What's the Worst That Could Happen?

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Lo scroccone e il ladro
A Commentary by Iloar

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Published on: 2025-04-15
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The first 200 lines.

CASA D'ASTA

Dichiaro aperte le offerte a 600? 650?

Mille dollari là in fondo. Grazie.

Se è qui per l'asta di cimeli sportivi, è mercoledì prossimo.

Grazie, ma sono qui per guardare questi bei quadri pieni di colori.

Mi fa piacere. Cosa ne pensa di questo?

- Non è squisito? - Oh, sì, davvero squisito.

Sì, certo. per essere un falso.

Un falso?

Sì. C'è scritto che il "Lotto 702: Ragazza alla finestra" è del '600, scuola veneziana.

- Ma non è vero. - Ah, no?

Il chiaroscuro sulla terra d'ombra bruciata è tutto sbagliato.

Io lo daterei a quando la Casa Bianca era ridotta a una casa chiusa.

Sa, quando se la spassavano tutti così.

Quando tra lo staff presidenziale c'era una che ci dava dentro, oh se ci dava dentro...

Signore, con il dovuto rispetto, qui il personale...

È un falso, ok? Io ho l'occhio.

- L'occhio? - Sì, come per i suoi occhiali.

Quando stamattina si è guardata allo specchio si sarà sentita molto chic.

È venuta al lavoro per concludere qualche bell'affare.

So che li credeva Boucheron da 500 dollari.

No, sono finti, cara. Sono un'imitazione.

Sono falsi, come questa merda qui.

"702: Ragazza alla finestra."

Aggiudicato al numero 14.

Il prossimo, lotto 702, Ragazza alla finestra, è stato ritirato dall'asta.

Passiamo quindi al lotto 703, Il paesaggio della valle dell'Hudson.

Un magnifico esempio di arte americana dell'800.

Vi interesserà sapere che l'autore di questo delizioso dipinto

era di Boston, ed era stato apprendista qui in Commonwealth Avenue.

- Io e i miei colleghi della W. Boyle... - Mi scusi.

Le spiace...

Vorrei passarle davanti. Cerchi di essere gentile.

- Ma non può stare più attento? - D'accordo, basta.

Proviamo così.

Ecco, bene. Adesso ci passo.

- È scandaloso. - Così. Ce l'abbiamo fatta.

Mi scusi. Ok.

- Si metta a dieta. - Stronzo.

Sta bene?

Le spiace lasciarmi in pace?

Se la lasciassi in pace vedendola tutta sola con le lacrime agli occhi,

come crede che mi sentirei?

Non può capire.

Quel dipinto è suo. Non vorrebbe venderlo, ma è costretta.

350.

Chilo più, chilo meno.

È stato mio padre a lasciarmi quel dipinto.

Lo adoro, ma devo saldare il conto di un albergo.

- 1500. - 1500. Grazie.

- 2000. - Siamo a 2000 dollari.

- 2500 dollari. - Siamo a 2500.

Qualcuno dice 3000?

2500 e uno.

E due.

Aggiudicato. Al numero 14.

Ecco fatto.

Come si chiama?

- Amber Belhaven. - Bel nome.

Kevin Caffrey.

Senta, non potevo permettermi quel dipinto.

Ma posso offrirle un caffè.

Dopo essermi laureata, mi sono trasferita qui da Londra

Sì, lo so.

Ti puoi immaginare il resto. Sono falliti, ed eccomi qui.

- E adesso cosa pensi di fare? - Trovarmi un lavoro.

Ci saranno migliaia di occasioni per una laureata in antropologia.

Antropologia. È lo studio di quello che l'uomo...

Visto? Meno male che l'ho letto sul dizionario. Non lo avrei mai saputo.

E tu cosa fai, Kevin?

Sono un... Uomo d'affari.

Già. A proposito, sono in ritardo per un appuntamento.

Non vorrei essere invadente, ma nella tua camera d'albergo...

Sì?

...c'è uno di quei bei minibar?

Sì.

- E dentro ci sono tante bottiglie mignon? - Credo di sì.

Quando ho concluso l'incontro, ti spiace se vengo a controllare?

Per vedere se ci sono davvero?

Non cercherai di venire a letto con me, vero?

No.

- Perché batti le palpebre? - È un tic nervoso. Mi succede se mento.

- Quindi sarai molto sincero. - Come avvocato sarei una frana.

Ma riesci a battere le palpebre anche quando dici la verità?

Sì.

Quindi se non batti le palpebre dici la verità.

Ma se le batti, significa che stai mentendo

oppure che lo fai apposta per far sembrare che tu stia mentendo.

Esatto.

- È una faccenda complicata. - In realtà non lo è.

E allora?

Posso rivederti più tardi?

Certo.

Aspetta. Hai battuto le palpebre anche tu.

Anche tu hai il mio stesso tic, ma non so...

Sei proprio uno schianto. Ti troverò.

Sì.

Chi è?

È per te.

Quanto ha voluto per il quadro?

Ti ripagherò appena troverò lavoro.

Be', non mi è costato niente.

- Cos'hai fatto, l'hai rubato? - È il mio mestiere.

Ma ti credevo un uomo d'affari.

Infatti. Lavoro nel ramo furti.

È per questo che vado alle aste, per scoprire cosa vale la pena rubare.

Sono un intenditore di cose facilmente trasportabili.

