Badehotellet

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Season 1

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Badehotellet S01E04
A Commentary by MovieTeam
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Published on: 2017-01-12
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The first 200 lines.

Un nibbio reale! È tornato!

- Chiamata per voi, conte Ditmar. - Riceverai il denaro tra una settimana.

Ho promesso di farti vedere la "Montagna del Morto."

Forse.

Ti aspetterò.

- I miei soldi, per favore. - Difficile, eh?

- Potevo affogare! - Allora non sapete cosa si prova ad affogare.

- Com'è nuotare nuda? - Potreste venire con me, domani.

- Il signor Andersen ti spia. - Falla finita.

È collassato. È di sopra. Ha preso la scossa.

Tu non c'entri niente con quella presa, vero?

- E se fosse. - Non lo diremo a nessuno.

Traduzione di Hanna Lise

Nessun dubbio. Il vento si sta alzando.

- Ehm... il mio brandy alla ciliegia? - Sta arrivando.

- Stavo dicendo... - Che il vento si sta alzando.

Abbiamo sentito.

Che dicevano oggi alla radio?

La ricezione è scarsa per via della tempesta.

Forse non era il caso di portarsela fin qui.

- Altro caffè, per favore. - Otto.

- Che c'è? - Il tuo stomaco.

Grazie per l'interesse, ma decido io la giusta quantità di caffè da bere.

- Possiamo concentrarci un po? - Sì, mi sto concentrando.

Oh. Tocca a me?

- Notizie del signor Andersen? - La signora Andersen sta andando a trovarlo.

Non capiamo come possa essere successo. Non è vero, Vera?

- Cosa? - Mi chiedevo come abbia fatto a ferirsi?

Abbiamo visto come aveva spinto il filo dietro lo stipite della porta.

Incidenti e tempesta in arrivo. Che tristezza, che tristezza...

- Non cantereste per noi, signor Weyse? - No, sarebbe inutile.

- Per favore? - Non vedo perché insistere.

Muoviti!

- Leslie e Bertha, ricomponetevi. - Ma quante volte ve lo devo dire?

- Non capite il danese? - Lasciate che li rimproveri io, grazie.

A quanto pare non sortisce nessun effetto. Dobbiamo ricominciare per la terza volta!

- Dov'è l'istitutrice? Signorina Malling! - Come se facesse differenza.

- Viene da una buona famiglia. - Ma non è brava con i bambini.

Da che pulpito viene la predica. Basta vedere vostro figlio.

Prego?

- Cerchiamo di non alterare i torni. - Sono d'accordo.

- Leslie! Berta! - Per favore, volete controllare i bambini?

Sono scappati. Credevo fossero venuti qui.

- Se ne sono andati. - Li troverò.

- Prometto che non vi disturberanno più. - Il tempo sta proprio peggiorando.

Si stanno scannando.

- È colpa del tempo, se continua così... - La signora Frigh vuole i pancake.

- Ora? Sto preparando il pranzo. - È per tenere fermi i bambini.

- Per quelli ci vogliono i sonniferi. - Li faccio io.

Il grossista ed il conte vogliono caffè e cognac.

Ma sono impazziti tutti?

- Sono nella stanza del signor Madsen. - Il signor Fjeldsø è in camera sua?

- No, sono appena stata lì. - Sta studiando botanica con questo tempo?

- Il brandy alla ciliegia della signora Fjeldsø! - È finito.

Il fornitore arriva oggi.

Il vento vi fa così ridere?

No, Martha diceva che sareste venuto, ed eccovi lì.

- Possiamo fare qualcosa? - Devo parlare con la signora Andersen.

- Dov'è? - Si sta preparando per andare in ospedale.

- Le signorine dicevano che andate in ospedale. - Sì.

- Come sta vostro marito? - Speriamo per il meglio.

Speriamo tutti.

Mia moglie vi manda i suoi saluti e spera si rimetta presto.

Grazie mille.

