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Career 1938 SWEDISH 1080p WEBRip x265-VXT
A Commentary by zizokamal

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Published on: 2021-02-12
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The first 200 lines.

Questo film del 1938 è stato restaurato digitalmente

nel 2015 dallo Svenska Filminstitut.

Materiale originale:

Immagine: interpositivo da 35 mm Sonoro: copia ottica del 35 mm

- Ma come guidi? - In che senso? Io so guidare benissimo!

Quest'affare non frena, il cambio è rotto e stava arrivando un treno!

GiĂ , che altro potevamo fare?

- Io ho i nervi a pezzi! - Davvero? E io che dovrei dire?

- C'è un teatro pieno che ci aspetta. - Come sempre! E se non ce la facciamo?

Io, Nanna Högfelt che mi sono esibita nei più grandi teatri del paese,

devo viaggiare con questa compagnia che ha vinto premi alle sagre di paese.

Non stare lì impalato, guarda se il motore è rotto!

- Il motore? Ce n'è uno? - E allora guarda!

…io reciterei anche sulle stampelle. Ora mi sento meglio.

- Come stai, Nanna? - Bene.

Meglio se vai. Non sei abituata come noi.

E voi, signori, cosa guardate? Date una mano, piuttosto!

Io mi siedo e mi muoverò solo quando il bus sarà pronto.

Ti credo.

Ecco gli attrezzi. Vuoi questo?

Ă

- Cacciavite? - Non mugugnare, anch'io sono stanco.

- Ecco… - Ma funziona, con le molle?

Vattene via, prima che succeda un altro incidente.

Sì, va bene. Risparmia le energie…

Vattene e fammi lavorare sul mio autobus!

Helge, non dimenticare le valigie.

Nanna, ehi!

Ho trovato una camera con due bei letti e un divano!

- Grazie, cara. Arriviamo. - Il divano è mio, dormo meglio da sola.

Davvero?

Ecco qua. Buongiorno.

- Buongiorno. - Guardate!

- Che ne pensate? - Ă

- Benvenute a tutte. - Grazie mille.

Davvero carino, staremo bene qui.

Non ci sono persiane, come ci spogliamo?

Avrete della biancheria intima, sotto.

Beh, allora…

Avanti!

- Sei molto gentile. - Nessun problema.

- Mettile pure lì. - Mi dai la mia valigia?

- Grazie. - Molto gentile, grazie.

Potete riposare qualche ora. Vi sveglierò quando il bus sarà pronto.

Vedi di non darti alla pazza gioia.

Improbabile.

- Le persiane, eh? - Ma sentitela!

Nanna, prendo io il divano, così non ci saranno discussioni.

- Non immischiarti in ciò che non capisci. - Ma io…

- Tu prendi il letto. - Qual è la scala gerarchica, qui?

Hai fatto bene a chiedere. Ma mi pare che tu abbia giĂ scelto.

Perciò, accomodati. Il divano è tutto tuo.

Nanna, di nuovo?

- Lasciala bere. - Grazie.

Piccola vipera. Salute!

- Santo cielo, Malte! - Che c'è?

Ho scordato di mandargli il telegramma a Järnviken.

- L'appuntamento è per le otto di mattina. - Malte? Chi è Malte?

Sei sicura che sarà lì alle otto di mattina?

Puoi starne certa, mia cara Karin.

Ă

Un cugino in ogni cittĂ .

- Svolazza. - Come?

Sì, come una farfalla, da fiore a fiore.

Sembra una favola, ma è la realtà .

Io e Malte non ci vediamo da 25 anni.

Allora era un signor Nessuno, ed eravamo follemente innamorati.

Ma era il figlio del ricco proprietario di un'acciaieria.

E io volevo una mia carriera.

Non ha funzionato.

- Perciò ha sposato un'altra. - Già .

A modo mio, l'ho reso felice.

Ora comanda lui, all'acciaieria.

E a te tocca dormire su un divano. Sei stata ingenua.

Lo so che non lo dici con cattiveria.

- Ma non esagerare. - Ma, Nanna…

Tu sai così tante cose…

Se chiedi una bicicletta, poi devi pedalare.

E Nanna Högfelt sa benissimo cosa le serve

- per tirare avanti. - Ă

Da allora ne sono successe di cose, credimi.

Non dimenticherò mai la prima volta che ho incontrato Malte.

Mi aspettò dietro la porta che dava sul palco

con in braccio delle bellissime rose rosse.

Malte!

Malte Brundin Jr, benvenuta.

Carino da parte di tuo padre mandarti qui.

Purtroppo papà è in viaggio, perciò mi ha chiesto di fare le sue veci.

Che bei fiori, grazie.

Ă

Ci inviteresti tutti a colazione?

Gli ho parlato così tanto di Malte… Cioè, di tuo padre.

Per cui quasi se lo aspettano.

Ma certo, lo consideri fatto.

Perché non venite? Cosa state aspettando? Forza!

Ti presento il direttore artistico Rydman. Il sig. Brundin.

- Piacere. - Il piacere è tutto mio.

Sig.na Lund. Che bella macchina.

Sig. Brundin, lei è Monika Hall.

- Mi piacerebbe mostrarvi l'acciaieria. - Buonasera!

Ma prima di quello, magari una colazione in hotel?

- Grazie. - Sarete stanchi e affamati.

Mi permetta, sono Johanson. Johanson con una sola "S".