Wow.

Chiedo scusa se ti ho sconvolta.

Stavo con un avvocato. Ne so qualcosa di interpretazioni elastiche della legge.

In genere non lo dico al primo appuntamento con una donna.

Ma in genere non provo nemmeno questi sentimenti.

Neanch'io.

Lo vedi questo anello?

Me lo ha dato mio padre, perché ricordassi sempre quanto mi voleva bene.

Mio padre credeva nel destino, e anch'io ci credo.

Questo era il suo anello portafortuna, e adesso è il tuo.

Era davvero fortunato?

Be', ce lo aveva indosso quando ha vinto a carte quel dipinto.

- Ora voglio una cosa da te. - Dimmi.

Voglio che tu mi prometta di non mentirmi mai.

Ho già vissuto una storia così e non lo voglio fare mai più. Niente bugie, ok?

- Niente bugie. - E non hai nemmeno battuto le palpebre.

Oh, mio Dio. Mi sento degli aghi piantati negli occhi.

Sono troppo ricco per avere mal di testa, Walter. Tirami fuori dai guai.

- Tirarti fuori dai guai? - Sì.

Annullerò tutti gli affari loschi a cui hai partecipato negli ultimi 5 anni.

- Ottimo. - Stavolta non ci sono scappatoie.

- Il fallimento è l'unica soluzione. - Bene. Al diavolo tutti quanti.

Qual è il peggio che potrebbe succedere?

Il fallimento, Max. È quello il peggio che potrebbe succedere.

Pucci pucci, è solo la società immobiliare.

Niente di grave. Diglielo tu, Walter.

È solo una...

Una procedura tecnica.

Sì, esatto. Una semplice procedura tecnica.

È umiliante, e finirà su tutti i giornali.

Dovevo ascoltare papà e non sposarti.

Non è proprio il caso di mettere in mezzo tuo padre, zuccherino.

Io e Walter risolveremo tutto. Abbiamo già delineato la strategia. Giusto, Walter?

Risolvi la cosa, Max, altrimenti...

Non devi preoccuparti, tesoruccio.

Alla fine queste cose si risolvono da sole. È sempre così.

Dai, dammi un bacetto. Vediamo la tua boccuccia.

Ecco, così. Vuoi andare a pranzo? Andiamo. Forza.

Andiamo. Mangiamo, beviamo, scordiamoci queste sciocchezze.

Rispetto.

R-i-s-p... Il resto lo sai.

Ecco che cosa manca. Ormai nessuno rispetta più niente.

Nessuno rispetta il lavoro, e nemmeno gli anziani.

Sai cosa intendo? Se sei sveglio batti un colpo.

Rispetto. Ho sentito.

Tanto vale che parli da solo.

Ma questo bel ragazzo lo conosco. Conosco questo sorriso.

- Cos'hai per il vecchio zio Jack? - Niente. Sono qui per Amber.

- Dov'è? - Al lavoro. Adora lavorare.

La migliore cameriera che abbia mai avuto. Sempre entusiasta.

- Conoscila meglio: ti piacerà. - E come faccio? Parla un'altra lingua.

Ne so abbastanza su di lei. Non hai più lavorato da quando si è trasferita da te.

- Zio Jack, posso parlarti? - Certo che puoi.

- Ti devo parlare. - Sì, certo, sputa.

- Penso... So... - Cosa?

- Io la amo. - No, figliolo. Non è la tipa giusta.

È troppo perbene.

E Sharon, quella truffatrice di Chicago?

- Si è beccata due anni. - Per cosa?

- Per truffa. - No.

- Con Sharon era solo una storia di sesso. - Ottimo.

Ma con Amber...

- Be', è sempre una storia di sesso. - Ottimo.

Però parliamo.

È così incredibile svegliarsi con qualcuno e poterci parlare.

Parlare? Mica sei Oprah Winfrey.

Ciao, tesoro. Come stai?

- Come va? - Sempre entusiasta, questa.

- Ehi, guarda un po' chi c'è. - Barista, la voglio fredda e bavarese.

Berger.

Ehi, come butta, Kevin? Tutto liscio.

A tutte le donne che ho amato e che mi hanno amato, salud.

Attento a non farti sentire da Ann Marie.

Non preoccuparti, non scoprirà mai...

È Ann Marie. Ma cos'ha, un radar?

Amber, Berger. Berger, la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Amore.

Piacere di conoscerti, Berger. Gli amici di Kevin di solito lavorano di notte.

Devo tornare al lavoro. Ci vediamo dopo.

- È un vero piacere. - Meglio prima che dopo.

- Gran bel culo. - Ehi, amico, cos'ho appena finito di dire?

Scusa. Non pensavo dicessi sul serio. Di solito quelle con cui esci...

Questa è diversa. È laureata in antropologia.

Me lo ricorderò se andrò a un quiz in tv.

- Kevin, ho una bella dritta. - Cosa?

Stasera. Un colpo grosso, sicuro come starsene in casa propria.

Al sicuro come in casa propria? Un bel paradosso.

- Sì. Ed è proprio di una casa che parlo. - Dimmi tutto.

- Ma non li leggi i giornali? - Prima sì, ma ogni giorno erano diversi.

- Sai chi è Max Fairbanks? - Il miliardario?

Sì.

- Se non è un buon piano, vedi. - Ti piacerà da matti.

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