non parlavi.

No, invece no, io ho parlato e gli ho detto:

"Ma tu che ci facevi... a che pensavi, lì tutto solo?"

e lui mi ha risposto: "Non vorrei intristirti".

- Per una volta ha detto una cosa sensata.

- Poi lei ha risposto: " Mi pare poco probabile".

Non ti vorrei intristire.

Mi pare improbabile.

Stavo pensando ad un'altra festa, quando ero bambino.

Avevo portato un dolce,

mia madre lo aveva fatto con tanto amore,

da dare a questi bambini molto ricchi.

- Ricordo che sbagliai anche entrata.

Ricordo questi corridoi lunghissimi, lunghissimi, pieni di...

... di gente strana.

All'inizio non capivo,

Stavano giocando a pallone con il panettone fatto da mia madre.

Ti sei intristita?

No.

Forse sei insensibile?

Può essere.

Tu, ricordi brutti?

lo...

No, non mi viene niente.

- <Non volevo sembrare superficiale,

è una cosa strana non avere ricordi brutti, un po' infantile, no?>

No aspetta, aspetta, forse uno ce l'ho.

Quando è morto mio nonno.

Lui voleva morire sugli alberi, e...

... era...

No, però non è possibile,

probabilmente era sotto l'albero.

- Non so perché lo ricordi così. - Perché il ricordo mente.

- Sì. - Rende belle delle cose che non lo erano.

È che la vita, altrimenti, sarebbe insostenibile.

Secondo me no.

Secondo me non è il ricordo che abbellisce le cose.

Secondo me erano già belle prima e magari uno...

... se ne rende conto a distanza di tempo perché durante non stava attento.

Tutti che urlavano,

la macchia che si colorava...

[Bambini in coro: PISCIA SOTTO, PISCIA SOTTO]

- Ho sempre pensato che fosse una leggenda metropolitana

questa delle pipì che si colorano.

In che senso?

Sicuramente è come dici tu, c'erano le piscine così.

Si vede che poi le hanno vietate.

Per la privacy.

- Lo sai che mi ha colpito quella cosa che mi hai detto?

Ricordo che ho pensato: "Forse sono io che vedo...

... queste pipì colorate dove non ci sono,

ed il mondo non è così brutto come penso".

-Sei l'angelo che fa scolorare la pipì.

-Anche se non si direbbe, è una cosa molto romantica.

- Non sappiamo nemmeno come ci chiamiamo.

Sai cosa mi piace di te?

Che sei felice, però non sei scema.

Mi sembra una cosa bella.

- Ti sembra tutto una cosa bella.

È una cosa bella, no?

-Sai, forse io non ho ricordi belli perché...

... non mi è mai successo qualcosa di abbastanza bello.

Allora...

... vediamo di rimediare.

Non sarà mai più così bello,

lo sai?

No, non lo so.

Finiamola qui, prima che la poesia diventi pappa.

Con il tempo diventa tutto "qualunque".

Così resterà tutto una meraviglia.

- Eccolo, forse è questo il mio primo ricordo brutto.

-Certo che eri proprio matto.

- Non si dicono queste cose.

- Ho detto che era, infatti adesso non parla sempre di morte, di impiccarsi...

Basta.

- Di solito, questa ragazza è sempre allegra, non so cos'abbia, che cos'hai?

- Niente, scusate, stavo pensando ad un esame.

Comunque basta con questa storia che sono sempre allegra.

È difficile Fisica...

Fisica no, è una meraviglia, poi c'è... c'è una...

- La prima volta che lo hai raccontato a me, era un fiore solo.

Si vede che il resto del mazzo è cresciuto con il tempo.

Signora!

- E la poesia, la pappa...

- Tanto poi muori, ho pensato. -Certo.

- Era lui. -Qualcuno che non conosciamo?

Sì.

- È sbucato da questa finestra qui. - Dalla finestra sei entrato?

- Ma no, macché entrato dalla finestra.

Basta!

Ma è la verità, scusa mica abbiamo giocato a scacchi,

poi il primo periodo è così, no?

- Digli la teoria di noi bambini.

E adesso?

Adesso quando?

-Adesso, che hai detto questa cosa.

-Ah, prima, quando hai detto che il presente non esiste.

Sì, adesso.

-Vedi, prima, non adesso.

- Mi dispiace, il presente non esiste, è illusione.

Ma è una cosa terribile.

- Potrebbe essere no, che fossi tu?

Mi hai detto che venivi in vacanza da queste parti,

non ti dice niente questo posto?

-Sarebbe bello, però sarebbe troppo una coincidenza.

-Comunque secondo me è sbagliato,

suona giusto ma è sbagliato, magari puoi avere dubbi sul resto,

sul passato, sul futuro,

perché dove sono, tu li vedi?

Però proprio il presente...

Anzi, forse esiste solo quello.

-I Visigoti di Fritigerno, alleati con gli Alani,

almeno da quanto riporta Albano Marcellino,

si trovarono a scontrarsi con l'esercito imperiale del valente Valente.

Il primo a scuola.

- Poi c'era il fisico. - Sì.

- E poi c'era quello di questa estate.

No, ma quello è stato... così. Era solo bello.

- Solo bello? - Sì.

Era un po'... un po' tonto.

- E tu invece? -lo?

lo... qualcuna.

Alle medie la prima.

Però insomma, la prima vera fu una grecista.

Poi c'è stata una cosa, un'altra...

Vabbè.

Era anche il periodo che stavo con la grecista.

Poi un'artista.

Lei faceva le...

... le collane con...

... con degli assorbenti.

Cose del genere.

Poi basta.

Ah, no, no, poi c'era...

Oddio, come si chiama?

E che ne so io, boh.

Vabbè.

-Sono finite? Finite finite?-Sì.

- Sì? - Sì.

- E la più importante tra queste?

No, importante nessuna.

Ragazzi, andiamo sul serio, tanto la nebbia non si alza più, vi porto in un posto...

"Vi porto" ha detto?

-Stasera andiamo anche a ballare, se ci sbrighiamo.

No, a ballare no.

Però che belli che siete voi due,

davvero.

Pensate che questo qua, in due mesi, non mi ha raccontato niente,

non so neanche se ha dei nonni.

- Hai dei nonni? - Ho una nonna, lui la conosce, vero?

- È simpaticissima la nonna, lui non ha preso niente da lei.

-Vado a dire ai miei che andiamo.

Ciao.

Mi scusi se la interrompo, prima mi sono un po' intimidito,

le sue sculture sono veramente...

È inutile, gliel'ho chiesto per anni e non mi ha mai fatto fare il modello.

Perché tu sei brutto.

Non è vero!

I vestiti.

Anche la maglietta?

Papà, dai...

Mi dispiace.

Con Marco, alla colonia,

facevamo anche una specie di laboratorio teatrale. - Tipo?

- Tipo... ci mettevano in fila e dovevamo imitare ciò che faceva il primo,

cose così.

- Ho anche una zia, tre cugini...

- Lasciami! - Dai scusami...

Ma dove va?

La salutiamo così?

Ma perché devi fare sempre il coglione?

-Che qui ci venivamo con quelli della colonia te l'ha raccontato?

Qualcosa sì.

-lo questa cosa della nostalgia... non ce l'ho mai avuta.

- Nemmeno io, però un po' la sto imparando.

-Sei un astrofisico, no? - Non proprio, non ancora.

- Tu invece? - Ho studiato per fare il giornalista,

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