Stavo dicendo al mio amico di quanto sia incantevole questo posto.

SarĂ molto felice di vivere qui.

Lei è molto gentile. Quindi venite da Gothenburg?

Sì, Gothenburg! Anzi, in realtà da Mölndal, lì vicino.

- Io sono Ă–lander. - Il sig. Ă–lander, grand'uomo.

Allora, dov'è l'hotel esattamente?

Il sig. Johanson in realtĂ vorrebbe visitare subito l'acciaieria.

Ce ne dici, amico mio? Magnifica, non è vero?

Ă

Dopo una buona colazione non ci voleva tutta questa attivitĂ .

Ma se basta così poco per farlo felice,

possiamo pure stare ad ascoltarlo. Magari sarĂ pure utile.

…un po' alla volta, e dopo tre ore il ferro è pronto a essere colato.

Ecco che il ferro entra negli stampi, si raffredda e diventa ghisa.

E Malte ha inventato tutto questo?

- Sì, lui e il nonno. - Tutto ciò ti rende molto umile.

- Chi ne immaginava l'esistenza. - Proprio così.

Ă

Non capisco solo una cosa. Da dove si ricava il ferro?

Beh, che ore sono?

- Dov'è Monika? - Monika?

Non può stare qui, signorina. Non può gironzolare qui intorno.

Non sembrava pericoloso. Mi ha spaventato di piĂą lei.

- Chi l'ha fatta entrare qui? - Il suo capo.

- Allora scusi. - Non si preoccupi.

- Devo essermi allontanata dagli altri. - Gli attori?

- Sono laggiù. - Ah, sì? Grazie, arrivederci.

- Signorina! Le ho sporcato la giacca. - No…

- Ha l'impronta della mia mano, dietro. - Dove? Oh, no, guarda qui…

- Se viene con me, gliela tolgo. - Grazie, molto gentile.

- Di qua. - Grazie.

Ma oggi stiamo aspettando un carico da Bufors. Sì…

Sì, fatelo aspettare finché non arrivo lì. Qui ho finito.

Ferdinand, mi presti lo smacchiatore? Devo ripulirle la giacca.

Ă

- Prego, spero funzioni. - Puoi venire con me?

- Ho causato un sacco di guai. - Al contrario.

Che buffo, è la prima volta che incontro un'attrice.

- Davvero? - Chi pensava che sarebbe successo così.

- Devo togliermi la giacca? - No, va bene anche così.

Cioè, se le sta bene che io strofini così forte.

Faccia pure. L'importante è che la macchia venga via.

Ci proviamo.

- Sarebbe venuto a teatro, stasera? - No.

- Ma ho cambiato idea. Stia ferma. - Scusi.

Allora forse posso farle trovare un paio di biglietti.

La ringrazio.

- Come si chiama? - Erik Norrby.

- I ragazzi… - Sì.

- Finito? - Ă

Lo smacchiatore di Ferdinand toglie tutto. Pure le macchie.

Allora ci vediamo stasera. Grazie.

- Non c'è di che. - A presto.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Carina, no?

- Stasera si va a teatro. - Davvero? E lo decidi tu?

Stavolta sì. Lei è l'attrice principale.

Vai tu, a me queste cose non interessano.

Karin Lund, è lei.

Dovrebbero esserci due biglietti per Norrby, Erik Norrby.

No, mi dispiace. Chi doveva lasciarglieli?

Non so… La sig.ra Lund, Karin Lund.

No, non ci sono biglietti.

- Si muova, lì davanti. - Sì.

- Inaffidabile come tutti gli attori. - Dev'esserci un errore.

- Entriamo comunque. - No.

- Pago io i biglietti. - Vale la pena spenderci dei soldi?

Scusi, le lascio due biglietti per Norrby a nome mio.

- Salve! - Guarda chi c'è! Salve.

- Le ho appena lasciato due biglietti. - Grazie.

- Benvenuti! - Grazie.

Sì, il tempo è relativo. Ci ho messo solo 5 minuti a conquistare il Malte giovane.

Buon per te. Almeno stasera mangerai.

Ă

Se ti conosco almeno un po', cara Karin, lo spennerai comunque.

Cavolo, quanto la fate lunga. Io stasera ho vinto 5 corone a poker.

Sì, anche le briciole vanno bene.

Aspetta di diventare una "stella" come Karin.

- Pure tu uscirai coi pezzi grossi. - Chiudi il becco.

Cos'hai detto? Cerca di essere piĂą gentile, mia cara.

- Lo devo salutare, mio suocero? - Sta' attenta!

Penso di sì. Tu potresti essere mia suocera.

- Sarebbe meglio per te. - Oh, no.

- Sta molto bene, col vestito elegante. - Chi?

Vacci piano, mia cara Karin. Uno alla volta.

La campanella ha suonato. Ancora non siete pronte?

No, non diresti che lo siamo.

Devo fare pure da madre amorevole a Karin.

E senza niente da bere per dimenticare i miei guai.

Sì, la goccia che ha fatto traboccare il vaso…

Andate in scena, se ce la fate.

Nessuna risposta sarà quella giusta. Non c'è di che.

Lei è Karin Lund.

- Mamma, li hai visti portarlo via? - Perché non avrei dovuto?

Sono stata alla finestra per tutto il tempo.

Ora chiedimi se lui non parlerà . Che imbecille…

- Pensi che farĂ scena muta? - Che ne so?

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