E avevate appena installato l'elettricità.

Per quanto riguarda il vostro credito, in genere aspetto la fine della stagione.

- Se ne occupa Julius di questo. - Sì, ma...

Forse è un po' fuori luogo, ma se non dovesse riprendersi?

- Che volete dire? - Che succede se non ce la fa?

Ovviamente spero ce la faccia, ma se non dovesse...

sono in gioco parecchi soldi, e anche io ho dei creditori.

Possiamo vedere come risolvere la questione?

Bene, ecco il totale.

- 497 corone. - E 32 øre.

- Sì, è una somma considerevole. - Infatti.

- Non serve la chiave? - Naturalmente.

Forse vostro marito l'ha nascosta da qualche parte.

- Se n'è andato? - Cosa? Sì.

Non ci farà più credito. Non trovavo la chiave della cassaforte.

- Come faremo con le forniture? - Per il pranzo possiamo arrangiarci.

Sì, ma per la cena... dovevamo fare le fettine di vitello impanate e la mousse.

Mancano il rafano, i capperi, i limoni e la gelatina.

- E la carne del macellaio. - Beh, è parecchia roba.

Vado a parlare con Julius. Mi farò dire dov'è la chiave.

Dopo, chiamerò il negozio e ci faremo consegnare tutto di pomeriggio.

- Non verrà. - Chi?

- L'uomo che stai aspettando. - A chi ti riferisci?

Morten. Arrenditi. Non lo vedi da giorni.

- Non me ne importa niente. - Allora perché chiedi di lui a Otilia?

Sei una gran ficcanaso! Tieni la bocca chiusa e basta.

O racconto del filo che ha spedito il signor Andersen dritto in ospedale.

Sì?

Ho detto "sì"!

Sì? Non ve l'ho ancora chiesto, però.

Bene. Volte venire a Skagen? Vostro padre mi presta l'automobile.

- Quando? - Ora, subito.

Con questo tempo?

Vostro padre pensa vi farebbe bene uscire. Potremmo pranzare lì.

- Mi state invitando a pranzo? - Sì.

- Vostro padre insiste che vuole pagare lui. - Vi ha dato i soldi?

Che carino. Quanto?

500 corone?

Vanno in un albergo di lusso per un mese?

Non avevo pezzi piccoli, e sono via solo per il pranzo.

Ma 500 corone? Dovevi dargliene di meno.

Il conte ha dimenticato il suo portafoglio. E doveva fare un servizio.

- E gli hai prestato i soldi? - Lui mi piace, Teresa.

È pieno di idee. Deve andare al municipio

per scoprire a chi appartengono i terreni lungo la costa. Ha in mente grossi affari.

Oh, è ora. Andiamo a mettere qualcosa sotto i denti.

Che servizio deve fare?

- Quelli non sono mica affari miei. - Ma con i tuoi soldi.

È solo un prestito. Basta parlarne.

- Andate all'ospedale a trovare vostro marito? - Sì, ci sto andando.

Il conte Ditmar e Amanda possono accompagnarvi con l'auto.

Forse la signora Andersen non vuole.

- Non vorrei disturbare, guardate... - Nessun disturbo, signora.

Ma forse la signora Andersen preferisce stare da sola.

Sciocchezze. C'è un'automobile che va fino a Skagen.

La signora non può andare da sola con questo tempo.

Dirò al conte Ditmar di portarvi con loro.

Fate i miei migliori auguri a vostro marito.

- Spero che si rimetta presto. - Sì, beh... anche io.

Spero che smetta questo tempo.

Ci si annoia qui dentro.

Vediamo che delizie ci avete preparato, oggi.

- Non è andata affatto male. - Ma grazie...

Solo, quando apro con due di fiori, non dovreste dire "passo".

Dovete dire "due di quadri", così capisco che avete una mano debole.

- Che stupida che sono. - Ma comunque state imparando il gioco.

Buongiorno, signora Andersen. Andate all'ospedale?

- Sì, ora vado. - Spero suo marito si riprenda presto.

- Grazie. - Speriamo torni presto.

Sembra abbia visto un fantasma, Adam. Dove sei stato?

Nel laboratorio del signor Andersen. Me l'hanno prestato.

- State piantando dei fiori? - No, non esattamente.

Non puoi mangiare in questo stato. Fammi vedere le mani.

- Vai subito di sopra a lavarle. - Ma non ho ancora finito...

- Lavati le mani, Adam. - Sì, mamma.

- Sibylle! - Sì?

Ecco... guarda qua, il teatro mi ha mandato la mia nuova parte.

Le signorine mi hanno mandato Amleto invece di Otello.

- L'Otello di Shakespeare? - È la rappresentazione di apertura.

Ricordo che era una storia triste. Di cosa trattava?

- Gelosia, caro Hjalmar. - Ah, è una qualità poco dignitosa.

E se vostra moglie si innamorasse di qualcun altro?

- Sarebbe una sua scelta, la rispetterei. - Lo pensate davvero?

Le emozioni causano molto dolore. Dobbiamo riuscire a controllarle il più possibile.

Sono abbastanza d'accordo.

Allora...

- Andate all'ospedale? - Sì, sto andando.

- Spero che vostro marito si riprenda presto. - Grazie.

- Ci sono altre salsicce? - Vogliono altra insalata di aringhe.

È Morten! È tornato.

- Vuole parlare con te. - Non ho tempo, ora.

- Vieni con me. - Cosa vuoi?

- Scusa se non sono venuto quella sera. - Nemmeno io sono venuta.

Martha ha detto di sì.

Mio padre era tornato a casa, e così me ne sono dovuto andare,

altrimenti si finiva per litigare.

- Perché? - Mi accusa sempre di tutto.

- Per la storia di tuo fratello? - Che ti hanno raccontato?

Che... è annegato in primavera.

Stavate pescando.

Devo entrare. Stiamo preparando il pranzo.

Tornerò più tardi.

Ha parlato soltanto stamattina. Si è svegliato ed ha detto: "Poul".

- Oh, sì, Poul. È il figlio, vive in America. - Allora sta meglio.

Il medico vuole assicurarsi che il cuore stia bene.

Grazie.

Ciao, Julius.

L'infermiera dice che stai facendo progressi.

Mi hanno accompagnato il conte Ditmar e la signorina Madsen.

Dovevano fare un servizio a Skagen. È stato gentile da parte loro.

Il fornitore Damgaard ti manda i migliori auguri.

Ha portato le provviste, ma ha detto che non può farci più credito.

Vuole che saldiamo il conto.

Gli ho chiesto se potesse aspettare che rientri a casa,

ma vuole essere pagato ora.

Non riesco a trovare la chiave della cassaforte, Julius. Dove l'hai messa?

Julius, mi senti?

È nella tua tasca?

Devo sapere dov'è la chiave.

Damgaard non ci rifornirà più.

Ha chiamato la signora Andersen. Non sa quando tornerà.

Sta aspettando il conte Ditmar e la signorina Madsen.

- Come sta il signor Andersen? - Non riesce a parlare.

È muto come una tomba.

- Non sapremo dov'è la chiave. - E come si fa col fornitore?

Senza chiave non possiamo chiamarlo.

Gli ospiti si aspettano le fettine impanate.

Dobbiamo trovarla.

Controlla nella scrivania.

- Ha già guardato la signora Andersen. - Ricontrolla.

- Sopra la porta? - Non c'è.

E dietro la cassaforte? Ce lo vedo a nasconderla lì.

- L'avete trovata? - Ma figurati.

Pulizie di primavera. È giusto, in una giornata ventosa.

- Potremmo avere del caffè? - Certamente.

Ah, la signora Fjeldsø gradirebbe il suo brandy alla ciliegia. Grazie.

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